Impermeabilizzazione | Coperture | Edilizia | Normativa Tecnica
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Impermeabilizzanti liquidi per coperture: capire la normativa per scegliere il sistema giusto

La progettazione delle impermeabilizzazioni di copertura si basa su un articolato quadro normativo europeo e nazionale. Tra i riferimenti principali figurano l’EAD 030350-00-0402 per inquadrare i requisiti tecnici dei sistemi impermeabilizzanti liquidi mediante la Valutazione Tecnica Europea (ETA), entrando, quindi, nel nuovo Regolamento UE 2024/3110 sui prodotti da costruzione.

La progettazione delle impermeabilizzazioni di copertura si basa su un articolato quadro normativo composto da norme tecniche nazionali, documenti europei di valutazione e regolamenti sui prodotti da costruzione. Tra i riferimenti più rilevanti per i sistemi impermeabilizzanti applicati in forma liquida figurano l’EAD 030350-00-0402, utilizzato per il rilascio delle Valutazioni Tecniche Europee (ETA), e il nuovo Regolamento (UE) 2024/3110, che aggiorna il sistema europeo della marcatura CE dei prodotti da costruzione.

Comprendere il funzionamento di questo quadro normativo è essenziale per progettisti, direttori lavori e imprese, poiché consente di valutare correttamente le prestazioni dei sistemi impermeabilizzanti e la loro idoneità rispetto alle condizioni specifiche dell’opera.


 

Il quadro normativo delle impermeabilizzazioni di copertura

In Italia la progettazione delle impermeabilizzazioni non è disciplinata da un unico testo normativo, ma da un sistema integrato di riferimenti tecnici che riguardano aspetti strutturali, prestazionali e di durabilità.

Tra i principali riferimenti utilizzati nella progettazione dell’impermeabilizzazione delle coperture rientrano:

  • Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC), per gli aspetti strutturali e di sicurezza delle opere;
  • norme UNI di settore, tra cui UNI 8178, UNI 8627 e UNI 11345, dedicate alla progettazione e gestione delle coperture continue;
  • prescrizioni relative alla sicurezza d’uso e alla manutenzione delle coperture;
  • normativa energetica e di protezione termo-igrometrica, fondamentale per il corretto posizionamento degli strati nella stratigrafia.

La progettazione di un sistema impermeabile richiede inoltre una corretta classificazione della copertura, che deve considerare:

  • tipologia della copertura (piana o inclinata);
  • grado di praticabilità;
  • classe d’uso;
  • esposizione agli agenti atmosferici;
  • vita utile prevista;
  • caratteristiche del supporto strutturale.

Solo dopo questa analisi preliminare è possibile selezionare il sistema impermeabilizzante più idoneo in relazione alle prestazioni richieste.

 

Versatilità Applicativa degli Impermeabilizzanti liquidi
I prodotti impermeabilizzanti liquidi offrono un'elevata polivalenza grazie alla loro capacità di adattarsi a svariate superfici e applicazioni, garantendo una protezione efficace contro le infiltrazioni d'acqua, umidità, ma anche per difendere le opere da diverse dinamiche di degrado. La natura liquida di questi prodotti ne permette l'uso in contesti differenti, offrendo uno scudo efficace e versatile contro il deterioramento.

  

Impermeabilizzazione di una copertura piana mediante sistema impermeabilizzante liquido continuo, in presenza di impianto fotovoltaico installato sulla copertura. (© Gruppo PML)

 

EAD 030350-00-0402: il riferimento europeo per gli impermeabilizzanti liquidi

Per i sistemi impermeabilizzanti applicati in forma liquida il principale riferimento tecnico europeo è l’EAD 030350-00-0402, evoluzione della precedente ETAG 005.

Questo documento definisce i criteri tecnici per la valutazione dei Liquid Applied Roof Waterproofing Kit (LARWK), ovvero i kit impermeabilizzanti liquidi destinati alla protezione delle coperture.

Un LARWK è un sistema composto da uno o più materiali, di cui almeno uno applicato in forma liquida, che una volta indurito forma una membrana impermeabile continua su tetti, terrazze o balconi.

L’applicazione può avvenire mediante:

  • colata
  • spalmatura
  • spruzzatura
  • applicazione con rullo o spatola

Il sistema finale può risultare:

  • completamente aderente al supporto
  • parzialmente aderente
  • non aderente

I kit comprendono diversi componenti, definiti dal produttore, necessari per realizzare il sistema impermeabilizzante completo.

 

Tipologie chimiche dei sistemi impermeabilizzanti liquidi

I sistemi impermeabilizzanti liquidi considerati nell’EAD appartengono a diverse famiglie chimiche.

Tra le principali si trovano:

1. LARWK a base di bitume modificato con polimeri
  • Adesivo bituminoso (a freddo
  • Adesivo bituminoso (a caldo)
  • Emulsione bituminosa
  • Polimero/copolimero
  • Emulsione bituminosa modificata con polimeri
  • Soluzione di bitume modificato con polimeri

2. LARWK a base di poliestere insaturo resiliente rinforzato con fibra di vetro

  • Poliestere insaturo resiliente rinforzato con fibra di vetro, additivi, catalizzatore.

3.
LARWK a base di poliestere insaturo flessibile o poli(metil)metacrilato reattivo (PMMA)
  • Poliestere insaturo flessibile
  • Poli(metil)metacrilato reattivo (PMMA)

4. LARWK a base di bitume modificato con polimeri applicati a caldo

  • Bitume
  • Emulsione bituminosa
  • Primer bituminoso
  • Soluzione bituminosa
  • Polimero/copolimero (modificato)

5. LARWK a base di poliuretano, poliurea, polimeri modificati con silano (SMP), copolimero a blocchi termoplastico e polimeri idrodisperdibili e poliaspartico

  • Poliuretano
  • Poliurea
  • Poliurea ibrida
  • Polimeri idrodisperdibili
  • Poliuretano modificato con silano
  • Polietere modificato con silano
  • Copolimero a blocchi termoplastico
  • Poliaspartico

Questa varietà di tecnologie evidenzia l’elevata eterogeneità dei sistemi impermeabilizzanti liquidi, che rende necessario un quadro di valutazione prestazionale condiviso a livello europeo.

  

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Requisiti prestazionali secondo l’EAD

L’EAD 030350-00-0402 definisce le caratteristiche essenziali che i sistemi impermeabilizzanti devono possedere per contribuire al rispetto dei requisiti di sicurezza delle opere di costruzione stabiliti dal Regolamento europeo sui prodotti da costruzione (CPR).

Le prestazioni vengono valutate in relazione a tre requisiti fondamentali:

Requisito di Base 2: Sicurezza in caso di incendio

 1. Prestazione al fuoco esterno delle coperture
 2. Reazione al fuoco

Requisito di Base 3: Igiene, salute e ambiente

 3. Resistenza al vapore acqueo
 4. Impermeabilità
 5. Contenuto, all'emissione e/o al rilascio di sostanze pericolose
 6. Resistenza ai carichi del vento
 7. Resistenza al danno meccanico (perforazione)
 8. Resistenza agli effetti delle temperature superficiali basse e alte
 9. Resistenza al movimento da fatica
10. Resistenza agli agenti di invecchiamento
11. Resistenza alla radiazione UV in presenza di umidità
12. Resistenza alle radici delle piante (specifico per carico P4)
13. Effetti delle variazioni nei componenti del kit e nelle pratiche in cantiere
14. Effetti dei giunti di giornata

Requisito di Base 4: Sicurezza nell'uso

15. Scorrevolezza (antiscivolo)

 

Progettazione dei sistemi impermeabilizzanti secondo l’EAD

L’EAD non definisce soltanto le prove prestazionali, ma introduce anche una classificazione delle condizioni di utilizzo che consente di correlare il sistema impermeabilizzante alle condizioni reali di esercizio.

I principali parametri di classificazione sono sei.

Vita utile prevista (Working life)

  • W1 – 5 anni
  • W2 – 10 anni
  • W3 – 25 anni

La vita utile indicata rappresenta una previsione tecnica e non una garanzia del produttore.

Zona climatica

  • M – clima moderato
  • S – clima severo

Carichi di utilizzo

  • P1 – copertura non accessibile
  • P2 – accessibile per manutenzione
  • P3 – copertura pedonabile
  • P4 – coperture speciali (tetti verdi, tetti rovesci)

Pendenza della copertura

  • classificazione da S1 (<5%) a S4 (>30%)

Temperature superficiali minime

  • fino a TL4 (−30°C)

Temperature superficiali massime

  • fino a TH4 (90°C)

Questo sistema di classificazione consente ai progettisti di confrontare le prestazioni dei diversi sistemi impermeabilizzanti in relazione alle reali condizioni di esercizio.

 

Marcatura CE e nuovo Regolamento (UE) 2024/3110

Il quadro normativo europeo dei prodotti da costruzione è stato aggiornato con il Regolamento (UE) 2024/3110, che sostituirà progressivamente il precedente Regolamento (UE) 305/2011 (CPR).

L’obiettivo della riforma è migliorare:

  • trasparenza delle prestazioni dei prodotti
  • tracciabilità lungo la filiera
  • integrazione dei criteri di sostenibilità
  • digitalizzazione delle informazioni tecniche

Il sistema continua a basarsi su tre strumenti principali:

  • marcatura CE
  • Dichiarazione di Prestazione (DoP), evoluta in DoPC
  • sistema AVCP (Assessment and Verification of Constancy of Performance)

È importante ricordare che la marcatura CE non certifica la qualità del prodotto, ma rappresenta la dichiarazione delle prestazioni rispetto alle caratteristiche essenziali previste dalla normativa.

 

Norma armonizzata o ETA: le due vie alla marcatura CE

Un prodotto da costruzione può ottenere la marcatura CE attraverso due percorsi principali.

Applicazione di una norma armonizzata (hEN)

Il fabbricante deve:

  1. identificare la norma armonizzata applicabile
  2. eseguire le prove iniziali di tipo (ITT)
  3. applicare il sistema AVCP previsto
  4. redigere la Dichiarazione di Prestazione
  5. apporre la marcatura CE

Valutazione Tecnica Europea (ETA)

Quando il prodotto non è coperto da una norma armonizzata, il fabbricante può richiedere una ETA.

La procedura prevede:

  1. richiesta a un Technical Assessment Body (TAB)
  2. utilizzo o redazione di un European Assessment Document (EAD)
  3. valutazione tecnica del prodotto
  4. emissione della Dichiarazione di Prestazione e marcatura CE

Per i sistemi impermeabilizzanti liquidi per coperture, l’EAD di riferimento è proprio EAD 030350-00-0402.

 

Altre norme armonizzate per sistemi impermeabilizzanti liquidi

La marcatura CE degli impermeabilizzanti liquidi dipende anche dall’ambito applicativo del prodotto.

Tra le principali norme armonizzate utilizzate nel settore figurano:

  • UNI EN 14891
    Impermeabilizzanti liquidi utilizzati sotto piastrellature ceramiche incollate, tipici di balconi, bagni e piscine. La norma valuta anche la capacità di crack bridging.
  • UNI EN 1504-2
    Sistemi di protezione superficiale del calcestruzzo. Alcuni impermeabilizzanti liquidi sono classificati anche come rivestimenti protettivi contro carbonatazione e penetrazione di agenti aggressivi.
  • UNI EN 15814
    Rivestimenti bituminosi polimerici per impermeabilizzazione di strutture interrate, come fondazioni e muri controterra, con requisiti specifici di resistenza meccanica e spessore del manto.

 

Il ruolo della Dichiarazione di Prestazione (DoP)

La Dichiarazione di Prestazione (DoP) rappresenta il documento centrale del sistema CPR.

Attraverso la DoP il fabbricante dichiara in modo ufficiale e verificabile le prestazioni del prodotto rispetto alle caratteristiche essenziali previste dalla normativa.

Per progettisti, direttori lavori e imprese la DoP costituisce uno strumento fondamentale per:

  • verificare l’idoneità del prodotto rispetto all’opera
  • confrontare le prestazioni tra sistemi diversi
  • garantire la tracciabilità tecnica dei materiali utilizzati

In Italia il D.Lgs. 106/2017, che adegua l’ordinamento nazionale al CPR, introduce un sistema sanzionatorio che coinvolge tutti gli operatori economici della filiera — fabbricanti, importatori e distributori — e sottolinea il ruolo degli utilizzatori professionali.

Progettisti, direttori lavori e imprese sono infatti chiamati a verificare la presenza e la coerenza della documentazione tecnica dei prodotti utilizzati, in coerenza con quanto previsto anche dalla UNI 11345 per la gestione delle coperture continue.

 

FAQ tecniche sugli impermeabilizzanti liquidi e la normativa europea

Cos’è l’EAD 030350-00-0402?
L’EAD 030350-00-0402 è il Documento Europeo di Valutazione che definisce i requisiti tecnici e i metodi di prova per i sistemi impermeabilizzanti liquidi applicati su coperture. Questo documento costituisce la base tecnica per il rilascio delle Valutazioni Tecniche Europee (ETA).

Cosa sono i LARWK (Liquid Applied Roof Waterproofing Kit)?
I LARWK sono sistemi impermeabilizzanti applicati in forma liquida che, dopo l’indurimento, formano una membrana continua impermeabile su tetti, terrazze o balconi. Il sistema può essere composto da più materiali e viene applicato tramite rullo, spatola, spruzzo o colata.

Quando è necessaria una Valutazione Tecnica Europea (ETA)?
La Valutazione Tecnica Europea (ETA) è necessaria quando un prodotto da costruzione non è coperto da una norma armonizzata europea. In questi casi il produttore può richiedere un’ETA basata su un EAD, che consente comunque di ottenere la marcatura CE.

La marcatura CE certifica la qualità di un impermeabilizzante?
No. La marcatura CE non certifica la qualità del prodotto, ma attesta che il fabbricante ha dichiarato le prestazioni del prodotto rispetto alle caratteristiche essenziali previste dalla normativa europea sui prodotti da costruzione.

Quali parametri considera l’EAD per classificare un sistema impermeabilizzante liquido?
L’EAD classifica i sistemi impermeabilizzanti in base a diversi parametri tecnici, tra cui vita utile prevista, zona climatica, carichi di utilizzo della copertura, pendenza del tetto e temperature superficiali di esercizio. Questi criteri permettono di valutare l’idoneità del sistema alle condizioni reali di utilizzo.

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