Controversie nei pavimenti e nei rivestimenti in ceramica

Come comportarsi qualora si dovessero riscontrare vizi o difetti su pavimenti e rivestimenti in ceramica? Ecco un vademecum che fornisce indicazioni sui criteri di valutazione qualitativa delle “piastrellature ceramiche”, sulle tipologie di vizi e difetti riscontrabili e considerazioni circa gli aspetti legali in caso di contestazione.

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Piastrellatura ceramica: componenti, normativa di riferimento e figure coinvolte

Una piastrellatura ceramica può essere considerata come un vero e proprio sistema edilizio, più o meno complesso, formato essenzialmente da:

  • Massetto/ intonaco di parete;
  • Collante;
  • Piastrelle;
  • Fughe;
  • Giunti.

Nel sistema possono inserirsi:

  • Strati di desolidarizzazione;
  • Strati isolanti termici/ acustici;
  • Elementi per il riscaldamento a pavimento.

L’insorgere di vizi/difetti nelle piastrellature danno origine a contenziosi che possono essere anche di difficile gestione e risoluzione per cui è bene essere consapevoli di due aspetti:

  • Occorre un'attenta e corretta analisi e definizione del “problema” attraverso rilievi e informazioni da raccogliere;
  • Occorre un'attenta valutazione della qualità e prestazione dei vari materiali, delle scelte progettuali compiute, delle modalità di posa.

La norma UNI 11493-1:2016 - Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete - Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione, coinvolge nel risultato finale diversi operatori:

  • il Produttore dei materiali;
  • il Venditore dei materiali;
  • il Posatore/ massettista;
  • il Direttore lavori;
  • il Committente.

Questi ruoli sono sempre considerati presenti perché, a volte, alcuni di essi possono convergere in una persona. La famosa “Signora Maria" che sceglie le piastrelle e decide come installarle può essere assimilata a progettista del pavimento/rivestimento.

Sulla base di quali aspetti tecnici viene giudicato un pavimento o un rivestimento in ceramica?

Riprendendo lo schema della UNI 11493 una piastrellatura viene giudicata sulla base dei seguenti aspetti (vedi Guida alla Valutazione Tecnica delle Piastrellature di Ceramica, Ing. Giorgio Timellini):

Conformità della piastrellatura

  1. irregolarità di aspetto e dimensione;
  2. difetti superficiali alla consegna;
  3. difformità rispetto alle aspettative del cliente.

La conformità di una piastrellatura dipende dai materiali, dalla progettazione, dalla installazione.

Integrità della piastrellatura

  1. rotture e distacchi di piastrelle;
  2. distacco e sollevamento della piastrella;
  3. sfili e fessurazioni;
  4. cavilli;
  5. esiti da gelo.

L’integrità di una piastrellatura dipende dai materiali, dalla progettazione, dalla installazione.

Durabilità della piastrellatura

  1. deterioramento fisico chimico della superficie;
  2. difficoltà di pulizia e manutenzione;
  3. efflorescenze delle fughe;

La durabilità dipende dai materiali, dalla progettazione, dalla installazione, dall’uso e manutenzione.

Sicurezza del pavimento in ceramica

  1. scivolamento/inciampo

La sicurezza dipende dai materiali ma sensibilmente di più da progettazione, installazione, uso e manutenzione.

Leggi anche: Metodi di misurazione della scivolosità nelle pavimentazioni ceramiche

Non entriamo nello specifico delle varie problematiche relative ai quattro aspetti sopra elencati, questi potranno essere sviluppati in successivi articoli per una più specifica valutazione dei vizi e difetti, ma ci limitiamo per ora a queste considerazioni di carattere generale.

Considerazioni di carattere generale circa vizi e difetti delle piastrellature ceramiche

Se siamo di fronte ad un presunto problema occorre quindi:

  • Classificarlo nei 4 aspetti sopraelencati
  • Giudicarne la rilevanza (normalmente impatto visivo)
  • Giudicarne l’impatto sulla funzionalità
  • Stabilire la densità del difetto
  • Stabilire la distribuzione del difetto
  • Stabilire l’origine del difetto

Un difetto deve comunque essere misurato in base a riferimenti normativi e contrattuali e non a sensazioni qualitative percepite e caso mai disattese.

Difformità del colore delle piastrelle

Il classico esempio è quello della difformità di colore rispetto al campione di riferimento scelto nel negozio.

Le ditte produttrici specificano su imballi/cataloghi che il tono delle piastrelle è puramente indicativo e che normalmente varia da lotto a lotto. Questo significa che non può essere motivo di contestazione l’aver ricevuto un tono diverso dal campione. Inoltre, esiste un indice di riferimento che ci fornisce il grado di stonalizzazione, vale a dire la classificazione della diversità di tono di colore da una piastrella all’altra. Questo indice di riferimento è riportato su scatole o cataloghi (V1= colore uniforme fino a V4 colore e grafiche diverse).

Difformità dimensionale delle piastrelle

Un altro esempio che può essere citato è quello relativo alle caratteristiche dimensionali della piastrella che non possono essere definite a discrezione dell’utilizzatore, ma sono le norme internazionali che ne stabiliscono i limiti di accettazione.

Un consumatore può pretendere caratteristiche fuori dalle norme ma devono essere richieste in fase di acquisto ed evidenziate sul contratto.

Normativa di riferimento per le piastrellature ceramiche

UNI 11493-1:2016 - Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete - Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione

UNI EN 12004-1:2017 - Adesivi per piastrelle di ceramica - Parte 1: Requisiti, valutazione e verifica della costanza della prestazione, classificazione e marcatura
 
UNI EN 13813:2004Massetti e materiali per massetti - Materiali per massetti - Proprietà e requisiti
 
UNI EN ISO 10545 (1-16) - Piastrelle di ceramica
 
UNI EN 14411:2016Piastrelle di ceramica - Definizioni, classificazione, caratteristiche, valutazione e verifica della costanza della prestazione e marcatura

Contestazione di una piastrellatura: considerazioni sugli aspetti legali

Il Codice Civile fornisce tutti i riferimenti atti ad affrontare una contestazione di una piastrellatura sotto il profilo legale e quindi non mi dilungherò in una elencazione di articoli di legge.

Credo però che, una volta definiti tecnicamente quali siano i vizi possibili, le relative cause e come si misurano, sia utile ricordare alcuni aspetti fondamentali da tenere presenti.

Differenze tra vizio palese e vizio occulto nei pavimenti e rivestimenti ceramici

Innanzi tutto i vizi, si distinguono in palesi, vale a dire immediatamente percepibili, ed occulti, vale a dire che si manifestano nel tempo.

Nel caso delle piastrelle si può dire che i vizi palesi sono quelli che si possono evidenziare prima della posa e che i vizi occulti sono quelli che si evidenziano dopo la posa e che possono anche non essere imputati alle piastrelle ma ad altri componenti la piastrellatura.

Va da se’, e le aziende produttrici rimarcano questo aspetto sia su imballi che su documenti, che i vizi palesi non possono essere contestati dopo la posa e quindi è buona norma controllare la qualità e la conformità analizzando un campione rappresentativo anche attraverso una posa a secco delle piastrelle oppure fermare l’installazione se il difetto subentra in corso d’opera.

La norma UNI 11493 riporta che il posatore deve mettersi nelle migliori condizioni di luce per controllare il buon andamento della posa e quindi non si possono accampare motivazioni di scarsa illuminazione.

É doveroso ricordare che la UNI 10545-1 (Campionamento) stabilisce che il 95% delle piastrelle deve essere esente da difetti perché il lotto si classificato di prima scelta.

É per queste ragioni che le ditte produttrici, in seno alle condizioni di vendita, evidenziano che non accetteranno contestazioni per difetti palesi dopo la posa del materiale. Le condizioni di vendita o l’avvertenza riportata sugli imballi equivalgono a un “contratto” in quanto si tratta di una cessione di un bene in cambio del versamento di un prezzo.

E’ quindi fondamentale verificare la conformità delle piastrelle prima della posa per poter avanzare eventuali reclami oppure farlo in corso di posa, fermando i lavori per avere almeno la possibilità di richiedere la sostituzione del materiale e eventuali risarcimenti dei costi subiti ma soprattutto per avere il pavimento/rivestimento conforme alle proprie aspettative.

E’ altresì importante sottolineare che alcune norme impongono alle piastrelle delle prestazioni minime (ad esempio: la resistenza alle macchie della piastrella smaltata in gres porcellanato secondo norma UNI 10545-14 deve essere 3 su una scala di 5) mentre per altre caratteristiche sono riportati semplicemente i valori di prestazione della piastrella (ad esempio: la prova di usura).

Si tratta di una nota importante per la valutazione tecnica della piastrella prima dell’acquisto e della posa ma anche in caso di contenzioso.

A mio parere, è sempre utile conservare una "scorta" di piastrelle con i relativi imballi integri in quanto potranno essere utili per eventuali sostituzioni ma anche in caso di contenzioso, potranno infatti fornire i pezzi necessari per le verifiche poiché le prove tecniche vanno eseguite sempre su pezzi integri e nuovi, come previsto da normativa.

Garanzia di un prodotto ceramico

L’Art.1490 del Codice Civile riporta che “Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui era destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore”.

Nel caso delle piastrelle, la ditta produttrice fornisce una garanzia di due anni sulla qualità del bene come previsto da normativa. La garanzia decorre dalla data di consegna del prodotto.

Generalmente le ditte produttrici possono interfacciarsi circa la vendita con:

  • Imprenditori del settore i quali a loro volta rivendono le piastrelle a terzi;
  • Privati cittadini (consumatore).

Nel primo caso la vendita viene regolata dagli articoli del Codice Civile, nel secondo caso dal Codice del Consumo.

Il Codice Civile prescrive che l'acquirente ha otto giorni di tempo dalla consegna per denunciare il vizio e deve proporre la competente azione entro un anno.

Il Codice del Consumo prescrive che la garanzia legale del prodotto dura due anni dalla consegna del bene e deve essere fatta valere dal consumatore entro due mesi dalla scoperta del difetto. La potenziale azione deve essere fatta entro 26 mesi dalla consegna.

Contestazione della piastrellatura appaltata

La piastrella di ceramica può essere assimilata a un semilavorato che diventa prodotto finito a posa ultimata, ossia quando entra a far parte di una piastrellatura appaltata.

In questo caso la contestazione può derivare da una scarsa qualità dei materiali (piastrelle, collanti, massetti ecc.) o dalla posa in opera.

In questo caso l’azione di denuncia è soggetta a queste modalità:

  • Termine di decadenza di 60 gg dalla scoperta del danno;
  • Termine di prescrizione di 2 anni dalla consegna dell’opera.

L’Art.1669 del Codice Civile (grave rovina, gravi difetti) prevede che:

  • i gravi difetti si devono verificare entro 10 anni da fine lavori;
  • termine della denuncia, un anno dalla scoperta;
  • il diritto si prescrive entro un anno.

Quest’ultimo aspetto sta diventando sempre più importante perché la Giurisprudenza recente ha sempre più spesso riconosciuto il danno grave anche per le pavimentazioni stabilendo che alcuni difetti della piastrellatura costituiscono causa di inutilizzabilità del bene.

Sollevamenti del pavimento, distacco delle piastrelle a pavimento o in parete, fratture sono esempi di grave danno o rovina.

Diventa quindi sempre più importante eseguire un’opera secondo le norme di settore, anche se non cogenti, in quanto saranno comunque il riferimento di giudizio in caso di contenzioso in Tribunale e conservare tutta la documentazione dei lavori eseguiti, nei tempi e nei metodi.

Il ruolo del Consulente Tecnico del Tribunale (CTU)

Il Consulente Tecnico del Tribunale (CTU), qualora la contestazione arrivi a giudizio, è l’ausiliario del Giudice con il compito di formulare il giudizio tecnico sulla piastrellatura contestata facendo riferimento alla normativa tecnica. Il CTU su incarico del Giudice può stabilire le responsabilità degli attori coinvolti.

Per verificare i materiali il CTU si affiderà a prove tecniche come previsto dalla normativa, per attribuire responsabilità invece verificherà il rispetto della normativa tecnica e si affiderà alla documentazione resa disponibile dal Direttore Lavori e il progettista, purtroppo però spesso mancante.

Una piastrellatura è un elemento costruttivo che nel tempo è diventato sempre più complesso e di conseguenza anche costoso. Buoni materiali, buona progettazione, buona esecuzione, accurato controllo e una Direzione Lavori attenta possono essere la giusta partenza per evitare contestazioni future.