Condono edilizio fermo dagli anni ’80? No al silenzio del Comune
Il TAR Liguria ha dichiarato illegittimo il silenzio del Comune sulle domande di condono edilizio rimaste inevase per decenni. La richiesta di verifiche sul vincolo idrogeologico non giustifica la sospensione indefinita del procedimento. L’amministrazione deve comunque concludere la pratica e adottare un provvedimento finale. Se esso non dovesse arrivare comunque non sarebbe possibile ipotizzare il silenzio assenso.
Condono edilizio non definito da decenni: quando il silenzio del Comune è illegittimo
Può un Comune non pronunciarsi su istanze di condono edilizio presentate negli anni ’80, lasciando i proprietari di un immobile in una tacita attesa di decenni?
È quanto accaduto a due proprietari che non riuscivano a vendere parte del loro immobile perché tre domande di condono edilizio (due del 1986 e una del 2004) risultavano ancora non definite dal Comune. Nel 2005 il Comune richiedeva delle integrazioni per verificare la possibile presenza di un vincolo idrogeologico.
Le posizioni erano contrastanti:
- da un lato, i proprietari sostenevano, supportati da una relazione tecnica, che l’area non fosse vincolata;
- dall’altro, il Comune, riteneva necessaria una verifica autonoma, citando una propria analisi cartografica che collocava l’immobile in zona vincolata.
Poiché per anni non era stato adottato alcun provvedimento finale, i proprietari hanno presentato ricorso al TAR Liguria per far dichiarare illegittimo il silenzio del Comune e ottenere una decisione sulla pratica.
Vincolo idrogeologico e condono edilizio: il Comune deve decidere
Il TAR Liguria ha accolto il ricorso chiarendo che il vincolo idrogeologico previsto dal Regio Decreto 30 dicembre 1923 n. 3267 è relativo, quindi non vieta automaticamente di costruire nelle aree vincolate.
Significa che l’intervento edilizio potrebbe essere possibile, ma solo se prima venisse autorizzato dopo una verifica di compatibilità con la stabilità del territorio (frane, acque e suolo).
In Liguria, in base alla Legge Regionale Liguria 7/2011, l’autorità competente a rilasciare questa autorizzazione è il Comune, che potrebbe gestire la funzione direttamente oppure mediante convenzioni con altri enti.
Inoltre “(…) secondo il principio generale di cui all’art. 16 della L. n. 241/1990 (attività consultiva), qualora l’organo adito non abbia espresso il proprio parere, l’amministrazione richiedente procede indipendentemente (...). Del resto, la mera richiesta di un parere obbligatorio ad altri enti non esonera certo l'Amministrazione – qualora l’ente consultato non provveda, o eluda il quesito - dall’obbligo di conclusione del procedimento amministrativo ai sensi dell'art. 2 L. 7/8/1990, n. 241 (…).”
Secondo l’art. 16 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, se l’ente a cui sia stato chiesto un parere non risponde, l’amministrazione può procedere in modo autonomo.
Nel caso concreto, la competenza sul vincolo idrogeologico spetterebbe comunque al Comune in base alla Legge Regionale Liguria 7/2011. Il fatto che alcune funzioni siano delegate ad altri enti non fa perdere al Comune il potere decisionale. Perciò la richiesta di un parere esterno non giustifica il mancato termine del procedimento a distanza di anni.
Il principio affermato è netto:
la richiesta di pareri o verifiche tecniche non può giustificare
i tempi indefiniti dei procedimenti di condono edilizio.
L’amministrazione deve decidere, assumendosi la responsabilità della decisione,
senza attendere passivamente generando danno al privato.
Scarica la sentenza in allegato
Keywords: condono edilizio, Comune, silenzio amministrativo, vincolo idrogeologico.
FAQ
Che cos’è il silenzio amministrativo nel condono edilizio?
È l’inerzia dell’amministrazione che non adotta un provvedimento finale su una domanda di condono edilizio entro termini ragionevoli, lasciando la pratica indefinitamente aperta. Il TAR può dichiararlo illegittimo.
A cosa serve la verifica del vincolo idrogeologico?
Serve ad accertare la compatibilità dell’intervento edilizio con la stabilità del territorio in presenza di vincoli derivanti da normativa sul vincolo idrogeologico, prima di autorizzare qualsiasi intervento.
Quali sono i requisiti procedurali per il Comune?
Il Comune deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso; la richiesta di pareri o verifiche tecniche non sospende automaticamente i termini e non giustifica una mancata decisione.
Perché il silenzio del Comune è illegittimo nel caso descritto?
Perché la mancata conclusione del procedimento per decenni, senza provvedimento finale, ha generato pregiudizio ai proprietari; la verifica del vincolo non esonera l’amministrazione dalla responsabilità di decidere.
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