Bonus Mobili: l'intervento edilizio è fondamentale e deve essere realizzato prima
L'intervento di ristrutturazione collegato al Bonus Mobili deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici: per gli acquisti effettuati nel 2026, il beneficio spetta a condizione che gli interventi edilizi siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
Il Bonus Mobili 2026 consente la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati a immobili oggetto di ristrutturazione, ma solo se l’intervento edilizio è avviato prima dell’acquisto. Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, per spese sostenute nel 2026 i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. L’agevolazione è subordinata alla presenza di interventi edilizi ammessi, alla corretta sequenza temporale tra lavori e acquisti, al rispetto delle classi energetiche minime e del limite massimo di spesa di 5.000 euro, ripartito in dieci rate annuali.
Il Bonus Mobili al 50% è una detrazione edilizia ormai consolidata nel panorama italiano, tanto che la Legge di Bilancio 2026 l'ha prorogata anche per quest'anno senza la regola della 'prima casa', che invece è tassativa per la detrazione 'piena (al 50%, in luogo del 36% di default) del Bonus Ristrutturazioni e dell'Ecobonus.
Quando parliamo di Bonus Mobili, però, dobbiamo subito ricordarci di un aspetto fondamentale: deve esserci un intervento di recupero del patrimonio edilizio collegato, precedente all'acquisto, e che deve rispettare determinate tempistiche.
Ce lo ricorda l'Agenzia delle Entrate, in una recente risposta pubblicata su "La Posta di Fisco Oggi", che chiarisce appunto la precedenza della ristrutturazione edilizia rispetto all'acquisto del mobile (o dell'elettrodomestico).
Bonus Mobili, ristrutturazione e acquisti: la richiesta
Un contribuente ha intenzione di acquistare un nuovo divano e una lavatrice in classe A per il suo appartamento. Chiede, quindi, se potrà usufruire della detrazione prevista dal Bonus Mobili se non ha ancora avviato alcun lavoro di ristrutturazione che dovrebbero iniziare il prossimo mese.
La ristrutturazione deve iniziare a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto dei mobili/elettrodomestici
L'Agenzia ricorda, in primis, che si può usufruire della detrazione Irpef del 50 per cento per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Per usufruire dell'agevolazione è necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.
"Per avere l'agevolazione è indispensabile, quindi, realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali - precisa il Fisco -. Questo intervento, inoltre, deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici (per esempio, per gli acquisti effettuati nel 2026, il beneficio spetta a condizione che gli interventi edilizi siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025)".
Quindi: i lavori devono essere stati avviati PRIMA dell'acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.
Bonus Mobili: cos'è e per quali acquisti
L'agevolazione si riferisce alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.
La detrazione, da ripartire in 10 rate dello stesso importo, va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro, che comprende anche le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).
Diversamente dal Bonus Ristrutturazione, per il Bonus Mobili non si applica la regola della 'prima casa': la detrazione del 50%, quindi, vale per tutti i tipi di immobili, cioè anche per le seconde (e terze) case.
I beni ammessi a beneficio sono:
- mobili nuovi destinati all’arredamento (es. letti, armadi, divani, tavoli, sedie, librerie, materassi, lampade);
- grandi elettrodomestici nuovi con classe energetica minima richiesta (classe A per forni, classe E per lavatrici/lavastoviglie e classe F per frigoriferi/congelatori), purché destinati all’unità immobiliare oggetto di ristrutturazione.
Ristrutturazione collegata al Bonus Mobili: gli interventi ammessi
Abbiamo visto che per beneficiare del Bonus Mobili è indispensabile realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
Tale intervento deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.
Quindi, con lavori edilizi o nell'anno stesso in cui si chiede il bonus (ma data precedente) o nell'anno precedente, l'agevolazione è concedibile.
NB - La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.
Ma quali interventi sono ammessi? Questi:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
- manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.
Bonus Mobili e intervento di ristrutturazione collegato: FAQ
Il Bonus Mobili spetta anche se i lavori non sono ancora iniziati?
No. La detrazione è riconosciuta solo se l’intervento edilizio è stato avviato prima dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.
Da quando devono essere iniziati i lavori per acquisti effettuati nel 2026?
I lavori devono risultare avviati non oltre il 1° gennaio 2025, cioè nell’anno precedente a quello dell’acquisto.
Qual è l’importo massimo detraibile con il Bonus Mobili 2026?
La detrazione del 50% si calcola su una spesa massima di 5.000 euro, comprensiva di trasporto e montaggio, da ripartire in dieci quote annuali.
Il Bonus Mobili è limitato alla prima casa?
No. A differenza del Bonus Ristrutturazioni “pieno”, il Bonus Mobili si applica anche a seconde e ulteriori abitazioni.
Quali interventi edilizi consentono di accedere al Bonus Mobili?
Sono ammessi, tra gli altri, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su singole unità o parti comuni; la sola manutenzione ordinaria su singole unità non è sufficiente.
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