Quinta edizione di Forum Ingegneria 4.0: AI, digital twin e cross-fertilization tra spazio, mare e terra
Forum Ingegneria 4.0 ha chiuso a Genova la quinta edizione con 400 partecipanti e un'agenda incentrata su AI generativa, digital twin e trasferimento tecnologico tra spazio, mare e infrastrutture civili. Tre sessioni tematiche — Spazio, Mare, Terra — hanno messo in dialogo Leonardo, ESA, NVIDIA, Pininfarina, Luna Rossa e ACPV Architects attorno a un paradigma comune: l'innovazione nasce ai confini tra domini.
La quinta edizione del Forum Ingegneria 4.0 (Genova, 25–26 marzo 2026) ha riunito oltre 400 professionisti per esplorare la convergenza tra ingegneria spaziale, navale e civile.
Il tema centrale è stato il trasferimento tecnologico cross-settoriale: dall'AI generativa per la progettazione (NVIDIA, CSP FEA) ai digital twin per infrastrutture complesse, dal metodo DFMA applicato all'architettura (Pininfarina) al paradigma "small-data, clean-knowledge" per BIM e agenti predittivi (ACPV Architects).
Quattro startup in pitch — Novac, Phononic Vibes, LOKI, SpAIder — hanno illustrato applicazioni concrete in supercondensatori strutturali, metamateriali vibro-acustici, anomaly detection e simulazione numerica accelerata con AI.
Forum Ingegneria 4.0: numeri, obiettivi e visione interdisciplinare
Si è chiusa alla Stazione Marittima di Ponte dei Mille la quinta edizione di Forum Ingegneria 4.0, l'evento annuale dedicato all'ingegneria e all'innovazione industriale promosso dall'Istituto Italiano della Saldatura (IIS), da CSP FEA Engineering Solutions e da BFA ecosistema, in collaborazione con Confindustria Genova.

Spazio, mare e terra: il paradigma dell’ingegneria interconnessa
Nelle due giornate del 25 e 26 marzo, oltre 400 partecipanti, tra professionisti, imprenditori e studenti, hanno animato un programma articolato in tre sessioni tematiche — Spazio, Mare, Terra — arricchito da tavole rotonde, pitch di startup e una cerimonia finale di premiazione.
La cornice non è stata scelta in modo casuale: la Stazione Marittima, inaugurata nel 1930 e crocevia storico di partenze verso nuovi mondi, è il luogo che meglio incarna la tensione tra memoria e futuro che attraversa l'intera filosofia del forum. Qui, dove la città incontra il mare e lo sguardo si proietta naturalmente verso l'orizzonte, si è consumato un confronto raro nel panorama degli eventi di settore: quello tra domini dell'ingegneria che raramente si parlano, ma che condividono sfide profonde e soluzioni trasferibili.
«La saldatura è per sua natura una tecnologia di confine: unisce materiali, strutture, ambienti. Il passo verso lo spazio non è metaforico ma è già realtà, con la produzione e l'assemblaggio in orbita che diventano temi concreti nella roadmap delle principali agenzie spaziali mondiali. Questo Forum nasce proprio per portare questi temi nell'agenda dell'ingegneria industriale italiana», ha dichiarato Stefano Morra dell'Istituto Italiano della Saldatura.
Economia spaziale e manifattura avanzata: le prospettive della filiera italiana
Il ruolo dell’Italia nella space economy globale
La prima giornata si è aperta con la sessione dedicata allo Spazio, che ha offerto una lettura sistematica e non celebrativa dell'economia spaziale.
Massimo Comparini, Managing Director della Space Division di Leonardo e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Thales Alenia Space, ha inquadrato il ruolo della filiera italiana nel supporto ai grandi system integrator globali, sottolineando come la cosiddetta "diplomazia dello Spazio" stia ridisegnando gli assetti economici internazionali ben oltre il perimetro delle missioni orbitali.
Produzione in orbita e saldatura spaziale: sfide tecnologiche
Tiziana Cardone, Head of the Structures Section di ESA, ha presentato la roadmap tecnologica dell'Agenzia Spaziale Europea al 2040, con un approfondimento sui temi della manifattura avanzata, della produzione in-situ e — in esplicita connessione con il DNA del forum — della saldatura in ambiente spaziale come sfida aperta e opportunità per la ricerca italiana.
Robotica e cross-fertilization tra spazio e terra
Remo Proietti Zaccaria, coordinatore di SPACEiit all'Istituto Italiano di Tecnologia, ha mostrato come la robotica — dalle applicazioni chirurgiche ai sistemi per lavori pesanti in ambienti estremi — sia il vettore più maturo di cross-fertilization tra il dominio terrestre e quello spaziale, con ricadute in AI, nuovi materiali e sensoristica avanzata.
Infrastrutture estreme e trasferimento tecnologico tra domini
Sul versante delle infrastrutture fisiche, Costanzo Graffi di AECOM ha proposto un cambio di prospettiva radicale: i principi dell'ingegneria civile che governano la progettazione di spaceport, tunnel lunari e porti sulla superficie della Luna non sono distanti da quelli delle infrastrutture terrestri e marine.
È la stessa disciplina, applicata a contesti limite, e sono proprio quei contesti a generare le innovazioni più trasferibili. Jacopo Reale di Pininfarina ha declinato questa logica nel racconto del metodo DFMA (Design for Manufacturing and Assembly), nato nell'automotive e oggi applicato all'architettura: un caso esemplare di come competenze ingegneristiche maturate in un settore possano trasformare le pratiche costruttive in un altro.
La tavola rotonda conclusiva della sessione Spazio ha coinvolto Raffaele Votta dell'ASI, Paolo Trucco, direttore scientifico dell'Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, Andrea Barbagelata di STAM in qualità di ESA Technology Broker, e Matteo Negro di ESA NanoTech, con un confronto che ha toccato i temi della governance dei progetti spaziali, della commercializzazione, e del ruolo dei nuovi materiali come il grafene nelle filiere industriali del futuro.
Il mare come banco di prova e la terra come campo di applicazione
La seconda giornata si è aperta con la sessione Mare, che ha confermato come gli ambienti ad alta complessità operativa siano i migliori acceleratori di innovazione tecnica.
Gilberto Nobili, Technology & Operations Director di Luna Rossa, ha descritto la Coppa America come un laboratorio ingegneristico a ciclo rapidissimo: gli AC75 incorporano sistemi meccatronici avanzati — idraulica ad alta pressione, architetture integrate di sensori e attuatori, algoritmi predittivi e data science su dataset eterogenei — le cui tecnologie alimentano poi la definizione delle strategie di regata e generano ricadute dirette in aerospazio, automotive e robotica.
Franco Malerba, primo astronauta italiano e co-fondatore di Space V, ha raccontato come il programma Artemis possa generare tecnologie trasferibili sulla Terra: tra queste la serra spaziale multipiano adattiva di Space V, progettata per habitat extraterrestri ma già applicabile su navi e sottomarini, esempio concreto di visione integrata tra spazio e mare.
Simone Venturini, Direttore Tecnico di Technital, ha presentato il sistema MOSE — 78 paratoie alle bocche di porto della laguna veneziana — come modello maturo di ingegneria ambientale sistemica al confine tra mare e terra, in un contesto di crescente pressione climatica che rende questo tipo di infrastruttura un paradigma esportabile.
Paolo Cassis, co-fondatore e COO di Caracol, ha affrontato le tensioni attuali tra scala globale e produzione locale, mostrando come l'integrazione tra additive manufacturing e robotica possa rispondere simultaneamente all'esigenza di espansione internazionale e di reshoring produttivo.
La tavola rotonda Mare e Terra ha riunito Silvia Furlan, Amministratrice Delegata di Net Engineering, Fabio De Martino, Global Head of Innovation di ARX, e Fabio Croccolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con Alessandro Zilio di OCREV: un confronto che ha messo al centro il tema delle infrastrutture intelligenti e della governance delle reti di trasporto nel quadro di una transizione tecnologica che investe simultaneamente tutti i modi.
Intelligenza artificiale e digitalizzazione nel settore AEC
La sessione Terra ha chiuso i lavori con gli interventi di maggiore densità sul fronte delle tecnologie digitali.
Alfonso Oliva, AECO Industry AI Lead di NVIDIA, ha offerto una lettura dell'intelligenza artificiale come amplificatore della creatività progettuale — dall'AI generativa alla simulazione in tempo reale fino ai digital twin — invitando il settore AEC a immaginare un futuro in cui sistemi e infrastrutture siano più adattivi, resilienti e collaborativi. «Il digitale non ha più senso se pensato come strato aggiunto sopra i processi esistenti: deve essere il tessuto connettivo della progettazione, dalla fase concettuale alla gestione del costruito.
La convergenza tra simulazione fisica e intelligenza artificiale è la prossima vera discontinuità per chi progetta infrastrutture complesse», è il commento di Paolo Segala, CEO di CSP FEA Engineering Solutions. Patricia Viel, co-fondatrice di ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel, ha raccontato dieci anni di costruzione di un ecosistema digitale basato su standardizzazione BIM, modelli IFC e data warehouse aziendale, con il paradigma "small-data, clean-knowledge" al centro: meno dati ma più coerenti, per addestrare agenti predittivi davvero utili alle decisioni progettuali.
Anna Amati di Eureka! Venture SGR ha illustrato il ruolo del venture capital come motore degli ecosistemi dell'innovazione, capace di valorizzare la scalabilità e il talento con criteri diversi da quelli del credito tradizionale. Gaetano Volpe di Time Vision ha chiuso la sessione con una riflessione sulla formazione come leva competitiva: l'AI generativa e la realtà virtuale/estesa rendono possibile una formazione iper-personalizzata, adattiva al contesto di ciascun tecnico e capace di ridurre drasticamente il tempo tra apprendimento e applicazione operativa. «La competitività dell'ingegneria italiana non si gioca solo sui materiali o sulle piattaforme digitali: si gioca sulla capacità di formare professionisti che sappiano attraversare i confini tra domini diversi.
Il forum è un modello di questo approccio — e BFA ecosistema nasce esattamente per portarlo nei percorsi di sviluppo delle competenze», è il punto di vista di Francesco Bifolco di BFA ecosistema.

Le startup e i Pitch Awards
Le sessioni di pitch hanno visto quattro startup presentare soluzioni all'incrocio tra le tre dimensioni del forum. Novac (Matteo Bertocchi) ha presentato i supercondensatori strutturali ad alte prestazioni, pensati per automotive, aerospazio, logistica e navale. Phononic Vibes (Luca Sangiuliano) ha illustrato i metamateriali vibro-acustici per il controllo avanzato di rumore e vibrazioni, con applicazioni in infrastrutture e trasporti. LOKI (Francesco Papa) ha mostrato come l'anomaly detection in movimento — integrata con dati satellitari e gemelli digitali — possa applicarsi a strade, attraversamenti pedonali e banchine portuali con un'unica piattaforma. SpAIder (Gianluigi Alberto Misté) ha presentato soluzioni AI-driven che accelerano le simulazioni numeriche fino al 70%, rendendo possibile la progettazione computazionale in tempo reale.
La cerimonia dei Pitch Awards ha chiuso i lavori della quinta edizione prima della chiusura ufficiale nel tardo pomeriggio del 26 marzo.
Appuntamento alla prossima edizione
Forum Ingegneria 4.0 si conferma non solo come luogo di confronto, ma come piattaforma concreta di connessione tra filiere, competenze e visioni. L’integrazione tra spazio, mare e terra — emersa con forza in tutti gli interventi — delinea un paradigma ingegneristico sempre più interconnesso, in cui l’innovazione nasce ai confini tra discipline e si sviluppa grazie alla contaminazione tra mondi solo apparentemente distanti. In questo scenario, il forum si afferma come un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni in atto e come catalizzatore di un ecosistema capace di affrontare le sfide industriali del futuro con approccio sistemico, apertura internazionale e una rinnovata centralità del capitale umano.
L’appuntamento è ora alla prossima edizione: aziende, professionisti, startup e studenti sono invitati a entrare fin da subito in questa rete di dialogo e innovazione, contribuendo con idee, progetti e visioni a costruire insieme il futuro dell’ingegneria 4.0.
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