Rigenerare le periferie con un piano nazionale di edilizia industrializzata: la ricetta REbuild 2019

02/07/2019 675

Ruolo attivo delle comunità, economie di scala, partnership pubblico-privato: ecco alcune delle soluzioni emerse dall’evento dell’anno dedicato all’edilizia sostenibile e all’innovazione nelle costruizioni

Lavori in corso con il think tank REbuild 2019, l’appuntamento annuale sull’edilizia sostenibile e l’innovazione nelle costruzioni e nel real estate, ospitato in questa edizione a Milano. Un laboratorio di tre giorni, dal titolo (Re)making cities, piattaforme innovative per le città, che mette al centro la riflessione sulle aree urbane con un focus sulla riqualificazione delle periferie, le zone più fragili che necessitano di un approccio nuovo e inclusivo per poter essere valorizzate.
 
Numerosi gli spunti sollevati dai promotori e dai relatori invitati: dal nuovo real estate verso la sfida delle green cities; dal digital design con l’architettura che dà valore al processo, fino ai quartieri mix used e agli spazi ibridi; dall’edilizia off-site ai dati che possono essere ricavati dalle città coinvolgendo nel dibattito anche la community.
 
Obiettivo principale della manifestazione è quello di proseguire nel confronto avviato da REbuild in questi anni, capitalizzando gli esiti e presentando contenuti innovativi, per ambire a proporre un piano nazionale di edilizia industrializzata per la rigenerazione delle zone più marginali delle città, guardano alle esperienze realizzate con successo perché possano essere un modello replicabile in altri luoghi.

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«Nella manifestazione di quest’anno, giunta alla sua ottava edizione - commenta Thomas Miorin, ideatore e presidente REbuild - affianchiamo al filone dell’economia circolare e della diminuzione delle emissioni di Co2 la dimensione sociale e culturale. Solo incrociando questi aspetti nella loro complementarietà si può, a nostro avviso, creare valore e inclusione, rendendo disponibile l’innovazione anche per le periferie. Un esempio su tutti è lo stesso quartiere Ripamonti che ci ospita in questi giorni: anni fa era una zona abbandonata e degradata mentre oggi è rinata, grazie al processo avviato da privati che hanno realizzato progetti in dialogo con il comune meneghino, come Fondazione Prada, il business district Symbiosis, il coworking di Talent Garden.

Interventi in cui la cultura, l’arte, la ricerca, l’artigianato e il design sono riusciti a mettere in gioco un percorso condiviso di rigenerazione».