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Terremoti: nel 2025 registrati 15mila eventi

Nel 2025 l’Italia ha registrato 15.759 terremoti secondo i dati INGV. La sismicità nazionale resta stabile rispetto agli ultimi anni, senza eventi di magnitudo superiore a 5.0. Le aree più attive includono Campi Flegrei, Gargano e Tirreno meridionale.

Nel 2025 in Italia sono stati registrati oltre 15.700 terremoti, confermando una sismicità diffusa ma sostanzialmente stabile. I dati, elaborati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mostrano una media di più di 43 eventi al giorno, con magnitudo generalmente basse. Nessun sisma ha superato la soglia di magnitudo 5.0, mentre restano sotto osservazione alcune aree già note come i Campi Flegrei e il Tirreno meridionale. Il quadro complessivo evidenzia l’importanza del monitoraggio continuo e della prevenzione.


In Italia registrati 43 eventi al giorno

Nel corso del 2025 le Sale Operative dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno localizzato 15.759 terremoti sul territorio nazionale e nelle aree limitrofe. Si tratta di una media di poco più di 43 eventi al giorno, pari a un sisma ogni 33 minuti: un dato leggermente inferiore rispetto al 2024, ma perfettamente in linea con l’andamento degli ultimi anni.

Dal 2019 a oggi, infatti, il numero annuale di terremoti registrati in Italia oscilla stabilmente tra 16.000 e 17.000 eventi, segnando un netto calo rispetto al biennio 2016-2017. In quel periodo, l’Italia centrale fu colpita dalla lunga e intensa sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto di Accumoli, che ancora oggi contribuisce, seppur in misura minore e con magnitudo generalmente basse, alla sismicità complessiva del Paese.

Tutti questi dati, insieme ad analisi, approfondimenti e curiosità scientifiche, sono raccolti nello “Speciale 2025” appena pubblicato dall’INGV e dedicato alla sismicità annuale.

 

Mappa dell’Italia con la distribuzione dei terremoti registrati nel 2025: cerchi di diversa dimensione e colore indicano la magnitudo degli eventi sismici, concentrati soprattutto lungo l’Appennino, nei Campi Flegrei, nel Tirreno meridionale e nelle aree circostanti la Sicilia.
Mappa degli epicentri degli oltre 15.000 terremoti registrati dalle stazioni dalla Rete Sismica Nazionale nel 2025. In questa mappa non sono inclusi i microterremoti (M<1) localizzati dall’Osservatorio Vesuviano (INGV-OV) nelle aree vulcaniche campane e dall’Osservatorio Etneo (INGV-OE) nelle aree vulcaniche siciliane. (Crediti: INGV)

 

Il terremoto più forte dell’anno è stato registrato al largo della costa di Foggia (M 4.8)

Il sisma di maggiore energia del 2025 ha raggiunto una magnitudo Mw 4.8 ed è stato registrato il 14 marzo al largo della costa della provincia di Foggia. L’evento rientra nella sequenza sismica attiva a nord del Promontorio del Gargano, nell’area del Lago di Lesina, una zona nota per una sismicità frequente ma generalmente moderata.

Nel complesso, solo poco più del 10% dei terremoti localizzati ha avuto una magnitudo pari o superiore a 2.0. Gli eventi compresi tra 4.0 e 4.9 sono stati 21, di cui 16 in Italia o nei mari circostanti e 5 tra Croazia e Albania. A differenza degli anni precedenti, non si sono verificati terremoti di magnitudo 5.0 o superiore.

 

Sequenze sismiche e aree più attive: Campi Flegrei, Mar Tirreno e Appennini

Anche nel 2025 non sono mancate sequenze sismiche, per lo più caratterizzate da magnitudo contenute e in continuità con attività già note. Particolarmente rilevante è stata la situazione nell’area dei Campi Flegrei, dove la crisi bradisismica in corso ha prodotto i due terremoti più forti dell’anno in quell’area: magnitudo Md 4.6, registrate il 13 marzo e il 30 giugno.

Numerosi anche gli eventi nel Mar Tirreno meridionale. I più intensi, di magnitudo ML 4.7, si sono verificati il 7 febbraio nei pressi delle Isole Eolie e il 26 agosto al largo delle Isole Egadi. Nel mese di ottobre, inoltre, una piccola sequenza ha interessato la provincia di Avellino, suscitando un risentimento particolarmente diffuso tra la popolazione.

 «Le infrastrutture di ricerca dell’Ente, a partire dalla Rete Sismica Nazionale, permettono alle nostre Sale Operative di garantire ogni giorno il servizio di sorveglianza sismica del Paese», spiega Salvatore Stramondo, Direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV. «I dati raccolti rappresentano un patrimonio scientifico di valore inestimabile, condiviso con la comunità internazionale e fondamentale per il progresso delle conoscenze sui terremoti».

 

Dati accessibili e mappe interattive

L’intera sismicità del 2025 è consultabile attraverso una mappa interattiva disponibile sul blogINGVterremoti. Per ogni evento è possibile visualizzare magnitudo, profondità e area epicentrale; per i terremoti più significativi sono disponibili anche le Shakemap, che mostrano in modo immediato l’intensità dello scuotimento e il suo impatto sul territorio.

 

IN SINTESI
-15.759 terremoti localizzati nel 2025, circa 43 al giorno;
-Sismicità stabile dal 2019, in calo rispetto al periodo 2016–2017;
-Nessun terremoto ≥ magnitudo 5.0 durante l’anno;
-Evento più forte Mw 4.8 al largo della provincia di Foggia;
-Aree più attive: Campi Flegrei, Mar Tirreno meridionale, Appennino meridionale.


Fonte: INGV

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