Ecoreati, dal 2 giugno nuove sanzioni per imprese e prodotti inquinanti: multe fino a 100mila euro
Il D.Lgs. 81/2026 recepisce la Direttiva UE 2024/1203 e rafforza la tutela penale dell’ambiente. Introdotti nuovi reati su prodotti inquinanti, sostanze ozono-lesive e gas fluorurati. Estesa anche la responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
L’articolo analizza il D.Lgs. 81/2026 che recepisce la Direttiva UE 2024/1203 rafforzando la tutela penale dell’ambiente e ampliando le responsabilità delle imprese. Il decreto introduce il nuovo reato di commercio di prodotti inquinanti, nuove sanzioni per sostanze ozono-lesive e gas fluorurati e modifica il sistema sanzionatorio relativo ai rifiuti. Particolare attenzione viene dedicata all’estensione della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e al rafforzamento degli obblighi di conformità ambientale. Tracciabilità dei prodotti, autorizzazioni, gestione documentale e modelli organizzativi diventano strumenti strategici per ridurre il rischio penale e reputazionale. INGENIO propone una lettura tecnica e operativa rivolta a imprese, produttori, consulenti ambientali e operatori della filiera industriale.
Nuovi ecoreati ambientali: cosa cambia per imprese, prodotti e responsabilità 231
Dal 2 giugno 2026 entra in vigore il D.Lgs. 21 aprile 2026, n. 81, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 18 maggio, che rafforza il quadro penale in materia ambientale recependo la Direttiva UE 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente.
Il provvedimento introduce nuovi ecoreati e amplia il perimetro di responsabilità delle imprese, con effetti rilevanti per tutti i soggetti che producono, commercializzano, importano o utilizzano prodotti e sostanze potenzialmente impattanti su aria, acqua, suolo, ecosistemi, habitat e biodiversità.
Commercio di prodotti inquinanti: reclusione e multa fino a 100mila euro
La novità più rilevante riguarda il nuovo delitto di commercio di prodotti inquinanti, inserito nel Codice penale all’articolo 452-bis.1.
La norma punisce chi immette abusivamente sul mercato o mette in circolazione un prodotto il cui impiego determini, attraverso scarichi, emissioni o immissioni di materie, sostanze, energia o radiazioni ionizzanti, una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle matrici ambientali, degli ecosistemi, degli habitat, della biodiversità, della flora o della fauna.
Per questa fattispecie sono previste la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 10mila a 100mila euro. È inoltre prevista l’incapacità di contrarre con la pubblica amministrazione e la confisca speciale nei casi previsti dalla norma.
Sostanze ozono-lesive e gas fluorurati: nuovi reati ambientali
Il decreto introduce anche specifiche fattispecie relative alla produzione e al commercio di sostanze ozono-lesive e gas fluorurati a effetto serra.
Per la produzione e il commercio di sostanze ozono-lesive sono previste pene fino alla reclusione da 2 a 5 anni e multe da 10mila a 80mila euro.
Per la produzione e il commercio di gas fluorurati a effetto serra, il decreto prevede invece l’arresto da 6 mesi a 1 anno o l’ammenda da 10mila a 150mila euro, a seconda delle condotte contestate.
Estesa la responsabilità 231 delle imprese
Un passaggio particolarmente importante per le aziende riguarda l’estensione del catalogo dei reati presupposto ai fini del D.Lgs. 231/2001.
Le nuove fattispecie ambientali entrano infatti nel perimetro della responsabilità amministrativa degli enti. Ciò significa che, in presenza dei presupposti previsti dalla normativa 231, non risponderà solo la persona fisica autore della condotta, ma anche l’impresa, con possibili ricadute sul piano sanzionatorio, organizzativo e reputazionale.
Per le aziende diventa quindi ancora più importante aggiornare i modelli organizzativi, rafforzare i presidi di controllo ambientale e verificare con attenzione la conformità di prodotti, autorizzazioni, processi e documentazione tecnica.
Habitat, ecosistemi e biodiversità entrano al centro della tutela penale
Il decreto interviene anche sulle definizioni di habitat ed ecosistema, che assumono rilievo nei reati di inquinamento e disastro ambientale.
La tutela non riguarda più soltanto le matrici ambientali tradizionali, come acqua, aria, suolo e sottosuolo, ma si estende in modo più esplicito a ecosistemi, habitat, biodiversità anche agraria, flora e fauna.
Di particolare rilievo anche la nuova definizione di condotta “abusiva”: non è tale solo l’attività priva di titolo autorizzativo, ma anche quella fondata su autorizzazioni viziate, ottenute fraudolentemente o in violazione del diritto ambientale europeo e nazionale.
Rifiuti: sanzioni più severe per violazioni autorizzative
Il D.Lgs. 81/2026 modifica anche l’articolo 256 del D.Lgs. 152/2006 in materia di rifiuti.
Per i rifiuti non pericolosi, nel caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie o mancanza dei requisiti per le procedure agevolate, è previsto l’arresto da 2 a 6 mesi o l’ammenda da 2mila a 18mila euro. Per i rifiuti pericolosi la pena arriva alla reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Una norma da leggere anche in chiave organizzativa
Il nuovo decreto non riguarda soltanto il diritto penale ambientale. Per imprese, produttori, distributori e operatori della filiera tecnica rappresenta un richiamo diretto alla gestione della conformità ambientale.
La tracciabilità dei prodotti, la verifica delle autorizzazioni, la corretta gestione documentale, il controllo delle sostanze impiegate e l’aggiornamento dei modelli 231 diventano elementi sempre più centrali per ridurre il rischio di contestazioni.
La tutela dell’ambiente entra così in modo ancora più netto nel campo della responsabilità d’impresa: non solo come tema etico o reputazionale, ma come obbligo tecnico, organizzativo e gestionale.
Ambiente
Ambiente e costruzioni: soluzioni, norme e tecnologie per una progettazione sostenibile. Approfondimenti e casi studio per tecnici e progettisti che vogliono ridurre l’impatto ambientale del costruire.
Rifiuti
La gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione è una priorità per l’edilizia sostenibile. INGENIO offre approfondimenti su normativa, recupero, tracciabilità e innovazioni per trasformare gli scarti in risorse, con contributi tecnici di esperti e aziende leader del settore.
Sostenibilità
Con questo Topic riportiamo quanto pubblichiamo su quello che riguarda il tema della sostenibilità: gli accordi internazionali e nazionali, i protocolli di certificazione energetici ambientali, le news e gli approfondimenti scientifici, i commenti.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
