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Le case del futuro: PlanRadar delinea l'abitazione post pandemica

Il report è stato elaborato da esperti nel settore, indaga i possibili trend abitativi a livello mondiale, prendendo come studio 12 Paesi. Lo studio è il terzo di altri due precedenti e si concentra su come la pandemia COVID-19 ha modificato il concetto tradizionale di abitazione, in continuo mutamento anche per le influenze politiche, economiche e le innovazioni tecnologiche. L'ebook del report con tutti i dati si può consultare in fondo all'articolo.

Le case del futuro: le caratteristiche

Secondo le stime si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,5 miliardi di persone nel 2030 e i 9,7 miliardi nel 2050: offrire abitazioni di qualità in cui le persone desiderino vivere, in modo sostenibile, è una delle maggiori sfide che la società globale deve affrontare. 

Secondo i dati dell'OCSE, le spese per la casa assorbono circa il 20% del reddito mensile della popolazione, rendendola la più grande fonte di spesa per la maggior parte delle persone.  Alla luce di queste considerazioni diventa fondamentale capire come cambierà la casa e quali caratteristiche diventeranno prioritarie per le persone che le abitano, soprattutto per coloro che lavorano nel comparto immobiliare. 

Inoltre, la casa è profondamente legata al senso di identità, alle ambizioni e all'appartenenza delle persone. L'accesso agli alloggi (o meno) influenza le elezioni, genera proteste e cambia drasticamente le condizioni di vita della popolazione.
È quindi fondamentale capire come cambieranno le case e cosa è importante per le persone che le abitano. Per chi lavora nel real estate, dagli architetti ai promotori immobiliari, dalle imprese di costruzione agli interior designer e ai responsabili delle politiche governative, è fondamentale possedere una chiara conoscenza delle problematiche abitative attuali e dei trend futuri.

Secondo i dati estrapolati dalla piattaforma digitale PlanRadar, famosa per la gestione dei cantieri immobiliari in Europa, le case del futuro saranno caratterizzate da elementi particolari:

  • saranno realtà ibride con spazi multifunzionali;
  • verranno utilizzati materiali riciclati e sostenibili;
  • ampia presenza di luoghi aperti e aree comuni.

Vediamo le tendenze più nello specifico in base a ogni Paese.

I principali risultati sulle scelte progettuali

I principali risultati della ricerca mettono in luce aspetti molto diversi da paese a paese:

  • Il 58% dei Paesi vede le case "ibride", cioè abitazioni in cui gli inquilini vivono e lavorano, come una tendenza fondamentale per il design del futuro.
  • Tre quinti degli interior designer considerano la biofilia una tendenza chiave, due quinti prevedono l'uso di colori più naturali e un quarto ritiene l'eco-chic in voga.
  • Il 66% dei Paesi auspica un uso sempre maggiore di mobili riciclati e sostenibili.
  • Il 92% dei Paesi ritiene che i sistemi di illuminazione avanzati siano ormai una realtà consolidata.
  • Il 70% dei cittadini degli Emirati Arabi Uniti vive in affitto anziché in case di proprietà, le dimensioni delle camere da letto di 3 m², sono le più ridotte in assoluto.
  • I francesi prediligono lo stile Japandi, ovvero un mix tra stile giapponese e scandinavo.

Dimensioni delle case del futuro

Per capire le tendenze nella progettazione delle abitazioni si è partiti dalle dimensioni delle case nei 12 Paesi oggetto dello studio. I dati dimostrano come gli enti governativi abbiano ormai compreso il bisogno delle persone di avere più spazio a disposizione.

Alcune differenze emergono in modo evidente:

  • i Paesi con la superficie minima più elevata: un bilocale nel Regno Unito deve avere una superficie minima di 37 m², in Spagna di 36 m² e in Austria di 30 m². Al quarto posto c'è la Polonia, dove la superficie minima è di 27,5 m²;
  • in Francia, la dimensione minima legale è di 14 m², come in Italia. La Repubblica Ceca richiede almeno 16 m²;
  • in alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e gli EAU, gli standard minimi sono diverse in base allo stato: a New York, ad esempio, la superficie minima di un appartamento è pari a 13,9 m², alla pari con la Francia, mentre a Dubai le abitazioni private devono avere una superficie minima di 21 m².

Non è facile stabilire se le case stiano diventando più grandi o più piccole, ma nel campione analizzato da PlanRadar è stato possibile individuare alcune tendenze:

  • Nel Regno Unito, una legge del 2015 ha fissato la superficie minima per un bilocale per una persona a 37 m² e per un quadrilocale per cinque persone a 93 m², vietando abitazioni più piccole.
  • Negli Stati Uniti, la legislazione relativa alle dimensioni delle case viene attuata a livello statale. L'American Institute of Architects (“AIA”), inoltre, ha rilevato un aumento delle dimensioni e del numero di bagni nelle abitazioni nel periodo 2020/21, il che suggerisce che le case stiano diventando più grandi.
  • In Francia, la superficie minima delle abitazioni più piccole salirà a 28 m² a partire dal 2023, il doppio rispetto a oggi.
  • In Austria le statistiche mostrano che la superficie media delle case è in leggero calo da un decennio, essendo passata da 99,7 m² nel 2014 a 99,2 m² nel 2015; ciononostante le case sono molto più grandi rispetto alle medie degli anni ‘90, quando si aggiravano intorno agli 86 m².

Ricordiamo che in Italia per gli standard minimi degli alloggi si seguono le disposizioni dettate dal Decreto ministeriale Sanità 5 luglio 1975 e dai singoli Regolamenti edilizi.

Tendenze dell'interior design

L'evoluzione del design degli ambienti residenziali non riflette solo tendenze di breve termine, ma rappresenta anche cambiamenti e preoccupazioni importanti per la società. Di seguito i principali trend emersi durante lo studio.

Sostenibilità e biophilic design

C'è preoccupazione sempre più evidente per la crisi climatica e in questo momento la sostenibilità è probabilmente la tendenza più rilevante per il futuro dell'interior design.
In sette dei 12 Paesi analizzati, la biofilia, la tendenza a utilizzare piante, acqua e altri materiali naturali all'interno e all'esterno è destinata a crescere nel prossimo futuro. In particolare, Germania, Francia e Repubblica Ceca prevedono che i biomateriali diventeranno una delle principali tendenze dell'interior design, mentre Austria, Francia ed Emirati Arabi Uniti propendono più per lo stile l’eco chic.

Casa ibrida: abitazione e luogo di lavoro

La pandemia ha indubbiamente trasformato anche la natura delle case, diventate per molti anche il proprio luogo di lavoro. In sette dei 12 Paesi, una tendenza chiave è rappresentata dalle case ibride con spazi multifunzionali: le persone desiderano vivere in spazi che possano essere trasformati in ufficio durante le ore di lavoro, per poi utilizzarli come soggiorno (o altro) nel resto della giornata. In cinque dei 12 Paesi (USA, Regno Unito, Germania, Austria e Francia) si prevede la presenza di uffici domestici, con spazi dedicato al lavoro.

Fondere l'interno e l'esterno

I lockdown dovuti alla pandemia di COVID-19 potrebbero aver influenzato i gusti delle persone anche in altri modi:

  • un quarto dei Paesi dà ora la priorità agli spazi all'aperto,
  • Stati Uniti, Regno Unito, Austria e Francia hanno espresso un maggiore interesse per gli spazi comuni,
  • Francia, Repubblica Ceca e Slovacchia vogliono aumentare la quantità di luce naturale in casa.

Insomma, che si tratti di biofilia, di aumento della luce naturale o di aggiunta di balconi o giardini, è chiaro più che mai il desiderio di avere interni delle case che consentano di mantenere le persone a contatto con l'esterno.

In base a queste "macroesigenze" ogni Paese poi declina le proprie scelte progettuali in base ai propri gusti, dalle cucine all'aperto a forme più arrotondate, per poi preferire toni marroni piuttosto che superfici autopulenti.

Le scelte di arredamento

La tendenza a prediligere materiali riciclati e/o sostenibili era presente in più della metà dei Paesi: è stata citata come importante in 8 dei 12 Paesi utilizzo di materiali naturali nei mobili e attento alle catene di distribuzione locali.

La pandemia sembra aver influenzato anche le scelte future di arredamento:

  • i mobili flessibili o modulari saranno probabilmente presenti nelle case negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Austria e Francia;
  • i mobili a scomparsa diventeranno più popolari anche negli Stati Uniti, Regno Unito e Austria;
  • la richiesta per i mobili ortopedici è destinata a crescere negli Emirati Arabi Uniti;
  • i mobili per l'home office saranno più venduti in Francia e Ungheria;
  • un interesse crescente per i mobili artigianali: le creazioni su misura saranno ricercate in Austria, Francia e Polonia, mentre i mobili artigianali che integrano tecnologie intelligenti sono destinati a crescere negli Stati Uniti, Austria e Ungheria.

Ma le differenze nei gusti in materia di arredamento sono forse il dato più evidente dello studio, considerato che ogni nazione dimostra di avere preferenze molto diverse. Ecco alcuni esempi che dimostrano quanto possano essere diversificati i gusti:

  • solo Spagna ed Emirati Arabi Uniti desiderano mobili "ispirati alla natura" (gli spagnoli sono gli unici a volere più mobili ecologici nelle proprie case);
  • la Polonia è l'unico Paese che vedrà crescere il gusto per il design scandinavo, oltre a desiderare mobili realizzati con materiali biodegradabili;
  • la Germania vorrebbe vedere un maggior numero di materiali autopulenti nei mobili;
  • infine l'Austria vorrebbe vedere più sedie, tavoli, letti e scrivanie stampati in 3D.

Casa intelligente: miglioramento del risparmio energetico

Negli ultimi anni il concetto di casa intelligente - ossia che incorpora sensori e altre tecnologie per migliorare il confort e risparmiare denaro - ha registrato un crescente interesse. La tecnologia, infatti, è sempre più radicata nella vita di tutti i giorni, e la ricerca di PlanRadar ha individuato tre macroaree con cui catalogare questi dispositivi:

  • i sistemi di illuminazione avanzata (11 Paesi);
  • i termostati intelligenti;
  • la sicurezza domestica (10 ciascuno).

Queste tecnologie sono già abbastanza diffuse e la loro popolarità deriva dagli evidenti benefici che offrono, dal miglioramento della salute mentale e fisica al risparmio energetico e di denaro. La crisi energetica europea in corso, inoltre, potrebbe accelerarne la diffusione. Tra i Paesi dove c'è il maggior uso di dispositivi smart per la casa ci sono gli Stati Uniti insieme alla Francia.

Leggi il rapporto “The Home of the Future” di PlanRadar in allegato.

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