Patentino per applicatori di resine: “Con la UNI 11835 tuteliamo mercato e professionalità”
La presidente di Conpaviper Mariangela Marconi spiega l'importanza della certificazione UNI/ACCREDIA per gli applicatori di sistemi resinosi, chiarendo vantaggi, obiettivi e valore per il mercato. Un passo chiave per qualificare una professione ad alta specializzazione.
A completamento dell’approfondimento pubblicato su Ingenio sul tema delle competenze certificate UNI/ACCREDIA per le professioni non regolamentate in edilizia (>>> Leggi QUI l'approfondimento), abbiamo intervistato Mariangela Marconi, presidente di Conpaviper – Associazione Italiana di Categoria delle Imprese di Pavimentazioni Continue, che rappresenta le aziende attive nei settori delle pavimentazioni industriali, dei rivestimenti resinosi e dei massetti.
La presidente Marconi illustra obiettivi e valore del patentino per applicatori e tecnici commerciali di sistemi resinosi, introdotto con la norma UNI 11835:2021 Attività professionali non regolamentate - Figure professionali operanti nel campo dei sistemi resinosi per superfici orizzontali e verticali - Requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità.
Un’iniziativa che punta a qualificare figure tecniche centrali nel settore dei sistemi resinosi, mentre Conpaviper prosegue il lavoro di valorizzazione delle competenze anche in altri ambiti del comparto, come la certificazione degli applicatori di pavimentazioni in calcestruzzo a uso industriale e degli applicatori di massetti.
La certificazione accreditata: una competenza specialistica riconosciuta dal mercato e dalla PA
Presidente Marconi, perché è importante puntare sulla certificazione accreditata?
Perché è l’unico modo serio di trasformare una bravura individuale in una competenza riconosciuta dal mercato e dalla Pubblica Amministrazione.
Una certificazione emessa secondo la UNI e vigilata da Accredia segue lo schema ISO 17024: criteri trasparenti, esami terzi, sorveglianza periodica.
Il risultato? Fiducia misurabile: i CAM già premiano i professionisti certificati, i bandi pubblici iniziano a imporli e le imprese finalmente possono distinguere il tecnico qualificato dal semplice badge “fai-da-te”. In un settore dove i margini sono sottili, avere persone certificate significa entrare in cantiere con una patente che ti apre porte e bonus fiscali.
Dalle norme di settore alla formazione: il percorso tracciato da Conpaviper
Cosa ha fatto finora CONPAVIPER per il proprio comparto?
Siamo partiti dal settore delle resine: prima abbiamo scritto, insieme a UNI, le norme di prodotto e di posa; poi abbiamo sostenuto il percorso di accreditamento; infine abbiamo siglato accordi con organismi di certificazione qualificati e avviato la formazione mirata.
Oggi stiamo replicando il modello per gli applicatori di pavimenti industriali e per i massetti civili.
In parallelo dialoghiamo con scuole edili e ITS per portare la cultura della certificazione ai giovani: vogliamo che la “patente di cantiere” diventi naturale quanto il casco di sicurezza.
Sistemi resinosi: le norme UNI per garantire qualità, durabilità e posa a regola d’arte
Con la norma UNI 10966:2020 "Sistemi resinosi per superfici orizzontali e verticali - Istruzioni per la progettazione e l'applicazione" e la UNI 11835:2021 "Attività professionali non regolamentate - Figure professionali operanti nel campo dei sistemi resinosi per superfici orizzontali e verticali - Requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità", il comparto italiano dei sistemi resinosi si è dotato di un corpus normativo tecnico volontario che definisce le buone pratiche per la progettazione, la posa e la manutenzione di pavimenti e rivestimenti in resina, garantendo l'esecuzione a regola d’arte.
Testo a cura della redazione di Ingenio
Il patentino resine: profili, requisiti ed esami
Cosa prevede concretamente la vostra certificazione?
La nostra “patente resine” è costruita attorno alla UNI 11835:2021 – schema di parte terza accreditato Accredia – e si articola in quattro profili professionali:
- Posatore specializzato
- Posatore capo-squadra
- Posatore capo-squadra decorativo
- Tecnico commerciale
Per il posatore bastano la licenza media, almeno 1 anno di esperienza negli ultimi 2 e un mini-corso di 4 ore sulla UNI 10966; per gli altri profili servono il diploma o, in alternativa, 5 anni di pratica documentata e 3 anni effettivi di cantiere, oltre allo stesso modulo formativo.
Per l’esame il candidato affronta: prova scritta a quiz sulle norme UNI e sui CAM; colloquio orale; verifica pratica: per i posatori è ammesso un video “senza tagli” che documenta la posa, mentre per il tecnico commerciale si richiede la stesura di un’offerta tecnica-economica.
Il certificato dura 4 anni; ogni 24 mesi verifichiamo la continuità professionale e l’assenza di reclami, mentre per il rinnovo servono almeno 8 ore di aggiornamento tecnico e la conferma dei requisiti iniziali. Chi non dimostra formazione continua o riceve contestazioni perde il patentino.
La filiera ottiene personale valutato da un ente terzo ISO 17024, riconosciuto dal Ministero tramite Accredia.
CAM e appalti pubblici: l’importanza di un tavolo condiviso tra associazioni
Serve un tavolo comune tra associazioni?
Assolutamente sì. Ognuno di noi conosce il proprio segmento, ma i CAM e i nuovi appalti richiedono una lingua unica.
Sedersi insieme significa evitare sovrapposizioni di schemi, semplificare la vita a imprese e stazioni appaltanti e – cosa non secondaria – parlare con voce unitaria al legislatore.
Solo così la regola UNI/ACCREDIA diventerà davvero la regola, valida per lavori pubblici e privati.
Certificazione delle competenze secondo modello UNI/ACCREDIA come standard unico
Come valutate le “certificazioni” private non accreditate?
Le chiamo bollini di cortesia: fanno colore ma non valgono nulla. Il rischio è triplo: confusione sul mercato, concorrenza sleale verso chi investe seriamente nella qualità e, soprattutto, cantieri meno sicuri e meno sostenibili. Chi rilascia titoli fuori dal perimetro Accredia elude la terzietà, quindi mina la fiducia che stiamo costruendo da anni.
Per questo sosteniamo che bonus fiscali e accesso ai cantieri debbano essere legati solo a personale qualificato e certificato secondo schemi accreditati. Altrimenti la specializzazione resta uno slogan.
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