Ereditare l’architettura del Moderno. Conoscenza, conservazione e riutilizzo
Restauro, materiali, riuso e tutela dell’architettura del Novecento: un seminario culturale dedicato a architetti e ingegneri ha analizzato opportunità e criticità del Restauro del Moderno. Rivedi gli interventi e approfondisci metodologie, casi studio e approcci per la conservazione e il riuso del patrimonio moderno.
Restauro del Moderno: approccio, metodo e casi studio
Conoscere, conservare e riutilizzare l’architettura del Novecento: è stato questo il filo conduttore del seminario culturale “Ereditare l’architettura del Moderno. Conoscenza, conservazione e riutilizzo”, organizzato dal Centro Studi Sisto Mastrodicasa con il patrocinio degli Ordini degli Architetti PPC e degli Ingegneri di Perugia e di Terni.
Due giornate – il 5 aprile 2024 a Perugia e il 19 aprile 2024 a Terni – dedicate a un'ampia riflessione sul restauro dell'architettura del Novecento, tra vincoli, fragilità costruttive e strategie di intervento.
Massimo Mariani: "Il Restauro del Moderno è un dovere culturale"
«Il tema dell’ereditare, consolidare e restaurare l’architettura moderna, tutelata o non tutelata, costituisce oggi uno dei confronti metodologici e culturali più complessi dell’ambito del restauro e della conservazione, nonché del mantenimento della sicurezza che anche il Centro Studi Sisto Mastrodicasa sta affrontando.
L'architettura moderna – quella compresa principalmente tra il primo Novecento e la seconda metà dello stesso secolo – si presenta infatti come un patrimonio recente, ma già profondamente a rischio per ragioni fisiche, culturali conservative e normative. Quindi affrontare il restauro dell'architettura moderna impone una riflessione rigorosa sul piano scientifico, storico, tecnico e metodologico.
Innanzi tutto nel restauro dell'architettura moderna la prima identità è di tipo epistemologico su ciò che si eredita perché, a differenza dell'architettura storica, l'opera moderna non ha quasi mai il crisma del “monumento” secondo la concezione classica, per cui ciò impone un lavoro critico di riconoscimento del valore storico-documentale, funzionale, estetico e strutturale del soggetto edificato.
È necessario, prima di tutto, stabilire se il valore risiede nella forma, nel suo valore estetico-compositivo, nel sistema costruttivo, nel linguaggio innovativo o anche nel significato urbano e sociale dell'opera. È quindi importante fondare il progetto di restauro su un protocollo rigoroso di indagine soprattutto nella consapevolezza che il restauro del “moderno” non può essere assimilato alle tecniche classiche del restauro filologico, né può semplicemente applicare le logiche del consolidamento tradizionale. Occorre pertanto adottare un metodo scientifico basato su alcuni principi ineludibili di compatibilità dei materiali necessari con quelli presenti, attraverso interventi risolutivi, sempre nel rispetto del bene, evitando modifiche dell’originale, ma, se necessarie, talvolta anche di leggibilità delle stesse, sempre nell’ottica della loro reversibilità.
Infine c’è da considerare che la maggior parte dell’architettura moderna (quella che possiede una giusta caratura architettonica, quindi anche storica) non è tutelata in modo formale dai “Beni Culturali” ma, di fatto, é patrimonio vulnerabile e da conservare cosicché la disciplina del restauro si trova in un “vuoto normativo”.»
Massimo Mariani, Presidente del Centro Studi Sisto Mastrodicasa
Conservazione e restauro del patrimonio architettonico del XX secolo
Il patrimonio architettonico del XX secolo, composto da opere pubbliche, edilizia residenziale e sperimentazioni d’autore, rappresenta un tema centrale per chi si occupa oggi di conservazione.
La sperimentazione che ha contraddistinto la nascita di queste architetture – caratterizzata dall’impiego di nuovi materiali come ferro, vetro e calcestruzzo armato – e la rapidità dei tempi di costruzione, necessari per rispondere ai bisogni abitativi post-bellici, hanno spesso comportato un degrado tecnologico e un deterioramento funzionale. Tuttavia, è proprio l’aspetto sperimentale a costituire l’eredità che ci è pervenuta, ed è su di essa che dobbiamo concentrare la nostra attenzione. L'obiettivo deve essere quello di comprendere appieno l'opera moderna, per riavvicinarci ai suoi tratti distintivi, e successivamente intraprendere un approccio consapevole e adeguato, finalizzato alla conservazione e al riuso.
Le due giornate di studio organizzate dal Centro Studi Sisto Mastrodicasa hanno visto il contributo di studiosi ed esperti del restauro dell’architettura moderna, che hanno condiviso esperienze concrete, metodologie e casi studio emblematici.
Tutti gli interventi sono oggi disponibili in videoregistrazione: una risorsa preziosa per professionisti, studiosi e studenti interessati al tema della conservazione e restauro dell'architettura del XX secolo.
Maria Margarita Segarra Lagunes
Architetture a rischio: l’importanza della conoscenza e della documentazione dell’architettura moderna
Gianluigi de Martino
Il restauro del moderno: questioni di metodo
Paolo Verdeschi
Il restauro di villa La Saracena di Luigi Moretti
Maria Carmela Frate
L’esperienza in Europa di riutilizzo dell’edilizia residenziale pubblica
Luciano Marchetti
Le architetture di Mario Ridolfi a Terni: materiali e conservazione
Martina Chiarato
Il restauro del palazzo Nervi-Scattolin a Venezia
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Restauro e Conservazione
Con il topic "Restauro e Conservazione" vengono raccolti tutti gli articoli pubblicati che esemplificano il corretto approccio a quel sistema di attività coerenti, coordinate e programmate, dal cui concorso si ottiene la conservazione del patrimonio culturale.
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