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Mercato immobiliare: nel primo trimestre 2026 in aumento sia prezzi (+4.3%) che affitti (+3.6%)

Nel primo trimestre 2026 crescono sia i prezzi delle case (+4,3%) sia gli affitti (+3,6%), sostenuti da domanda elevata e condizioni di credito favorevoli. Il Nord traina il mercato, mentre il Sud mostra incrementi più contenuti.

Il mercato delle compravendite immobiliari in Italia continua a mostrare segnali di solidità nel primo trimestre del 2026, confermando un trend positivo già osservato nei mesi precedenti. La crescita dei prezzi delle abitazioni si accompagna a una domanda ancora sostenuta, favorita da condizioni di accesso al credito relativamente vantaggiose. Tuttavia, l’offerta di immobili disponibili rimane limitata, contribuendo a mantenere elevata la competizione tra acquirenti. Le dinamiche risultano differenziate a livello territoriale, con il Nord che traina la crescita e il Sud più stabile. In questo contesto, il mercato appare in equilibrio dinamico, ma con prospettive di ulteriore pressione sui prezzi nel breve periodo.


Il primo trimestre del 2026 conferma un trend di espansione per il mercato immobiliare residenziale italiano, che continua a crescere sia sul fronte delle compravendite sia su quello delle locazioni. I dati evidenziano un aumento dei prezzi di vendita del 4,3% e dei canoni di affitto del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

In termini assoluti, acquistare un’abitazione in Italia richiede oggi una spesa media di 2.179 €/mq, mentre per l’affitto si registra un valore medio di 14,3 €/mq. Numeri che riflettono un mercato in salute, sostenuto da condizioni economiche favorevoli e da una domanda ancora vivace.

Le informazioni provengono dall’Osservatorio trimestrale sul mercato residenziale realizzato da Immobiliare.it Insights, società di data intelligence del gruppo Immobiliare.it.

Compravendite in espansione: domanda in crescita e offerta in contrazione

Uno degli aspetti più rilevanti emersi nel primo trimestre 2026 riguarda il rafforzamento della domanda nel settore delle compravendite. L’interesse degli acquirenti è cresciuto del 3,5% su base annua, spinto soprattutto da condizioni di accesso al credito ancora favorevoli, che continuano a incentivare l’acquisto immobiliare.

Parallelamente, però, si osserva una riduzione dell’offerta pari al 2,2%. Questo squilibrio tra domanda e disponibilità contribuisce a sostenere l’aumento dei prezzi, generando una pressione al rialzo soprattutto nelle aree più dinamiche del Paese.

Il fenomeno indica una fase di consolidamento del mercato: da un lato cresce la fiducia degli acquirenti, dall’altro l’offerta fatica a tenere il passo, creando condizioni favorevoli per ulteriori incrementi dei valori immobiliari nel breve periodo.

Tabella sull’andamento dell’offerta di immobili in affitto in Italia (marzo 2026): aumento generale su base annua (+24,4%), con crescita più forte nel Nord-Est (+28,8%) e valori positivi in tutte le aree geografiche.

Il mercato delle locazioni: più offerta ma equilibrio ancora lontano

Diversa è la situazione nel comparto degli affitti, dove si registra un significativo aumento dell’offerta (+24,4% negli ultimi 12 mesi), segnale di un ritorno di immobili sul mercato, probabilmente anche per effetto di strategie alternative rispetto agli affitti brevi.

Nonostante ciò, la domanda – pur rimanendo elevata – mostra un calo del 10,6%. Questo non implica un indebolimento del mercato, bensì un progressivo riequilibrio dopo una fase di forte pressione sugli annunci.

Tuttavia, come sottolineato dal Direttore Generale di Immobiliare.it, Paolo Giabardo, il mercato delle locazioni resta caratterizzato da uno squilibrio strutturale: la domanda continua a superare l’offerta disponibile, e il percorso verso un nuovo equilibrio richiederà ancora tempo.

Tabella sull’andamento dell’offerta di immobili in vendita in Italia (marzo 2026): lieve crescita nel breve periodo (+0,4% a 3 mesi) ma calo su base annua (-2,2%), con diminuzioni più marcate nel Nord-Ovest e nel Centro.

Differenze territoriali: il Nord guida la crescita dei prezzi

L’analisi geografica evidenzia un’Italia a più velocità. Le regioni del Nord si confermano il motore principale della crescita dei prezzi di vendita:

  • Nord-Est: +6,5%
  • Nord-Ovest: +5,7%

Il Centro mostra un incremento più moderato (+3,6%), mentre Sud e Isole restano indietro con variazioni contenute (+1,4% e +1,5%).

Anche sul fronte della domanda si registrano differenze: il Centro è l’area con la crescita più marcata (+8,5%), mentre nel Mezzogiorno la situazione appare stabile. L’offerta, invece, cala soprattutto nel Nord-Ovest (-4,2%) e cresce leggermente solo nel Sud (+1,2%).

Grandi città vs piccoli centri: dinamiche opposte tra vendite e affitti

Un elemento particolarmente interessante riguarda il confronto tra grandi città e centri minori.

Nel mercato delle compravendite, le grandi città (oltre 250.000 abitanti) registrano aumenti più consistenti (+5,9%), con prezzi medi di 3.699 €/mq. I centri più piccoli crescono meno (+3,7%), fermandosi a 1.874 €/mq.

Nel comparto degli affitti, invece, si verifica il fenomeno opposto:

  • grandi città: crescita quasi nulla (+0,5%, 18,6 €/mq)
  • piccoli centri: aumento significativo (+5,2%, 10,5 €/mq)

Questo dato suggerisce un possibile cambiamento nelle preferenze abitative, con una crescente attrattività delle realtà meno urbanizzate, probabilmente legata a fattori come qualità della vita, costi più contenuti e diffusione dello smart working.

Le aree più costose e più accessibili in Italia

A livello regionale, il Trentino-Alto Adige si conferma la zona più cara per acquistare casa (3.718 €/mq), seguito da Lombardia e Liguria. All’opposto, la Calabria resta la regione più economica (960 €/mq), unica sotto la soglia dei 1.000 €/mq.

Tra i capoluoghi, Milano domina incontrastata con 5.645 €/mq, seguita da Firenze, Bologna e Roma. Le città più economiche risultano invece Catanzaro e Campobasso.

Per quanto riguarda gli affitti, la Valle d’Aosta guida la classifica con 23 €/mq, registrando anche un forte incremento annuo (+33%). Seguono Lombardia e Toscana. Il Molise resta la regione più economica (7,3 €/mq).

Tra i capoluoghi, Milano è ancora al primo posto (22,3 €/mq), nonostante una lieve flessione. Firenze segue con 20,8 €/mq, mentre Roma mostra una crescita significativa arrivando a 18,3 €/mq. Il capoluogo più conveniente è Potenza, con 6,4 €/mq.

Prospettive: un mercato solido ma in evoluzione

Nel complesso, il mercato immobiliare italiano nel 2026 appare solido e in crescita, ma caratterizzato da dinamiche complesse.

  • Le compravendite beneficiano di condizioni finanziarie favorevoli e di una domanda in espansione.
  • Le locazioni stanno attraversando una fase di riequilibrio, con un’offerta in aumento ma ancora insufficiente.
  • Emergono nuovi trend territoriali e demografici, con una maggiore attenzione verso i centri minori.

Questi elementi delineano uno scenario in evoluzione, in cui la crescita continuerà probabilmente a essere sostenuta, ma con differenze sempre più marcate tra aree geografiche e segmenti di mercato.


Fonte: Cs Immobiliare.it

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