Cemento globale: -25% nell’intensità di CO₂, ma serve ora un’accelerazione normativa
Il settore mondiale del cemento – che rappresenta circa il 7 % delle emissioni globali di CO₂ – annuncia una riduzione del 25 % dell’intensità delle emissioni per tonnellata di cemento dal 1990. Nel contempo chiede a governi e regolatori un’azione più decisa per centrare l’obiettivo delle emissioni nette zero, evidenziando l’urgenza di politiche su combustibili alternativi, CCUS e riciclo.
Emissioni globali di CO2: la produzione di cemento e calcestruzzo "pesa" per il 7%
L’industria del cemento è tra le grandi protagoniste della trasformazione sostenibile nell’edilizia e nelle infrastrutture con investimenti di grandissimo impatto: si stima che la produzione di cemento e calcestruzzo rappresenti circa il 7 % delle emissioni globali di CO₂.
In un contesto in cui l’architettura e l’ingegneria chiedono materiali sempre più performanti e sostenibili, la riduzione dell’impatto ambientale del cemento diventa una tappa cruciale per raggiungere obiettivi ambiziosi quali quelli fissati nei programmi «net-zero». Inserendosi in questo scenario, il nuovo rapporto della Global Cement and Concrete Association (GCCA) offre un focus tecnico sul calo di intensità di CO₂ e sulle condizioni operative per accelerare i processi di decarbonizzazione.
Secondo l’articolo «L’industria mondiale del cemento riferisce un calo del 25 % nell’intensità della CO₂ e auspica azioni governative urgenti per velocizzare l’obiettivo delle zero emissioni nette», pubblicato su ANSA (Business Wire) il 18 novembre 2025, il report «Cement and Concrete Industry Net Zero Action and Progress Report 2025/26» della GCCA mostra che “dal 1990 … per ogni tonnellata di cemento è stata ottenuta una riduzione del 25 % di CO₂” entro i dati raccolti per il 2023.
Sintesi del rapporto
Il rapporto evidenzia diversi elementi chiave:
- Una riduzione complessiva dell’intensità di CO₂ di circa 25 % rispetto al 1990;
- L’efficienza energetica del settore è aumentata del circa 18 %, e la quota di carburanti alternativi utilizzati è cresciuta di 12 volte rispetto al 1990;
- Il miglioramento della miscela clinker-cemento ha raggiunto un +10,68% rispetto al 1990;
- Il report descrive oltre 60 progetti internazionali nel settore cemento-calcestruzzo che stanno implementando tecnologie come la cattura e stoccaggio della CO₂ (CCUS), l’uso di biomasse e materiali di scarto, forni elettrificati e clinker riciclati;
- Le raccomandazioni emergenti includono: utilizzo di rifiuti urbani/industriali come combustibile alternativo; adozione di materie prime da demolizioni edili per rigenerazione; modifiche ai codici edilizi affinché promuovano cemento e calcestruzzo misti a basse emissioni; creazione di meccanismi di mercato per il prezzo del carbonio;
- I dirigenti della GCCA sottolineano che “cemento e calcestruzzo sono materiali essenziali … nonostante i progressi compiuti sappiamo quanto sia fondamentale una ferma azione politica a livello internazionale” (traduzione libera).
Perché è rilevante per l’industria delle costruzioni e per la normativa
Per un ingegnere-architetto e per gli operatori del settore edilizio, questi dati segnano un doppio segnale: da un lato testimoniano che la decarbonizzazione del cemento è in corso; dall’altro ricordano che senza un contesto normativo e di mercato adeguato i progressi rischiano di rallentare.
Dal punto di vista tecnico, una riduzione dell’intensità di CO₂ del 25 % dal 1990 rappresenta un risultato significativo, ma ancora insufficiente per raggiungere gli obiettivi di emissioni nette zero previsti nei piani industriali al 2050. L’efficienza energetica migliorata del 18 % e la sostituzione parziale dei combustibili fossili con biomasse e rifiuti sono leve chiave, ma presentano una sfida su scala globale: l’adozione di forni elettrificati, la diffusione di CCUS e la sostituzione radicale dei clinker sono passaggi ad alta complessità tecnica, economica e regolamentare.
In particolare, nel contesto italiano ed europeo:
- La normativa UE (es. Taxonomia, Fit for 55, Green Deal) e gli standard ambientali (es. ETS, carbon border adjustment mechanism) rendono essenziale che il comparto dei materiali da costruzione dimostri credenziali di decarbonizzazione quantificabili;
- Per gli edifici e le infrastrutture, l’uso di cemento “a basse emissioni di carbonio” sarà sempre più richiesto nei capitolati e nei sistemi di certificazione ambientale (LEED, BREEAM, LCA). Il rapporto della GCCA suggerisce che i codici edilizi nazionali andranno invece rivisti per promuovere miscele di calcestruzzo con materie prime riciclate e minore clinker;
- Dal lato operatore, l’adozione di materiali più sostenibili potrà influenzare i costi e il ciclo di vita degli edifici: pur generando risparmi sulle emissioni, può richiedere investimenti in nuovi impianti, logistica e materiali speciali;
- Infine, politiche di incentivazione e strumenti di mercato (carbon pricing, crediti di emissione, obblighi di utilizzo di materiali a ridotto impatto) diventano elementi strategici: il settore chiede “meccanismi nazionali basati sul mercato” – un’espressione che richiama l’introduzione o l’adeguamento degli strumenti di economia circolare legati ai rifiuti da demolizione, ai combustibili alternativi e al riciclo del calcestruzzo.
Trend e implicazioni per l’Italia
In Italia, il tema assume rilevanza per più ragioni: il forte peso del settore infrastrutturale, l’ampio utilizzo di cemento e calcestruzzo nelle ristrutturazioni e nelle opere pubbliche, nonché l’impatto dei bonus edilizi che stimolano l’uso di materiali rinnovati. Per esempio, l’inserimento di calcestruzzo riciclato o a basse emissioni potrà diventare un punto qualificante nei capitolati dei progetti finanziati dai fondi PNRR/PNC. Inoltre, la capacità del produttore italiano di dimostrare riduzioni specifiche dell’intensità CO₂ diventerà un fattore di competitività in un mercato europeo sempre più esigente.
Le sfide aperte per il settore sono:
- Scalabilità delle tecnologie CCUS: se il report indica che la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂ (CCUS) rappresenta il 36 % delle riduzioni previste per il settore, significa che una porzione significativa della transizione è ancora soggetta a tecnologie emergenti o in fase prototipale;
- Materie prime alternative e combustibili rinnovabili: la disponibilità di rifiuti urbani o industriali adeguati, le barriere logistiche e regolamentari legate al loro utilizzo in forni a calce sono ancora sfide non risolte;
- Uniformità della regolamentazione a livello globale: il report richiama “l’azione politica … a livello internazionale” per consentire al settore di accelerare. In molti paesi la codifica dei materiali da costruzione, la certificazione delle emissioni e la definizione dei meccanismi di carbon pricing sono ancora in evoluzione;
- Trasparenza e rendicontazione: la GCCA utilizza un database GNR che raccoglie dati secondo il Cement CO₂ and Energy Protocol; tuttavia, l’integrazione di questi dati nei documenti tecnici di progetto e nei capitolati nazionali italiani richiederà un’azione coordinata tra produttori, progettisti e autorità.
Il traguardo di una riduzione del 25% nell’intensità di CO₂ per tonnellata di cemento dal 1990 rappresenta un passo avanti di rilievo, ma per il comparto delle costruzioni e degli ingegneri – e in particolare in un contesto normativo evolutivo come quello italiano – la chiave sarà trasformare la decarbonizzazione da obiettivo tecnico a standard operativo.
In questo senso, l’interazione tra produttori, progettisti, legislatori e committenze dovrà evolvere in modo sistematico: servono norme chiare, incentivi mirati, criteri di trasparenza e strumenti di mercato che supportino l’adozione dei materiali «next-gen». Per il settore delle costruzioni in Italia, la sfida non è solo scegliere materiali a minore impatto, ma dimostrare concretamente – mediante metodologia LCA, certificazioni e documentazione di progetto – che tali materiali contribuiscono alla decarbonizzazione dell’intero ciclo edilizio. L’invito dunque è rivolto a tutti gli attori: non solo a cambiare i materiali, ma a ripensare i processi e le regole che ne consentono l’adozione su scala.
CO2
Emissioni e riduzione della CO₂: su INGENIO articoli, tecnologie e normative per affrontare la sfida della decarbonizzazione globale.
Costruzioni
Costruzioni: su INGENIO articoli tecnici, normative e innovazioni per progettare, realizzare e gestire opere edilizie e infrastrutture.
Edilizia
Esplora il mondo dell'edilizia, il settore dedicato alla progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e infrastrutture. Scopri come la normativa italiana, come il Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001) e le Normative Tecniche per le Costruzioni (NTC), regolano le pratiche edilizie per garantire sicurezza e qualità. Approfondisci il significato etimologico del termine "edilizia" e come le leggi locali e regionali influenzano la costruzione e gestione degli immobili.
Sostenibilità
Con questo Topic riportiamo quanto pubblichiamo su quello che riguarda il tema della sostenibilità: gli accordi internazionali e nazionali, i protocolli di certificazione energetici ambientali, le news e gli approfondimenti scientifici, i commenti.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
