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Rifiuti urbani in Italia: nel 2024 cresce la produzione (+2.3%), ma migliorano raccolta differenziata e riciclo

Nel 2024 la produzione di rifiuti urbani in Italia aumenta del 2,3%, superando i 29,9 milioni di tonnellate, in linea con la crescita economica. Migliorano però raccolta differenziata e riciclo, che superano gli obiettivi europei già fissati per il 2020.

Raccolta differenziata in aumento, al 67.7% a livello nazionale. Il Mezzogiorno cresce e si attesta al 60%

Nel 2024 la produzione nazionale di rifiuti urbani ha superato quota 29,9 milioni di tonnellate, registrando un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Un dato che va letto alla luce della ripresa economica: nello stesso periodo, infatti, il Prodotto Interno Lordo e la spesa per consumi finali sul territorio nazionale sono cresciuti entrambi dello 0,7%. Anche nelle grandi città l’incremento è evidente: nei 14 comuni con oltre 200 mila abitanti la produzione di rifiuti è salita complessivamente dell’1,8%.

Accanto a questa crescita quantitativa, emergono però segnali positivi sul fronte della gestione. La raccolta differenziata continua a migliorare e nel 2024 raggiunge a livello nazionale il 67,7%, confermando il trend di progressivo avvicinamento agli standard europei. Il divario territoriale resta, ma si riduce: il Nord si attesta al 74,2%, il Centro al 63,2% e il Mezzogiorno al 60,2%, dimostrando una dinamica di recupero particolarmente significativa nel Sud del Paese.

Le performance migliori si registrano in Emilia-Romagna (78,9%) e Veneto (78,2%), seguite da Sardegna (76,6%), Trentino-Alto Adige (75,8%), Lombardia (74,3%) e Friuli-Venezia Giulia (72,7%). Tra queste regioni spicca l’Emilia-Romagna, che mette a segno l’incremento più rilevante rispetto al 2023, con +1,7 punti percentuali. Superano ampiamente l’obiettivo del 65% anche Marche, Valle d’Aosta, Umbria, Piemonte, Toscana, Basilicata e Abruzzo.

Il risultato complessivo mostra un sistema sempre più diffuso: oltre il 72% dei comuni italiani supera la soglia del 65% di raccolta differenziata e quasi il 90% intercetta in modo separato più della metà dei propri rifiuti urbani. Tra le grandi città, Bologna guida la classifica con il 72,8%, seguita da Padova, Venezia e Milano. Firenze, Messina, Torino e Verona si collocano poco sopra o poco sotto il 60%, mentre restano più indietro – pur in crescita – Genova, Roma, Bari e Napoli.

 

**Testo alternativo (alt text):**  Grafico a barre intitolato “Raccolta differenziata per frazione merceologica, anni 2020–2024”. L’immagine confronta, per ciascun anno dal 2020 al 2024, le quantità raccolte (in migliaia di tonnellate) delle principali frazioni di rifiuti urbani: frazione organica, carta, vetro, plastica, metallo, legno, RAEE, ingombranti misti, rifiuti da C&D, spazzamento stradale, tessili, raccolta selettiva e altre frazioni. La frazione organica risulta la più rilevante in tutti gli anni, con valori in crescita nel periodo considerato. Seguono carta e vetro, anch’esse con un andamento complessivamente crescente. Le altre frazioni presentano quantitativi inferiori ma mostrano variazioni nel tempo, generalmente in aumento tra il 2020 e il 2024.
Raccolta differenziata per frazione merceologica, anni 2020 – 2024 (Crediti: ISPRA)

 

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Sul piano impiantistico, nel 2024 risultano operativi 625 impianti per la gestione dei rifiuti urbani, più della metà dei quali dedicati al trattamento della frazione organica. Il recupero dell’organico avviene soprattutto tramite impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio aerobico, che trattano quasi il 60% dei quantitativi, seguiti dal compostaggio tradizionale e dalla sola digestione anaerobica. Complessivamente, il trattamento biologico raggiunge circa 7,2 milioni di tonnellate, con un aumento del 3,9% rispetto al 2023, anche se in alcune regioni la dotazione impiantistica resta insufficiente.

Cresce anche la percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani, che si attesta al 52,3%, in miglioramento rispetto al 50,8% dell’anno precedente e già oltre l’obiettivo del 50% fissato per il 2020. Per centrare il target del 55% al 2025 sarà però necessario un ulteriore salto in avanti, mentre l’orizzonte del 2030 – con un obiettivo del 60% – appare ancora più sfidante.

In calo, invece, il ricorso alla discarica: nel 2024 vi è stato smaltito il 14,8% dei rifiuti prodotti, pari a poco più di 4,4 milioni di tonnellate, con una riduzione del 3,7% rispetto al 2023. Un segnale coerente con le politiche europee di progressiva eliminazione di questa modalità di smaltimento.

L’attenzione dell’Unione europea resta alta soprattutto sul flusso degli imballaggi, per i quali sono previsti obiettivi di riciclaggio particolarmente ambiziosi. In questo ambito, l’Italia mostra risultati incoraggianti: tutti i materiali di imballaggio hanno già raggiunto i target 2025 e, per la prima volta, anche la plastica supera l’obiettivo, arrivando al 51,1% a fronte del 50% previsto.

Sul fronte dei flussi transfrontalieri, nel 2024 l’Italia ha esportato il 4,3% dei rifiuti urbani prodotti, pari a circa 1,3 milioni di tonnellate, mentre le importazioni si sono fermate a 216 mila tonnellate. Campania, Lazio e Lombardia risultano le principali regioni esportatrici, con Danimarca, Paesi Bassi e Austria come principali Paesi di destinazione.

A crescere è anche il costo della gestione: la spesa media nazionale annua pro capite sale a 214,4 euro per abitante, con un incremento di 17,4 euro rispetto al 2023. Il Centro registra i costi più elevati (256,6 euro), seguito dal Sud (229,2 euro) e dal Nord, che si conferma l’area meno onerosa con 187,2 euro per abitante.

In questo quadro si inseriscono le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha destinato 2,1 miliardi di euro alla gestione dei rifiuti e a progetti di economia circolare. Il Rapporto analizza nel dettaglio le iniziative finanziate e il ruolo di supporto dell’Istituto nel monitoraggio del Programma nazionale di gestione dei rifiuti, una riforma chiave del PNRR, fondamentale per valutare l’effettiva attuazione delle misure e il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi ambientali ed europei.

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