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Sistemi impermeabilizzanti liquidi: progettazione, tecnologie e posa a regola d’arte

Guida ai sistemi impermeabilizzanti liquidi: tecnologie, vantaggi applicativi, requisiti della UNI 11928-1 e criteri di progettazione e posa. Un approfondimento a cura del Gruppo PML per orientare progettisti e operatori.

L’evoluzione dei sistemi impermeabilizzanti liquidi e il ruolo del Gruppo PML

Nel settore delle costruzioni, dove durabilità, sicurezza e sostenibilità sono requisiti imprescindibili, i prodotti impermeabilizzanti liquidi rappresentano una soluzione tecnologica in forte espansione. La loro versatilità applicativa e l’elevato livello di innovazione li rendono una scelta strategica per la protezione delle strutture edilizie.

Per favorire una maggiore consapevolezza tecnica su questi sistemi, nel 2023 è nato in Italia il Gruppo PML, Gruppo Produttori Membrane Liquide, che riunisce le principali e più importanti aziende italiane produttrici di impermeabilizzanti liquidi. Punto di riferimento tecnico-culturale del settore a livello nazionale, il gruppo fonda ed esplica la sua attività su innovazione, condivisione, competenza e qualità con l’obiettivo di migliorare le fasi della progettazione, dell’applicazione e della distribuzione di questi sistemi in Italia. Promuovendo una cultura tecnica consapevole sull’utilizzo dei prodotti liquidi impermeabilizzanti, fornendo supporto tecnico, formazione qualificata ai professionisti del settore, il Gruppo PML ha come scopo il voler affermare l’identità ed il valore di un’intera categoria di prodotti, quella dei sistemi impermeabilizzanti liquidi, con l’obiettivo di contribuire a costruire un mercato della qualità.

 

Cos’è un sistema impermeabilizzante liquido? La definizione secondo UNI 11928-1

Secondo la UNI 11928-1 (punto 3.5), un prodotto impermeabilizzante liquido è un materiale mono o multicomponente applicato in uno o più strati uniformi. Una volta applicate le quantità di prodotto predeterminate e necessarie a creare i corretti spessori si crea uno strato impermeabile continuo, «avente funzione di conferire al sistema di copertura, nella sua complessità e di dettaglio geometrico, la tenuta all’acqua meteorica o di irrigazione, anche in presenza di battenti definiti» (punto 5.5.1 UNI 8178-2).

 

Sistema Impermeabilizzante Liquido (© Gruppo PML)

  

Impermeabilizzazione: perché scegliere un sistema liquido? I principali vantaggi tecnici e operativi

I vantaggi distintivi sono molteplici:

  • Continuità dello strato impermeabilizzante e gestione delle geometrie complesse
    L’assenza di giunzioni e sovrapposizioni rende i sistemi liquidi ideali per superfici complesse, irregolari o difficilmente accessibili, permettendo una migliore gestione dei punti critici. La possibilità di applicare anche a spruzzo facilita l’applicazione su superfici più ampie ottimizzando i tempi della posa in opera.
  • Sicurezza in cantiere
    L’applicazione avviene senza l’uso di fiamme libere (tipico strumento utilizzato per l’applicazione di manti bituminosi preformati) riducendo il rischio di incendio su supporti sensibili al calore.
  • Facilità di manutenzione e di rinnovo dello strato impermeabile
    Possono essere applicati sulla stratigrafia esistente, limitando costi, tempi e rifiuti e quindi riducendo l’impatto ambientale. Consentono, inoltre, il recupero di manti bituminosi obsoleti, potendo prevedere l’applicazione dei sistemi liquidi direttamente in adesione, senza la preventiva rimozione degli stessi.
  • Applicazioni specializzate
    Si prestano in modo eccellente a realizzare impermeabilizzazioni per coperture Cool Roof, Broof, Green Roof e Carrabili, valorizzando anche l’estetica grazie all’uso di prodotti colorati, resistenti ai raggi UV, con anche la possibilità di conferire allo strato diversi livelli di grip.
  • Incollaggio diretto sull’impermeabilizzazione
    Permettono la realizzazione di impermeabilizzazioni di balconi, terrazze e aree umide con possibilità di incollaggio diretto delle piastrellature in ceramica.

 

Tecnologie e campi di applicazione dei sistemi impermeabilizzanti liquidi

Uno dei punti di forza dei sistemi liquidi risiede nella possibilità di scegliere la tecnologia più adatta allo scenario applicativo.

Le principali famiglie/tecnologie sono:

  • Bituminosi, emulsioni o soluzioni bituminose modificate
  • Cementizi polimerici, miscela di cemento e resine (acriliche o lattice)
  • Dispersioni/Emulsioni elastomeriche, selezione di polimeri dispersi in acqua o solvente
  • Epossidici, resine reattive con indurenti amminici o anidridici.
  • PMMA, sistemi a reazione rapida catalizzati con perossidi
  • Poliurea, reazione tra isocianati e ammine, con rapidissima reticolazione
  • Poliuretanici a freddo, mono o bicomponenti basati su polioli/isocianati
  • Siliconici/silani-silanici ibridi, polimeri silyl-terminated

 

Principali destinazioni d’uso dei Sistemi Impermeabilizzanti Liquidi

Impermeabilizzazione di:

  • Coperture continue: tetti piani e inclinati
  • Terrazze, balconi e aree umide
  • Opere idrauliche e interrate: fondazioni, muri controterra, vasche, piscine, serbatoi

   

Indicazioni operative per la progettazione del sistema impermeabilizzante a regola d'arte

La progettazione ( UNI 8178-2 ) richiede un’analisi coordinata di tutti gli strati che compongono il pacchetto di copertura.

Il sistema impermeabilizzante applicato liquido è costituito dal prodotto impermeabilizzante, corredato degli accessori e di tutti gli elementi utili al fine di costituire l’impermeabilizzazione e/o elemento di tenuta del sistema di copertura.

Tra gli elementi principali da considerare al fine di progettare una soluzione conforme, si può far riferimento ad esempio ad alcune condizioni progettuali della norma UNI 8627-2:

  • Pendenza
    L’elemento di tenuta richiede almeno 1% di pendenza verso i punti di raccolta.
    Nello specifico:
    • Coperture orizzontali (pendenza <1%)
    • Coperture sub orizzontali ( 1%< pendenza <5%)
    • Coperture inclinate (pendenza >5%)
  • Accessibilità
    Va definito se la copertura sarà:
    • solo ispezionabile, per la manutenzione della stessa o per le unità tecniche presenti in copertura
    • se accessibili ai pedoni ad uso residenziale
    • se accessibili per transito di automezzi e pedoni (pavimento galleggiante)
    • se progettato per coperture a verde e/o per destinazioni speciali.

Questi elementi sopra descritti sono solo alcuni delle diverse condizioni al contorno inerenti la progettazione di una copertura.

 

Quadro normativo per i sistemi impermeabilizzanti liquidi

In Italia, le norme tecniche possono essere classificate in base alla loro origine:

  • UNI per le norme nazionali,
  • EN per le norme europee
  • ed UNI EN per le norme europee recepite a livello nazionale.

Nel mondo dei prodotti impermeabilizzanti liquidi vi sono diverse norme, ognuna con delle proprie specifiche rivolte alle diverse tematiche della protezione delle opere: dalle coperture a vista alle opere interrate, dai terrazzi e balconi ai tetti giardino, ecc.

La norma di riferimento in Italia che definisce requisiti e prestazioni per i prodotti applicati liquidi e ne specifica le destinazioni d'uso e la classificazione in base allo scenario applicativo è la UNI 11928-1:2023 .

 

Normativa nazionale: UNI 11928-1:2023

Definisce requisiti e classificazioni dei prodotti impermeabilizzanti applicati in forma liquida.

La norma individua e definisce i requisiti minimi prestazionali, le destinazioni d’uso e la classificazione delle prestazioni in base allo scenario applicativo: classifica infatti in modo puntuale le destinazioni d’uso in ambito coperture, superfici praticabili o meno, coperture protette, tetti verdi, tetti zavorrati e rovesci.

Tra i requisiti minimi prestazionali si prevede, ad esempio, la durabilità dei prodotti stessi. Riguardo invece le prestazioni si definiscono delle classificazioni prevedendo prove e metodi come ad esempio l’impermeabilità, l’assorbimento capillare permeabilità all’acqua, l’adesione per trazione diretta, il crack bridging dinamico, la reazione al fuoco, resistenza all’urto, ecc.

 

Il regolamento europeo CPR (UE) 2024/3110

Il suddetto documento impone delle disposizioni relative all'uso o agli usi previsti di un prodotto da costruzione. I prodotti da costruzione, infatti, ricadenti nell’ambito di applicazione di una norma armonizzata, per essere immessi sul mercato devono essere accompagnati da DoP (Dichiarazione di Prestazione) e Marcatura CE.

Anche i prodotti da costruzione inerenti il mondo delle coperture e quindi anche i prodotti impermeabilizzanti liquidi, devono soddisfare, attraverso il loro utilizzo, i requisiti di base di un opera di costruzione. Attraverso le norme armonizzate e i documenti per la valutazione europea (EAD), i sistemi impermeabilizzanti possiedono dei valori soglia delle prestazioni relative alle caratteristiche essenziali per una particolare destinazione d’uso.

EAD 030350-00-0402 (ex ETAG 005)
Trattasi del riferimento europeo per la marcatura CE, di natura volontaria, per i sistemi liquidi per coperture. Questa Valutazione Tecnico Europea (ETA) è lo strumento per valutare il sistema impermeabile in quanto permette di assumere diverse parametri ed indicazioni fondamentali ai fini della definizione della soluzione più idonea.

Alcune norme armonizzate europee recepite a livello nazionale (D.Lgs. 106/2017) connesse al mondo delle impermeabilizzazioni liquide sono:

  • UNI EN 15814: riguardante i rivestimenti per impermeabilizzazione di elevato spessore a base di bitume modificato con polimeri
  • UNI EN 1504-2: riguardante i prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Parte 2: Sistemi di protezione della superficie di calcestruzzo.
  • UNI EN 14891: riguardante i prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi da utilizzare sotto le piastrellature di ceramica incollate con adesivi.

Il regolamento 2024/3110 introduce, per la prima volta, anche i requisiti legati alla sostenibilità, alla durabilità e al Passaporto Digitale di Prodotto.

 

Criteri di scelta: sostenibilità e CAM, prestazioni dei sistemi impermeabilizzanti liquidi

SOSTENIBILITA' E CAM

L’EPD (Environmental Product Declaration), basata su LCA (UNI EN 15804), esprime e certifica gli impatti ambientali del prodotto ed è strettamente connessa ai CAM, i criteri richiesti negli appalti pubblici.

COOL ROOF: EFFICIENZA E DURABILITA'

I Cool Roof riducono l’assorbimento di calore, migliorano l’efficienza energetica estiva e prolungano la vita utile della copertura. La prestazione è valutata tramite SRI – Solar Reflectance Index (ASTM E1980).

 

Sistemi impermeabilizzanti liquidi e sicurezza antincendio delle coperture

Nello specifico, trattasi della capacità di un elemento di mantenere per un tempo prefissato alcuni parametri in presenza di condizioni di incendio e temperatura elevata.

Nello specifico possiamo distinguere tra la:

  • Resistenza al fuoco: e cioè la capacità di un elemento di mantenere per un tempo prefissato alcuni parametri in presenza di condizioni di incendio e temperatura elevata (EN 13501-2)
  • Reazione al fuoco: nello specifico la risposta di un prodotto che contribuisce, con la propria decomposizione, ad un incendio al quale è esposto (EN 13501-1)

Per i sistemi impermeabilizzanti liquidi particolare attenzione concerne il comportamento al fuoco esterno delle coperture secondo la EN 13501-5 (resistenza all’incendio esterno di tetti e coperture) che disciplina il comportamento al fuoco di un insieme di strati funzionali di copertura ad una fonte di innesco esterna che ne provoca un principio di incendio, dove la norma prevede quattro classi di prova (t1, t2, t3 e t4, descritte in UNI CEN/TS 1187)

Quando serve la determinazione di questo parametro?

  • Mancanza di resistenza al fuoco delle coperture Froof;
  • Quando ci sono condizioni di aggravio di rischio incendio (13501-5 e UNI CEN/TS 1187);
  • Copertura con Fotovoltaico, dove particolare attenzione è richiesta così come previsto dal DCPREV14030/2025
  • Impianti in copertura che genera aggravio di rischio;
  • Alto carico di incendio dell’edificio.

 

Sistemi impermeabilizzanti liquidi per coperture che ospitano impianti fotovoltaici. (© Gruppo PML)

 

Applicazione in opera dei sistemi impermeabilizzanti liquidi: preparazione e verifica dei supporti

La qualità della posa è determinante per la funzionalità del sistema impermeabilizzante applicato. È necessario considerare le caratteristiche geometriche, strutturali, fisiche, di contesto d’uso e di contesto climatico del supporto prima della posa.

È necessario distinguere e classificare le principali tipologie di supporti analizzandone caratteristiche come resistenza meccanica, stabilità, coesione, pulizia, pendenza, temperatura e punto di rugiada, contenuto di umidità, planarità, rugosità, fessurazioni e discontinuità.

  • Resistenza meccanica: il supporto deve avere caratteristiche idonee a supportare i carichi di esercizio previsti dal progetto strutturale.
  • Stabilità: il supporto deve essere dimensionalmente stabile e stabilizzato, al fine di non generare stati tensionali non previsti nel sistema impermeabile applicato liquido.
  • Coesione: il supporto deve essere perfettamente coeso, ovvero non devono essere presenti parti o componenti incoerenti o in fase di distacco, quali ad esempio, lattime cementizio, scaglie di ardesia, porzioni di membrana in fase di delaminazione, porzioni “scartellate” in supporti cementizi, strati superficiali di ruggine nei materiali metallici, piastrelle distaccate e qualsiasi materiale incoerente con il sottofondo in genere.
  • Pulizia: l’intera superficie del supporto deve essere pulita, ovvero priva di polveri e materiali non aderenti, boiacca cementizia, ruggine, parti distaccate o in fase di distacco, residui di vernici, oli e grassi, prodotti distaccanti e residui in genere, al fine di garantire l’adeguata adesione del sistema impermeabilizzante.
  • Pendenza: La pendenza dell’elemento di tenuta è sempre necessaria, come indicato nella UNI 8178-2. Tale pendenza deve essere almeno del 1% e direzionata verso la linea di conversa e/o verso gli elementi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche al fine di evitare zone di ristagno d’acqua. Sono ammessi ristagni d’acqua localizzati ad esempio, in corrispondenza di: sormonti dell’armatura di rinforzo e degli accessori del sistema impermeabile applicato liquido, (laddove previsti); variazioni di spessore o di altezza del supporto quali, ad esempio, sovrapposizioni di membrane prefabbricate, pannelli prefabbricati in genere, ecc.
  • Temperatura e punto di rugiada: Il supporto, così come l’ambiente di posa, devono avere temperatura idonea alla posa del sistema impermeabilizzante, al fine di garantire l’adesione del prodotto impermeabilizzante applicato liquido (in conformità alla UNI 11928-1) e la stabilità chimico-fisica dello stesso. L’intervallo di temperature all’interno delle quali il prodotto impermeabilizzante applicato liquido può essere utilizzato deve essere esplicitamente indicato nella scheda tecnica del produttore. Nel momento della posa e durante la fase di asciugatura e/o catalizzazione e/o essiccazione del prodotto, il supporto deve avere temperatura di 3 °C superiore al punto di rugiada al fine di garantire l’adesione del prodotto impermeabilizzante applicato liquido (in conformità alla UNI 11928-1).
  • Contenuto di umidità: Il supporto deve avere un contenuto di umidità idonea al fine di garantire l’adesione del prodotto impermeabilizzante applicato liquido (in conformità alla UNI 11928-1) e la stabilità chimico-fisica dello stesso. Il valore massimo del contenuto di umidità residua idoneo deve essere esplicitamente indicato nella scheda tecnica di chi produce il prodotto impermeabilizzante applicato liquido, esplicitando la massa volumica del prodotto costituente il supporto di posa a esso riferito. Qualora previsto dal produttore è possibile trattare il supporto con idoneo strato di controllo dell’umidità residua, rendendo in questo modo il supporto idoneo alla posa.
  • Planarità: La valutazione della planarità non è richiesta in caso di sagome e geometrie complesse del supporto da impermeabilizzare come, ad esempio, geometrie curve, geometrie variabili (scale, ecc.), lamiere grecate, e similari.
  • Rugosità: Il supporto deve avere rugosità idonea alla stesura del sistema impermeabilizzante.

 

Elementi ausiliari fondamentali per una posa a regola d'arte

  • Primer, favorisce adesione e riduce fenomeni di soffiatura.
  • Armatura di rinforzo, migliora distribuzione degli sforzi e controllo dello spessore.
  • Top coat/strato di rivestimento (se necessario), migliora estetica, durabilità e resistenza agli agenti esterni.

 

Particolari di dettaglio: come trattare fessure, crepe, angoli, bocchettoni e scarichi

  • Fessure e crepe
    Il tipo di intervento con cui gestire fessure e crepe varia in funzione dell’ampiezza:
    • Nel caso di piccole aperture è possibile compensare con il prodotto
    • Nel caso di medie aperture è necessario utilizzare fasce di rinforzo
    • Invece, nel caso di grandi aperture (fino a 10 mm) bisogna prevedere l’uso di un mastice combinando con esso l’uso di fasce di rinforzo
  • Angoli, bocchettoni, scarichi
    Per questi specifici casi si richiede l’uso di accessori come bandelle, fazzoletti e componenti preformati.

 

Trattamento dei dettagli: applicazione delle fasce di rinforzo per garantire continuità e impermeabilità nei punti critici della copertura. (© Gruppo PML)

 

Durabilità e manutenzione dei sistemi impermeabilizzanti liquidi

La Durabilità esprime la capacità del sistema di mantenere le prestazioni nel tempo, mentre la Vita Utile è l’intervallo entro cui la copertura funziona senza interventi straordinari.

Il Piano di Manutenzione (UNI 11540) è un documento essenziale e comprende:

  • Manuale d’uso
  • Manuale di manutenzione
  • Programma di manutenzione (tempi e modalità di ispezione)

 

In conclusione, i Sistemi Impermeabilizzanti Liquidi non sono più semplici prodotti, ma soluzioni tecnologiche complete. L’evoluzione normativa europea e nazionale sta guidando il settore verso standard sempre più elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità.


Chi è gruppo PML?

Gruppo PML è composto da aziende leader di mercato che da anni producono impermeabilizzanti liquidi, anticipando con le loro soluzioni innovative i precetti dichiarati dalle più severe normative in ambito internazionale e che trovano nella Norma UNI 11928-1 la loro perfetta sintesi. Queste aziende sono Casali, Ha Italia, Icobit Italia, Kerakoll, Sika Italia, Soprema, Torggler, Triflex Italia, Volteco, Westwood Italia e Winkler.

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