Sicurezza Lavoro | Costruzioni in Legno | Sicurezza
Data Pubblicazione:

Valutazione sui rischi per la salute causati dalle polveri in legno

La sicurezza degli addetti alla lavorazione del legno è un tema cruciale, soprattutto per i rischi chimici e cancerogeni legati all’esposizione alle polveri. Non è il legno in sé a essere pericoloso, ma la polvere fine e inalabile prodotta dalle lavorazioni.

La sicurezza sul lavoro degli addetti alla lavorazione del legno è sicuramente un argomento degno di essere approfondito, soprattutto per quanto riguarda i rischi di natura chimica e cancerogena cui possono essere esposti i lavoratori di questo settore.
É importante comprendere la differenza tra il legno e la polvere di legno: la differenza è legata principalmente al fatto che il legno è un materiale naturale dalle numerose proprietà ed utilizzi, mentre la polvere di legno si riferisce allo scarto ed al residuo che si ottiene dopo aver lavorato il materiale legnoso.
Le polveri di legno non sono pericolose perchè fatte di legno, ma perché sottili ed inalabili, dunque solo le lavorazioni che comportano l’esposizione alle polveri possono far insorgere una eventuale forma tumorale.


La composizione chimica del legno

Con la dizione “legno” in genere ci si riferisce al materiale ricavato dai fusti delle piante ed in particolare dagli alberi, più precisamente per alberi si intende la materia fornita da quella parte del tronco composta da midollo, durame ed alburno.

Dal punto di vista chimico il legno contiene in media :

  • 50% di carbonio;
  • 5% diidrogeno;
  • 44 % di ossigeno;
  • 0,5% di azoto;
  • 0,5% di ceneri.

Presenti in tutti i tipi di legno con funzioni strutturali sono la cellulosa (struttura portante), la lignina (collante), leemicellulose e le pectine.

(Crediti: D. Zennaro)

 

Altre sostanze sono invece presenti solamente in alcune specie di piante o in un solo genere, cui forniscono particolari caratteristiche tra cui l’odore (tannini, oleoresine, cere, sostanze coloranti, alcaloidi, fenoli, acidi grassi, steroidi, sali di potassio, calce, silice, fosfati, composti di magnesio, ferro, manganese).

Le suddivisioni spesso tendono a coincidere, almeno in parte, con le caratteristiche botaniche, ma occorre tenere sempre presente che non possono essere considerate perfette coincidenze o chiare corrispondenze univoche o biunivoche.

  • suddivisione secondo la provenienza: legni indigeni (derivati da piante che crescono nei climi europei o vi sono state acclimatate), e legni esotici (piante che crescono nei climi tropicali);
  • suddivisione sulla base della compattezza e quindi della durezza: legni duri o di essenza forte (generalmente angiosperme) e legni teneri o di essenza dolce (generalmente, ma non esclusivamente, i legni da piante gimnosperme aghiformi come le conifere).

 

(Crediti: D. Zennaro)

 

Nei fatti la distinzione tra essenze tenere e dure non è così netta, bensì sfumata, essenze tenere o dure spesso non coincidono con le caratteristiche prestazionali di quella essenza riportate nella normativa tecnica.

I legni vengono suddivisi in duri (es. castagno, quercia, ciliegio, mogano, noce, ecc.) e teneri ( es.abete, larice, cipresso, pioppo, ecc), questa distinzione nontiene necessariamente conto delle caratteristiche fisiche di resistenza del legno, per cui legni relativamente teneri per la loro lavorabilità o resistenza sono compresi nel gruppo dei legni duri.
Diversi studi hanno dimostrato che le polveri di legno duro possono dar luogo a polveri cancerogene, la cui inalazione costituisce un rischio per l’uomo.

 

Legno, derivati e cicli produttivi

Legno industriale

Attraverso una trasformazione industriale del legno sono ottenuti comunemente i “materiali legnosi” quali:.

  • multistrati, ottenuti incollando due o più strati di legno più o meno sottili con resine sintetiche detti multistrato (o multistrati) o più propriamente pannelli stratificati, di cui fanno parte i pannelli di legno compensati; il compensato tradizionale è composto da tre fogli di legno e ciascun pannello è spesso 3-6 mm, per essere multistrato un pannello deve essere composto da almeno 5 strati (fogli) e deve essere spesso 8 - 30 mm, sotto gli 8 mm, è compensato tradizionale;
  • incollando tra di loro più tavole di legno massiccio si ottiene il legno lamellare;
  • se i trucioli di legno vengono riuniti in una malta di cemento agglomerante, compressa e portata ad alta temperatura, sono conosciuti come: fibro-cemento, celenit, eraclit, ecc;
  • se frammenti di legno fini vengono impastati con un legante e pressati ad elevate temperature si ottengono i pannelli di truciolato;
  • se i sottoprodotti della lavorazione di una specie legnosa vengono sfibrati in autoclave e riagglomerati per essiccazione sotto pressione si ottengono i pannelli di fibre conosciuti come i masonite e faesite;
  • MDF è un pannello di fibre finissime di legno a media densità (tra i 500 e gli 800 daN/mc), legate tra loro da collanti che lo rendono estremamente compatto; tra i pannelli in fibra quello in MDF è sicuramente il più diffuso, fanno però parte di questa famiglia anche i pannelli LDF e HDF., queste tipologie si differenziano principalmente in base alla densità delle fibre che lo compongono: bassa (LDF), media (MDF) e alta (HDF).

Dal punto di vista merceologico il legno massiccio è suddiviso in base alle seguenti caratteristiche:

  • tipologia botanica;
  • provenienza geografica;
  • grado di compattezza (legni duri e legni teneri).

 

Ciclo produttivo

Il ciclo produttivo della lavorazione del legno o prodotti a base di legno può essere suddiviso in sei fasi lavorative, ognuna delle quali può essere associata alle sostanze nocive presenti o prodotte durante le lavorazioni.

 

Operazioni di carteggiatura (Crediti: D. Zennaro)

 

Operazioni di taglio e profilatura:

polveri di legno, vapori di formaldeide, in questa fase non vengono impiegate sostanze o preparati chimici ma con l’utilizzo di attrezzature da taglio (seghe circolari, a nastro, troncatrici, ecc…) si possono produrre notevoli quantità di polveri di legno che, se inalate per lungo tempo, possono dar luogo a patologie anche gravi; inoltre, i pannelli di legno semilavorati possono essere stati trattati con formaldeide, i cui vapori sono considerati molto nocivi.

Carteggiatura:

polveri di legno e vapori di formaldeide, le polveri a grana fine sono presenti in quantità molto elevata.

Impregnatura:

vapori derivati da solventi e diluenti, l’esposizione a tali sostanze dipende sia dalla sostanza inalata sia dal metodo usato per l’impregnatura.
Le principali tecniche utilizzate per l’impregnatura sono: a pennello, ad immersione e a spruzzo.
La tecnica con il pennello è quella che presenta meno rischi per la salute perché viene utilizzato un minor quantitativo di prodotto.

Verniciatura:

vapori derivati da solventi e diluenti; vapori contenti resine; pigmenti e additivi, l’esposizione a tali prodotti richiede la predisposizione di adeguate misure di prevenzione e protezione, vista la pericolosità delle sostanze presenti nelle vernici. I pigmenti utilizzati per colorare le tinte sono, da un punto di vista tossicologico, tra i preparati più pericolosi, in quanto possono contenere: ossidi e sali derivati da metalli pesanti (ferro, bario, cromo, ecc…).

Rifinitura:

polveri di pigmenti, polveri a grana fine sono presenti in quantità molto elevata, anche in questo caso è necessario l’utilizzo di adeguate misure di prevenzione e protezione.

Si riporta un elenco, non esaustivo, delle misure di prevenzione necessarie per contrastare gli effetti dell’esposizione a sostanze e polveri pericolose:

  • sostituzione dei prodotti tossici con altri equivalenti ma meno tossici;
  • predisposizione di dispositivi di aspirazione localizzata con cappe di dimensione e potenza adeguate;
  • utilizzo di attrezzature dotate di dispositivi di aspirazione incorporati;
  • installazione di impianti di ventilazione negli ambienti chiusi
  • fornire e far utilizzare ai lavoratori i DPI per le vie respiratorie e la protezione cutanea;
  • non superare mai il livello di esposizione dei lavoratori alle polveri di legno.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 44/2020 “ Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro …” viene ampliato l’elenco delle sostanze classificate cancerogene e introdotti nuovi valori limite di esposizione, in particolare, per quanto riguarda l’esposizione alle polveri di legno duro, il valore di 5 mg/m3 è stato ridotto a 3 mg/m3 e da gennaio 2023 è stato ulteriormente ridotto a 2 mg/m3 .

Le polveri di legno possono portare a malattie delle vie respiratorie ed allergie e a questi rischi della salute appartiene ad esempio anche il pericolo di cancro alle cavità nasali e seni paranasali.
Perciò è importante che si rendano consapevoli i lavoratori coinvolti ed assicurare la giusta protezione durante le varie fasi della lavorazione.

Si ricordi anche che, in presenza di una fonte di innesco, le polveri di legno possono provocare un incendio e un'esplosione negli impianti di aspirazione e nei sili.

 

Rischio per la salute a causa delle polveri in legno

Che rischio per la salute rappresentano le polveri di legno?
Malattie frequenti, che possono essere provocate dalle polveri di legno, interessano le vie respiratorie e la pelle.

Per quanto riguarda le vie aeree, le polveri di legno possono irritare la faringe e le mucose nasali, sono rare le malattie a carico dei polmoni o dei bronchi.

Le polveri di legno possono essere anche cancerogene: chi respira frequentemente polveri di legno, soprattutto alcuni legni tropicali, è maggiormente esposto all'insorgenza del tumore naso-sinusale.
Molti legni tropicali e alcune specie locali possono provocare eczemi e allergie delle pelle, questi tendono a scomparire non appena cessa l'esposizione.

Il legno in quanto tale non può essere generalmente considerato come biologicamente inerte, poiché sebbene non assorbito dall’organismo, è da considerarsi meritevole di particolare attenzione per la presenza di numerose sostanze chimiche che accompagnano naturalmente la parte fibrosa (senza considerare le varie sostanze utilizzate come additivi, ecc.).

 

...Continua a leggere nel PDF in allegato.

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
Il file PDF è salvabile e stampabile.

Per scaricare l’articolo devi essere iscritto e accedere al portale tramite login.

Iscriviti Accedi

Damiano Zennaro

Ingegnere e Tecnologo del Legno, docente di Costruzioni e Tecnica delle Costruzioni e libero professionista

Scheda

Costruzioni in Legno

Tutto sul legno per l’edilizia: materiali, tecniche, normativa, progettazione e casi studio. INGENIO raccoglie gli articoli più autorevoli per costruire in modo sostenibile, sicuro e innovativo.

Scopri di più

Sicurezza

Gli approfondimenti e le news riguardanti il tema della sicurezza intesa sia come strutturale, antincendio, sul lavoro, ambientale, informatica, ecc.

Scopri di più

Sicurezza Lavoro

La "Sicurezza sul Lavoro" comprende tutte le misure, le procedure e le normative destinate a proteggere la salute e l'integrità fisica e psicologica dei lavoratori durante l'esercizio delle loro attività professionali. La sicurezza sul lavoro è regolamentata dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 noto anche come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (TUSL).

Scopri di più

Leggi anche