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Pietro Belloni, AIPPL: la certificazione del posatore di Parquet deve essere accreditata

Il valore della certificazione accreditata nel settore dei pavimenti in legno e parquet è oggi al centro dell’attenzione di progettisti, imprese e committenti. Ingenio ha intervistato Pietro Belloni, presidente di AIPPL, per approfondire l’importanza della norma UNI 11556 e dello schema ISO 17024 nella qualificazione professionale dei posatori e nella crescita della cultura della qualità nel comparto legno.

Certificazione accreditata per la valorizzazione del posatore di parquet: la visione di AIPPL

Patentino o certificazione degli applicatori/posatori?

Nel settore dei pavimenti in legno la distinzione è tutt’altro che formale: riguarda appalti, qualità delle opere e reputazione di chi lavora ogni giorno in cantiere. Oggi, tra direttive europee, CAM, norme UNI e sistema di accreditamento Accredia, il mercato chiede competenze certificate, tracciabili e verificabili. In un contesto in cui circolano attestati interni e badge aziendali, l’unico strumento riconosciuto resta la certificazione accreditata secondo la norma UNI 11556:2014Posatori di pavimentazioni e rivestimenti di legno e/o a base di legno – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza, emessa da organismi terzi, soggetta a sorveglianza periodica e valorizzata nei bandi pubblici.

Per comprendere come questa sfida si traduca nel comparto del parquet e quali siano gli obiettivi concreti della categoria, Ingenio ha intervistato Pietro Belloni, presidente di AIPPL, che ha illustrato il ruolo dell’associazione e l’impegno per una qualificazione professionale dei posatori all’altezza delle richieste del mercato e delle normative.

Pietro Belloni, presidente AIPPL

L'intervista a Pietro Belloni, Presidente AIPPL

Perché puntare sulla certificazione accreditata?
In che misura una qualifica UNI/ACCREDIA migliora la competitività delle imprese e la fiducia del mercato rispetto a un semplice attestato interno?

R: Puntare sulla certificazione accreditata significa distinguersi in un mercato sempre più competitivo, che richiede competenza, affidabilità e garanzie oggettive di qualità. Una certificazione UNI/ACCREDIA non è un semplice attestato interno, ma un riconoscimento ufficiale rilasciato da un ente terzo, indipendente e accreditato dallo Stato, che attesta il possesso di competenze conformi a una norma tecnica specifica. È, a tutti gli effetti, un vero e proprio “marchio di qualità” professionale. Nel nostro settore la norma UNI 11556:2014 per i posatori di pavimentazioni di legno è attiva da oltre un decennio e, da sei anni, è stato definito il percorso di certificazione accreditata: un passo concreto verso la valorizzazione della professionalità.

   

Cosa ha fatto finora la vostra associazione per il vostro comparto?
Avete collaborato con UNI o con organismi accreditati per sviluppare norme di profilo o schemi di certificazione specifici?

R: Fin dalla sua fondazione, oltre trent’anni fa, AIPPL ha sempre lavorato per valorizzare la professione del posatore, promuovendo standard di qualità e competenza. Ha contribuito attivamente allo sviluppo della norma UNI 11556:2014, dedicata alla posa dei pavimenti in legno, e come Socio UNI continua a partecipare ai tavoli normativi che riguardano il nostro comparto. Tra i risultati fondamentali possiamo sicuramente mettere la collaborazione con un ente certificatore accreditato per definire il percorso di certificazione e ottenere il riconoscimento come Organismo di Valutazione (ODV). AIPPL incorpora al suo interno figure altamente specializzate e con competenze specifiche ed è quindi fondamentale il contributo che un’associazione di riferimento come la nostra può dare al fine della valutazione di competenze, capacità e conoscenze del posatore di pavimenti in legno.

   

Cosa prevede concretamente la vostra certificazione?
Requisiti di accesso, prove pratiche, sorveglianza periodica, livelli di certificazione: quali garanzie offrite a committenti e stazioni appaltanti?

R: La certificazione accreditata, basata sulla norma UNI 11556:2014, prevede un percorso rigoroso articolato in tre prove: scritta, pratica e orale. L’accesso è subordinato alla valutazione preliminare del curriculum del candidato, e il superamento di tutte le prove è condizione necessaria per ottenere la certificazione.

Una volta conseguita, la certificazione ha validità quinquennale, con un rinnovo annuale subordinato alla partecipazione a corsi di aggiornamento e formazione continua, secondo un modello simile a quello dei crediti formativi previsti per gli albi professionali.

Questo sistema offre solide garanzie a committenti progettisti e appaltatori, assicurando che il posatore certificato possieda competenze aggiornate e verificate periodicamente.

   

Serve un tavolo comune tra associazioni?
Quanto è importante, oggi, dialogare fra le diverse sigle di filiera per armonizzare gli schemi, parlare la stessa lingua ai CAM e semplificare la comunicazione verso il mercato?

R: Sì, oggi più che mai è fondamentale creare un tavolo comune tra le associazioni della filiera pavimenti/edilizia. Un dialogo strutturato e costante permetterebbe di armonizzare gli schemi di certificazione, parlare un linguaggio condiviso — anche in relazione ai CAM — e semplificare la comunicazione verso il mercato. Unire le forze non solo rafforzerebbe il lavoro che ogni associazione sta già portando avanti autonomamente, ma permetterebbe anche di valorizzare le rispettive competenze e aumentare l’impatto delle azioni intraprese, sia in ambito tecnico che normativo e istituzionale.

Come valutate le “certificazioni” private non accreditate?
Qual è il rischio – per il vostro settore e per i clienti – di badge rilasciati da singole aziende o organismi terzi senza il controllo di ACCREDIA?

R: Le certificazioni private o aziendali possono rappresentare validi strumenti di marketing e formazione interna, soprattutto quando supportate da contenuti tecnici di qualità. Tuttavia, non garantiscono un reale riconoscimento ufficiale delle competenze. Il rischio principale è la creazione di confusione nel mercato, sia tra i professionisti che tra i clienti, alimentando aspettative non sempre fondate.

Solo un processo di certificazione accreditato secondo standard normativi come quelli validati da ACCREDIA può assicurare trasparenza, imparzialità e un vero valore legale e istituzionale. Per tutelare il settore del’edilizia, è fondamentale che la valutazione delle competenze passi attraverso percorsi condivisi, strutturati e riconosciuti a livello nazionale.


Chi è A.I.P.P.L

L’Associazione Italiana Posatori Pavimenti in Legno riunisce aziende che sono espressione di ruoli e figure chiave dell’intera filiera del legno, posatori innanzitutto, punti vendita specializzati, produttori di materiali e soluzioni per l’attività di posa in opera, isolamento, levigatura, manutenzione e restauro.

AIPPL propone momenti di confronto tra gli associati con finalità formative – convegni, seminari – su temi particolarmente vicini alle imprese e, comunque, costantemente affrontati con approccio professionale. Filo conduttore di ogni evento è la qualificazione della professione del posatore attraverso un’idea di associazione che punta ad aggregare professionisti che operano nel settore della pavimentazione di legno: dal singolo posatore alle micro aziende familiari alle aziende più strutturate.

I temi spaziano dalle dinamiche per rendere più competitive le piccole imprese e migliorarne gli aspetti organizzativi alle opportunità offerte ai singoli professionisti della posa di stringere sinergie con partner “tutor” che supportano l’associazione, fino al monitoraggio su “cosa chiede” il settore. La partecipazione a queste iniziative è sempre molto sentita.

AIPPL propone anche incontri tra produttori del mondo della posa e professionisti, imprese e consulenti per metterne a fuoco le relative, reciproche aspettative. Con un obiettivo: cogliere i desiderata di un’offerta qualificata cui rispondere con gli strumenti più adeguati.

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