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Il controllo delle fessure negli edifici, tecniche e grado di attendibilità

I principali sistemi di controllo dei quadri fessurativi negli edifici possono essere riassunti in due macro famiglie, tradizionali o statici ed evoluti o dinamici…ma qual è il loro grado di attendibilità? Dipende tutto da come si utilizzano.

Il monitoraggio dei quadri fessurativi

Sono diverse le possibili cause della presenza di fessure negli edifici, dalle problematiche più lievi, alla manifestazione di cinematismi in atto sulla struttura. La loro comparsa ed il progredire nel tempo può rappresentare una grave criticità per il manufatto ed ecco quindi come la valutazione e il monitoraggio delle fessure più significative rappresenta spesso un’arma in più per la prevenzione, consentendo di intercettare e mantenere sotto stretta sorveglianza situazioni anche potenzialmente rischiose per l’utenza. 

Parlando di fessure, per una interpretazione efficace dei movimenti della struttura, si necessita talvolta di valutare movimenti visibili anche ad occhio nudo, ma spesso invece l’incremento di spessore risulta essere dell’ordine di pochi decimi di millimetro. Ecco, quindi, come la precisione e l’affidabilità del sistema di misurazione rappresenta sicuramente una base determinante per la seguente fase di interpretazione.

 

Principale classificazione dei sistemi di monitoraggio 

A seconda della tipologia di elemento strutturale che si intende monitorare, delle condizioni al contorno in cui è necessario operare e, non ultimo, tenendo in considerazione anche gli aspetti economici, si può ricorrere a diversi sistemi di misurazione.

 

Tradizionali o statici

Il sistema più economico per il monitoraggio delle fessure sono i Fessurimetri permanenti in policarbonato, generalmente definiti “vetrini”. Il reticolo graduato presente su una delle due lamine di policarbonato riporta una scala graduata, caratterizzata tendenzialmente da una precisione di circa 0,5 [mm]. Tale sistema di misura, risulta essere di rapida e semplice lettura e permette immediatamente di avere, a colpo d’occhio, un’idea dell’andamento del cinematismo che sta monitorando. La pecca di questo sistema di monitoraggio risiede ovviamente nel più che modesto livello di precisione offerto dal sistema.

Per ovviare al livello di precisione offerto dai vetrini, si può ricorrere ai Comparatori oppure ai Deformometri removibili, strumenti il cui livello di precisione raggiunge, a seconda dei modelli, il centesimo o il millesimo di millimetro e, sempre a seconda dei modelli, possono essere analogici o digitali.

 

Il controllo delle fessure negli edifici, tecniche e grado di attendibilità

 

Entrambi i sistemi di misurazione proposti permettono dei monitoraggi di tipo statico, ovvero che necessitano fisicamente della presenza di un operatore che esegua in situ le misure.

 

Evoluti o dinamici

I sistemi più moderni ed evoluti permettono un monitoraggio dinamico del quadro fessurativo e sono costituiti da un sistema complesso di sensori, cavi, sistemi di acquisizione, centralina, che consentono il costante controllo da remoto dei sensori installati eliminando quindi il vincolo offerto dalla presenza dell’operatore in situ. I sensori utilizzati in questi sistemi appartengono generalmente alla categoria dei Trasduttori di spostamento che, come per i Deformometri possono raggiungere la precisione del centesimo del millimetro.

 

Sistemi di monitoraggio evoluti o dinamici

 

Ma quando le misure possono essere considerate attendibili?

Viene facile rendersi conto che la lettura degli spostamenti eseguita con i fessurimetri permanenti in policarbonato risulta essere un sistema pratico, ma intrinsecamente poco preciso vista la sensibilità modesta dello strumento. Questo sistema di monitoraggio risulta ideale per situazioni di basso rischio e che presentano una elevata ampiezza delle fessure, in quanto, per piccoli spostamenti, la lettura risulta essere poco attendibile.

Per situazioni in cui sia necessaria invece una maggiore precisione nella valutazione degli spostamenti, e che richiedono quindi strumenti più sensibili, si può ricorrere a Comparatori, Deformometri, oppure anche Trasduttori di spostamento millesimali. Tuttavia anche con l’utilizzo di una strumentazione estremamente precisa, l’attendibilità del monitoraggio non risulta scontata. Infatti bisogna ricordare che la misura di una grandezza non fornisce un valore ben definito, ma anche se si utilizzano gli strumenti più precisi, le tecniche più accurate, e si mettono in pratica gli accorgimenti più rigorosi, il valore rilevato ricadrà nell’intorno della misura reale.

Tralasciando tutta la formulazione e dimostrazione che sta alla base della teoria degli errori, per il nostro scopo basta ricordare che quando si ricerca un valore di misura, bisogna nella pratica ripetere la misura più volte e poi trattare questi valori con metodi statistici al fine di minimizzare l’errore ed avvicinarsi il più possibile a quella che rappresenta la misura reale della quantità che ci interessa analizzare. Pertanto una misura può essere considerata attendibile quando è frutto di una calibrata campagna di misurazioni, tale per cui sia possibile minimizzare l’errore ad essa associato.

 

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