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Bonifiche ambientali in Italia: quasi un Comune su due coinvolto

Il IV Rapporto ISPRA sulle bonifiche ambientali fotografa una situazione complessa ma in evoluzione. Quasi un Comune su due è interessato da procedimenti di bonifica, con oltre 16.000 pratiche attive. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non è necessario intervenire con lavori di risanamento.

Il tema delle bonifiche ambientali rappresenta una delle principali sfide per la tutela del territorio italiano. Il IV Rapporto pubblicato da ISPRA offre un quadro aggiornato e dettagliato sui procedimenti di risanamento dei siti contaminati a livello regionale. I dati mostrano un coinvolgimento diffuso dei Comuni e una gestione sempre più strutturata delle criticità ambientali. Allo stesso tempo emergono differenze territoriali, tempi variabili di intervento e il peso ancora rilevante dei cosiddetti siti orfani. Un’analisi che aiuta a comprendere lo stato dell’arte e le prospettive future.


Quasi la metà dei Comuni italiani è interessata da almeno un procedimento di bonifica ambientale. È questo uno dei dati più significativi che emerge dal IV Rapporto “Stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia”, pubblicato da ISPRA.

Il documento offre una fotografia dettagliata dello stato delle bonifiche dei siti regionali, basandosi sui dati raccolti dal SNPA, dalle Regioni e dalle Province Autonome e confluiti in MOSAICO, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica.

I numeri chiave del Rapporto

Secondo il Rapporto, il 46% dei Comuni italiani, pari a 3.619 amministrazioni locali, risulta coinvolto in almeno un procedimento di bonifica in corso. Complessivamente, in Italia sono 16.365 i procedimenti attivi e 22.191 quelli conclusi, mentre ogni anno vengono avviati in media 1.190 nuovi procedimenti.

Un aspetto rilevante riguarda l’esito delle istruttorie: nel 70% dei casi i procedimenti si concludono senza la necessità di interventi di bonifica o di messa in sicurezza. L’avvio di un procedimento, infatti, non implica automaticamente l’obbligo di intervenire: solo a seguito delle verifiche ambientali emerge la reale necessità di un’azione di risanamento. In termini complessivi, interventi veri e propri sono stati necessari solo per il 30% dei siti.

 

SCARICA IL RAPPORTO INTEGRALE DI ISPRA

 

Dove si concentra l’attività di bonifica

Sul territorio nazionale risultano 3.243 procedimenti in fase di intervento di bonifica, di cui 2.601 con lavori in corso e 642 già completati ma in attesa di certificazione finale. La distribuzione geografica mostra una forte concentrazione in alcune regioni:

  • Lombardia: 28% dei procedimenti in fase di intervento;
  • Piemonte: 12%;
  • Toscana: 11%

 

Cartina dell’Italia che mostra la distribuzione dei Comuni con procedimenti di bonifica ambientale in corso. I Comuni sono rappresentati con una scala di colori dal giallo al rosso scuro, dove le tonalità più chiare indicano un numero basso di procedimenti e quelle più scure un numero elevato. Le aree grigie rappresentano i Comuni senza procedimenti attivi. La maggiore concentrazione si osserva nel Nord Italia e lungo alcune aree costiere e industriali.
Distribuzione dei comuni italiani interessati da almeno un procedimento di bonifica in corso al 1 gennaio 2024 (Crediti: ISPRA)

 

Il tema dei siti orfani

Particolare attenzione è riservata ai siti orfani, ovvero quelli per i quali nessun soggetto responsabile ha provveduto agli adempimenti previsti dalla normativa. A livello nazionale se ne contano 484, di cui 225 già finanziati e 55 con procedimento concluso al 1° gennaio 2024. Si tratta per lo più di siti storici, oggi al centro di un rinnovato intervento pubblico grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Dimensioni e durata dei procedimenti

I dati mostrano che la maggior parte dei siti contaminati ha dimensioni ridotte:

  • il 70% presenta una superficie inferiore ai 10.000 metri quadrati;
  • il 30% è addirittura sotto i 1.000 metri quadrati;
  • solo nel 18% dei casi l’estensione supera i 20 ettari.

Per quanto riguarda i tempi, la metà dei procedimenti conclusi con intervento di bonifica o messa in sicurezza si chiude in meno di quattro anni, mentre solo un quarto richiede almeno otto anni, a conferma di una durata molto variabile legata alla complessità dei singoli casi.

 

Una sfida ambientale ancora aperta

Il IV Rapporto ISPRA restituisce l’immagine di un Paese fortemente impegnato nella gestione dei siti contaminati, con un sistema di monitoraggio sempre più strutturato. Allo stesso tempo, evidenzia come la bonifica ambientale resti una sfida strategica per la tutela della salute, del territorio e per la rigenerazione di aree spesso centrali per lo sviluppo futuro delle comunità locali.

 

IN SINTESI
-Il 46% dei Comuni italiani è coinvolto in almeno un procedimento di bonifica.
-Sono oltre 16.000 i procedimenti di bonifica attivi e più di 22.000 quelli conclusi.
-Solo il 30% dei siti richiede effettivamente interventi di bonifica o messa in sicurezza.
-Lombardia, Piemonte e Toscana concentrano la quota maggiore di interventi in corso.
-I siti orfani restano una criticità, ma sono sempre più interessati da fondi pubblici e PNRR.

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