Servizi di ingegneria e architettura: finita la spinta del PNRR, il mercato cambia volto
Nel 2025 il mercato dei servizi di ingegneria e architettura torna ai livelli pre-Covid con il ridimensionamento del PNRR. In crescita appalti integrati, concessioni e project financing, mentre resta centrale il tema dell’equo compenso.
Con l’esaurirsi progressivo delle risorse del PNRR, il mercato dei servizi di architettura e ingegneria archivia definitivamente il boom degli ultimi anni e torna su livelli più vicini al periodo pre-pandemico. È questo il quadro che emerge dal consueto rapporto annuale del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri dedicato all’andamento del settore.
Nel 2025 prosegue infatti la flessione avviata nel 2024. Nell’anno appena concluso le stazioni appaltanti hanno pubblicato bandi per un valore complessivo di circa 1 miliardo e 230 milioni di euro, un dato in linea con gli anni antecedenti al Covid. A confermare il ritorno alla normalità è soprattutto il drastico ridimensionamento del peso del PNRR: la quota degli importi a base d’asta finanziati con fondi del Piano si è ridotta ad appena il 2,2%.

Meno bandi “tipici”, importi più bassi
I servizi di ingegneria tradizionali – escludendo accordi quadro, appalti integrati, concorsi di progettazione e servizi ICT – rappresentano poco più della metà del mercato (50,7%). Seguono gli accordi quadro con il 30,4% e gli appalti integrati con il 18,8%.
Particolarmente significativo è il calo degli importi a base d’asta: si passa dai 701 milioni di euro del 2024 ai 624 milioni del 2025. Oltre il 70% dei bandi presenta un importo inferiore a 140mila euro, soglia che consente l’affidamento diretto. Solo il 21% delle gare supera i 215mila euro, in netto calo rispetto al 44,1% dell’anno precedente, mentre il 5,9% si colloca nella fascia intermedia tra 140mila e 215mila euro.
Crescono appalti integrati, project financing e concessioni
A fronte di uno scenario generale in contrazione, emergono però segnali di forte controtendenza. Nel 2025 aumentano in modo sensibile gli stanziamenti destinati ai servizi di ingegneria e architettura all’interno di appalti integrati, project financing e concessioni, tanto da spingere il valore complessivo delle gare – includendo l’esecuzione dei lavori – oltre la soglia dei 25 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2024.
Nel dettaglio, sono stati rilevati 532 bandi di appalto integrato per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro, 157 operazioni in project financing per 4,8 miliardi e 52 gare di concessione che hanno movimentato risorse pari a 9,1 miliardi di euro. Numeri nettamente superiori a quelli degli anni precedenti.
Fine delle “vacche grasse”, ma nuove opportunità
Secondo il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Angelo Domenico Perrini, PNRR e bonus edilizi hanno rappresentato una straordinaria occasione di crescita per il comparto, ma era inevitabile che si trattasse di una fase temporanea. Tuttavia, l’incremento di concessioni e project financing dimostra che, anche in un contesto di rallentamento, non mancano le opportunità professionali per ingegneri e progettisti.
Resta però centrale il tema dell’equo compenso. Il monitoraggio dell’Osservatorio bandi della Fondazione CNI segnala come molte delle irregolarità riscontrate nei bandi riguardino proprio la violazione di questo principio o errori nel calcolo degli importi a base d’asta.
Professionisti penalizzati, società dominanti
La flessione del mercato si riflette anche sul posizionamento dei liberi professionisti. Nel 2025 essi si sono aggiudicati il 36,4% delle gare, ma solo il 7,2% degli importi complessivi. Il ruolo dominante resta alle società, che conquistano il 54,4% delle gare e ben il 72,5% del valore economico.
I professionisti mantengono una buona presenza solo nelle gare sotto i 140mila euro, dove ottengono il 49% delle aggiudicazioni e il 45,2% degli importi. Nelle fasce superiori la loro presenza si riduce drasticamente, fino a diventare marginale oltre i 215mila euro. Migliorano invece i risultati quando si considerano le associazioni tra società e liberi professionisti, a conferma che l’aggregazione rappresenta una strategia sempre più necessaria.
Un mercato che cambia struttura
Il presidente del Centro Studi CNI, Marco Ghionna, sottolinea come, esaurita la spinta straordinaria del PNRR, il mercato stia cambiando struttura: diminuiscono i bandi “tipici” e crescono appalti complessi che richiedono maggiore programmazione, competenze tecniche avanzate e una governance pubblica più consapevole. In questo contesto, la qualità della progettazione e il rispetto dell’equo compenso restano elementi cruciali.
Ribassi di gara: effetti del correttivo al Codice degli appalti
Un ultimo dato riguarda i ribassi di aggiudicazione. Con l’entrata in vigore del correttivo al Codice degli appalti, dal 1° gennaio 2025 sono cambiate le regole per tutelare l’equo compenso e valorizzare la qualità delle offerte. I numeri mostrano che il ribasso medio nelle gare sotto i 140mila euro si attesta al 14,3%, ben al di sotto del limite massimo consentito, mentre nelle gare sopra soglia raggiunge il 32,8%.
Un segnale che conferma come il mercato stia attraversando una fase di assestamento profondo: meno quantità, più complessità, e una crescente necessità di qualità, competenze e correttezza nelle regole del gioco.
IN ALLEGATO IL REPORT INTEGRALE ELABORATO DAL CNI.
Fonte: Comunicato stampa CNI
Appalti Pubblici
Appalti pubblici: gare, norme, Codice dei Contratti, RUP e correttivo 2024. Approfondimenti scritti da esperti per tecnici, imprese e PA che operano nel sistema della contrattualistica pubblica.
Codice Appalti
Tutto sul Codice dei Contratti Pubblici e il correttivo 2024: norme, appalti, concessioni, RUP e digitalizzazione. Una guida tecnica aggiornata per chi opera nel settore pubblico.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
