AI e pavimentazioni di calcestruzzo: supporto utile, ma la competenza dell’esperto resta decisiva
L’AI sta rivoluzionando ogni ambito, inclusa l’ingegneria civile. Strumenti evoluti supportano la progettazione, ma restano “condizione necessaria non sufficiente”: solo l’esperto (ingegnere, tecnologo ...) può garantire scelte corrette. Analizziamo un caso di capitolato elaborato dall'AI per una pavimentazione di calcestruzzo per uso industriale superflat per corsie VNA con getto nella stagione estiva.
Con questo articolo desideriamo condividere le nostre integrazioni e osservazioni al lavoro svolto da ChatGPT – uno strumento estremamente utile ma non utilizzabile da tutti – in riferimento all’articolo pubblicato il 4 giugno 2025 su Ingenio dal titolo: Quale calcestruzzo per una pavimentazione industriale estiva: l’abbiamo chiesto a ChatGPT, ecco cosa è emerso.
AI e progettazione: eccezionale assistente, non sostituto dell’esperto
L’esperienza che deriva dall’uso dell’intelligenza artificiale, per quanto ci riguarda, può essere considerata solo positiva. I motivi di questa affermazione sono molteplici, partendo dalla velocità di reazione, alla preparazione di documenti dettagliati e completi però, c’è un piccolo grande problema: il documento in uscita da ChatGPT deve essere elaborato da uno specialista del settore o si potrebbero avere notevoli problemi. In breve attualmente la AI è uno strumento eccezionale in grado di aumentare le performance progettuali e minimizzare gli errori, ma deve essere utilizzato sempre e comunque come “assistente” di un ingente umano in grado di dare la valutazione finale sulle scelte da fare.
Guida alla lettura dell’articolo
Nell'articolo pubblicato qui in versione web viene evidenziato in giallo la versione integrale dell'articolo che contiene il capitolato elaborato dall'AI (N.B. le tabelle sono riprese integralmente dall’articolo e sono in b/n.), in nero le note e osservazioni del team di tecnici della “CONFRATERNITA DEL CALCESTRUZZO”.
Mix design del calcestruzzo: analisi dell'output del AI
Si riporta di seguito il testo dell'articolo originale:
Quale calcestruzzo per una pavimentazione industriale estiva: l'abbiamo chiesto a ChatGPT, ecco cosa è emerso
Mettere alla prova ChatGPT O3 nel cuore del calcestruzzo ci ha spinto a simulare la progettazione di una piastra industriale superflat, senza giunti, da 20 000 m². Dalla miscela fibrorinforzata al piano di controlli, l’AI ha generato specifiche, metodo di getto estivo a 32 °C e capitolato completo. Il risultato sarà ora sottoposto al vaglio critico di progettisti e tecnologi.
Abbiamo deciso di mettere alla prova l’intelligenza artificiale ChatGPT O3 su un terreno notoriamente complesso: il calcestruzzo per pavimentazioni industriali superflat e senza giunti.
Le regole del gioco erano precise:
- Spessore piastra 20 cm, superficie 20 000 m²
- Assenza di giunti (solo quelli di costruzione)
- Planarità “superflat” per corsie VNA
- Getto estivo con 32 °C esterna, capannone aperto e ventilato
- Destinazione d’uso: scaffalature logistiche ad alto carico
Abbiamo chiesto all’AI di definire il mix design, l’organizzazione dei getti, le procedure di posa e stagionatura, e di redigere una voce di capitolato, facendo riferimento a UNI EN 206, UNI 11104 e al Codice di Buona Pratica Conpaviper.
Ecco di seguito il risultato. Non lo abbiamo modificato o aggiustato in nulla: è nudo e crudo quello che ci ha dato ChatGPT O3, ovvero il top al momento.
Adesso toccherà a una squadra di esperti del settore analizzarne i contenuti, suggerire correzioni, integrazioni e migliorie. Pubblicheremo i loro riscontri per avviare un dibattito tecnico costruttivo.
Un esercizio affascinante che anticipa come, in futuro, l’ingegneria del calcestruzzo potrà dialogare con l’intelligenza artificiale, fondendo esperienza umana e potenza di calcolo in un’unica catena di valore.
Il parere dell'intelligenza artificiale per il mix design, la posa e la stagionatura del calcestruzzo per il pavimento industriale
Premesse normative essenziali
Il progetto segue UNI EN 206, UNI 11104, le “Istruzioni CNR-DT 211”, il Codice di Buona Pratica Conpaviper, 4ª ed. 2024 e le tolleranze di planarità UNI 11146 (per requisiti “superflat” si adottano valori più restrittivi, es. TR34-FM1 o DIN 15185, da indicare in progetto).
1. Mix-design di riferimento (piastra 20 cm jointless)

Nota hot-weather – Se Ta ≥ 32 °C o vento > 5 km/h, attuare getti notturni, barriere frangivento, protezione immediata antievaporante, controllo tasso E < 1 kg/m²h.
Nota preliminare: Per prima cosa ciò fornito non è un mix-design del calcestruzzo, come indicato dal titolo, ma un “misto” tra prescrizioni e composizione e, quindi, fa l’AI molta confusione tra il ruolo di progettista e il ruolo del tecnologo, che sono ruoli ben distinti e diversi.
“C40/50 (≥ C35/45 ammessa)” … ammessa? Cosa vuol dire?
C40/50 soddisfa tutte le classi di esposizione e probabilmente esce dal calcolo effettuato dal progettista. Quindi, non possono essere ammesse altre resistenze inferiori … Inoltre, “resistenza ammessa” potrebbe essere un termine sconosciuto se non specificando a cosa è riferito. Quindi, se il progettista, conseguentemente alle proprie valutazioni ha scelto la resistenza C40/50 non si può derogare da tale resistenza.
“XC1 (magazzino interno asciutto) + optional XA0” … asciutto in Italia non esiste, quindi non sarebbe utilizzabile però, non essendo presenti armature in acciaio da c.a. potrebbe essere corrette XC1. Inoltre, la classe di esposizione XA0 non esiste.
“≤ 0,45 (target 0,40)” e “350 ± 20 kg/m³ (CEM II/A-L 42,5 R o CEM III A 42,5 N-LH per ridurre calore)” … a/c efficace o effettivo? … poi tale decisione spetta al tecnologo del calcestruzzo sulla base della resistenza a compressione prevista. Inoltre, l’AI per affermare quanto deve essere il rapporto a/c ha fatto una qualifica preliminare? prove di laboratorio? Oppure fa come alcune stazioni appaltanti “famose” dislocate sul territorio nazionale che impongono le quantità più o meno a fantasia/follia?
“Contenuto di cemento 350 ± 20 kg/m³ (CEM II/A-L 42,5 R o CEM III A 42,5 N-LH per ridurre calore)” … ma come si permette AI di definire il contenuto minimo di cemento? Stiamo discutendo da anni su questo argomento e arriva l’AI che ci dice cose vecchie come il cucco! Sarà la qualifica preliminare del calcestruzzo a definire il contenuto di cemento sulla base delle materie prime impiegate. Indicare la tipologia e classe di cemento può esistere, riferito alle norme vigenti tipo “conforme alla UNI EN 197-1”, e basta ….
“Pasta totale < 310 L/m³ (pompato con fibre < 325 L/m³)” … per prima costa “litri” non è un cognome e nemmeno un prefisso per unità di misura superiore al kilo … cioè da Mega “M” in su. Quindi, deve essere “l” minuscola e non “L” maiuscola.
L’AI, prescrive il contenuto di pasta per il calcestruzzo fibrato e pompato … con quella quantità di fibre molto elevata, ci suggerisce 325 litri … altro che 325 litri vanno adottati valori ben più alti visto il contenuto di fibre. Bisogna fare molta attenzione a non confondere i consigli dei codici di buona pratica per il tecnologo, indicativi per la progettazione delle miscele di calcestruzzo, e trasformarli in prescrizioni progettuali assolute, che nemmeno competono al progettista.
“Aggregato max 20 mm, modulo finezza sabbia ≥ 2,65” bisogna dare un “nota di merito” a ChatGPT che ha inserito un diametro presente nelle scale normate (vedi norma UNI EN 12620 – prospetto 1) e non sparato numeri a caso. Diametro dell’Aggregato max 20 mm, come mai AI non sa neanche che la UNI EN 206 prescrive Dmax,lower e Dmax,upper ? A nostro parere, viste anche le elevate resistenze e anche del contenuto di fibre che è elevato se non elevatissimo, andrebbe prescritto rispettivamente Dmax lower e Dmax upper 8 mm/16 mm. Tali valori, sono comunque da verificare con i materiali a disposizione e in sede di qualifica preliminare della miscela.
“S4 (160–210 mm) con ritenzione ≥ 90 min (laser screed)” … sarebbe “cosa buona e giusta” specificare uno slump di riferimento per la lavorazione con laser-screed e deve essere oggetto di qualifica e accordo preliminare con la ditta esecutrice della pavimentazione, poiché è vincolata anche alle caratteristiche della macchina.
"HRWR PCE, ritardante, VMA, SRA e/o espansivo CaO 8 kg/m³ (controllo ritiro), agenti riduzione temperatura (ghiaccio, acqua refrigerata)" … per l’additivo antiritiro SRA e/o per l’espansivo, invece di inventare quantità casuali, doveva prescrive la prestazione tipo: per esempio … ritiro a 28 < 250 micron/m secondo la UNI EN 12390-16 e/o UNI 11307 (richiamata dal D.M. 17.01.2018 … che ChatGPT ha scordato completamente).
“Acciaio fibro-rinforzato: 35–40 kg/m³ fibre d’acciaio 50/60 mm > 1100 N/mm²; fR,3 ≥ 5 MPa (UNI EN 14651) oppure post-tensione 1,5–2,0 MPa compressione media (se scelta la soluzione PT)” … per prima cosa è “calcestruzzo fibrorinforzato e non “acciaio fibrorinforzato”; vale lo stesso discorso del contenuto di cemento per quanto riguarda il quantitativo di fibre, cioè che sarà funzione delle caratteristiche richieste al calcestruzzo. Inoltre, sempre per il fibrorinforzato mancano alcuni parametri che devono essere specificati (3b o 3c … o 4b … o 4c … ecc.) al fine di prescrivere un calcestruzzo fibrorinforzato. Per concludere ci sono impianti (in zona … o in Italia) con il CVT per il fibrorinforzato? Per quanto riguarda il post-teso … forse doveva l’AI doveva specificare alcune caratteristiche, inoltre una resistenza media a 24 ore e/o 72 ore, al fine di poter tesare i cavi. Mentre “1,5–2,0 MPa compressione media” cos’è? A cosa è riferita?
“Temp. calcestruzzo in getto ≤ 30 °C; raffreddamento ingredienti 2–5 °C” … una volta specificata la temperatura massima del calcestruzzo, non ha senso specificare la temperatura dei singoli ingredienti.
Nota 1: Non appare nessun calcolo o valutazione relativamente alla dilatazione/contrazione rispetto alle temperature di servizio.
Note 2: L’AI non ha fatto nessuna considerazione relativamente al piano di posa della pavimentazione: caratteristiche di portanza, stratigrafia, ecc. Secondo l’AI va bene qualsiasi sottofondo con qualsivoglia caratteristica?
Nota 3: La pavimentazione deve essere senza giunti come specificato nei dati di input. Se tale pavimentazione fosse realizzata con la tecnologia di post-tensione, devono essere specificate le caratteristiche relative alla post-tensione stessa (per esempio per cavi, posizione degli stessi, caratteristiche del calcestruzzo alle brevi stagionature … tensione a cui portare i cavi ecc.). Però, se fosse previsto di realizzare una pavimentazione senza giunti mediante l’utilizzo di espansivi non metallici, soli o in abbinata con l’additivo antiritiro SRA, mancherebbero tutte le prescrizioni relative alle armature, al ritiro ed espansione del calcestruzzo. Infine, se la pavimentazione fosse realizzata con l’uso di un calcestruzzo a basso ritiro mediante l’utilizzo del solo SRA, mancherebbero le prescrizioni relative al ritiro del calcestruzzo. In sintesi, l’AI deve essere più precisa e spiegare cosa vuole davvero fare.
Nota 4: Non è stata fatta nessuna valutazione dell’umidità relativa dell’ambiente di servizio, utile per la valutazione di ritiro e deformazioni lente alle lunghe stagionature.
Nota 5: Non è stata effettuata nessuna considerazione relativa alla valutazione al ritiro del calcestruzzo, al ritiro per essicamento, ecc.
Nota 5: Non è stata fatta nessuna valutazione dell’umidità relativa dell’ambiente di servizio, utile per la valutazione di ritiro e deformazioni lente alle lunghe stagionature.
Nota 6: Lo strato di scorrimento di che tipo? Caratteristiche? barriera al vapore presente? Caratteristiche? …
Nota 7: Il “piano di uso e manutenzione”? perché non lo ha redatto?
Getti, posa e stagionatura: analisi dell'output del AI
2. Organizzazione dei getti (20 000 m²)
- Sequenza: lotti quotidiani 1.000 –1.500 m² contigui, forma rettangolare ≤ 1 : 1,2 per minimizzare restrizioni (Conpaviper §4.6.2).
Nota: §4.6.2 non c’è scritto questo … per il jointless evitare forme rettangolari e per il post-teso un esperto progettista può valutare le giuste campiture. Inoltre, per il joint-less, attenzione a porzioni di 1.500 m2 legate all’apertura dei giunti, tali porzioni vanno valutate attentamente … anche i 1.500 m2 giornalieri per fessure e aperture dei giunti non sono una banalità. Nota aggiuntiva: 1,2, riportato sul CDBP CONPAVIPER e sulle Istruzioni CNR-DT 211/2014 è un rapporto relative alle porzioni di pavimentazione che si generano dopo l’esecuzione.
- Costruzione joint only: bordi sagomati con corpi di trasferimento carico (dowel-plates Ø 22 mm L 450 mm @ 300 mm). Superfici bagnate + emulsione epossidica antescarificata.
Nota: la ripresa di getto è con un giunto di costruzione, quindi non “bagnata + emulsione ...” per favorire l’aggrappo del calcestruzzo … per il post-teso vanno fatte altre valutazioni …
- Laser screed su guide ad altezza fissa con controllo automatico; verifica altimetrica ogni 3 m.
- Turno notturno/serale per T ≤ 28 °C, luci diffuse, personale addetto min 15 unità (Conpaviper §19.2).
- Monitoraggio: termometri sonda + anemometro; soglia vento sospensione > 5 km/h se non protetto.
Nota: attenzione che è una pavimentazione interna … si devono chiudere tutte le aperture verso l’esterno quindi, non ci può essere presenza di vento.
3. Posa, finitura, planarità “superflat”
- Bleeding controllato: attesa primo luccichio; bull-float in magnesio; nessuna evaporazione < 0,5 kg/m²h prima di power-trowel.
- Finitura meccanica: 2–3 passate elicottero ⌀ 120 cm a pale piatte → angolo progressivo; applicare dry-shake quarzo/corindone 4–5 kg/m² quando impronta scarpa 3–4 mm.
Nota: eccola la prescrizione regina dell’ ”Italiano medio” … “… applicare dry-shake quarzo/corindone 4–5 kg/m²…” … deve andare a scuola! Dare la prestazione: resistenza all’abrasione AR per esempio 0,5 … par 2.2.3 Istruzioni CNR-DT 211/2014.
- Obiettivo planarità:
- UNI 11146: ±4 mm su 1 m; ±5 mm su 2 m
Nota: “tolleranza di esecuzione” da controllare entro le 72 ore dal termine delle operazioni di finitura.
- Per corsie VNA: TR34-FM1 (FF ≥ 65, FL ≥ 45) o DIN 18202 riga 0; obbligo di collaudo entro 72 h con profilografo o regolo UNI (metodo §13.1.1.1).
Nota: “tolleranza di servizio” da controllare e correggere con opportune lavorazioni (levigature, molature, rettifiche .. ecc.) prima di mettere in servizio la struttura realizzata e NON entro le 72 ore dal termine delle operazioni di finitura. Inoltre, solo per le corsie tra le scaffalature e i percorsi di muletti o robottini automatizzati.
- Controllo curling: differenziale temp. superficie ≤ 10 °C; misurazioni agli spigoli.
4. Stagionatura protetta (curing)
- Finestra critica: < 15 min dalla finitura finale.
- Metodo combinato:
- Curing-compound all’acqua, efficienza ≥ 85 % (0,15 L/m²)
- Copertura con telo polietilene bianco + geotessile umido per 7 giorni minimo, mantenuto saturo
- In caso di vento/t° elevate: nebulizzazione fine + barriere laterali; controllo differenza T < 1 °C/h nella prima giornata (tab. 2 Conpaviper).
- Messa in esercizio: traffico leggero ≥ 7 gg, carichi definitivi e scaffalature ≥ 28 gg salvo prove complementari (Conpaviper §7.5).
Nota: Si deve specificare la resistenza media richiesta per le prove complementari per l’uso precoce della pavimentazione.
Voce di capitolato: analisi dell'output del AI
5. Voce di capitolato proposta
Calcestruzzo fibrorinforzato industriale “Superflat Jointless” – C40/50 XC1 – piastra 20 cm
1. Norme: UNI EN 206, UNI 11104, CNR-DT 211, Codice Conpaviper 2024.
2. Caratteristiche fresche – Classe consistenza S4 (slump 18 ± 2 cm), temperatura ≤ 30 °C; pompabilità garantita.
3. Composizione: CEM II/A-L 42,5 R (≈ 350 kg/m³); w/c ≤ 0,45; aggregato continuo Dmax 20 mm LA ≤ 30; fibre d’acciaio 35 kg/m³ (fR,3 ≥ 5 MPa); HRWR PCE, ritardante, SRA/espansivo 8 kg/m³; aria fresca ≤ 2,5 %.
Nota: già spiegato … aria fresca? ARIA INTRAPPOLATA!
4. Resistenze: fck,cube,28d ≥ 50 MPa; modulo elasticità ≥ 32 GPa; ritiro compensato εcs(180d) ≤ 500 µε.
Nota: ora ha inserito la prescrizione per il ritiro … con quel valore non si deve fare un jointless.
5. Getto: lotti 1 000–1 500 m², laser screed, costruzione joints con dowel-plates Ø22 L450 @300 mm, tolleranza quota ±5 mm.
Nota: già esposto e spiegato precedentemente.
6. Planarità: UNI 11146 grado “superflat” (± 4 mm/1 m) e TR34-FM1 corsie VNA. Collaudo profilometrico entro 72 h.
Nota: già esposto e spiegato precedentemente.
7. Curing: compound classe A eff. ≥ 85 %, più copertura telo/geotessile bagnato 7 gg. Evaporazione controllata < 1 kg/m²h.
Nota: per il jointless durata della maturazione umida almeno 21 giorni.
8. Messa in servizio: carrelli leggeri dopo 7 gg, carichi definitivi/scaffali dopo 28 gg salvo esiti prove su provini conservati in sito.
9. Controlli: slump, T-fresco, fibre, cubetti 1-7-28 gg, planarità FF/FL, curling 28 gg, core‐test se richiesto.
Nota: già esposto e spiegato precedentemente.
10. Garanzia prestazionale: nessun giunto di contrazione ammesso, apertura joint di costruzione ≤ 0,3 mm a 28 gg; planarità di servizio conforme; portata scaffalature verificate da calcolo FEM su piastra fibre-rinforzata.
Note: “≤ 0,3 mm a 28 gg” con quelle estensioni di superfici? Sembra fantascienza.
Inoltre, non sono specificati lo strato di scorrimento, la resistenza all’abrasione e la resistenza allo scivolamento.
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