Intercapedine - massetto: tipologie di muffe riscontrate in un appartamento a piano terra
In questo articolo viene presentato un esempio di umidità portata dall’intercapedine lato monte, dovuti a diversi difetti della relativa impermeabilizzazione presente sul lato esterno del muro perimetrale che provocano diffusione di umidità nel massetto del pavimento interno ad un appartamento posto a piano terra, che a sua volta induce i fenomeni di umidità di risalita non capillare primaria negli elementi verticali in elevazione.
Sono stati riscontrati livelli di umidità dell'80%, giustificando la creazione di muffe di varie specie
L’immobile è un appartamento facente parte di un fabbricato di civile abitazione disposto su tre piani più sottotetto, con un’unità abitativa per piano. L’appartamento oggetto della presente è disposto su unico livello al piano terra, la cui forma geometrica è per la prima parte, dall’ingresso, trapezia poi rettangolare; la struttura portante è comunque in calcestruzzo armato a classico telaio e le partizioni interne sono in laterizio forato e intonacato.
Per la morfologia collinare del sito, a monte del fabbricato è presente un muro di contenimento a tutta lunghezza del fabbricato (circa 17 m), avente altezza maggiore di un piano (circa 3,50 m) ripreso con del calcestruzzo armato con griglia metallica su struttura preesistente presumibilmente in pietra e con altezza sicuramente inferiore. Si notano anche diverse riprese di getto con nidi di ghiaia (vespai) e spanciamenti a circa h/3. Lo spazio di “intercapedine” tra detto muro e la parete lato monte del fabbricato non supera i 40-50 cm.
Circa la consistenza dell’appartamento, lo stesso è costituito da un’ampia zona giorno disposta nella porzione “rettangolare” della pianta, comprensiva di soggiorno, cucina, bagno, ripostiglio e terrazzino, e da una zona notte disposta nella porzione “trapezia” della pianta, comprensiva di corridoio, n° 2 camere da letto, un disimpegno e un altro bagno.
Le patologie di cui l’immobile soffre sono quelle legate all’umidità degli ambienti che si manifestano in maniera importante e diffusa con rigonfiamenti degli strati di finitura per sub efflorescenze e sfarinamento degli stessi lungo i perimetri delle parti basse delle murature sia perimetrali sia divisorie interne, efflorescenze saline formate sulle fughe della pavimentazione costituita da piastrelle ottagonali di marmo bianco con tozzetti quadrati di ardesia, formazione di muffe nere (Stachybotrys chartarum) su supporti lignei di porte e mobilio presente nell’immobile, di cui in appresso vengono riportati alcuni scatti fotografici significativi.


In base a quanto riscontrato visivamente, si notano chiaramente fenomeni patologici legati a un forte tasso di umidità sia nell’aria indoor sia negli elementi “strutturali” quali tramezze e muro perimetrale lato monte (confinante con l’intercapedine che corre lungo tutto il fronte nord dell’edificio).
I tassi di umidità relativa rilevati in detta sede, pari a circa l’80%, giustificano la formazione di muffe di varie specie, tra cui quelle brune e nere riscontrate sulle superfici lignee della culla in camera matrimoniale e della porta del bagno in fondo al corridoio.
Pianificazione attività di indagine
In detta sede, si è provveduto ad eseguire una mappatura igrometrica mediante igrometro capacitivo, di alcune zone di superficie muraria sia perimetrale lato nord, sia tramezzatura longitudinale corridoio/camere, ove si sono riscontrati livelli decisamente alti in “digit” dello strumento.
Si è poi provveduto ad eseguire alcuni scatti termografici IR per verificare / rilevare anomalie termiche superficiali che puntualmente si sono riscontrate nelle parti basse delle citate pareti. Infine, si è proceduto con un analisi quantitativa mediante utilizzo di igrometro al carburo di calcio (come più sopra definita) su campioni prelevati a varie quote altimetriche e a varie profondità di parete onde determinarne la percentuale del contenuto in acqua e dedurre la tipologia di patologia.
A completamento diagnostico, si decide altresì di posizionare n° 10 datalogger, uno per locale e n° 2 in esterno, onde monitorare gli andamenti temporali di temperatura e umidità relativa dell’aria in continuo per almeno n° 2 mesi.
Rilievo igrometrico
Si specifica che il metodo di rilevamento igrometrico dielettrico fornisce dati qualitativi e i relativi valori devono essere interpretati come indicatori di asciutto, umido e bagnato.

Il rilievo igrometrico eseguito momentaneamente al solo vano corridoio, essendo prossimo al lato monte connota una distribuita situazione di umidità importante all’interno delle pareti, sia quella perimetrale a monte, sia la tramezza con le camere. Si nota chiaramente che, nei quattro segmenti verticali indagati, i valori di umidità in digit decrescono con l’altezza e che in alcuni punti, a quota 110 cm sono leggermente maggiori che a quota 100 cm dove termina una recente ripristino.
Questo risultato è la prova che il materiale utilizzato per detto ripristino è poco traspirante, infatti poco sopra, i valori, pur essendo bassi e nella tolleranza, sono comunque maggiori che al di sotto di esso. Normalmente dovrebbero essere simili e in diminuzione con la quota.
Ciò premesso i risultati ottenuti denotano un probabile fenomeno di risalita, da verificare con prove di igrometria al carburo di calcio più avanti descritte.
Onde acquisire informazioni più circostanziate, lo scrivente procede con la misurazione delle quote altimetriche interne riferite all’esterno e soprattutto a quella dell’intercapedine, mediante l’ausilio di una semplice livella laser, che di seguito si documentano i relativi risultati e operazioni eseguite.
Riscontro quote altimetriche
Si deduce semplicemente che la quota interna dell’abitazione è superiore di quella del calpestìo dell’intercapedine di 12 cm. Detto spessore è circa pari a un normale massetto più pavimento in piastrelle di marmo. Questo denota che la parte strutturale, ovvero la soletta tra esterno e interno è complanare e, sia quest’aspetto, sia il fatto che l’impermeabilizzazione si presenta con i risvolti in pessime condizioni, queste circostanze favoriscono le infiltrazioni nel massetto e una conseguente risalita nelle pareti.
Situazione presente all’interno dell’intercapedine, di carattere impermeabilizzativo
Le condizioni precedentemente illustrate suggeriscono un ingresso delle acque meteoriche che si riversano nell’intercapedine anche dagli scarichi del tetto, nella struttura e massetto dell’appartamento. Si nota che la superficie della parete del fabbricato ha una patina di colore verdastro, così anche la parte di guaina risvoltata. Questa patina è costituita da colonia di alghe e si verifica quando le superfici sono continuamente bagnate.

...Continua a leggere nel PDF in allegato.
Nei paragrafi successivi si parlerà di:
- indagine igrometrica al carburo di calcio cosiddetta (metodo del carburo di calcio "Metodo CM");
- Esito delle indagini e misure di intervento;
- Tipologie di muffa riscontrate
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