Il filo a piombo del XXI secolo. Costruire il presente con parole che orientano il futuro.
Il filo a piombo del XXI secolo è un invito a ritrovare equilibrio e profondità in un mondo frammentato, attraverso dieci “fibre” che intrecciano valori e azioni per costruire un presente più consapevole.
Il lettore è guidato attraverso l'utilizzo di 10 parole-valori-azioni
In un mondo segnato dalla volatilità, dall’ansia e dalla frammentazione, Il filo a piombo del XXI secolo (Graphe.it Edizioni, 2025) non è solo un libro, ma un invito. A fermarsi. A scavare. A ritrovare direzione.
La metafora del filo a piombo, così concreta e così poetica, diventa qui un simbolo vivo: non nostalgia di un passato stabile, ma strumento per ritrovare verticalità e coerenza in un tempo che ci schiaccia sull’orizzontalità dispersiva del presente. È la tensione tra visione e azione, tra profondità e costruzione quotidiana, il vero cuore di questo libro.
A guidare la lettura sono dieci parole-valori-azioni, che l’autore chiama “fibre”: Consapevolezza, Organizzazione, Spontaneità, Transfert Learning, Ribellione, Unire i puntini, Immaginazione, Riduzione, Empatia. Fibre che non sono scelte a caso, ma si intrecciano come fili dentro una parola: COSTRUIRE, che diventa acrostico e bussola d’azione. Un verbo antico, ma ancora vivo. Un ponte tra intenzione e gesto che, laComplicità, decima fibra del filo, tiene insieme, come la malta tra i mattoni o il respiro tra due battute.
Ogni fibra è esplorata come una traiettoria concreta per costruire un presente abitabile, ciascuna in dialogo con figure del mondo della cultura, della filosofia, dell’impresa, definiti da Millevoi “tessitori di possibilità”. Non esperti che danno risposte, ma persone capaci di unire visioni con pragmatismo. La prefazione di Maria Chiara Voci, Direttore di Casa naturale, con il suo sguardo lucido, ne coglie con forza l’urgenza e il senso: questo libro non cerca like né offre soluzioni preconfezionate, ma apre “una conversazione tra un sociologo e un mastro costruttore con una differenza: qui le parole non restano sospese in aria, si fanno mattoni. E con quei mattoni, si può iniziare a costruire il futuro.”
È da questo stesso orizzonte nasce Filo2035. Un gioco di carte che accompagna e traduce il libro in uno strumento di lungimiranza strategica attraverso dieci “What If”, domande provocatorie (come “E se le città avessero una data di scadenza?” o “E se la tecnologia scomparisse?”) che non cercano una risposta unica, ma attivano uno spazio di confronto. Un gioco utile nelle scuole, nei team aziendali, nei contesti dove si progettano città, reti, comunità, “non per predire il futuro, sottolinea Millevoi, ma per far capire l’importanza di usare i futuri per cambiare il presente scoprendo, giocando, il potere dell’immaginazione, il valore del pensiero sistemico, della responsabilità condivisa, del desiderio di futuro”.
Il filo a piombo del XXI secolo è tutto questo: un libro che cerca senso, un gioco che allena il coraggio di costruirlo insieme, un esperimento che, grazie all’opera “Baby getting ready for school” di Sun Hee Moon, acquista corpo, anima, sguardo e respiro.

(recensione a cura della redazione di INGENIO)
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