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Miglioramento sismico e riqualificazione funzionale di ex edifici conventuali: caso studio di un liceo faentino

L’intervento riguarda il miglioramento sismico e la riqualificazione funzionale dell’ultima ala dell’ex convento di S. Umiltà a Faenza, oggi sede del liceo Torricelli-Ballardini, con soluzioni rispettose delle preesistenze storiche e dei vincoli della Soprintendenza.

In questa memoria trattiamo dell’intervento di miglioramento sismico e riqualificazione funzionale dell’ultima porzione dell’ex. convento di S. Umiltà in Via Ballardini a Faenza ora sede del licei Torricelli-Ballardini. Si tratta di un complesso e articolato intervento di recupero iniziato negli anni ’70 e proseguito poi negli anni ‘90 con il recupero ad auditorium dell’ex. chiesa settecentesca che faceva parte del convento. Più recenti interventi di recupero risalgono al 2000-2006 ed ora si concludono con questo ultimo intervento riguardante l’ultima ala del chiostro e locali adiacenti, che completa il lavoro. Ci soffermeremo (con immagini e schizzi a mano libera più che con troppe parole) sull’intervento di miglioramento sismico che è stato particolarmente rispettoso delle preesistenze e che abbiamo aggiornato, rispetto al progetto esecutivo consegnato, in relazione ai materiali oggi disponibili sul mercato in merito alla sostenibilità e compatibilità con l’esistente che naturalmente è vincolato dalla Soprintendenza. Prenderemo le mosse da questa nostra esperienza di cantiere per approfondire certi temi tipici di interventi di questo tipo sui manufatti storici vincolati approfondendo le questioni sulle colonne, sugli archi dei chiostri e sui sistemi di controventatura di grandi aule con interventi fatti dal nostro ufficio anche in altri contesti simili. Citeremo anche interventi “non nostri” che reputiamo interessanti e di possibile applicazione in analoghe situazioni.


Gli interventi sull’ex convento di S. Umiltà

Per il liceo Torricelli il nostro ufficio (l’Ing. Maria Chiara Gatti ha seguito il cantiere) ha avuto l’incarico della direzione lavori delle strutture sul progetto strutturale originale dell’Ing. Angelo Sampieri di Forlì che nel 2021 aveva redatto l’elaborato esecutivo a base gara.

A tale progetto, in sede appunto di direzione lavori operativa, abbiamo apportato delle modifiche non sostanziali soprattutto per assecondare alcune richieste architettoniche e di cantiere dove meglio si sono valutate alcune situazioni rispetto alla prima progettazione esecutiva. È chiaro che tutte le scelte non potevano prescindere da un confronto con gli architetti incaricati (Arch. Claudio Piersanti e Arch. Rita Rava) e con i tecnici della Provincia di Ravenna (proprietaria dell’immobile) con i quali abbiamo costantemente tenuto presente anche la questione dei costi.

Gli interventi, che descriveremo in questo articolo nel dettaglio, sono al piano terra dell’ex. monastero; quelli al primo piano riguarderanno un successivo e ultimo stralcio funzionale che verrà finanziato nei prossimi anni.

Sistemi di controventamento trasversale

Uno dei primi problemi che abbiamo dovuto affrontare (che si presentano in genere in questi tipi di edifici conventuali) è il rapporto degli elementi del chiostro (colonne e archi) con il sisma che li rende piuttosto vulnerabili a questo tipo di azioni. Le volte e gli archi sono in genere spingenti (anche se in gran parte poi si equilibrano tra loro) e le colonne sono elementi a biella molto sensibili alle azioni orizzontali.

Le stesse colonne spesso sono in arenaria, un materiale che facilmente si deteriora nel tempo e che presenta quindi grandi criticità. Nel caso del liceo Torricelli abbiamo eliminato le spinte degli archi di bordo inserendo opportune nuove catene in acciaio – è un caso talmente diffuso che non necessita di approfondimenti in questa sede. La vulnerabilità del complesso volta-colonna l’abbiamo invece risolta inserendo un vero e proprio telaio realizzato con profilo calandrato UPN200 che collega la colonna alla parete interna del chiostro in modo da realizzare una sorta di “controventatura” trasversale. Che in un caso, dove abbiamo eliminato una parete esistente, si replica anche all’interno dei locali.

 

Figura 1 – Le controventature trasversali in acciaio installate nel chiostro del Torricelli. (Crediti: M. Peroni)

 

Dettagli ravvicinati delle arcate interne di un edificio storico. Le strutture metalliche chiare rinforzano le volte e incorniciano grandi finestre ad arco con telai neri. La luce naturale entra dalle finestre, evidenziando le superfici in muratura chiara.
Figura 2 – Particolari delle controventature di acciaio in UPN200 con catena esistente passante. (Crediti: M. Peroni)

 

Riguardo a questo tema mostriamo nel seguito dell’articolo alcuni interessanti interventi che possiamo prendere come riferimento per possibili altri casi analoghi che si possono presentare nella pratica professionale in particolare quando dobbiamo assicurare una controventatura a pareti molto alte in aule con importanti estensioni in pianta.
Una prima applicazione interessante è quella che è stata implementata al MAMBo di Bologna (nella grande aula del vecchio panificio – al posto del quale è stata ricavata la sala espositiva principale) le cui pareti laterali sono state controventate da profili in acciaio sulla sorta di quello che abbiamo fatto qui al Torricelli.

Un altro interessante esempio è quello della Casa Museo Enzo Ferrari a Modena dove la grande aula della vecchia casa natale del Drake, ora esposizione dei motori storici, è stata controventata con originali ed eleganti telai in acciaio intrecciati tra loro e quindi dotati anche di rigidezza laterale.

Da parte nostra abbiamo realizzato una doppia controventatura in aste reticolari di un grande sottotetto abitativo che è stata poi nascosta dentro pareti di cartongesso quindi non gli abbiamo dato una connotazione estetica come invece hanno le precedenti di cui abbiamo parlato. Una cosa simile, naturalmente più curata esteticamente perché a vista, è stata fatta presso la grande sala principale del Design Museum ADI di Milano in cui grandi strutture reticolari metalliche frammentano trasversalmente il volume espositivo.

 

Interno di una grande sala espositiva con soffitto a volta sostenuto da travature metalliche nere e rivestimento in mattoni. L’ambiente è ampio e luminoso, con pareti bianche e pavimento in cemento levigato. In primo piano alcune strutture e pannelli per l’allestimento di una mostra.
Figura 3 – Controventatura trasversale di grandi aule aperte: il Mambo a Bologna. (Crediti: M. Peroni)

 

Per l’adeguamento funzionale del Palazzo del Podestà a Faenza avevamo proposto dei sistemi reticolari molto simili a quelli del Museo del Design di Milano in modo da controventare le alte pareti laterali della sala che sono alte 8.5m, tra l’altro composte di paramenti non coesi tra loro. La soluzione non è stata poi adottata per via degli alti costi e si è preferito solo consolidare la parete mediante diatoni in acciaio inox innestati trasversalmente nello spessore murario e “sfioccati” nei corsi di malta in modo da rendere la muratura coesa nelle sue parti.

  

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