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REbuild 2026: Costruire, la sfida europea tra produttività, innovazione e accessibilità dell’abitare

Il settore delle costruzioni in Europa è chiamato a colmare il gap tra domanda abitativa crescente e scarsa produttività. Il filone “Costruire” di REbuild 2026 affronta questo nodo attraverso tecnologie e modelli industriali come prefabbricazione off-site, BIM e digitalizzazione dei processi. L'obiettivo: ridurre tempi e costi, migliorare qualità e rendere l’housing più accessibile, coinvolgendo l’intera filiera.

Crisi abitativa in Europa e produttività edilizia

Il tema del costruire si colloca oggi al centro di una tensione strutturale che attraversa l’Europa: da un lato la crescente domanda abitativa, dall’altro la difficoltà del settore delle costruzioni di rispondere in modo adeguato in termini di tempi, costi e capacità produttiva.

Secondo le stime della Banca Europea per gli Investimenti, nel 2025 nell’Unione Europea sarebbero state necessarie circa 2,25 milioni di nuove abitazioni, un livello superiore di circa il 50% rispetto a quanto effettivamente realizzato. Le proiezioni indicano un fabbisogno stabile di oltre 2 milioni di nuove case all’anno fino al 2035, pari a circa 650.000 unità aggiuntive rispetto agli attuali livelli di produzione.

Il caso Italia: limiti e opportunità della filiera

Anche in Italia il tema del costruire assume una valenza strategica. Il Piano Casa prevede la realizzazione di 100.000 nuove abitazioni in dieci anni, ma il raggiungimento di questo obiettivo richiede:

  • un aumento significativo della capacità produttiva,
  • una riduzione dei tempi di costruzione,
  • un contenimento dei costi lungo tutta la filiera.

In questo scenario, il settore delle costruzioni assume un ruolo strategico non solo economico ma anche sociale. Si tratta infatti di un comparto che contribuisce direttamente alla solidità industriale europea: ogni euro investito nell’edilizia rimane in larga parte all’interno dell’economia continentale. Le stime indicano inoltre una crescita del mercato immobiliare italiano fino a 170 miliardi di euro nel 2026 (+8,4%), segnale di una rilevanza crescente del settore.

Tuttavia, questa centralità si scontra con limiti strutturali evidenti:

  • calo della produttività,
  • riduzione dei permessi di costruire,
  • una persistente difficoltà nell’adozione di innovazioni, in particolare digitali.

È proprio su questi nodi che si concentra il filone di incontri e dibattiti dedicati al “Costruire” di REbuild 2026, mettendo in relazione tecnologia, organizzazione industriale e accessibilità economica dell’abitare.

Strategie europee per innovare le costruzioni

Le strategie europee indicano una direzione chiara: industrializzazione dei processi, digitalizzazione diffusa e integrazione di nuove tecnologie. Prefabbricazione, costruzione modulare e off-site, uso di intelligenza artificiale e BIM, insieme a strumenti come il Digital Product Passport e il Digital Building Logbook, rappresentano le leve principali per aumentare produttività ed efficienza. A queste si affianca la necessità di rafforzare la filiera europea, promuovere materiali e tecnologie sostenibili e consolidare il mercato unico delle materie prime, anche attraverso requisiti di origine “Made in EU”.

All’interno di questo quadro, REbuild propone una serie di confronti che esplorano le trasformazioni in atto lungo tutta la catena del valore.

A REbuild 2026 dei modelli per il costruire futuro

Il filone “Costruire” di REbuild 2026 affronta il tema in modo trasversale, mettendo in relazione:

  • tecnologie digitali
  • organizzazione industriale
  • accessibilità economica dell’abitare

L’obiettivo è individuare modelli in grado di aumentare la produttività senza compromettere qualità, sostenibilità e inclusività.

Impatto delle tecnologie digitali su città e territori

Il primo tema riguarda l’impatto delle tecnologie digitali sulla città e sui territori. La trasformazione in corso non riguarda solo gli edifici intelligenti, ma il modo in cui connettività, dati e automazione ridefiniscono il valore degli spazi, influenzando mobilità, infrastrutture e comportamenti.

Produttività e riorganizzazione dei processi

Un secondo ambito di riflessione è quello della produttività nelle costruzioni, affrontata in una prospettiva internazionale. Il problema — costruire troppo poco, troppo lentamente e a costi troppo elevati — non è esclusivamente italiano, ma europeo, e richiede una revisione profonda dell’organizzazione di cantieri, filiere e processi.

Costruzioni off-site e housing accessibile

Grande attenzione è dedicata poi all’innovazione off-site, che rappresenta una delle risposte più concrete alla domanda di housing accessibile. La prefabbricazione e i sistemi modulari consentono di spostare parte significativa della produzione in fabbrica, migliorando qualità, riducendo tempi e contenendo i costi, aprendo così la strada a una produzione su scala più ampia.

Il tema dell’efficienza costruttiva viene inoltre letto come leva sociale: ridurre tempi e costi di costruzione ha senso solo se si traduce in una reale diminuzione del prezzo finale degli alloggi. Tecnologie come modular building e industrializzazione dei cantieri mostrano un grande potenziale, ma richiedono condizioni operative, normative e finanziarie adeguate per esprimersi pienamente.

Decarbonizzazione in edilizia

Un ulteriore asse di discussione riguarda la decarbonizzazione dell’edilizia, interpretata non solo come obbligo ambientale ma come opportunità economica e sociale. La transizione verso edifici a emissioni zero consente infatti di coniugare efficienza energetica, qualità dell’abitare e valorizzazione del patrimonio esistente, trasformando la sostenibilità in una leva di equità e accessibilità.

Infine, il tema dei materiali e del ciclo di vita introduce una prospettiva di lungo periodo: durabilità, manutenzione, adattabilità e riciclo diventano criteri centrali per superare la logica del costo iniziale e orientare il progetto verso modelli circolari.

A REbuild il confronto internazionale che attraversa tutta la filiera delle costruzioni

A questi confronti partecipano rappresentanti del mondo industriale, accademico e istituzionale, a testimonianza della natura trasversale delle sfide affrontate. Tra gli altri: Barbara Cominelli (invitata, ULI Italia), Carlo Costa (Autostrada del Brennero), Joël Schons (FIEC - European Construction Industry Federation), Alessandro Vitale (DVA), Floriana Marotta (MAB Architettura), Giovanni Spatti (Wood Beton - Camuna), Andrea Basso (ANCE Trento), Piero Petrucco (ANCE), Patricia Haupt, Christian de Nacquard (Bouygues), Lorenzo Robuschi (PlanRadar Italia), Sergio Andreis (Kyoto Club), Andrea Branca (GRESB), Alessandro Bonatta (ITAS), Francesco Babich (EURAC), Marco Caffi (GBC Italia), Raimondo Da Col (Waugh Thistleton Architects), insieme a rappresentanti dell’Università di Parma e altri contributi – tra cui quello di Thales Alenia Space - in via di definizione.

Nel suo insieme, il filone “Costruire” di REbuild 2026 propone quindi una lettura integrata del settore: non solo come ambito produttivo, ma come infrastruttura sociale decisiva per il futuro dell’abitare in Europa, dove efficienza, innovazione e sostenibilità devono convergere per garantire accessibilità e competitività.

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FAQ – Perché partecipare a REbuild 2026

Perché partecipare a REbuild 2026 è strategico per i professionisti del settore costruzioni?

REbuild 2026 offre una visione integrata tra politiche pubbliche, finanza e filiera delle costruzioni, permettendo ai professionisti di comprendere come evolveranno il mercato dell’abitare e le opportunità progettuali nei prossimi anni.

Quali vantaggi offre REbuild a chi opera nel real estate e nell’housing?

L’evento consente di approfondire nuovi modelli di investimento, strumenti finanziari e strategie per l’affordable housing, con un confronto diretto tra operatori immobiliari, investitori e istituzioni.

In che modo REbuild aiuta ad affrontare la crisi abitativa?

Attraverso i cinque pilastri tematici – Politiche, Capitali, Regole, Costruire e Abitare – REbuild fornisce strumenti concreti, casi applicativi e scenari operativi per affrontare in modo sistemico la crisi dell’abitare.

Perché REbuild è un evento chiave per innovazione e sostenibilità nel costruito?

REbuild mette al centro temi come decarbonizzazione, industrializzazione edilizia, rigenerazione urbana e nuovi modelli abitativi, offrendo contenuti aggiornati e un confronto diretto tra i principali attori del settore.


Informazioni su REbuild

Organizzato da Riva del Garda Fierecongressi, REbuild è l'evento dedicato all'innovazione sostenibile dell'ambiente costruito che concentra in una due giorni di incontri, convegni e opportunità di relazioni il dibattito, il confronto, il racconto e l’ascolto fra tutti gli attori dei vari ambiti dell'industria delle costruzioni. A REbuild trovano spazio le imprese con i produttori industriali dei materiali, le istituzioni e le università con le associazioni di categoria, i consulenti e progettisti con tutto il mondo del Real Estate e della finanza di settore. La dodicesima edizione si terrà il 12 e il 13 maggio 2026 al Centro Congressi di Riva del Garda (TN).

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