Ingegneria Strutturale | Edilizia | Sismica
Data Pubblicazione:

Le indagini difensive sul crollo del "Don Minozzi femminile" di Amatrice

L’Accusa imputava all’ingegnere incaricato nel 2010 di non aver rilevato vulnerabilità sismiche in una struttura poi crollata nel 2016. Le indagini difensive dimostrarono invece che l’edificio era in cemento armato secondo i canoni dell’epoca, portando all’assoluzione finale.

L’Accusa censurava un Ingegnere incaricato nel 2010 di riparare alcuni danni dovuti al sisma aquilano del 2009, che non si sarebbe accorto di evidenti vulnerabilità sismiche dell’ala poi crollata nel 2016. L’analisi della scarna documentazione disponibile permetteva di accertare come la costruzione risalisse agli anni venti del Novecento, ad opera degli Architetti Foschini e Spaccarelli, a cui veniva dedicato un ampio studio bibliografico, che evidenziava come essi fossero fra i massimi protagonisti del cemento armato a Roma. A confutare così la prospettazione d’Accusa Tecnica, secondo cui la struttura sarebbe stata in mura- tura, con “esili” innesti di elementi in cemento armato, così pervenendo ad un giudizio esplicativo del crollo del tutto inappropriato (ribaltamento di pareti). Le indagini difensive partivano da un accurato rilievo del poco rimasto (dopo la devastante rimozione macerie), accompagnandolo con l’analisi delle foto della struttura, sempre tenendo a mente l’interpretazione pluridisciplinare. Ne risultava un palinsesto in telai di calcestruzzo armato, con solette nervate ai piani, del tutto aderente ai canoni del tempo. Le indagini e gli accertamenti svolti consentivano al Difensore dapprima un incisivo controesame del Consulente della Pubblica Accusa e poi un efficace esame del proprio Consulente, con acquisizione al materiale istruttorio dei complessi accertamenti, con esito assolutorio finale, non appellato.


Inquadramento dell'opera

 

Il crollo e l’apertura delle indagini tecniche ex art. 359 cpp

Nell’immediatezza della scossa sismica del 24 agosto 2016, alle ore 03:36, avente epicentro appena accanto alla vicina Accumoli (RI), si verificava il crollo di una intera porzione, di seguito denominata A e B, del complesso immobiliare del Don Minozzi Femminile di Amatrice, provocando la morte di 7 persone (3 Suore e 4 ospiti).

 

Figura 1. Fotografia del complesso e, in primo piano, le porzioni A e B oggetto d’indagine (Crediti: G. Guida - F. Miraglia - N. Verlezza - E. Vespaziani)

 

Figura 2. Fotografia del complesso dodici ore dopo la scossa del 24.08.2016 (Crediti: G. Guida - F. Miraglia - N. Verlezza - E. Vespaziani)

 

Il ritardo nel conferimento (oltre un mese dal crollo) dell’incarico ex art. 359 cpp, unito a quello del primo sopralluogo, faceva sì che il Consulente prendesse contezza del teatro d’evento soltanto nel Novembre del 2016, allorquando erano ormai intervenute rilevanti modifiche dovute alla sequenza sismica e, in particolare, alla scossa del 30 Ottobre 2016, con epicentro nella vicina Norcia.

 

Conoscenza del manufatto

 

Elementi di datazione

Alcune pubblicazioni permettevano di individuare gli interventi che il fondatore, don Minozzi, aveva messo a punto -dal 1919 in avanti- sul Complesso. In particolare, si accertava che l’ala oggetto di interesse fosse stata completamente demolita e ricostruita nel 1926. Dai pochi documenti ritrovati risultava che il Progetto era stato autorizzato dal Genio Civile dell’Aquila (Amatrice -al tempo in quella provincia - era già un comune sismico, R.D.L. 573/1915) ed era stato altresì approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (R.D.L. 2089/1924 per deroga a 3 piani).

Lo spunto d’indagine difensiva -ahimè mai neppure avviato dalla Pubblica Accusa- teso alla acquisizione di tale progetto presso l’uno o l’altro dei due Uffici, rimaneva purtroppo senza esito: ciò costringerà ad una assai faticosa attività di ricostruzione del palinsesto strutturale basandosi, in particolare, sulle foto prima e dopo il crollo e sulla conoscenza delle abitudini costruttive dei Progettisti.

 

Figura 3. Confronto fra foto d’archivio del 1932 e foto pre-crollo (Crediti: G. Guida - F. Miraglia - N. Verlezza - E. Vespaziani)

 

Profilo dei Progettisti

Arnaldo Foschini, nato a Roma nel 1884, si diplomerà -poco più che ventenne- presso l’istituto romano di Belle Arti, seguendo i corsi tenuti da G. Koch e M. Manfredi. Le sue doti culturali lo porranno nelle grazie di M. Piacentini, assoluto regista dell’architettura del Ventennio, trasferendogli quello che in letteratura è definito classicismo o neoclassicismo “semplificato”, derivante dal Monumentalismo.

Nella sua attività, il Foschini faceva un intensivo utilizzo del cemento armato, in ossequio alla notevole considerazione che il regime aveva, prima del processo autarchico della metà degli anni Trenta, per questo materiale da costruzione, ritenuto durevole e di grande resistenza ed utile a celebrare la grandezza del nuovo corso politico.

Uno degli esempi più lucidi dell’utilizzo di tale tecnica si riscontra nella sua azione progettuale -quale collaboratore di Piacentini- per la realizzazione della Città Universitaria di Roma per la quale, nel 1932, l’architetto definirà l’ingresso monumentale e alcuni istituti.

Poco dopo il Foschini vincerà, insieme agli architetti Del Debbio e Ballio Morpurgo, il primo premio per il concorso per il Palazzo Littorio di Roma, sede del PNF, che avrebbe dato poi vita al “Palazzo della Farnesina”. Nel 1935 sarà impegnato nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo per l’E42 all’EUR, realizzata in cemento armato e caratte- rizzata da un’enorme cupola del diametro di 31 metri.

 

Figura 4. Roma: da sx, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, i propilei de La Sapienza e La Farnesina (Crediti: G. Guida - F. Miraglia - N. Verlezza - E. Vespaziani)

 

Attilio Spaccarelli, nato a Roma nel 1890, conseguirà nel 1912 il titolo di professore di di- segno architettonico, per poi iniziare una proficua collaborazione con Arnaldo Foschini, principiata con la progettazione di edifici residenziali (1917-20), oggi in gran parte non più esistenti. Sempre in collaborazione con Foschini, sono da segnalare la progettazione di strutture sia pubbliche che private, come il teatro Sala Umberto a Roma. La sua affermazione nella progettazione architettonica gli varrà l’iscrizione, per meriti, all’albo professionale degli architetti nel 1923.

 

IF CRASC ’25: ingegneria forense, crolli e affidabilità strutturale
IF CRASC ’25 ha posto al centro del confronto tecnico ingegneria forense, crolli, affidabilità e consolidamento strutturale, riunendo a Napoli esperti del settore per analizzare cause dei dissesti, responsabilità tecniche e soluzioni avanzate per la sicurezza del costruito, tra ricerca, pratica professionale e ambito giudiziario. All'interno interviste e video delle relazioni.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO

 

La compagine strutturale: la porzione B

L’esame delle fotografie post crollo permetteva agli scriventi di evidenziare come la por- zione B fosse costruttivamente separata da quelle circostanti, in coerenza con quanto emer- so dalla ricostruzione evolutiva, secondo cui la parte strutturale veniva riedificata nel 1926 con un volume che -come si avrà modo di accertare- era organizzato con una vera e propria ossatura in cemento armato, in forma di pilastri, travi e solai, anche questi in solette piene irrigidite, secondo lo schema di carpenteria di seguito, relativo al piano più in alto fra i tre:

 

Figura 5. Lo schema di carpenteria al 3° ordine/3° impalcato (Crediti: G. Guida - F. Miraglia - N. Verlezza - E. Vespaziani)

 

I rilievi in situ avevano ad oggetto le limitatissime porzioni sopravvissute alla generalizzata quanto improvvida azione di rimozione autorizzata dalla locale Procura, che nulla aveva a che vedere con la precedente doverosa ricerca e soccorso. Azioni così intensive e pervicaci (del tutto inspiegabili in pendenza di accertamenti disposti ai sensi dell’art. 359 cpp) da la- sciare in posto, unicamente, alcuni pilastri all’ordine basso, accostati alla retrostante Chiesa ma da questa distanziati per alcuni centimetri:

 

Figura 6. Rilievi in campo sulla limitatissima porzione lasciata indenne dalla rimozione (Crediti: G. Guida - F. Miraglia - N. Verlezza - E. Vespaziani)

 

Il rilievo di tali emergenze permetteva di costruire un verosimile spartito del telaio addossato alla Chiesa, che veniva continuamente calibrato grazie alle fotografie scattate durante la rimozione delle macerie.

In particolare, si accertava la presenza -nel telaio adiacente alla parete della Chiesa- di vari pilastri e travi disposti anche agli ordini superiori, che si andavano a sovrapporre “esattamente” alle 5 “ombre” intonacate, ma non pitturate, in quel che era il corridoio al piano alto, posto proprio a confine della parete muraria della Chiesa.

 

...Continua a leggere nel PDF in allegato.

GUARDA IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DELLA MEMORIA A IF CRASC 2025

Video

Le indagini difensive sul crollo del "Don Minozzi femminile" di Amatrice

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
Il file PDF è salvabile e stampabile.

Per scaricare l’articolo devi essere iscritto e accedere al portale tramite login.

Iscriviti Accedi

Edilizia

Esplora il mondo dell'edilizia, il settore dedicato alla progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e infrastrutture. Scopri come la normativa italiana, come il Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001) e le Normative Tecniche per le Costruzioni (NTC), regolano le pratiche edilizie per garantire sicurezza e qualità. Approfondisci il significato etimologico del termine "edilizia" e come le leggi locali e regionali influenzano la costruzione e gestione degli immobili.

Scopri di più

Ingegneria Strutturale

L’ingegneria strutturale garantisce sicurezza e durabilità alle costruzioni. Scopri su INGENIO materiali, norme, tecnologie e soluzioni per progettare, rinforzare e monitorare strutture nuove ed esistenti.

Scopri di più

Sismica

Tutti gli articoli pubblicati da Ingenio nell’ambito della sismologia e dell’ingegneria sismica.

Scopri di più

Leggi anche