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Impermeabilizzazione sotto piastrella: utili suggerimenti per interventi a regola d’arte

La ceramica si afferma come la scelta ideale per rivestire ambienti umidi, garantendo estetica, durabilità, igienicità e impermeabilità. L'articolo fornisce utili suggerimenti per la progettazione e l'installazione accurata di piastrelle ceramiche in questi ambienti, allo scopo di prevenire eventuali problematiche correlate alla presenza di acqua.

Ceramica: materiale ideale per rivestire ambienti umidi, fin dall’antichità

Da secoli l’uomo utilizza la ceramica per rivestire ambienti a contatto più o meno diretto con l’acqua. La splendida Italia vanta numerosi esempi di questo genere risalenti all'epoca romana, ma anche in Europa e in Oriente, si possono trovare numerosi siti che testimoniano l'ampio utilizzo della ceramica per rivestire gli ambienti umidi. È sorprendente constatare la persistente efficienza di tali rivestimenti attraverso il tempo.

Innanzitutto, la ceramica presenta innegabili vantaggi:

  • Alto pregio estetico e decorativo: la sua versatilità permette la creazione di superfici eleganti e personalizzate, rendendola una scelta preferita per abbellire ambienti interni ed esterni.
  • Durabilità: grazie alla sua resistenza all'usura, agli agenti atmosferici e alla corrosione, la ceramica mantiene la sua integrità strutturale nel tempo, garantendo una lunga durata e richiedendo poche manutenzioni.
  • Igienicità: la ceramica è apprezzata per la sua igienicità dovuta al fatto di avere superficie non porosa che ostacola la proliferazione di batteri e germi. La facilità di pulizia e la resistenza agli agenti chimici contribuiscono a mantenere gli ambienti igienicamente sicuri e puliti.
  • Impermeabilità: la struttura compatta e la cottura ad alte temperature rendono la ceramica impermeabile, prevenendo efficacemente la penetrazione di acqua o umidità.

Anche se in passato non si raggiungevano le elevate temperature di cottura che oggi si applicano nella produzione di prodotti ceramici (T° di cottura gres porcellanato, intorno ai 1250 °C, è tale da rendere il materiale ceramico più compatto con bassi assorbimenti d'acqua e con caratteristiche tecniche elevate), l’applicazione di uno smalto vetroso alle tessere di terracotta rendeva il materiale impermeabile. Parliamo della cosiddetta terracotta smaltata, un materiale ampiamente utilizzato in antichità per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti.

L’impermeabilizzazione sotto piastrella avveniva già nel lontano passato: gli antichi romani furono veri e propri maestri innovatori nella formulazione di composti impermeabilizzanti – si pensi alle malte idrauliche a base di pozzolana o al cocciopesto – che venivano utilizzati come malte per la posa di tessere di mosaico. Certamente non si tratta di un’impermeabilizzazione sotto piastrella come noi oggi l’intendiamo e così come prevista dalla norma UNI 11493.

La norma UNI 11493 stabilisce che il rivestimento (piastrella), comprensivo dell'adesivo e delle fughe, non può garantire l'impermeabilità della superficie trattata.

Infatti, oggi, pur disponendo di piastrelle con assorbimenti d’acqua che arrivano allo 0,02- 0,03% e smalti cotti a temperature vicine ai 1250 °C, è necessario progettare e realizzare un idoneo strato impermeabilizzante che non permetta il passaggio di acqua o vapore.

 

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Esiste un’ampia letteratura tecnica in materia di impermeabilizzazione delle superfici di posa e le aziende specializzate offrono prodotti del tutto sicuri ed efficaci accompagnati da manuali molto esaustivi dedicati ai vari prodotti per l’impermeabilizzazione sotto piastrella. In questi manuali, è possibile trovare tutte le informazioni tecniche necessarie, insieme a una vasta gamma di sistemi e accessori adatti a soddisfare ogni specifica esigenza.

Nel contesto dell'impermeabilizzazione sotto piastrella di ambienti umidi come il bagno, o di terrazze e balconi, i moderni sistemi disponibili sul mercato permettono di realizzare una protezione efficace del supporto di posa, riducendo al minimo la formazione di efflorescenze, distacchi e danneggiamenti del rivestimento dovuti alla presenza di acqua.

A titolo esemplificativo, possiamo menzionare una serie di contenuti sia tecnici che redazionali, a cura di esperti e di aziende specializzate del settore, pubblicati su Ingenio sull’argomento:

 

Come prevenire controversie dovute a problemi di infiltrazione?

Trovo opportuno dedicare alcune righe di questo articolo al corretto approccio nel progetto e nell'efficace realizzazione dell'impermeabilizzazione sotto piastrella per ambienti umidi, come ad esempio un bagno all’interno di una abitazione.

Basta sfogliare una qualsiasi rivista di interior design, per rendersi conto che la complessità di questi spazi è amplificata da vari fattori, come:

  • Utilizzo di lastre di grande formato che arrivano a coprire quasi tutta l’altezza della parete, docce comprese.
  • Vasche da bagno realizzate con rivestimenti in ceramica.
  • Scarichi a scomparsa integrati nel pavimento.
  • Impianti di riscaldamento a pavimento e parete.

I contenziosi legati a problemi di tenuta all'acqua sono frequenti e, spesso, difficili da risolvere con interventi poco invasivi. Il completo rifacimento della zona interessata non è cosa rara e comporta costi significativi per le parti coinvolte.

Ci troviamo, tra l’altro, anche nel contesto dei cosiddetti vizi occulti che purtroppo si manifestano anche a distanza di tempo dalla messa in servizio dell’ambiente, con conseguente aggravio di costi e disagi.

Nel caso in foto lo scarico della doccia, completamente rivestita con grandi lastre, causava macchie di umidità sulle pareti e conseguenti segni di muffe poco consone alla salubrità dell’ambiente.

 

Nell'immagine un bagno in cui è stata realizzata una non corretta impermeabilizzazione sotto piastrella
L'immagine ritrae un ambiente bagno all'interno del quale non è stata eseguita una corretta impermeabilizzazione sotto piastrella.
(© Carlo Montecchi)

 

L’intervento di ripristino ha richiesto lo smontaggio e rimontaggio del box in vetro temperato, la demolizione del pavimento della doccia in gres porcellanato e del rivestimento a parete, la sostituzione dell’impermeabilizzazione e della canalina di scarico, la posa di un nuovo pavimento e rivestimento, il ripristino della parete ammalorata.

Si evidenzia che il caso precedentemente menzionato si è verificato in una villetta a piano terra, pertanto, i danni erano circoscritti al solo proprietario. Tuttavia, è frequente incontrare situazioni in cui il danno si estende anche ai locali degli appartamenti sottostanti, generando inevitabili complicazioni.

Ritengo utile sottolineare, secondo la mia personale esperienza, quali possano essere gli accorgimenti che possono portare a risultati migliori, prevenendo a monte la manifestazione di problematiche [...]

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