Quindici anni di Archliving: confronto aperto sui nuovi paradigmi del progetto e delle professioni in un evento dedicato
Il convegno di Archliving ha riunito istituzioni ed esperti per riflettere su cosa sia davvero “essenziale” oggi nella cultura del progetto, tra norme, innovazione e responsabilità sociale. È emersa la necessità di un cambio di paradigma culturale che metta al centro l’approccio umanistico, la qualità dell’abitare e il benessere delle persone.
Un compleanno diventato spazio di dialogo interdisciplinare
Un momento di bilancio e, allo stesso tempo, di visione sul futuro. Si è svolto lo scorso 30 gennaio 2026 il convegno organizzato da Archliving, dal titolo “L’essenziale e il superfluo: evoluzione e predizione dei paradigmi contemporanei nella cultura e nelle professioni”, evento che ha celebrato anche i quindici anni di attività della realtà ferrarese. Guidata dagli amministratori Piero Loffredo e Pierluigi Pascale, Archliving si propone come facilitatore del dialogo tra la realtà locale e quella nazionale, promuovendo confronto culturale e professionale.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Massimo Marchesiello, prefetto di Ferrara, e di Matteo Fornasini, assessore comunale con deleghe al Bilancio, Contabilità, Tributi, Società partecipate, Turismo, promozione del territorio e Agricoltura, a conferma dell’attenzione delle istituzioni verso i temi affrontati dal convegno.
I lavori sono stati moderati da Arch. Irene Ferroni, direttrice tecnica di Archliving, Arch. Marta Calzolari, del Dipartimento di Architettura UNIFE, e Ing. Felice Pescatore, esperto in AGILE Management, che hanno guidato i diversi interventi e coordinato il dibattito tra relatori e partecipanti.
BIM per impianti MEP: l’esperienza di Archliving tra coordinamento, IFC e gestione delle varianti
Nel contesto della progettazione impiantistica complessa, il BIM è diventato uno strumento chiave per garantire coordinamento, controllo delle interferenze e qualità esecutiva. Archliving applica la metodologia BIM in modo sistematico nella progettazione e direzione lavori MEP, migliorando integrazione disciplinare, gestione delle varianti, continuità informativa IFC e supporto alle scelte energetiche e di sostenibilità.
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Ricco e articolato il parterre dei relatori, che ha contribuito a offrire una lettura trasversale e multidisciplinare dei temi affrontati. Sono intervenuti Stefano Betti, presidente di ANCE Emilia Area Centro e vicepresidente di ANCE Nazionale, Patrizio Bianchi, fondatore del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara e professore emerito di Economia applicata, e Luca Buccino, rappresentante dei Procuratori generali.
Hanno portato il loro contributo anche Alessio Colombi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Ferrara, Diego Farina, presidente dell’Ordine degli Architetti di Ferrara, e Paolo Govoni, vicepresidente della Camera di Commercio di Ferrara e amministratore unico di Sipro.
Il dibattito si è arricchito inoltre degli interventi di Amelia Corti, direttrice di SACBO, Giovanni Legnini, commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma di Ischia 2017, Giorgio Lupoi, presidente di OICE, e Pierluigi Mantini, del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.
Tra i relatori anche Silvia Paparella, general manager di RemTech Expo, Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, Valentina Sessa, consulente giuridica, e Patrizia Vianello, consigliera AIS.
Esponenti delle istituzioni locali e nazionali hanno dibattuto in maniera costruttiva, mettendo in luce la necessità di un vero cambio di paradigma, non solo operativo ma culturale. È emersa con forza l’importanza di un approccio umanistico, inteso come fondamento del pensiero critico e strumento indispensabile per orientare la complessità tecnica, normativa ed economica che attraversa oggi le professioni, la progettazione e le politiche pubbliche.
Tra i temi ricorrenti, il rapporto tra norme e progetto: è stata scardinata l’idea che la piena conformità normativa coincida automaticamente con la qualità, aprendo una riflessione più ampia su cosa significhi oggi distinguere ciò che è essenziale da ciò che è semplicemente misurabile.
È emersa inoltre una visione del progetto come processo esteso nel tempo, capace di considerare il ciclo di vita delle opere, la loro adattabilità e la responsabilità verso il futuro. In questo senso, l’innovazione tecnologica e dei materiali è rilevante solo se accompagnata da flessibilità, durabilità e attenzione agli impatti sociali, ambientali ed economici.
Il tema del rischio, affrontato in chiave sistemica, ha evidenziato come la prevenzione e la riduzione della vulnerabilità – sismica, idrogeologica, climatica – non possano essere considerate esclusivamente questioni tecniche, ma scelte collettive che coinvolgono istituzioni, professionisti, imprese e comunità.
Accanto a questi aspetti, è stata più volte richiamata l’importanza della coesione sociale, della qualità delle relazioni, del vivere, del lavorare e dell’abitare, aspetti centrali così come il ruolo della formazione nella costruzione di competenze critiche e consapevolezza.
Nel lavoro di Archliving, essenziale è il benessere dell’utente dei luoghi che progetta, attraverso la capacità di far accrescere quel senso di appartenenza ai luoghi, che ne garantisce l’uso e la cura nel tempo. Questo può avvenire solo mettendo in campo la capacità di ascoltare e tradurre nei luoghi fisici sia le necessità oggettive e contestuali sia l’attenzione per la salute fisica, mentale e sociale.
Questo approccio all’Architettura aderisce a principi biofilici, valorizzando la componente umana ed emozionale nel rapporto con l’ambiente: progettare il senso di protezione, l’emozione della scoperta o il senso di fusione con la natura incide positivamente sull’affettività, generando ricordi duraturi. Nella progettazione, gli aspetti socio-culturali sono ponderati con quelli organizzativi e strumentali, così che il progetto si colloca al confine tra meccanizzazione e lavoro sartoriale, dove arte, artigianato e tecnologia costituiscono un unicum.
In sintesi, si è parlato di cosa sia essenziale per il cittadino, inteso non solo come individuo, ma come insieme di manifestazioni intellettuali ed emozionali insediate in un paesaggio-territorio giuridicamente strutturato.
Con questo approccio, Archliving ribadisce il proprio ruolo di facilitatore del dialogo tra la realtà locale e quella nazionale, promuovendo occasioni di confronto culturale e professionale, celebrando un traguardo significativo e rafforzando il legame con il territorio ferrarese.
LA LOCANDINA DELL'EVENTO È SCARICABILE IN ALLEGATO.
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