Calcestruzzo Armato | Ingegneria Strutturale | Edilizia
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Giovanni Antonio Porcheddu: l’ingegnere che portò il cemento armato in Italia

Giovanni Antonio Porcheddu fu il pioniere che portò e diffuse in Italia il sistema Hennebique, contribuendo alla nascita dell’ingegneria strutturale moderna. Grazie alla sua impresa furono realizzate oltre 2.000 opere in cemento armato tra ponti, edifici e infrastrutture. Il 24 marzo a Torino si terrà un evento a lui dedicato.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento l’ingegneria delle costruzioni vive una trasformazione radicale.
Il passaggio dalla muratura portante alle strutture in cemento armato non è soltanto un’evoluzione tecnica: è una vera rivoluzione culturale e industriale che cambia il modo di progettare edifici, ponti e infrastrutture.

In Italia questa trasformazione porta un nome preciso: Giovanni Antonio Porcheddu, l’ingegnere sardo che introdusse e diffuse nel nostro Paese il sistema costruttivo in cemento armato Hennebique, contribuendo in modo decisivo alla modernizzazione dell’ingegneria strutturale italiana.


Un ingegnere sardo protagonista della modernità costruttiva

Giovanni Antonio Porcheddu (1860–1937) nacque a Ittiri, in Sardegna. Dopo gli studi di ingegneria iniziò a confrontarsi con le innovazioni tecnologiche che stavano emergendo in Europa nel campo delle costruzioni.
Alla fine dell’Ottocento il cemento armato era ancora una tecnologia sperimentale: promettente, ma non pienamente compresa né diffusa. Le strutture continuavano a essere realizzate prevalentemente in muratura, acciaio o sistemi misti.
Il punto di svolta arrivò quando Porcheddu entrò in contatto con il sistema sviluppato dall’ingegnere francese François Hennebique, uno dei primi metodi industriali per realizzare strutture in béton armé.

 

L’esclusiva del sistema Hennebique in Italia

Nel 1894 Porcheddu ottenne l’esclusiva per l’Italia del sistema Hennebique e fondò a Torino la società: “Agenzia Generale Hennebique per l’Italia – Porcheddu”
Non si trattava semplicemente di un’impresa di costruzioni, ma era una vera struttura tecnico-industriale che univa:

  • progettazione strutturale;
  • calcolo delle armature;
  • supporto ai progettisti;
  • realizzazione delle opere.

Questo modello organizzativo anticipava la figura moderna dell’impresa specializzata in strutture, capace di portare sul mercato una tecnologia nuova e complessa.

 

Oltre duemila opere in cemento armato

Nel giro di pochi decenni l’impresa Porcheddu realizzò oltre 2.000 opere tra edifici civili, strutture industriali, ponti e infrastrutture. Tra le realizzazioni più significative spicca il Ponte del Risorgimento, costruito a Roma nel 1911 per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Si trattò di un’opera straordinaria per l’epoca:

  • una grande arcata in cemento armato;
  • circa 100 metri di luce;
  • uno dei ponti più audaci realizzati in Europa con questo materiale.

L’opera dimostrò definitivamente le potenzialità strutturali del cemento armato e contribuì a consolidarne la credibilità presso ingegneri e amministrazioni pubbliche.

 

Il ruolo nella diffusione del cemento armato

L’importanza di Porcheddu non risiede soltanto nelle opere costruite, ma soprattutto nella diffusione di una nuova cultura tecnica.
Attraverso la sua organizzazione:

  • il cemento armato venne standardizzato e reso replicabile;
  • si diffusero metodi di calcolo strutturale più avanzati;
  • si sviluppò una nuova generazione di progettisti e imprese specializzate.

In un’epoca in cui le norme tecniche erano ancora limitate e la conoscenza dei materiali era in evoluzione, il sistema Hennebique rappresentava una sorta di piattaforma tecnologica completa, capace di trasferire competenze progettuali insieme alla tecnica costruttiva.

  

Dal pionierismo alla tradizione strutturale italiana

L’attività di Porcheddu accompagnò l’Italia nel passaggio:

  • dalla muratura portante;
  • alle strutture intelaiate in cemento armato.

Un passaggio che nei decenni successivi avrebbe portato allo sviluppo della grande scuola italiana di ingegneria strutturale, con figure come Pier Luigi Nervi e Riccardo Morandi.

Se Nervi e Morandi rappresentano l’età matura del cemento armato, Porcheddu ne rappresenta la fase fondativa: il momento in cui il materiale entra realmente nella pratica costruttiva del Paese.

 

Una lezione ancora attuale

La storia di Giovanni Antonio Porcheddu ricorda che le innovazioni nelle costruzioni non nascono soltanto da nuove idee progettuali.

Per diffondersi hanno bisogno di:

  • imprese capaci di industrializzarle;
  • tecnici che ne comprendano le potenzialità;
  • opere simboliche che dimostrino sul campo l’affidabilità delle nuove tecnologie.

Il cemento armato ha cambiato l’architettura e l’ingegneria del Novecento. In Italia, uno dei principali artefici di questa trasformazione fu proprio Giovanni Antonio Porcheddu. 

 

Un evento per ricordare Giovanni Antonio Porcheddu

Il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG del Politecnico di Torino, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, organizza un incontro dedicato a Giovanni Antonio Porcheddu, figura centrale nella diffusione del calcestruzzo armato in Italia e protagonista dello sviluppo dell’ingegneria strutturale agli inizi del Novecento.

L’incontro sarà un’occasione di dialogo tra mondo accademico, professione e istituzioni, mettendo al centro la conoscenza storica come strumento per comprendere, valutare e gestire il patrimonio infrastrutturale contemporaneo.

L'evento si terrà il 24 marzo, a partire dalle 17.30, all'interno della sede dell'Ordine degli Ingegneri di Torino - Corso Trento 21.

  

Locandina di un evento intitolato “Giovanni Porcheddu e le origini del calcestruzzo armato in Italia”, con fotografia storica di un grande edificio industriale sul fiume. In evidenza la data 24.03.2026, l’orario 17:30 e il luogo: Ordine degli Ingegneri di Torino, Corso Trento 21, Torino.

  

ISCRIVITI ALL'EVENTO

 

Programma

ore 17:30-17:45 | Saluti istituzionali

  • Giuseppe Ferro - Presidente dell’Ordine ingegneri Torino;
  • Sebastiano Foti - Direttore del DISEG del Politecnico Torino;
  • Enrica Maria Bodrato - Responsabile Ufficio Gestione del Patrimonio Storico del Politecnico di Torino

ore 17:45-18:15 | Presentazione del libro “Giovanni Antonio Porcheddu, Re del Cemento Armato. Il sardo che rivoluzionò l’edilizia italiana”. Dialogo tra gli autori Enrico Laerte Corona e Daniela Re.

ore 18:15-18:45 | L’archivio Porcheddu presso il DISEG del Politecnico di Torino

  • Maurizio Bocconcino;
  • Paolo Piantanida

ore 18:45-19:15 | L’uso dell’archivio per l’analisi e il monitoraggio strutturale del costruito:

  • Il Ponte del Risorgimento a Roma - Erica Lenticchia, Marco Civera;
  • Il Ponte sul Torrente Chiusella sulla strada Castellamonte Ivrea - Luca Giordano

ore 19:15-19:30 | Tavola rotonda

2 CFP per gli ingegneri

 

LA LOCANDINA DELL'EVENTO È SCARICABILE IN ALLEGATO.

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