La Manovra si rifà il look: più risorse per caro materiali, Superbonus sisma e Transizione 5.0
Con il maxiemendamento alla Legge di Bilancio 2026, all'esame del Senato dal 19 dicembre, il Governo mette a disposizione 3.5 miliardi aggiuntivi per Transizione 5.0, sconti fiscali nella Zes Unica del Sud e caro prezzi materiali. Di assoluto impatto la misura inerente il Superbonus nelle aree terremotate: si coprono, tramite un incremento del contributo per la ricostruzione, le spese eccedenti l'importo che poteva essere concesso per le istanze presentate fino al 31 dicembre 2024. Professionisti: in caso di debiti col Fisco stop ai pagamenti delle parcelle da parte delle PA.
La Legge di Bilancio 2026 inizia il suo count-down che vedrà il Senato impegnato nella votazione del testo riformulato - tramite maxiemendamento del Governo - tra il 22 e il 23 dicembre (l'esame inizierà venerdì 19/12): sappiamo che entro il 31 dicembre, la Manovra deve essere approvata dal Parlamento (quindi dopo Natale è previsto il passaggio alla Camera) e pubblicata in Gazzetta Ufficiale per l'entrata in vigore entro il 1° gennaio, pena l'esercizio provvisorio.
E allora, così di colpo, il Ministro dell'Economia Giorgetti ha annunciato, presso la Commissione bilancio del Senato nella giornata di lunedì 15 dicembre, un 'rifinanziamento' di ben 3.5 miliardi di euro che serviranno per coprire, fondamentalmente, tre filoni di interventi:
- lista d'attesa del Bonus Transizione 5.0 (1,7-1,8 miliardi secondo i calcoli aggiornati al MIMIT);
- stop ai tagli ai crediti d'imposta spettanti a chi ha prenotato gli sconti fiscali nella Zes Unica del Sud;
- aumento delle risorse per le opere indifferibili e rifinanziamento del fondo contro il caro prezzi in edilizia;
- aumento delle risorse per il Piano Casa.
Superbonus: contributi per tutte le aree colpite dal sisma
Una delle misure di maggior rilievo contenuta nel maxiemendamento depositato in Senato nella mattinata del 16 dicembre (assieme alla relazione illustrativa), che in linea di massima conferma il primo impianto della Manovra comprensivo delle proroghe dei bonus edilizi, prevede un incremento contributivo a copertura di tutti i cantieri Superbonus nelle aree colpite dai recenti terremoti, a copertura delle spese eccedenti l'importo che poteva essere concesso per le istanze presentate fino al 31 dicembre 2024.
Si eviterà, in tal modo, il mancato completamento delle opere per le quali poteva essere utilizzata l'opzione di cessione del credito o sconto in fattura.
La versione originaria della norma, infatti, stabiliva la proroga al 31 dicembre 2026 del termine per la rendicontazione degli interventi agevolati con Superbonus 110% nelle aree del cratere sismico del Centro Italia 2016, limitatamente alle pratiche avviate entro il 30 marzo 2024 e con utilizzo esclusivo della detrazione in dichiarazione dei redditi, escludendo sia la cessione del credito sia lo sconto in fattura.
Impostata in questo modo, la disposizione avrebbe penalizzato i soggetti con ridotta capacità fiscale, che, in assenza di un’adeguata Irpef, non sarebbero stati in grado di beneficiare dell’agevolazione attraverso la sola detrazione diretta.
L’emendamento approvato evita il rischio di interruzione dei lavori, introducendo contributi diretti per gli interventi in cui il Superbonus è utilizzato in combinazione con il contributo per la ricostruzione post-sisma.
Inoltre, la proroga viene estesa a tutte le aree interessate da eventi sismici a partire dal 1° aprile 2009 per le quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza.
Resta escluso dal beneficio il riconoscimento del contributo per gli interventi, anche solo in parte, realizzati in violazione della disciplina urbanistica, edilizia o di tutela paesaggistica e ambientale, salvo che tali irregolarità siano state successivamente sanate.
I professionisti con debiti fiscali non potranno essere pagati dalle PA
Il nuovo impianto della Manovra conferma anche la norma sul blocco dei pagamenti dei compensi da parte delle PA ai professionisti che non sono in regola con Fisco.
Il regolare adempimento degli obblighi fiscali e contributivi da parte dei liberi professionisti che rendono prestazioni nei confronti delle amministrazioni pubbliche sarà quindi condizione per il pagamento di compensi per attività professionale da parte delle stesse PA.
A tal fine il libero professionista produce la predetta documentazione comprovante la regolarità fiscale e contributiva unitamente alla presentazione della fattura per le prestazioni rese.
Il blocco dei compensi - ed è un rafforzativo - viene esteso a tutti gli "emolumenti", compresi quelli dovuti da soggetti diversi dalla PA per incarichi con compensi "a carico dello Stato".
In definitiva, la verifica fiscale che dal 2026 precederà i pagamenti dei compensi ai professionisti, compresi architetti e ingegneri, porterà al blocco degli accrediti se l'interessato risulta inadempiente nei confronti del Fisco.
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