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Nel cuore di Restructura 2022: legno, acqua, luce, energia

Il legno per un’edilizia sostenibile, la gestione dei rischi idrogeologici, le comunità energetiche e l'illuminazione cittadina adattiva: sono alcuni temi “caldi” della 34esima edizione di Restructura.

A Restructura 2022 oltre 80 appuntamenti e 150 espositori

La riscoperta del legno come materiale per l’edilizia - l'Italia si colloca al quarto posto in Europa per la produzione di case di legno, con oltre 3.000 abitazioni realizzate e con un trend in crescita. La gestione dei rischi idrogeologici che affliggono il nostro Paese - in 10 anni in Italia sono stati finanziati 6.063 interventi. Le comunità energetiche, con esempi virtuosi come il primo condominio in Italia che è riuscito ad ottenere un risparmio in bolletta di oltre l’80%. L'illuminazione cittadina adattiva come scelta indispensabile per il risparmio energetico.

Declinati in oltre 80 appuntamenti, sono alcuni temi al centro della 34° edizione di Restructura, il salone organizzato da GL events Italia che, nel Padiglione 3 del Lingotto Fiere di Torino, dal 17 al 19 novembre racchiude i protagonisti di edilizia, restauro e ristrutturazione, una filiera rappresentata qui da circa 150 espositori. L’ingresso è gratuito, previo accredito.

L'acqua: dove va a finire l'acqua quando piove? conoscere la risorsa idrica è indispensabile in termini di protezione ed efficienza. Dopo la scarsità d'acqua estiva e i lunghi mesi di siccità che abbiamo dovuto fronteggiare ora arriva la stagione delle piogge intense con il rischio idrogeologico a cui le nostre città e campagne sono sottoposte.

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Ad analizzare il problema Ugo De La Pierre, Presidente Ordine Geologi Piemonte, che sottolinea che si può cercare di far fronte a questa situazione per evitare brutte sorprese. In 10 anni, dal 1999 al 2019, sono stati finanziati in tutta Italia 6.063 interventi per contrastare questo tipo di rischi con un investimento complessivo di 6,5 miliardi di euro, solo in Piemonte sono stati 509 interventi per 383 milioni di euro. È necessario analizzare la compatibilità geologica geomorfologica idrogeologica e anche sismica del territorio per capirne la pericolosità. Una volta acquisito un quadro definito si può procedere con le valutazioni a livello urbanistico e tecnico, nell’ottica di salvaguardare l’incolumità delle persone e l’integrità dei beni.

A livello progettuale sono possibili interventi strutturali, miglioramenti e adeguamenti, demolizioni e ricostruzioni tutto con l'obiettivo di diminuire il numero di persone e beni esposti. «Si tratta di un processo virtuoso - spiega Ugo De La Pierre nell'individuare le modalità con cui è possibile mitigare il rischio idrogeologico - con cui poi adottare, solo laddove sia economicamente e tecnicamente plausibile, gli accorgimenti utili a contrastare gli elementi di pericolosità riscontrati. Quindi si informa in modo trasparente la popolazione e in particolare committenti e professionisti del grado di pericolosità accertato e del rischio che eventualmente ne deriva».

Crisi energetica e città sostenibili? La riflessione parte dalle comunità energetiche, ma non è necessario immaginare situazioni complesse, si può partire dal nucleo più piccolo dove sono raccolte naturalmente più famiglie, quello del condominio. Un passo importante verso la transizione energetica nel segno delle Comunità Energetiche Rinnovabili l'ha compiuto un condominio di Pinerolo, primo in Italia che è riuscito ad ottenere un consumo energetico vicino allo zero con un risparmio in bolletta che supera l’80% e la cui efficienza e autonomia energetica ora è stata certificata.

A raccontare l'esperienza Luisa Roccia, presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Torino e building manager di questo condominio: «a un anno dall’intervento di riqualificazione abbiamo rilevato che il costo del riscaldamento per un appartamento è passato da 1.700 euro a 400 euro, ma a tendere siamo sicuri di poter raggiungere la piena autonomia». L'immobile infatti è praticamente autonomo quanto a fabbisogno di energia elettrica e riscaldamento/raffrescamento in quanto per il 90% autoconsuma quanto prodotto dall’impianto fotovoltaico e dal solare termico.

Si tratta di un edificio isolato mediante la tecnologia della facciata ventilata con una pompa di calore sul tetto che sfrutta l’energia del fotovoltaico per produrre acqua calda o fredda. Questi due impianti, in sintesi, consentono di produrre l’acqua calda sanitaria, di riscaldare le abitazioni d’inverno e raffrescarle d’estate, alimentando elettricamente la pompa di calore e di produrre energia elettrica per il consumo dell’edificio. Così il condominio solo in caso di picchi estremi di freddo necessita di una minima percentuale di utilizzo di gas o di luce elettrica prelevati dalle differenti reti, pari a circa il 10% del totale. La struttura dispone inoltre di un pacco di batterie da 13 kWh per sfruttare quanto più possibile l’autoconsumo e si è dotata di nuovi ed efficienti serramenti.

All’efficientamento energetico si risponde anche con interventi che possano mitigare i consumi sul fronte dell'illuminazione cittadina. Ora grazie al passaggio al led si è avviato un processo che porta a un grande risparmio energetico che però a sua volta crea rifiuti elettronici. Soprattutto il led ha un impatto in termini percettivi sulla qualità della luce che viene installata, che non è così bella e che in qualche modo rimette in discussione la sicurezza e la tranquillità dei nostri centri che si accompagnava a un certo tipo di luce.

Per Marco Palandella docente di lighting technique ed esperto progettista nel campo dell'illuminazione «il futuro delle città non sarà buio, ma bisognerà abituarsi a livelli di illuminamento più bassi e probabilmente variabili. Dobbiamo immaginarci per le strade un controllo intelligente adattivo delle luci che si modificano a seconda delle funzioni e delle situazioni meteorologiche.

È importantissimo non solo percorrere la strada dell'efficientamento energetico, ma avere una visione più ampia altrimenti avremo illuminazioni cittadine brutte, verdastre. Dobbiamo diventare bravi a differenziare le aree e a sviluppare progetti di illuminazione differenti a seconda delle zone per arrivare ad una soluzione ottimale che non penalizzi le tante bellezze delle nostre città»

Inoltre c’è il legno come grande serbatoio di CO2. Tra i materiali, infatti, si sta assistendo alla riscoperta della versatilità e modernità del legno il cui uso permette un riciclo del 100% per una materia prima costantemente rinnovabile e che consente la realizzazione anche di edifici multipiano (in Scandinavia sono già stati realizzati 3 grattacieli di oltre 20 piani).

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Nel convegno organizzato dall’Environment Park insieme al Gruppo Qualità Legno nell’ambito del progetto LIFE 20 CCM/DE/001665 “Climate Value Chains” è emerso che l'Italia si colloca al quarto posto in Europa per la produzione di case di legno, con oltre 3.000 abitazioni realizzate e con un trend in crescita.

Nel settore delle costruzioni in legno le aziende hanno dimostrato di sapere reagire più velocemente alla crisi: gli edifici e in futuro le città grazie al maggiore impiego di questo materiale potranno diventare dei grandi serbatoi di CO2. Ma il legno non è solo questo perché ha effetti positivi sul sistema nervoso, abbassa la pressione e la frequenza cardiaca, riduce lo stress e facilita le interazioni sociali.

A Restructura il legno è raccontato anche usando lo spazio come luogo scenico: Teatro del Legno, una casa di legno e paglia, due materiali ancestrali. Disegnato dall’arch. Gianbattista Pomatto, il Teatro del Legno profuma di legno, rispetta i principi della progettazione aurea. All’interno di questo spazio il GQL Gruppo Qualità Legno ha previsto una serie di seminari “imparare il legno”.

Alcuni trattano dei sistemi innovativi che si possono impiegare oggi per assemblare correttamente gli edifici di legno e per preservarli nel tempo. Negli appuntamenti di venerdì e sabato, il prof. arch. Davide Maria Giachino spazia tra l’architettura bioecologica a micro scala fino ai macro interventi realizzati in giro per il mondo, sottolineando l’importanza di progettare la durabilità. Gianfranco Magri, membro del direttivo GQL, ricorda la capacità di conservazione e la durabilità delle strutture di legno in diversi contesti operativi, perché non bisogna dimenticare che il legno è un materiale di origine biologica e quindi soggetto al biodegradamento.

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