Architettura | Progettazione | Rigenerazione Urbana | Urbanistica
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Architettura: ritorna la nuova edizione del Premio Biennale Internazionale "Barbara Cappochin"

Il Premio Internazionale Barbara Cappochin 2025/2026 conferma il proprio ruolo di riferimento nel panorama architettonico contemporaneo, valorizzando opere capaci di migliorare la qualità della vita attraverso un approccio responsabile al progetto, al paesaggio e allo spazio costruito.

Premio Internazionale Barbara Cappochin 2025/2026

Architettura, qualità della vita e responsabilità verso il paesaggio contemporaneo

La Fondazione Barbara Cappochin, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova, promuove l’edizione 2025/2026 del Premio Internazionale Barbara Cappochin, uno dei riconoscimenti più significativi nel panorama architettonico contemporaneo, dedicato al rapporto profondo tra progetto, spazio costruito e vita quotidiana.

Il Premio nasce per mantenere viva la memoria di Barbara Cappochin e dei valori che hanno accompagnato i suoi 22 anni di vita: attenzione all’essere umano, sensibilità verso l’ambiente, fiducia nella cultura del progetto come strumento di trasformazione positiva della società. In questa prospettiva, l’architettura è chiamata a svolgere un ruolo etico e civile, soprattutto nei processi di rigenerazione del paesaggio urbano e delle periferie.

 

Finalità e visione culturale

Il Premio intende approfondire, valorizzare e diffondere il legame tra architettura e dimensione umana, ponendo al centro la qualità dell’abitare e degli spazi collettivi. Le opere selezionate devono distinguersi per una qualità complessiva che comprende aspetti ambientali, sensoriali ed emotivi, oltre alla capacità di coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità.

Particolare attenzione è riservata ai principi della bio-architettura, dell’efficienza energetica e dell’urbanistica sostenibile, così come all’uso appropriato dei materiali, allo studio dei dettagli costruttivi, all’innovazione progettuale e alla responsabilità nei confronti del paesaggio.

 

Chi può partecipare e quali opere sono ammesse

Possono partecipare al Premio Internazionale Barbara Cappochin 2025/2026 architetti singoli o associati di qualsiasi nazionalità, iscritti a un albo professionale o a un’associazione equivalente. Le opere candidate devono essere state completate tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025 e possono riguardare interventi di nuova edificazione, riqualificazione o ampliamento.

Le categorie ammesse coprono un ampio spettro del progetto contemporaneo:

  • Architettura residenziale pubblica e privata, dalle abitazioni unifamiliari ai complessi residenziali;
  • Architettura commerciale, direzionale e mista, includendo uffici, spazi produttivi, strutture polifunzionali, retail e infrastrutture di trasporto;
  • Architettura pubblica, in ambito educativo, culturale, socio-sanitario, religioso, sportivo e ricreativo;
  • Architettura del paesaggio e rigenerazione urbana, comprendente parchi, giardini e interventi di riqualificazione urbana.

Le opere realizzate nella Regione Veneto concorrono anche alla sezione regionale del Premio.

Ogni partecipante può presentare una o più opere, assumendosi la responsabilità dell’originalità del progetto e garantendo il consenso del committente all’utilizzo dei materiali.

 

Modalità di partecipazione e scadenze

La partecipazione al Premio è gratuita.
Le iscrizioni aprono il 26 ottobre 2025 e si chiudono alle ore 24 (GMT+1) del 31 gennaio 2026.

La procedura si svolge esclusivamente online attraverso il sito, seguendo la procedura guidata di registrazione e caricamento dei materiali. Non sono ammesse modalità alternative.

I progetti devono essere presentati in lingua italiana o inglese e corredati da una documentazione articolata che comprende dati del partecipante, dati dell’opera, crediti, immagini fotografiche, elaborati di progetto, una relazione tecnica e due tavole grafiche in formato A1. Tutti i materiali devono rispettare le specifiche tecniche indicate nel bando e nella sezione FAQ del sito.

 

La Giuria internazionale

La Giuria del Premio è presieduta da Massimo Crusi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C., ed è composta da una selezione di architetti di rilievo internazionale:

  • Massimo Crusi (Italia)
  • Marta Maccaglia (Italia – Perù)
  • Josep Ricart Ulldemolins – Harquitectes (Spagna)
  • Kentaro Takeguchi – Alphaville Architects (Giappone)
  • Daniel Fügenschuh – Presidente C.A.E. dal 2026 (Austria)

La composizione completa sarà pubblicata sui siti istituzionali una volta ricevute tutte le conferme ufficiali.

 

Selezione, premi e riconoscimenti

La Giuria selezionerà:

  • i vincitori delle quattro categorie principali e, tra questi, il vincitore assoluto del Premio Internazionale, oltre a tre menzioni d’onore;
  • fino a 40 opere per la Sezione Internazionale;
  • fino a 10 opere per la Sezione Regionale Veneto, con un vincitore e due menzioni d’onore.

Il Premio Internazionale Barbara Cappochin prevede un riconoscimento economico di 20.000 euro, una targa e il catalogo ufficiale. Il Premio Regionale assegna 3.000 euro, una targa e il catalogo.

La cerimonia di premiazione avverrà in presenza; per il vincitore e le menzioni d’onore del Premio Internazionale sono previsti viaggio e ospitalità a carico dell’organizzazione.

Altro premio di Architettura:
Nuova edizione per il premio internazionale "Carlotta X Architettura"

 

Mostra e diffusione delle opere

Tutte le opere selezionate saranno protagoniste di una mostra della durata minima di 45 giorni, ospitata sui siti web e sui canali social della Fondazione Barbara Cappochin e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Padova. Il programma della cerimonia di premiazione, dell’inaugurazione della mostra e degli eventi collegati alla Biennale 2025/2026 sarà comunicato con congruo anticipo.

 LEGGI IL BANDO
 IN FONDO ALL'ARTICOLO  

   


I vincitori del Premio edizioni precedenti

Casal Saloio - Museum of rurality” progettato dall’architetto portoghese Miguel Marcelino è il progetto vincitore dell’undicesima edizione del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin.

La Giuria Internazionale, presieduta dall’architetto Marco Casamonti, professore ordinario e fondatore della società ARCHEA, composta inoltre da Nikos Fintikakis (Grecia), delegato dell’Unione Internazionale Architetti U.I.A., Ramon Prat (Spagna), publisher, Carla Lima Viera (Portogallo), membro del Consiglio degli Architetti d’Europa (A.C.E.) e da Paola Pierotti, architetto e giornalista, ha premiato la trasformazione, nata da un concorso vinto dall’architetto Miguel Marcelino, di un’antica e umile casa rurale in uno spazio museale della ruralità, strettamente connesso con il contenitore distinguendosi per una soluzione semplice che valorizza la crescita organica nel tempo in modo proattivo.

Vincitore del Premio Regionale, destinato alle opere realizzate in Veneto, è la “Rigenerazione dell’area ex San Marco” nel comune di Rossano Veneto progettato dallo Studio Scattola Simeoni Architetti. Il progetto si distingue per una architettura che offre al contesto una nuova vita, grazie all’esercizio di ricomposizione degli spazi, mediante operazioni di sottrazione di volumi incoerenti e superfetazioni.

Relativamente alla sezione internazionale la Giuria ha assegnato tre Menzioni d’Onore rispettivamente:

  • “Cappella Farnocchia” a Stazzema in provincia di Lucca, progettata dagli studi Grazzini Tonazzini + Colombo: un progetto di piccola scala, solo 10 mq. di superficie, frutto di un processo di costruzione partecipata con la comunità;
  • “RCF Arena Reggio Emilia” progettato dagli studi Iotti + Pavarani, Tassoni e LSA, un intervento volto ad incidere sulla vita sociale ed economica della città, nonché a promuovere il territorio vasto e le sue eccellenze in termini di cultura, turismo e entertainment;
  • “Social Housing in Ibiza” progettato dallo studio Ripoll-Tizon Estudio de Arquitectura, un’architettura la cui identità è legata al clima e allo stile di vita dell’isola, proprio come fa l’architettura popolare.
  • La menzione speciale della Giuria è stata assegnata a “Hostels for girls” in Iringa Region, Tanzania progettato dallo studio finlandese Hollmen Reuter Sandman Architects. Nelle zone rurali della Tanzania andare a scuola rimane una sfida per molte ragazze. Da qui la domanda di ostelli sicuri e ben progettati, con particolare attenzione alle esigenze delle giovani donne, che la Giuria ha voluto premiare con una menzione speciale.
  • Le menzioni d’onore del Premio Regionale sono state assegnate alla “Riqualificazione di Piazza Marconi a Valdobiadene” (TV) progettata da Colombo/Molteni Larchs Architettura, vincitori di un concorso di architettura in due fasi. L’intervento è stato apprezzato dalla Giuria per la sensibilità complessiva e l’attenzione ai dettagli; poche linee, molto precise che definiscono gli ambiti.
  • La seconda menzione d’onore del Premio Regionale è stata assegnata al restauro della ex chiesa Sant’Agnese nella centralissima via Dante a Padova progettata dallo studio Architetti Borchia Associati, un’architettura misurata che ha consentito il riutilizzo dell’edificio a spazio museale privato, aperto alla città, rispettando la struttura originale con un nuovo linguaggio e materiali contemporanei.

Si nota come i premi assegnati valorizzino l’architettura responsabile che va a riqualificare e a ripensare i luoghi, talvolta abbandonati, per rimetterli in circolo, a disposizione della collettività.

Così come la creazione partecipata di luoghi d’incontro pensati attraverso l’utilizzo di un materiale che caratterizza quella stessa comunità, nella sua specifica ubicazione: privilegiando quindi la pietra e il legno. Materiali reperibili in loco che hanno una storia intrinseca e rappresentano meglio di qualsiasi altra cosa l’anima, il genius loci del territorio.

Leggendo le motivazioni della giuria saltano agli occhi parole significative come aggregazione, rispetto, partecipazione, inclusione, paesaggio, collettività, co-housing, uguaglianza di genere, architettura come mezzo di empowerment, ovvero quell’ insieme di azioni e interventi mirati a rafforzare il potere di scelta degli individui e ad aumentarne poteri e responsabilità, migliorandone le competenze e le conoscenze.

Un approccio che punta, attraverso l’architettura, a fare un salto culturale, coinvolgendo l’individuo nel miglioramento della relazione col territorio e la collettività.

Da sempre la Biennale Internazionale Barbara Cappochin promuove quei concetti sociali che sono il pilastro, le fondamenta di una buona architettura: una sorta di “etica applicata” alla progettazione che testimonia come le scelte per un futuro migliore siano davvero possibili.

L’edizione del ventennale della Biennale Internazionale di architettura ha visto una straordinaria adesione con più di 300 opere provenienti da 33 Paesi di tutti i continenti, con un incremento di oltre il 50% rispetto all’edizione precedente.

“È motivo di grande soddisfazione” - ha commentato Giuseppe Cappochin, Presidente della Fondazione Barbara Cappochin - “constatare il continuo incremento dell’interesse e del prestigio sia nazionale che internazionale del Premio accompagnato dall’elevato livello qualitativo delle opere partecipanti”.

Le migliori 40 opere internazionali e le migliori 10 regionali selezionate dalla giuria internazionale saranno esposte in Piazza Cavour, sui tavoli dell’architettura progettati da Renzo Piano a partire dall’otto giugno, in occasione della cerimonia di premiazione, fino al 20 luglio 2024.

In occasione della cerimonia di premiazione sarà disponibile anche il catalogo del Premio con tutte le opere partecipanti.

La Fondazione Barbara Cappochin, nata per non dimenticare Barbara, da sempre cerca di far conoscere lo stretto legame che unisce la qualità della vita alla qualità dell’architettura. Un legame strano, inusuale, apparentemente illogico, quello della vita e dell’architettura, ma in realtà vero, concreto, inderogabile.

 

Di seguito i premiati e la motivazione della giuria:

SEZIONE INTERNAZIONALE

I° Premio

Titolo dell’opera: CASAL SALOIO - MUSEUM OF RURALITY
Studio:
Miguel Marcelino
Paese:
Cascais, PORTOGALLO

Motivazione della Giuria

Architettura interattiva. L’intervento è uno dei pochi esempi che documenta le prime occupazioni del territorio, un’antica e umile casa rurale, con diversi addendum e modifiche (con la logica dell’informalità e del semplice soddisfacimento di bisogni) fino a riaprire come spazio museale. L’esito del progetto contemporaneo è un'architettura responsabile (che permette di leggere la sua evoluzione, attraverso la geometria spezzata e irregolare) che interagisce con l'ambiente circostante in termini di scelte materiche, strutturali e culturali, che propone innovazione rivitalizzando il lessico.
Il progetto, nato da un concorso, interagisce con l'esistente inserendosi con una destinazione culturale funzionale, con la capacità potenziale di rinnovarsi in futuro anche con altri usi. Il contenuto, un museo della ruralità, è strettamente connesso con il contenitore che si distingue per una soluzione semplice, che valorizza la crescita organica nel tempo in modo proattivo.

 

CASAL SALOIO - MUSEUM OF RURALITY,  Miguel Marcelino
CASAL SALOIO - MUSEUM OF RURALITY, Cascais, PORTOGALLO, studio Miguel Marcelino (Miguel Marcelino)

  

Menzione d’onore

Titolo dell’opera: CAPPELLA FARNOCCHIA
Studio:
Grazzini Tonazzini + Colombo
Paese:
Stazzema, ITALIA

Motivazione della Giuria

Architettura introspettiva. Un progetto di piccola scala, solo 10 mq di superficie, frutto di un processo di costruzione partecipata con la comunità. Il progetto, nato dall’esigenza di avere un punto di riferimento riconoscibile nel villaggio montano di Farnocchia, è firmato da un giovane studio ed è stato selezionato per la forza dell’architettura nel saper creare uno spazio intimo, con un gesto semplice e sensibile, personale e riflessivo, utilizzando pochi materiali, in primis il legno (con un’intelaiatura rivestita da assi di legno grezzo) ma anche la pietra: un blocco scolpito a mo’ di scala e che aspira a richiamare una monumentalità contenuta in linea con l’intimità dello spazio.
Dall'esterno, la forma archetipica a piramide reinterpreta gli elementi tradizionali della zona, in particolare le vecchie capanne che un tempo caratterizzavano la regione. La relazione con l’albero, con il terreno, il gioco della luce naturale che crea un’illuminazione non diretta dal cielo, la valorizzazione del contesto sono i driver del concept che restituisce un’opera strettamente connessa con la spiritualità. Lo studio è stato apprezzato dalla giuria per la sua sensibilità, per il rapporto con il paesaggio espresso anche nella candidatura di un altro intervento, quello per il Padiglione Arginvecchio.

 

CAPPELLA FARNOCCHIA  a Stazzema, studio Grazzini Tonazzini + Colombo
CAPPELLA FARNOCCHIA a Stazzema, studio Grazzini Tonazzini + Colombo. (studio Grazzini Tonazzini + Colombo)

 

Menzione d’onore

Titolo dell’opera: RCF ARENA REGGIO EMILIA
Studio:
Iotti + Pavarani, Tassoni, Studio LSA
Paese:
Reggio Emilia, ITALIA

Motivazione della Giuria

Architettura dialogante. Larga scala. La natura, attraverso il progetto della più grande arena per concerti all’aperto realizzata in Europa, si adatta all’uso sportivo e per l’intrattenimento, rispettando le sue condizioni e generando una buona relazione con lo spazio esterno, definendo l’uso, ma sempre rispettando la condizione originale del paesaggio.
Il progetto converte un’area non operativa dell’aeroporto in un parco per eventi e concerti capace di ospitare fino a 100mila persone.

Un progetto di architettura e paesaggio che tiene conto della dimensione visiva e sonora nell’ambito di uno spazio ampio quanto inclusivo. Si apprezza la versatilità del paesaggio dello spazio pubblico che diventa esempio di relazione tra pubblico e privato nella costruzione di un ambito aperto, attrezzato, che per la sua vita va gestito e mantenuto. Un intervento volto a incidere sulla vita sociale ed economica della città, nonché a promuovere il territorio vasto e le sue eccellenze in termini di cultura, turismo ed entertainment.

 

RCF ARENA REGGIO EMILIA, Iotti + Pavarani, Tassoni, Studio LSA
RCF ARENA REGGIO EMILIA, Iotti + Pavarani, Tassoni, Studio LSA (Iotti + Pavarani, Tassoni, Studio LSA)

 

Menzione d’onore

Titolo dell’opera: SOCIAL HOUSING IN IBIZA
Studio:
Ripoll·Tizon Estudio de Arquitectura
Paese:
Eivissa, SPAGNA

Motivazione della Giuria

Architettura razionale. L'edificio si trova al confine tra la zona residenziale della marina di Ibiza e un'area di terreni alluvionali e coltivati; il contesto urbano è eterogeneo e poco caratterizzato, dove coesistono edifici per il tempo libero e il turismo. In un paesaggio senza ordine apparente risolto da volumi isolati, si inserisce questo complesso residenziale che la giuria seleziona per ribadire l’urgenza di continuare a ragionare sulle soluzioni per il social housing, condizione o bisogno comune. In questo complesso ad Ibiza si recupera una metodologia e un saper fare che, contestualizzata, può servire per trovare soluzioni che migliorano la vita degli abitanti.
L'identità di questa architettura è legata al clima e allo stile di vita dell'isola, proprio come fa l'architettura popolare, con pareti bianche e aperture controllate per considerare la protezione solare, portici e spazi ombreggiati; costruzioni che vengono percepite volumetricamente come una somma di padiglioni concatenati, dovuti alla loro crescita nel tempo in base alle esigenze spaziali di chi le abitava. Questo modo di costruire “accatastando”, aggiungendo e sommando moduli (quello quadrato con soggiorno-pranzo-cucina, a cui se ne aggiungono altri per le camere da letto e zone di servizio) in base alle esigenze programmatiche di una casa è preso come riferimento e punto di partenza per lo sviluppo della proposta.
Ancora, la combinazione dei tre colori (giallo, blu e bianco) declinati attraverso l’impiego della ceramica, del legno e del calcestruzzo genera un ambiente molto piacevole e richiama la tradizione. Nonostante l’uso limitato di materiali (anche in un’ottica di sostenibilità) l’esito genera un mix di spazi privati e comuni incentivando il co-living. Questa architettura collettiva si relazione direttamente con lo spazio esterno aprendo un dialogo con la quota zero della strada.

Social Housing in Ibiza, Ripoll·Tizon Estudio de Arquitectura
Social Housing in Ibiza, studio Ripoll·Tizon Estudio de Arquitectura. (Ripoll·Tizon Estudio de Arquitectura)

  

Menzione speciale della Giuria

Titolo dell’opera: HOSTELS FOR GIRLS IN IRINGA REGION, TANZANIA
Studio:
Hollmen Reuter Sandman Architects
Paese:
Iringa region, TANZANIA

Motivazione della Giuria

Architettura collaborativa. Attenzione al mondo, all’uguaglianza di genere e all’inclusione, attraverso progetti attenti alla costruzione di un futuro migliore. Nelle zone rurali della Tanzania andare a scuola rimane una sfida per alcune ragazze. Da qui la domanda di ostelli sicuri e ben progettati con particolare attenzione alle giovani donne. Nello specifico è l’Ong Ukumbi ad aver collaborato con Lyra in Africa per progettare e costruire dormitori per le ragazze delle scuole secondarie.
Quattro dormitori sono stati costruiti e il quinto è in costruzione. La giuria assegna una menzione speciale apprezzando l’impegno della Ong che sviluppa il progetto, il target delle giovani donne, il rapporto con il governo locale. Si tratta di una costruzione collettiva, partecipativa (anche in termini di co-design), una soluzione concreta che potrebbe essere anche l’inizio di un prototipo (a basso costo, sostenibile in termini sociali e ambientali) da replicare. Si evidenzia il tema dell’inclusione degli utenti nel processo di progettazione per sottolineare come l’architettura possa essere un mezzo per l’empowerment.

 

Hostels for girls in Iringa region, Tanzania
Hostels for girls in Iringa region in Tanzania, studio Hollmen Reuter Sandman Architects. (Hollmen Reuter Sandman Architects)

 

SEZIONE REGIONALE

I° Premio

Titolo dell’opera: RIGENERAZIONE AREA EX SAN MARCO
Studio: Scattola Simeoni Architetti
Paese: Rossano Veneto (VI), ITALIA

Motivazione della Giuria

Architettura integrata. La giuria riconosce questo progetto come un esempio di intervento in un contesto industriale, quello tipico dei "capannoni” nella città diffusa del Nord Est: si valorizza l'esistente e si mette in discussione il rapporto con l'intorno, grazie ad un investimento attento a migliorare l’ambiente costruito e non solo il luogo di lavoro interno. Si tratta di un intervento di rigenerazione di un’area urbana di un compendio immobiliare che un tempo rappresentava un’importante realtà legata alla produzione della “sella”, all’interno del Distretto produttivo della bicicletta nel Comune di Rossano Veneto (VI).
Il complesso immobiliare è costituito da una serie di immobili sorti in momenti diversi, con ampliamenti ed integrazioni che si sono succeduti di pari passo con lo sviluppo economico dell’attività produttiva. Il progetto vincitore si distingue per lo sforzo di aggiungere nuovo valore all'area esistente. Un'architettura che offre una nuova vita grazie all’esercizio di ricomposizione degli spazi, mediante operazioni di sottrazione di volumi incoerenti e superfetazioni. La riorganizzazione è stata pensata attraverso la nuova distribuzione dei percorsi e l'idea della pelle in lamiera forata che restituisce unità a un complesso che ha progressivamente integrato i nuovi edifici.

 

Menzione d’onore

Titolo dell’opera: RIQUALIFICAZIONE PIAZZA MARCONI A VALDOBBIADENE TV
Studio:
Colombo/Molteni Larchs Architettura
Paese:
Valdobbiadene (TV), ITALIA

Motivazione della Giuria

Architettura silenziosa. La piazza di Valdobbiadene riceve una menzione per la soluzione di uno spazio pubblico assegnato attraverso un concorso in due fasi, concluso a due anni dall’avvio della gara di progettazione. Il giovane studio ha proposto una texture che ridisegna la pavimentazione, restituendo unità alle diverse "stanze" all'aperto, una seconda vita per quella che era fondamentalmente una grande rotonda, in gran parte veicolare e con poca attenzione ai pedoni.
L'intervento, privo di decorazioni, è apprezzato per la sensibilità complessiva e l'attenzione ai dettagli. Poche linee, molto precise che definiscono degli ambiti. Il risultato si traduce anche nella restituzione del sagrato che era diventato inesistente; si restituisce uno spazio civico davanti al municipio; la razionalizzazione dei flussi e della mobilità.

 

Menzione d’onore

Titolo dell’opera: NUOVA SANT’AGNESE
Studio:
Studio Architetti Borchia Associati
Paese:
Padova, ITALIA

Motivazione della Giuria

Architettura consapevole. Il restauro della chiesa, in chiave culturale, è riconosciuto dalla giuria come un approccio corretto per un intervento nel centro della città di Padova. Un'architettura "misurata" che mira a riutilizzare l'edificio rispettando la struttura originale con un nuovo linguaggio e materiali contemporanei. Un'attenzione anche agli spazi aperti e al rapporto con la luce. Un progetto di restauro, tipico tema italiano e territoriale, finalizzato alla salvaguardia del disegno compositivo dei prospetti e della struttura esistente, attraverso il recupero conservativo e funzionale degli elementi architettonici e spaziali originari, nell’ottica di un intervento non invasivo e di ricucitura delle trasformazioni e degli inserti novecenteschi, con soluzioni che potessero in qualche misura valorizzare anche la discontinuità nell’uso dei materiali, nell’ottica di una nuova e moderna fruizione.

 

Fonte: comunicato Premio Barbara Cappochin 2025-26

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