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Perchè scegliere un sistema impermeabilizzante liquido?

L’opera di impermeabilizzazione di un manufatto ha da sempre l’obiettivo di assicurare nel tempo la durabilità e la funzionalità delle strutture edilizie. Il concetto di impermeabilizzazione come “azione intrapresa per impedire il passaggio di acqua da un piano/strato all’altro (UNI 11928-1)” delle nostre abitazioni è presente fin dai tempi più remoti.

L’articolo chiarisce perché, in presenza di coperture con molti dettagli o manti preesistenti, un sistema impermeabilizzante applicato liquido può ridurre i punti deboli tipici di giunti e sovrapposizioni. Inquadra la scelta richiamando la definizione normativa (UNI 11928-1) e le variabili di progetto (supporto, geometria, condizioni al contorno). Descrive i campi d’impiego e le prestazioni dichiarate per i sistemi Icobit, inclusi aspetti come resistenza a ristagno, requisiti antincendio Broof e opzione Cool Roof. 


Guaina liquida Icoper: impermeabilizzazione continua su coperture 

Già i nostri antenati si sono sempre dedicati alla ricerca di nuove tecnologie per assicurare igiene e salubrità alle abitazioni mediante l’utilizzo di materiali naturali, come calce e argilla, impermeabili.

In quei tempi le opere di impermeabilizzazione, talvolta maestose e ancora presenti ai nostri occhi, venivano eseguite attraverso l’utilizzo di prodotti applicati allo stato liquido. Volgendo uno sguardo al presente, l’evoluzione e lo sviluppo chimico dei materiali hanno fornito al mercato sistemi impermeabili liquidi a base di resine che, una volta applicati, formano una membrana colorata continua, senza giunzioni e adatta a qualsiasi tipologia di superfici e geometrie.

La norma UNI 11928-1 definisce un sistema impermeabile liquido come “uno o più materiali impermeabilizzanti mono o multicomponenti applicati in uno o più strati uniformi che può essere versato, spalmato o spruzzato”.

La scelta tra un sistema impermeabilizzante liquido o comunemente denominato guaina liquida, rispetto ad altri sistemi impermeabilizzanti, come ad esempio le membrane bitume-polimero preformate (MBP), varia in base a diversi elementi: il tipo di superficie da trattare, la complessità del lavoro, i costi, le esigenze specifiche progettuali, le condizioni al contorno dell’opera, ecc. Entrambi i sistemi presentano, ovviamente, aspetti più o meno vantaggiosi in funzione di diverse variabili: la scelta va fatta dopo un'analisi approfondita delle condizioni e dei bisogni specifici del progetto.

Va comunque riconosciuto, come un dato oggettivo, che la flessibilità e la versatilità di un sistema liquido colorato pronto all’uso, applicabile anche a spruzzo su ampie superfici con geometrie complesse o direttamente su strutture esistenti senza necessità di rimuovere il rivestimento precedente, offre significativi benefici per la progettazione e per la gestione del cantiere.

Coperture residenziali e/o industriali con unità tecniche di ogni genere e quindi con limitati spazi di manovra, coperture in fibrocemento/amianto, coperture con vecchi manti bituminosi, coperture metalliche sono solo alcuni dei casi in cui la scelta del liquido diventa ancor più conveniente e necessaria data l’esigenza di realizzazione di manti impermeabilizzanti continui e privi di giunture e sovrapposizioni.

 

Posa della guaina liquida di Icobit.
Posa della guaina liquida di Icobit. (Icobit)

 

Con i sistemi impermeabilizzanti liquidi della Icobit Italia è possibile realizzare opere di impermeabilizzazione su numerose tipologie di supporti, come coperture edili in genere, lastrici solari in calcestruzzo, coperture, terrazzi e balconi, vecchi manti bituminosi, lamiere e supporti metallici, muri di fondazione, muri controterra, gronde, cornicioni, camini, tettoie, pareti, facciate, coperture isolate con schiume poliuretaniche, fioriere e giardini pensili, realizzando un manto continuo colorato resistente ai raggi UV e al ristagno dell’acqua. Un ulteriore valore aggiunto è rappresentato dalla versatilità applicativa: grazie alle formulazioni di ultima generazione provenienti dai laboratori IcoLab, la combinazione di elasticità e durabilità riduce sensibilmente la necessità di interventi manutentivi, con conseguente abbattimento dei costi di gestione.

L’affidabilità delle prestazioni e la capacità di adattarsi a condizioni e geometrie diverse rendono le guaine liquide impermeabilizzanti Icobit la scelta ideale per progettisti, imprese edili e committenti alla ricerca di soluzioni moderne, sicure e sostenibili.

 

Ripristino del terrazzo con guaina liquida Icobit.
Ripristino del terrazzo con guaina liquida Icobit. (Icobit)

 

I prodotti Icobit sono conformi alla UNI 11928-1, che definisce i criteri e le modalità di applicazione dei sistemi impermeabili liquidi, e dispongono di certificazione ETA secondo EAD 030350-00-0402 (ex Etag 005), che ne attesta la rispondenza agli standard europei per le prestazioni e l’idoneità all’impiego dei sistemi impermeabili applicati liquidi nelle opere di costruzione.

Oltre alla conformità normativa dei prodotti, i sistemi Icobit costituiscono una soluzione tecnologicamente avanzata, capace di rispondere alle esigenze progettuali più complesse e alle condizioni operative più critiche. La continua ricerca e sviluppo hanno portato alla realizzazione di prodotti che coniugano alte prestazioni, sostenibilità e versatilità applicativa: tra i principali punti di forza vi è, ad esempio, la tecnologia Cool Roof. Grazie a speciali formulazioni ad alta riflettanza solare (SRI), le superfici trattate riducono sensibilmente l’assorbimento del calore. Questo comporta un duplice vantaggio: mitigare il fenomeno delle isole di calore urbane e migliorare il comfort interno degli edifici, riducendo al tempo stesso i consumi energetici. Il recupero funzionale ed energetico di vecchi manti bituminosi esistenti diventa, in questo caso, un obiettivo sempre più da perseguire.

 

Icoper Star, membrana continua impermeabilizzante bianca monocomponente contro le infiltrazioni in copertura
Icoper Star, membrana continua impermeabilizzante bianca monocomponente in emulsione acquosa ad elevata riflessione solare studiata per ottenere un maggiore risparmio energetico. (Icobit)

 

LEGGI ANCHE: Recupero e manutenzione delle superfici negli ambienti di lavoro: sistemi resinosi per la sicurezza dei lavoratori

Un altro aspetto determinante è la resistenza al ristagno dell’acqua: le membrane impermeabilizzanti liquide Icobit mantengono inalterate le proprie prestazioni anche in presenza di accumuli d’acqua prolungati, assicurando durabilità e continuità della protezione, con minori rischi di infiltrazioni e degradi precoci.

Sono inoltre resistenti alla grandine sino al grado H7 della Scala Torro. Dal punto di vista della sicurezza, i sistemi Icobit vantano la certificazione Broof (t1, t2, t4), che ne attesta la conformità alle normative europee sul comportamento al fuoco delle coperture. Questo requisito garantisce la massima protezione in contesti residenziali, commerciali e industriali, anche in presenza di impianti fotovoltaici.

L’impegno ambientale è confermato dalla disponibilità di EPDEnvironmental Product Declaration, che documenta in maniera trasparente l’impatto ambientale dei prodotti lungo l’intero ciclo di vita. Una garanzia di sostenibilità che rende Icobit un partner affidabile per l’edilizia moderna e responsabile.

 

Soluzione per impermeabilizzare il terrazzo, guaina liquida di Icobit.
Impermeabilizzare il terrazzo contro le infiltrazioni grazie a guaina liquida di Icobit. (Icobit)

FAQ TECNICHE + Guaina liquida Icoper Icobit: tenuta senza giunti in copertura

1) Che cos’è un sistema impermeabilizzante liquido?

È un sistema applicato in opera (uno o più materiali mono o multicomponenti) steso in strati uniformi per ottenere una membrana continua. Può essere applicato a rullo, spatola o spruzzo, a seconda del prodotto e del supporto.

La definizione e l’inquadramento sono richiamati dalla UNI 11928-1

2) A cosa serve e dove si usa, in pratica?

Serve a impedire il passaggio d’acqua e a proteggere la durabilità del manufatto nel tempo.

È indicato su coperture, terrazzi e balconi, ma anche su dettagli difficili (gronde, cornicioni, camini) e su supporti metallici.

Nel testo si cita anche l’applicazione su vecchi manti bituminosi e su coperture con impianti e ingombri. 

3) Quali prestazioni/requisiti devo verificare in progetto?

Oltre alla corretta destinazione d’uso, vanno verificati: preparazione del supporto, compatibilità con strati esistenti, spessori/consumi di posa e condizioni ambientali di applicazione (secondo scheda tecnica).

Per i sistemi citati, l’articolo richiama conformità a UNI 11928-1 e la presenza di ETA secondo EAD 030350-00-0402 (ex ETAG 005). 

4) Quali vantaggi rispetto a membrane bitume-polimero preformate?

Il vantaggio tipico è la continuità: niente sormonti/giunti come punti di discontinuità, con maggiore adattabilità a geometrie complesse.

In alcuni interventi è possibile lavorare su supporti esistenti senza rimuovere integralmente il rivestimento precedente (da valutare caso per caso).

Sul piano di cantiere, la gestione dei dettagli può risultare più semplice se il ciclo è correttamente progettato. 

5) Indicazioni di posa e integrazione progettuale (nodi e vincoli)

La resa dipende dai nodi: risvolti, raccordi, attraversamenti impiantistici, scarichi e punti di ristagno vanno disegnati e dettagliati prima della posa.

La preparazione del supporto (pulizia, coesione, umidità residua, primer dove previsto) è decisiva per adesione e durabilità.

Su manti esistenti e lamiere, la compatibilità del ciclo va verificata in funzione del sistema e della stratigrafia reale. 

6) Comfort, sicurezza e durabilità: cosa cambia davvero?

Per la durabilità, l’articolo evidenzia resistenza al ristagno e continuità della protezione come elementi chiave.

Sul fronte sicurezza incendio, viene citata la certificazione Broof (t1, t2, t4) per i sistemi in copertura, tema rilevante anche con fotovoltaico.

Per il comfort estivo, è richiamata l’opzione Cool Roof con alta riflettanza (SRI) per ridurre assorbimento di calore. 

7) Errori tipici da evitare e criteri di scelta per il progettista

Sottovalutare i dettagli: scarichi, risvolti, fissaggi e attraversamenti sono i punti dove si “perde” la tenuta.

Progettare senza considerare le condizioni al contorno (pendenze, ristagni, esposizione UV, supporto reale) porta a cicli non coerenti.

Criterio pratico: scegliere il sistema in base a geometria, supporto, accessibilità di cantiere e requisiti richiesti (normativi e prestazionali), verificando sempre scheda tecnica e stratigrafia.


Icobit è un'impresa specializzata nella progettazione e produzione di sistemi impermeabilizzanti liquidi e resine per pavimentazioni industriali, civili e sportive con stabilimenti produttivi in Italia e in Brasile.
Da sempre l'obiettivo di Icobit è quello di promuovere l'innovazione dei prodotti impermeabilizzanti, dei protettivi liquidi e dei sistemi resinosi per il flooring industriale e civile, attraverso la creazione di soluzioni monocomponenti, facili da applicare, al fine di migliorare il benessere, la sicurezza e la salubrità di edifici, abitazioni, spazi di lavoro, aree urbane e sportive.

I sistemi liquidi Icobit sono progettati per garantire performance elevate, sicurezza e durabilità nel tempo. Ogni sistema è frutto di continue attività di ricerca e sviluppo all’interno dei laboratori IcoLab finalizzate alla realizzazione di prodotti che coniugano alte prestazioni, sostenibilità e versatilità applicativa.

Tra le principali linee di prodotto: sistemi impermeabilizzanti liquidi conformi alla norma UNI 11928-1, resine per pavimentazioni industriali conformi alla UNI 10966, civili e sportive, vernici protettive, idrorepellenti e coating, primer, adesivi e sigillanti, paste e collanti, disarmanti, additivi, aggrappanti, diluenti e accessori speciali.

Icobit, produttori di sistemi protettivi liquidi dal 1975.

Per saperne di più scrivi una mail segui il sito di Icobit o scrivi a info@icobititalia.com

Articolo integrale in PDF

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