Scaffalature nei magazzini logistici: platea di fondazione o pavimentazione industriale?
Nei magazzini logistici automatizzati, la struttura di base – platea di fondazione o pavimentazione industriale – è determinante per sicurezza, durabilità e prestazioni operative. I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma indicano soluzioni strutturali diverse, con criteri di progettazione differenti. Ne abbiamo parlato con l’ing. Giovanni Saba, vicepresidente CONPAVIPER.
La rapida crescita della logistica automatizzata e dei sistemi di movimentazione ad alta intensità sta trasformando profondamente la progettazione dei grandi magazzini di stoccaggio merci. In questo scenario, un elemento spesso sottovalutato ma determinante per sicurezza, produttività e durabilità dell’infrastruttura è la struttura di base su cui poggiano scaffalature, sistemi automatizzati e circolano mezzi di movimentazione: la platea di fondazione o la pavimentazione industriale.
I due termini vengono frequentemente utilizzati come sinonimi, ma dal punto di vista strutturale e progettuale indicano soluzioni molto diverse, con comportamenti meccanici e criteri di verifica differenti.
Per chiarire un tema sempre più rilevante per progettisti strutturali, imprese e operatori della logistica, abbiamo intervistato Giovanni Saba, vicepresidente CONPAVIPER con delega alle pavimentazioni industriali.
La logistica del futuro sarà sempre più automatizzata
🎤 Ing. Saba, perché oggi è così importante chiarire il ruolo delle pavimentazioni nei magazzini logistici?
Negli ultimi anni il settore della logistica ha registrato una crescita molto rapida, trainata soprattutto dallo sviluppo della logistica automatizzata.
Si sta diffondendo sempre di più la cosiddetta logistica veloce, dedicata alla gestione di merci di piccole dimensioni che rimangono in magazzino per tempi molto brevi: spesso solo pochi giorni, il tempo necessario per la registrazione nei sistemi informativi aziendali e la successiva spedizione al cliente finale.
Questo modello organizzativo comporta ritmi di movimentazione estremamente elevati, con l’impiego di sistemi automatici, navette robotizzate e scaffalature sempre più alte e dense.
In questo contesto, la struttura su cui poggia l’intero sistema di stoccaggio – cioè la platea di fondazione o la pavimentazione industriale – diventa un elemento fondamentale per garantire sicurezza strutturale, prestazioni operative e continuità del servizio logistico.
La fondazione del sistema di stoccaggio è un elemento permanente
🎤 Nei magazzini per la logistica, qual è il ruolo dell'elemento di "fondazione" su cui poggia il sistema di stoccaggio?
In un magazzino logistico molti elementi possono cambiare nel tempo: il layout delle scaffalature, i sistemi di automazione o le tipologie dei mezzi di movimentazione.
C’è però una componente che rimane sostanzialmente invariata per tutta la vita utile dell’edificio: la "fondazione" diretta del sistema di stoccaggio verticale delle merci.
Questa fondazione è generalmente realizzata in calcestruzzo armato e poggia su uno strato di massicciata riportata e adeguatamente costipata, oppure su sistemi di fondazione profonda o mista.
Dal punto di vista progettuale deve garantire tre requisiti fondamentali:
- sicurezza strutturale, evitando collassi sotto carichi statici o azioni sismiche;
- compatibilità con i sistemi di movimentazione, soprattutto nei magazzini automatizzati;
- elevata durabilità, per ridurre gli interventi manutentivi e limitare i fermi operativi della logistica.
Platea di fondazione e pavimentazione industriale: due strutture diverse
🎤 Spesso si tende a confondere la platea di fondazione con la pavimentazione industriale. Dal punto di vista strutturale e progettuale, quali sono le differenze fondamentali tra questi due sistemi?
Si tratta di un equivoco molto diffuso. La fondazione dei sistemi di impilaggio verticale delle merci può essere progettata o come platea di fondazione o come pavimentazione industriale, ma non contemporaneamente come entrambe le cose.
Questo perché le due soluzioni presentano comportamenti strutturali differenti e richiedono quindi metodologie di progettazione e verifica diverse.
Cos’è una platea di fondazione
La platea di fondazione è una struttura in calcestruzzo armato a superficie continua, generalmente con spessore superiore ai 40 cm, che si estende sotto l’intera area della costruzione distribuendo i carichi sul terreno.
È una soluzione particolarmente indicata quando:
- il terreno presenta bassa capacità portante;
- è necessario limitare i cedimenti differenziali.
Dal punto di vista progettuale:
- può essere collegata a fondazioni profonde come pali o micropali;
- non prevede tagli di contrazione per il controllo del ritiro plastico del calcestruzzo;
- può manifestare fessurazioni da ritiro del calcestruzzo.
La superficie della platea non è progettata per il traffico diretto dei mezzi di movimentazione. Per l’utilizzo operativo è generalmente necessario realizzare sopra di essa una pavimentazione industriale di finitura.
La progettazione della platea di fondazione deve essere condotta nel rispetto delle prescrizioni delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (NTC 2018), con le relative verifiche agli stati limite e le valutazioni geotecniche previste dalla normativa.
Cos’è una pavimentazione industriale
La pavimentazione industriale di fondazione è invece una piastra in calcestruzzo armato gettata in opera, con spessore minimo generalmente pari a circa 15 cm, progettata per sostenere carichi statici e dinamici elevati e trasferirli al terreno.
A differenza della platea:
- non è autoportante, ma poggia su uno strato di massicciata riportata e costipata;
- è progettata per garantire elevata planarità e orizzontalità, requisiti fondamentali per i sistemi di movimentazione;
- è una struttura discontinua, con giunti di costruzione giornalieri;
- è desolidarizzata dalle fondazioni e dalle strutture verticali dell’edificio.
Per controllare la fessurazione da ritiro plastico, la pavimentazione industriale prevede tagli di contrazione, che consentono di governare il comportamento del calcestruzzo nel tempo.
Dal punto di vista tecnologico può essere realizzata con diverse soluzioni:
- armatura tradizionale (rete elettrosaldata);
- calcestruzzo fibrorinforzato (FRC);
- sistemi ibridi;
- tecnologie post-tese.
La progettazione delle pavimentazioni in calcestruzzo a uso industriale deve essere condotta nel rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (NTC 2018), delle Istruzioni CNR-DT 211, della norma UNI 11146 e del Codice di Buona Pratica CONPAVIPER, che definiscono criteri di dimensionamento, esecuzione e controllo delle prestazioni.
Platea di fondazione vs pavimentazione industriale
Platea di fondazione
◾ struttura continua in calcestruzzo armato
◾ distribuisce i carichi dell’edificio
◾ può essere collegata ad altre strutture di fondazione o in elevazione
◾ spessore generalmente > 40 cm
◾ progettata secondo NTC 2018
Pavimentazione industriale
◾ piastra in calcestruzzo su massicciata
◾ desolidarizzata da ogni elemento di fondazione, diretta o indiretta
◾ progettata per traffico operativo
◾ spessore ≥ 15 cm
◾ progettata secondo NTC 2018, CNR-DT 211, UNI 11146, CdBP Conpaviper.
Chi decide se realizzare una platea o una pavimentazione
🎤 Chi è responsabile della scelta tra platea di fondazione e pavimentazione industriale?
La responsabilità della scelta spetta sempre al progettista strutturale. È l’ingegnere che, sulla base delle condizioni geotecniche del sito e delle prestazioni richieste dall’infrastruttura logistica, stabilisce se progettare una platea di fondazione oppure una pavimentazione industriale di fondazione.
Tra i principali fattori da considerare ci sono:
- tipologia e intensità dei carichi statici o sismici;
- caratteristiche dei sistemi di movimentazione delle merci;
- requisiti di durabilità e manutenzione;
- possibili cedimenti immediati dello strato di massicciata;
- eventuali cedimenti differiti dei terreni più profondi.
Le due configurazioni più diffuse nei magazzini logistici automatizzati
🎤 Quali sono le soluzioni progettuali più utilizzate nei magazzini logistici automatizzati?
Le configurazioni più diffuse nei magazzini logistici automatizzati sono sostanzialmente due:
1️⃣ Sistema separato: platea strutturale + pavimentazione industriale
In questa configurazione:
- la platea svolge la funzione strutturale;
- sopra di essa viene realizzata una pavimentazione industriale di finitura.
La pavimentazione viene eseguita in una fase successiva ed è desolidarizzata dalla platea, ad esempio mediante foglio di separazione in polietilene.
Questa soluzione consente di:
- eseguire tagli di contrazione per controllare il ritiro del calcestruzzo;
- correggere eventuali imperfezioni di planarità della platea;
- ottenere elevata resistenza all’abrasione e maggiore durabilità della superficie.
Il principale limite è rappresentato da tempi e costi di realizzazione più elevati.
2️⃣ Sistema integrato: un’unica piastra con doppia funzione
In questa configurazione la platea strutturale viene realizzata con finitura industriale, assumendo contemporaneamente il ruolo di fondazione e superficie di esercizio.
Il principale vantaggio è la realizzazione in un’unica fase, con tempi di costruzione più rapidi.
I limiti riguardano invece alcuni aspetti prestazionali:
- planarità generalmente inferiori rispetto a quelle ottenibili con pavimentazioni industriali dedicate;
- assenza di tagli di contrazione, con minore controllo del ritiro plastico.
Per questo motivo questa soluzione è generalmente più adatta nei magazzini in cui non sono previsti mezzi di movimentazione tradizionali, ma sistemi completamente automatizzati.
CONPAVIPER ha avviato un tavolo tecnico congiunto con AISEM – Associazione Italiana Sistemi di Sollevamento, Elevazione e Movimentazione, finalizzato allo studio dell’interfaccia tra pavimentazioni industriali in calcestruzzo e sistemi di stoccaggio e movimentazione nei magazzini logistici. L’obiettivo è sviluppare un documento tecnico condiviso che definisca criteri progettuali, prestazioni richieste e buone pratiche operative, a supporto di progettisti, imprese, committenti e operatori della filiera logistica. (Leggi la news sul sito di Conpaviper)
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