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Ceramica e posa professionale: il valore della certificazione accreditata spiegato da Assoposa

Luca Berardo, Presidente di Assoposa, spiega il valore della certificazione UNI/ACCREDIA per i posatori: un passaggio chiave per dare credibilità alla professione, tutelare il mercato e rispondere alle nuove sfide normative.

Certificazione accreditata per la valorizzazione del posatore: la visione di Assoposa

Patentino o certificazione degli applicatori/posatori? Nell’edilizia la differenza è sostanziale e ha un impatto diretto su appalti, qualità esecutiva e reputazione professionale. Oggi, tra direttive europee, CAM, norme UNI e sistema di accreditamento Accredia, il mercato richiede competenze misurabili, tracciabili e trasparenti. In un contesto in cui proliferano badge aziendali e attestati interni, l’unico vero strumento di riconoscimento professionale resta la certificazione accreditata secondo la norma ISO 17024: emessa da enti terzi, soggetta a sorveglianza periodica e valorizzata nei bandi pubblici. Con Ingenio lo abbiamo approfondito nell'articolo dal titolo "Competenze certificate: la “carta d’identità” delle professioni non regolamentate in edilizia" >>> Vai all'approfondimento

Per fare chiarezza su questi temi e approfondire l’impegno di Assoposa nella promozione della qualificazione professionale dei posatori, Ingenio ha intervistato Luca Berardo, Presidente di Assoposa, che ha illustrato ruolo, criteri e vantaggi della certificazione accreditata UNI/ACCREDIA per il comparto della posa ceramica.

 

Certificazione accreditata UNI/ACCREDIA: perché conviene a imprese e professionisti della posa

Perché puntare sulla certificazione accreditata? In che misura una qualifica UNI/ACCREDIA migliora la competitività delle imprese e la fiducia del mercato rispetto a un semplice attestato interno?

L’edilizia del prossimo futuro sarà certamente molto più normata e regolamentata di oggi.

L’esperienza passata dei bonus, senza naturalmente entrare nel merito delle misure, ha certamente fatto comprendere quanto alto possa essere il rischio di far maneggiare “denaro pubblico” da imprese ed attori che non abbiano i requisiti tecnici corretti e commisurati al lavoro che dovevano affrontare ed ecco perché come Associazione abbiamo fatto una grande scommessa prospettica sul tema della certificazione.

Dal momento che la nostra è ancora una professione non regolamentata, avere la possibilità di esprimere un documento elaborato con il supporto dell’Associazione nazionale che porti alla certificazione da parte di un ente terzo accreditato ACCREDIA, riteniamo abbia un valore assoluto in termini di posizionamento e di credibilità.

Il fatto poi di promuovere la certificazione sul territorio nazionale anche attraverso i nostri partner oltre che attraverso i punti vendita della distribuzione di materiale edile e ceramica, ha proprio lo scopo di far capire all’utente finale, al progettista ed al mondo delle imprese che hanno oggi la possibilità di affidarsi a posatori con professionalità certificata ed approccio etico e serio alla professione stessa garantito anche dall’adesione all’associazione rappresentativa dell’intero settore.

 

Il ruolo di Assoposa nella definizione delle norme e degli standard per la posa

Cosa ha fatto finora la vostra associazione per il vostro comparto? Avete collaborato con UNI o con organismi accreditati per sviluppare norme di profilo o schemi di certificazione specifici?

Assoposa ha lavorato fin dai suoi primi giorni nella direzione di andare a colmare il vuoto normativo, formativo e di comunicazione che esisteva a proposito della figura del posatore.

A più di dieci anni di distanza dalla sua fondazione possiamo affermare che la situazione sia decisamente cambiata, esiste infatti una norma che regola il settore della posa, abbiamo piani di formazione costantemente aggiornati rispetto alle richieste e le evoluzioni dei sistemi di prodotto e del mercato stesso, abbiamo una filiera composta da distributori, posatori ed imprese capaci che si riconoscono più nella collaborazione che nella competizione e tutto questo è avvenuto anche grazie ad un costante e puntuale lavoro svolto dall’Associazione e dai propri associati.

 

Progettazione e posa di pavimenti e rivestimenti ceramici: le regole per un'esecuzione a regola d’arte
Con la norma UNI 11493-1:2025 "Piastrellature ceramiche – Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l’installazione e la manutenzione" e la UNI 11493-2:2016 "Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete – Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza per i posatori", il comparto italiano della ceramica si è dotato di un corpus normativo tecnico volontario che definisce le buone pratiche per la progettazione, la posa e la manutenzione di pavimenti e rivestimenti ceramici, garantendo l'esecuzione a regola d’arte.
La norma UNI 11493-1 è stata recentemente revisionata dal gruppo di lavoro UNI/CT 033/GL 19 "Pavimenti di ceramica e adesivi per rivestimenti ceramici".

Testo a cura della redazione di Ingenio

 

Come funziona la certificazione UNI/ACCREDIA per i posatori della ceramica secondo UNI 11493-2

Cosa prevede concretamente la vostra certificazione? Requisiti di accesso, prove pratiche, sorveglianza periodica, livelli di certificazione: quali garanzie offrite a committenti e stazioni appaltanti?

L’attuale certificazione del posatore prevede due prove, una teorica sulla conoscenza della norma ed una pratica che consiste nella realizzazione di un manufatto.

Una volta conseguita diventa importante ciò che viene fatto nei successivi anni definiti di mantenimento e mi riferisco a tutte quelle attività che consentono al posatore di conseguire i crediti necessari ai quali può arrivare partecipando ai corsi dell’Associazione, a quelli organizzati dai nostri partner o ancora visitando le fiere di settore in primis il Cersaie.

Al termine degli anni di mantenimento si arriva al rinnovo del certificato stesso per il quale il posatore oltre al conseguimento dei crediti necessari, dovrà altresì dimostrare di aver svolto il mestiere del posatore in modo continuativo e di non aver avuto pause o interruzioni tali da farne decadere lo status.

 

Collaborazione tra associazioni: una strategia per rafforzare la filiera 

Serve un tavolo comune tra associazioni? Quanto è importante, oggi, dialogare fra le diverse sigle di filiera per armonizzare gli schemi, parlare la stessa lingua ai CAM e semplificare la comunicazione verso il mercato?

Il tema della collaborazione è oggi di estrema attualità tanto per le varie parti che compongono la filiera quanto per le associazioni di categoria che le rappresentano ed ecco perché oggi più che mai serve un ecosistema associativo capace di far dialogare e lavorare insieme le associazioni che rappresentano nel nostro caso, il sistema pavimento.

Il presentarsi insieme con obiettivi condivisi e con una visione del futuro delle nostre professioni e del nostro mercato chiara e condivisa rappresenta una forza sia dal punto di vista del peso politico quanto in termini di operatività.

L’unione delle varie associazioni determina anche una maggiore possibilità di arrivare al mercato con un messaggio comprensibile e forte, fondamentale oggi per non disperdersi tra sovrabbondanza di messaggi e di rumore.

 

Il punto di vista di Assoposa sulla certificazioni non accreditate

Come valutate le “certificazioni” private non accreditate? Qual è il rischio – per il vostro settore e per i clienti – di badge rilasciati da singole aziende o organismi terzi senza il controllo di ACCREDIA?

Siamo molto critici verso qualunque certificazione che non sia quella che portiamo avanti come associazione e non di certo per un interesse di parte, ma per una questione di chiarezza e trasparenza nei confronti del mercato.

Non esitiamo a definirli per quello che sono, ovvero degli attestati di partecipazione a dei corsi che nulla hanno a che vedere con quello che è un certificato accreditato da ACCREDIA e che espone chi lo ha conseguito ad una sorta di controllo da parte di un ente terzo ai fini di una tutela del mercato e dei consumatori finali.

Un mercato di certificazioni tutte in concorrenza tra di loro è quanto di più insensato possa esistere perché avrebbe la naturale conseguenza di abbassarne il valore oltre che di creare una confusione che andrebbe a scapito di tutti gli attori del mercato.

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