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La Basilica di Vitruvio: scoperta a Fano l’unica opera realizzata dal celebre architetto e storico romano

Una scoperta di portata eccezionale per l’archeologia, la storia dell’architettura e il patrimonio culturale italiano: dagli scavi in piazza Andrea Costa a Fano sono emersi i resti della basilica descritta da Vitruvio nel "De architectura", l’unico edificio attribuibile senza ambiguità al celebre architetto e trattatista latino.

Dopo oltre duemila anni di storia e oltre cinque secoli di studi, ciò che per lungo tempo era stato tramandato esclusivamente attraverso fonti scritte si è trasformato in una realtà concreta: la basilica di Vitruvio non fu soltanto teorizzata, ma realmente costruita.

L’annuncio ufficiale della scoperta archeologica è stato dato nel corso di una conferenza stampa svoltasi il 19 gennaio 2026 alla Mediateca Montanari di Fano, alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco Luca Serfilippi e del soprintendente Andrea Pessina. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli è intervenuto in collegamento da remoto.

 

La campagna di scavo in piazza Andrea Costa, a Fano, che ha portato alla scoperta della Basilica di Vitruvio. (© Ministero della Cultura)

   

(© Ministero della Cultura)

 

Vitruvio, il De architectura e la Basilica di Fano

Chi è Vitruvio?
Marco Vitruvio Pollione è considerato il massimo teorico dell’architettura dell’età antica. Attivo nella seconda metà del I secolo a.C., è l’autore del De architectura, il più antico trattato di architettura conosciuto. L’opera ha esercitato un’influenza decisiva sul pensiero architettonico rinascimentale e costituisce uno dei pilastri teorici dell’architettura occidentale.

Dove è nato e dove ha vissuto Vitruvio?
Il luogo di nascita di Vitruvio è ancora oggi oggetto di dibattito storiografico. Tuttavia, le ricerche più recenti tendono a convergere su Fanum Fortunae, l’odierna Fano, antica colonia romana, come l'ipotesi più accreditata. Vitruvio, scriba armamentarius dell’ordo degli apparitores, svolse incarichi tecnici nell’ambito dell’amministrazione pubblica romana, operando dapprima per Giulio Cesare e successivamente come architetto-ingegnere per Ottaviano Augusto. Conclusa l’attività al servizio delle istituzioni romane, intraprese probabilmente – secondo una consuetudine diffusa tra gli apparitores – una carriera municipale che generalmente veniva esercitata nella città di origine. È probabile quindi che Vitruvio ricoprì la carica di magistrato locale nella colonia di Fanum Fortunae.

Cos'è il De architettura e cosa contiene?
Il De architectura - redatto presumibilmente intorno al 15 a.C. - è il più antico trattato di architettura, scritto in lingua latina da Vitruvio negli anni in cui l’imperatore Augusto, a cui l’opera è dedicata, promuoveva un ampio programma di rinnovamento dell’edilizia pubblica.

Il trattato, considerato il fondamento teorico dell’architettura occidentale, è articolato in dieci libri, ciascuno introdotto da un proemio.

Ogni libro affronta in modo sistematico i fondamenti costruttivi dell’architettura antica: dalla definizione della disciplina e delle competenze dell’architetto, ai materiali e alle tecniche costruttive, fino all’analisi degli edifici sacri, pubblici e privati. L’opera comprende inoltre approfondimenti su urbanistica, opere idrauliche, astronomia, gnomonica e meccanica, offrendo una visione dell’architettura come sintesi di tecnica, scienza e cultura.

Nonostante la straordinaria influenza esercitata nei secoli successivi, l’impatto di Vitruvio nel mondo antico fu probabilmente limitato. Nel De architectura l’autore attribuisce a sé stesso una sola opera realizzata: la basilica di Fanum Fortunae. È nel Libro V che Vitruvio ne descrive puntualmente le dimensioni e le proporzioni, presentando la basilica come un grande edificio pubblico destinato all’amministrazione della giustizia e allo svolgimento delle attività civili ed economiche.

 

La basilica di Fano descritta da Vitruvio

Vitruvio descrive la basilica da lui progettata e realizzata nella Colonia Iulia Fanestris come esempio di edificio capace di esprimere dignità e bellezza attraverso un uso corretto delle proporzioni e delle simmetrie:

«Non minus summam dignitatem et venustatem possunt habere comparationes basilicarum, quo genere Coloniae Iuliae Fanestri conlocavi curavique faciendam, cuius proportiones et symmetriae sic sunt constitutae…» (Vitr. V, 1, 6)

«Non minore dignità e bellezza possono avere le composizioni di basiliche come quella che ho collocato nella Colonia Giulia a Fano e di cui ho curato i lavori, dove le proporzioni e le simmetrie sono state così stabilite…» (Vitr. V, 1, 6)

La descrizione vitruviana è particolarmente dettagliata e consente di ricostruire con buona precisione l’impianto planimetrico dell’edificio, caratterizzato da una grande aula rettangolare porticata, lunga circa 50 metri e larga 35 metri.

”[…] la navata centrale tra le colonne occupa uno spazio di centoventi piedi in lunghezza e di sessanta in larghezza; il portico circostante compreso tra le pareti e la fila di colonne misura un'ampiezza di venti piedi. Le colonne compreso il capitello sono alte cinquanta piedi, con un diametro di cinque; dietro sorgono dei pilastri alti venti piedi, larghi due e mezzo e profondi uno e mezzo che reggono le travi del soppalco superiore. […]” 
(Traduzione a cura di Luciano Migotto, 1990)

Vitruvio fornisce indicazioni puntuali anche sulla collocazione della propria architettura all’interno dell’impianto urbano della colonia romana di Fano. Nel trattato riferisce che la basilica si affacciava con il lato lungo sul Foro ed era in asse con il Tempio di Giove, situato sul lato opposto della piazza. Come riportato dal Centro Studi Vitruviani, si tratta di una soluzione insolita per l’epoca, che si affermò soprattutto nella tarda età augustea e alla cui diffusione Vitruvio potrebbe aver contribuito. Questa impostazione assiale rispetto il Tempio di Giove era funzionale a valorizzare, all’interno della basilica, la vista verso il pronao dell’aedes Augusti (Tempio di Augusto) e del tribunale, collocati in posizione centrale oltre la parete di fondo, in asse con l’ingresso.

”[…] Nella navata centrale abbiamo nel senso della larghezza quattro colonne, comprese quelle angolari, a destra e a sinistra, mentre nel senso della lunghezza sono otto, comprendendo sempre quelle angolari, dal lato che guarda il foro e sei dall'altro, mancando in questo caso le due mediane che altrimenti impedirebbero la vista del pronao del tempio di Augusto situato a metà della basilica rivolto verso il foro e il tempio di Giove. Il tribunale, situato all'interno del tempio, è a forma di emiciclo e presenta una fronte di quarantasei piedi e una curvatura profonda quindici piedi affinché chi si trova in udienza dai magistrati non venga disturbato dai negoziatori.. […]”
(Traduzione a cura di Luciano Migotto, 1990)

L’insieme architettonico riflette un ideale di sobrietà e severità riconducibile all’estetica atticistica della prima età augustea. A questo si affianca l’adozione di un “ordine gigante” caratterizzato da grandi colonne (8 lungo il lato maggiore, 4 lungo il lato minore) capaci di coprire entrambi i livelli della basilica e sostenere direttamente la copertura, soluzione che univa economia costruttiva a un forte effetto di magnificentia e auctoritas. (Fonte: Centro Studi Vitruviani)

🔎 LEGGI QUI la traduzione del passo del De architectura in cui Vitruvio descrive la Basilica di Fano, a cura di Luciano Migotto (1990).

   

L’attribuzione dei resti della basilica: evidenze storiche e archeologiche

La basilica è stata individuata nel corso degli scavi legati alla riqualificazione urbana di piazza Andrea Costa.

La ricostruzione planimetrica dell’edificio, elaborata sulla base delle indicazioni contenute nel De Architectura, ha mostrato una corrispondenza precisa con i resti archeologici rinvenuti.

In particolare, sono state ritrovate cinque colonne in opus vittatum, con diametro di circa 1,5 metri e un’altezza stimata intorno ai 15 metri, rivestite alla base di intonaco dipinto di nero e distanziate di circa 4 metri l’una dall’altra, in piena coerenza con quanto descritto da Vitruvio per i colonnati laterali della basilica.

La conferma definitiva del ritrovamento è arrivata grazie a un ultimo sondaggio archeologico (datato: 16 gennaio 2026) che ha portato alla luce una colonna angolare, consentendo di individuare con precisione posizione, orientamento e dimensioni effettive dell’edificio descritto da Vitruvio.

Dallo scavo sono emersi anche un tratto del muro perimetrale con intonaco nero, due basamenti quadrangolari probabilmente destinati ad accogliere statue, nonché ampie superfici di preparazione pavimentale dell’aula basilicale.

 

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Sono partite le visite accompagnate alla Basilica di Vitruvio e ai principali siti della Fano romana (Fanum Fortunae): un percorso guidato che permette di entrare nel cuore archeologico della città e seguire le tracce del mondo vitruviano.
🕒 Orari delle visite | Sabato: 15.30 e 16.15 | Domenica: 10.00 - 10.45 - 15.00 - 15.45
👉 Max 30 partecipanti per turno
🎟️ Biglietti, l'acquisto presso la biglietteria del Museo Civico di Fano o online su LiveTicket
ℹ️ Da sapere ... Nei pressi degli scavi è stata installata pannellistica divulgativa gratuita e sempre accessibile, per comprendere il valore dei ritrovamenti anche senza partecipare alla visita guidata.
🏛 Un’occasione concreta per conoscere da vicino uno dei siti archeologici più discussi e affascinanti del patrimonio romano italiano.

 

Resti meglio conservati di una delle colonne della Basilica di Vitruvio, rinvenuti in Piazza Andrea Costa a Fano. (© Ministero della Cultura)

 

Ricerche e studi scientifici alla base del ritrovamento della Basilica di Vitruvio

Un contributo fondamentale al ritrovamento è stato fornito dagli studi scientifici condotti dall’Università Politecnica delle Marche e dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

In particolare, il prof. Paolo Clini, docente dell’Università Politecnica delle Marche, insieme al gruppo di ricerca Distori Heritage, ha svolto un ruolo determinante nella costruzione e nel consolidamento delle ipotesi interpretative circa l'effettiva collocazione della Basilica vitruviana.

Attraverso lo sviluppo, portato avanti per anni, di strumenti di analisi e modelli avanzati, il gruppo di ricerca aveva già individuato nel 2013 in quest’area la possibile preesistenza archeologica. Un percorso di ricerca condotto con continuità e rigore scientifico, spesso in controtendenza rispetto alle letture consolidate, spiega il comunicato stampa dell'Univpm.

 

La dichiarazione del prof. Paolo Clini

«Questo risultato – afferma il professor Paolo Clini – dà valore a una vita di ricerca. È il frutto di oltre trent’anni di lavoro condotto con un gruppo straordinario, fatto di competenze, passione e tecnologia. Abbiamo rilevato, disegnato, digitalizzato, costruendo nel tempo una base scientifica solida. La ricerca non segue i tempi del consenso immediato: richiede convinzione, pazienza e la forza di credere profondamente in una visione. Oggi quella visione trova conferma negli scavi archeologici».

 

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA AL PROF. PAOLO CLINI

Nel video, la ricostruzione 3D della Basilica di Vitruvio realizzata dal prof. Paolo Clini, Università Politecnica delle Marche. (Fonte: Il Resto del Carlino).

 

Il valore della scoperta della Basilica di Fano: la dichiarazione del Ministro Alessandro Giuli

«A Fano oggi è stata ritrovata una tessera fondamentale del mosaico che custodisce l’identità più profonda del nostro Paese. La storia dell’archeologia e della ricerca, con gli attuali strumenti a disposizione, viene divisa in un prima e un dopo: prima della scoperta e dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio. I libri di storia, e non solo le cronache giornalistiche, storicizzeranno questa giornata e tutto ciò che nei prossimi anni verrà studiato e scritto attorno a questa scoperta eccezionale. Il valore scientifico è di caratura assoluta, gli elementi rinvenuti dimostrano in modo plastico che Fano è stata ed è il cuore della più antica sapienza architettonica della civiltà occidentale, dall’antichità fino a oggi» ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante la conferenza stampa del 19 gennaio 2026.

   

Firmitas, Utilitas, Venustas: la Triade vitruviana
Nel De architectura Vitruvio afferma che ogni costruzione deve rispondere a tre requisiti fondamentali: solidità, utilità e bellezza, intese rispettivamente come correttezza strutturale, funzionalità degli spazi e armonia proporzionale delle forme. Da questo principio, nel XVII secolo Claude Perrault elaborò la celebre Triade vitruvianafirmitas, utilitas, venustas – una formula sintetica che ha reso immediatamente riconoscibile il pensiero di Vitruvio, pur semplificando una visione teorica in origine più articolata e complessa.

 

Fano romana: prospettive di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico

Il coinvolgimento del Ministero della Cultura e del Governo ora sarà decisivo per trasformare questa scoperta archeologica in motore di sviluppo per la città di Fano e per l’intera Regione Marche, ha precisato il suo presidente Francesco Acquaroli. Una scoperta che, come ha sottolineato lo stesso Acquaroli, “cambia la percezione della città di Fano, della nostra regione e, più in generale, del patrimonio culturale e architettonico italiano”. L’impatto in termini di attrattività culturale e turistica sarà di grande portata, accompagnato da significativi risvolti economici.

L’identificazione, nel sedime urbano, della Basilica di Vitruvio si colloca all’interno di un percorso di ricerca scientifica avviato da tempo, volto a ricostruire l’assetto urbano dell’antica colonia romana di Fano. Nel 2022, alcuni scavi condotti in via Vitruvio avevano riportato alla luce porzioni di strutture murarie monumentali e pavimentazioni in marmi pregiati: evidenze archeologiche che suggerivano la presenza di edifici pubblici di particolare rilevanza.

Come riporta la notizia del ritrovamento della Basilica sul sito della Soprintendenza «le ricerche in corso permetteranno di approfondire anche aspetti ancora irrisolti dell’edificio vitruviano, tra cui la posizione dell’aedes Augusti e l’articolazione degli ambienti del complesso basilicale. Le tecniche costruttive rilevate permetteranno inoltre di raccogliere dati volti alla ricostruzione degli elevati della struttura e alla riesamina, sotto l’aspetto architettonico, delle ipotesi formulate nel corso dei secoli, tra cui, tra le più note, quella del Palladio della metà del Cinquecento.»

Le indagini archeologiche, condotte sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente, sono state eseguite dalla società adArte Srl su incarico del Comune di Fano.

Ora le indagini proseguiranno nell’ambito del cantiere finanziato con fondi PNRR; parallelamente, sarà necessario avviare un progetto strutturato e condiviso di tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, capace di integrare ricerca scientifica, conservazione e fruizione pubblica.

    

Basilica di Vitruvio, la campagna di indagini archeologiche diretta dalla Soprintendenza. (© Ministero della Cultura)

 

La scoperta della Basilica di Vitruvio a Fano è frutto di un'importante collaborazione tra ricerca scientifica, istituzioni e territorio. Determinante il contributo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, del Ministero della Cultura, del Comune di Fano, della Regione Marche, del Centro Studi Vitruviani e delle Università Politecnica delle Marche e di Urbino.

 

È l’inizio di una nuova stagione di ricerca: più consapevole, più precisa, più ambiziosa. E Fano, da oggi, ha uno strumento in più per raccontare al mondo la propria storia.

 

🎬 Rivedi la Conferenza Stampa del 19.01.2026 dedicata alla scoperta della Basilica di Vitruvio a Fano

ndr. Ringraziamo Marcello Cartoceti, socio fondatore e responsabile del settore Restauro di adArte Srl, per averci segnalato questa importante scoperta.


Fonti consultate: Comunicato Stampa Ministero della Cultura | SABAP Ancona, Pesaro UrbinoCentro Studi VitruvianiWikipedia

Video

Basilica di Vitruvio - Conferenza prof. Karlfriedrich Ohr (3 luglio 2023)

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