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Certificazione del project manager secondo la norma UNI 11648: a che punto siamo?

La certificazione del project manager secondo la norma UNI 11648 rappresenta il riferimento nazionale per la qualificazione professionale. Tuttavia, il mercato è dominato da attestati di conoscenza come PMP e IPMA. Quali sono le differenze reali e perché la certificazione UNI fatica a diffondersi?

Le certificazioni di project management sono di recente introduzione in Italia perché la norma che le regola è stata emanata da UNI solo nel 2016. Il mercato della formazione genera un’offerta veramente imponente. A dispetto di un tale arsenale, il numero dei certificati a norma UNI non arriva a toccare la media annuale di 200 nel decennio 2016 – 2025. Questo articolo fornisce un quadro sullo stato raggiunto dalla UNI 11648 rispetto al mercato delle qualificazioni concorrenti.


Stato della certificazione UNI 11648: numeri e confronto con il mercato

Era il 2016 quando fu pubblicata la norma UNI 11648 sulla figura professionale del project manager. Da allora ad oggi sono stati rilasciati poco più di 1.700 certificati secondo la fonte ufficiale della banca dati di Accredia (Banche Dati - Accredia - Figure professionali certificate).

A questo numero dobbiamo aggiungere i certificati emessi ma non rinnovati; avendo seguito il progresso delle certificazioni dalla loro nascita, sono confidente nel dire che il numero dei certificati emessi e non rinnovati non supera il 20% del totale portando il valore complessivo a circa 2.120.

Certificazione UNI vs qualificazioni PMI, IPMA, ISIPM: il divario reale

Nello stesso periodo le associazioni PMI, ISIPM, IPMA (per Axelos PeopleCert non ho numeri certi) hanno emesso oltre 30.000 attestati delle conoscenze, le cosiddette qualificazioni, secondo modelli proprietari; questo numero costituisce il 93% del mercato complessivo contro il 7% delle certificazioni a norma UNI (se consideriamo anche i certificati non rinnovati).

Come mai questa asimmetria? Come mai una qualificazione vende oltre 13 volte di più di un certificato professionale a norma UNI?

Possiamo avanzare qualche ipotesi sulla base di dati oggettivi di pubblico dominio da siti istituzionali, interviste, informazioni e documenti ufficiali.

Certificazioni di project management: marchi registrati e titolarità
◾ PMI®, PMP®, CPM® sono marchi registrati del Project Management Institute®.
◾ ISIPM®, ISPM-Base®, ISIPM-Av, euMaps® sono marchi registrati dell’Istituto Italiano di Project Management®.
◾ PRINCE2® è un marchio registrato di Axelos PeolpleCert.
◾ IPMA®, 4-L-C® sono marchi registrati della International Project Management Association®.

Norme ISO e UNI sul project management: evoluzione e quadro tecnico

Il 3 settembre 2012 l’International Organization for Standardization pubblica la prima versione della ISO 21500 “Guidance on project management” (fonte: ISO 21500:2012 - Guidance on project management). Non si tratta di una norma ma di una linea guida, dunque, molto lontana dai criteri e dai metodi di formazione di una norma tecnica per quanto volontaria, aspetto non secondario in un contesto di standardizzazione. Il 9 maggio 2013 l’Ente Italiano di Normazione UNI pubblica l’adozione taliana della ISO con il nome di UNI ISO 21500 “Guida alla gestione dei progetti (project management)” (fonte: UNI ISO 21500:2013 - UNI Ente Italiano di Normazione). La commissione tecnica che ha curato questa linea guida è stata la UNI/CT 040 con il Gruppo di Lavoro 13. La commissione UNI/CT 040 cura la gestione per la qualità e i metodi statistici. Nel complesso questa commissione è referente per le seguenti norme e linee guida (fonte Ricerca avanzata - Norme tecniche - UNI Ente Italiano di Normazione) riassunte in tabella.

Le principali norme UNI e ISO di riferimento per il project management

Norma
Titolo
Adozione
UNI ISO 21502:2021
Guida alla gestione dei progetti
Adotta ISO 21502:2020
UNI ISO 21505:2021
Raccomandazioni per la governance
Adotta ISO 21505:2017
UNI ISO 21511:2021
Work Breakdown Structures
Adotta ISO 21511:2018
UNI ISO 21504:2016
Gestione dei portafogli
Adotta ISO 21504:2015
UNI ISO 21512:2025
Earned Value Management – Implementazione
Adotta ISO 21512:2024
UNI ISO 21508:2021
Earned Value Management
Adotta ISO 21508:2018
UNI ISO 21500:2021
Contesto e concetti
Adotta ISO 21500:2021
UNI ISO 21500:2013(*)
Guida alla gestione dei progetti
Adotta ISO 21500:2012
UNI 11648:2022
Project Manager – Requisiti di conoscenza e abilità
Norma nazionale
UNI ISO 21503:2021
Gestione dei programmi
Adotta ISO 21503:2017
UNI ISO 21506:2025
Vocabolario
Adotta ISO 21506:2024

(*) Fonte: UNI ISO 21500:2013 - UNI Ente Italiano di Normazione)

Il GL 13 di UNI/CT 040 si occupa anche della preparazione della norma tecnica UNI 11648 “Attività professionali non regolamentate - Project manager - Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza” (fonte UNI 11648:2016 - UNI Ente Italiano di Normazione) che esce in prima pubblicazione il 29 settembre 2016. Per sedere ai tavoli tecnici dei gruppi di lavoro di UNI bisogna associarsi.

Possono associarsi le persone fisiche, le imprese, gli enti pubblici, le associazioni a vario titolo e forma. La quota annuale è variabile in funzione del soggetto che si associa e dei servizi di cui può godere. È ovvio che le norme tecniche debbano essere scritte da organizzazioni e professionisti competenti del settore. Ed è assolutamente pacifico che le organizzazioni e i professionisti che aderiscono ai tavoli tecnici di normazione siano mossi da interessi di business. Infatti, ogni norma tecnica ha un impatto sul tessuto socioeconomico.

Origine e sviluppo del project management in Italia

Il ruolo del PMI e del PMBOK nello sviluppo globale del settore

Prima di proseguire è necessaria una sintesi storica dell’evoluzione. Queste norme ISO e UNI si inquadrano nella progressiva immissione in Europa del project management inteso come oggetto di studio e di attestazione di conoscenze.

Questo nuovo spazio nel mercato di prodotti culturali emerge in Italia già negli anni ‘90 grazie all’azione primaria del Project Management Institute, associazione culturale nordamericana fondata nel 1969, che agisce in Italia attraverso i propri Chapter locali. A partire dalla fine degli anni ’80 il PMI elabora e rilascia i modelli o corpi di conoscenza, con funzione di format educativi.

Oltre alle attività divulgative e promozionali, il PMI, attraverso il controllo diretto ed esclusivo della sede centrale di Filadelfia, eroga gli esami di qualificazione su due modelli principali, uno dedicato al team di project management, l’altro dedicato al project manager. PMI non organizza o eroga corsi, attività demandata al libero mercato della formazione.

Per dare un’idea dell’impatto a livello globale di questa associazione si veda l’ultimo Annual Report 2024 (PMI 2024 Annual Report by PMI Flipsnack - Flipsnack): 744 dipendenti, 306 Chapters, oltre 738.000 soci, quasi 1,8 milioni di certificati attivi (sono esclusi i non rinnovati e i deceduti per un totale che va ben oltre 2 milioni) e ben 211.917 certfications emesse nel 2024.

Riguardo gli assets consolidati al 2024, il PMI dichiara una liquidità di oltre 36 Mln USD, investimenti per oltre 634 Mln USD e un patrimonio totale di oltre 702 Mln USD considerando tutti gli asset aziendali e gli ammortamenti. Questi numeri ci posizionano in una prospettiva di grande business mondiale e di quello che potenzialmente potrebbe svilupparsi anche in Italia. Questi numeri sono il risultato di un grande lavoro di sviluppo di contenuti di alto livello anche se, recentemente, la strategia si è orientata verso le cosiddette prassi di settore.

Considerata la rilevanza del PMI, l’ente normativo ISO ha costruito la Guidance ISO 21500 come un’elaborazione semplificata del modello che il PMI ha pubblicato nel suo testo più diffuso al mondo, il “Project Management Body of Knowledge”, oggi arrivato alla VIII edizione (PMBOK Guide | Project Management Institute). Questa affermazione può essere verificata con l’analisi comparativa tra PMBOK® IV Edizione 2008 (riferimento per il lavoro di ISO) e il testo della Guidance ISO 21500:2013.

La International Project Management Association, nata nel 1965, con sede in Svizzera, è un altro attore di primo piano a livello mondiale. L’associazione IPMA è attiva in Italia da oltre quarant’anni per il tramite dell’Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale che le offre spazio e supporto operativo e organizzativo. IPMA rilascia modelli di conoscenza del project management, eroga corsi ed esami di qualificazione di quattro livelli. Allo stato attuale non sono disponibili informazioni pubbliche del suo annual report.

La nascita di ISIPM e la diffusione delle qualificazioni in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, dobbiamo attendere il 2005 con la creazione della prima associazione nazionale in questo settore della cultura tecnica. In quell’anno un numero ristretto di professionisti decide di fondare la prima associazione italiana sul modello del PMI: a ottobre 2005 nasce l’associazione Istituto Italiano di Project Management. La missione di ISIPM è “promuovere la certificazione della professione di Project Manager rispetto ai principali programmi di certificazione professionale esistenti, sia in ambito internazionale sia nazionale” (fonte ISIPM: ISIPM - Mission).

Oltre alle attività divulgative e promozionali dei propri modelli, ISIPM eroga gli esami di qualificazione di due livelli a cui si è aggiunto recentemente anche quello per la cosiddetta Europrogettazione. ISIPM non organizza e non eroga corsi che sono demandati al libero mercato. Dunque, anche ISIPM ha una missione strettamente orientata agli esami di qualificazione delle conoscenze equivalenti alle certifications di PMI e IPMA. Ma fino al 2008 l’attività di ISIPM è esclusivamente divulgativa.

A ottobre 2008 ISIPM pubblica il primo modello di qualificazione delle conoscenze noto col nome di ISIPM-Base, avviandosi in un percorso parallelo a quello del concorrente americano PMI, ovvero promozione e commercializzazione di esami per il rilascio di attestati delle conoscenze. Allo stato attuale non sono disponibili informazioni pubbliche del suo annual report.

Non cito altri attori minori che, nel razionale di questo articolo, non spostano gli esiti della mia analisi.

Il ruolo degli attori nel mercato italiano delle certificazioni

Qual è stato e qual è il ruolo di PMI, IPMA e ISIPM nel mercato italiano?

Senza alcun dubbio queste associazioni hanno avuto un ruolo decisivo per il decollo commerciale delle qualificazioni ma non della certificazione UNI; vediamo in quali termini analizzando la composizione del tavolo tecnico UNI.

UNI non pubblica la composizione dei propri tavoli tecnici e non li rende noti a chi non è associato. Non potendo fare riferimento alle fonti interne di UNI, riporto le informazioni da fonti indirette ma attendibili in quanto sono fonti ufficiali.

PMI e IPMA: standard de facto e posizionamento internazionale

Parto dal PMI per il quale è disponibile un articolo pubblicato dal Southern Italy Chapter (Nuova norma UNI 11648:2022 sull’attività professionale del Project Manager – PMI-SIC). Possiamo essere abbastanza confidenti che il PMI sia rappresentato in UNI, ma le scarse fonti in rete confermerebbero il ruolo defilato coerente con la sua dimensione internazionale che ha costruito, dal 1969 ad oggi, la propria posizione di pathfinder mondiale su questa tematica, alla base dell’autorevolezza che tutti gli riconoscono.

Non a caso, la norma UNI 11648 cita il Project Management Institute come punto di riferimento internazionale per la costruzione di uno standard. Anche per IPMA vale la stessa considerazione suffragata soprattutto dall’interesse che ANIMP ha verso il mondo dell’industria ai fini dell’associazionismo, networking, divulgazione e formazione, probabilmente molto meno verso il mondo delle standardizzazioni. In sostanza, PMI e IPMA considerano i propri modelli come standard de facto.

ISIPM e UNI 11648: ruolo nei tavoli tecnici e implicazioni

Riguardo l’associazione ISIPM dobbiamo riferirci alle seguenti fonti, una primaria e una secondaria – le più attendibili disponibili in rete – che chiariscono il suo ruolo all’interno del gruppo di lavoro UNI/CT 040/GL 13.

La fonte primaria è UNI che pubblica un’intervista con relativo audiovisivo su YouTube (Pubblicata la nuova UNI ISO 21502): “Per parlare di questa norma e capirne gli aspetti più innovativi abbiamo intervistato Pier Luigi Guida, coordinatore dell’UNI/CT 040/GL 13 “Project management” (gruppo di lavoro misto delle Commissioni “Servizi” e “Gestione per la qualità e tecniche di supporto”). Il coordinatore del tavolo tecnico di UNI è anche membro del comitato scientifico di ISIPM (ISIPM - Comitato Scientifico).

Altra fonte di assoluta attendibilità è l’Organismo di Certificazione Cepas Bureau Veritas (Project Manager: la nuova norma UNI 11648:2022 | Cepas): “La nuova UNI 11648 - spiega l’ing. Pier Luigi Guida, Project Leader del Gruppo di lavoro UNI che ha sviluppato la revisione della Norma, oltre che membro del consiglio scientifico dell’Istituto Italiano di Project Management…”.

La stessa ISIPM fornisce un quadro chiaro del suo ruolo in UNI sulla già citata pagina del comitato scientifico: “Pierluigi Guida… ha partecipato al Gruppo di lavoro UNI che ha curato l'UNI ISO 21500 ed è stato coordinatore del Gruppo di Lavoro (nda: UNI/CT 040/GL 13) che ha curato la Norma UNI 11648“.

...continua la lettura dell'articolo integrale nel PDF.


FAQ tecniche per project manager

1. Qual è la differenza sostanziale tra certificazione UNI 11648 e le qualificazioni PMP, IPMA e ISIPM

La certificazione UNI 11648 attesta la professionalità validata da un organismo terzo accreditato, mentre le qualificazioni PMP, IPMA e ISIPM attestano le sole conoscenze secondo un modello proprietario. La UNI include valutazione dell’esperienza e delle capacità operative, risultando la sola orientata all’esercizio della professione.

2. In quali contesti conviene scegliere la certificazione UNI 11648?

La UNI 11648 è più coerente in contesti professionali pubblici e privati, sistemi di qualità e ambienti normati, dove è richiesto un riferimento a standard tecnici nazionali e a certificazioni accreditate. Tuttavia, la sua effettiva valorizzazione dipende dalle esigenze specifiche di bandi e avvisi di ricerca.

3. Come funzionano le esenzioni d’esame nella certificazione UNI 11648?

Gli organismi di certificazione possono prevedere esenzioni dalle prove scritte per candidati già qualificati PMP, IPMA, ISIPM o PRINCE2. Questo riduce il percorso d’esame ma introduce una dipendenza dai modelli concorrenti, incidendo sulla distintività della certificazione UNI.

4. Che ruolo ha Accredia nella certificazione dei project manager?

Accredia è l’ente nazionale che garantisce imparzialità e competenza degli organismi di certificazione. Approva gli schemi UNI 11648 e verifica che il processo sia conforme alle norme internazionali, assicurando affidabilità al sistema.

5. Perché il mercato non distingue chiaramente tra certificazione e qualificazione?

La principale causa è la mancanza di chiarezza informativa: attestati di conoscenza e certificazioni professionali vengono spesso trattati come equivalenti. Questo genera confusione tra professionisti e nei bandi, riducendo il valore percepito della UNI 11648.

6. Quali criteri dovrebbe usare un project manager per scegliere il proprio percorso di certificazione?

La scelta dovrebbe basarsi su: obiettivi di carriera, contesto lavorativo (nazionale vs internazionale), requisiti richiesti nei bandi e livello di esperienza. La UNI certifica la professionalità, mentre PMP/IPMA sono più diffuse e riconosciute a livello globale.

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