Restauro di San Teonisto a Treviso: risanamento murario con barriera chimica polisilossanica
La chiesa di San Teonisto a Treviso, gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1944 e abbandonata per decenni, è stata restaurata e rifunzionalizzata come auditorium da 300 posti. Il risanamento murario ha richiesto l'applicazione di una barriera chimica idrofobizzante con formulati polisilossanici per contrastare l'umidità ascendente nelle murature storiche.
La chiesa di San Teonisto a Treviso, edificata nel XIII secolo e pesantemente compromessa dai bombardamenti del 1944, è stata oggetto di un intervento di restauro conservativo e rifunzionalizzazione culturale promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Il progetto, affidato all'architetto Tobia Scarpa e condotto tra il 2014 e il 2017, ha trasformato lo spazio ecclesiastico in un auditorium e sala espositiva da 300 posti con configurazione flessibile.
Il problema tecnico centrale era rappresentato dalla severa umidità ascendente nelle murature storiche: la soluzione adottata ha previsto la realizzazione di una barriera chimica con formulati polisilossanici in solvente alifatico dearomatizzato (sistema Dry Kit System di Tecnored), integrata da trattamenti antisalini (TRH 745, TRB 305) per la neutralizzazione delle efflorescenze. Il cantiere ha inoltre restituito una stratigrafia archeologica di eccezionale rilevanza, dalla prima Età del Ferro a epoche medievali.
La rinascita di San Teonisto a Treviso: restauro, risanamento, ingegneria e visione architettonica
Dopo decenni di abbandono e le ferite del secondo conflitto mondiale, la chiesa di San Teonisto rinasce come polo culturale. Un intervento che coniuga il recupero conservativo sotto la guida di Tobia Scarpa, soluzioni tecnologiche d’avanguardia per il risanamento murario e indagini archeologiche di rilievo urbano.

San Teonisto a Treviso: da chiesa abbandonata ad auditorium da 300 posti
Situata nel cuore di Treviso, la chiesa di San Teonisto rappresenta un esempio virtuoso di “resurrezione” architettonica e funzionale.
Voluto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, il progetto ha trasformato uno spazio consacrato alla memoria in un auditorium e sala espositiva d’avanguardia capace di ospitare 300 persone.
Il restauro, condotto dall’architetto Tobia Scarpa tra il dicembre 2014 e l’ottobre 2017, ha affrontato la sfida di integrare sistemi tecnologici complessi in un involucro storico estremamente fragile.
L’approccio di Scarpa è stato orientato a una sintesi perfetta tra conservazione e modernità: ogni dettaglio, dai quattro imponenti lampadari in vetro soffiato alle finiture in acciaio corten, dialoga con le preesistenze in un linguaggio di eccellenza artigiana.

La soluzione progettuale adottata consente la duplice configurazione funzionale dello spazio: come sala espositiva (foto 1) oppure come auditorium (foto 2).
Ricostruzione del soffitto crollato: integrazione impiantistica senza alterare la spazialità storica
Uno degli interventi strutturalmente più significativi ha riguardato la ricostruzione del soffitto, crollato a causa dei bombardamenti del 1944.
Scarpa ha optato per un nuovo contro soffitto che ricalca il profilo dell’originale a capriate lignee, ma se ne distacca visivamente dalle pareti perimetrali attraverso una sottile fessura e una differenziazione cromatica.
Questo “stacco” non ha solo un valore estetico: l’intercapedine creata tra il vecchio e il nuovo volume nasconde i moderni impianti di climatizzazione e le passerelle tecniche, trasformando l’aula in un organismo funzionale perfetto senza alterarne la spazialità storica.
Al piano terra, la flessibilità è garantita da tribune mobili che permettono diverse configurazioni spaziali per concerti, conferenze o mostre.
Umidità ascendente nelle murature storiche: diagnosi e risanamento con barriera chimica polisilossanica
Un punto nodale del cantiere è stato il trattamento delle murature, compromesse da severi fenomeni di umidità ascendente.
Per garantire la durabilità dell’intervento, sono state adottate soluzioni chimiche specifiche.
Barriera idrofobizzante Dry Kit System: applicazione a lenta diffusione
Barriera chimica: È stata realizzata una barriera idrofobizzante alla base delle murature tramite l’utilizzo del sistema Dry Kit System della Tecnored con formulati polisilossanici in solvente alifatico dearomatizzato.

Deumidificazione degli altari lapidei: tecnica di imbibizione per contatto
Deumidificazione degli altari: Per preservare l’integrità dei manufatti lapidei, si è scelto di applicare i medesimi formulati tramite tecnica di imbibizione a contatto, evitando così invasive perforazioni.

Neutralizzazione delle efflorescenze saline: boiacche TRH 745 e TRB 305
Neutralizzazione salina: Le efflorescenze presenti sulle murature e nelle zone di scavo sono state trattate con Boiacche Antisaline specifiche (TRH 745 e TRB 305), fondamentali per stabilizzare i supporti prima delle finiture.
Risanamento murario da umidità ascendente: le soluzioni certificate Tecnored
Il sistema Dry Kit System impiegato nel restauro della chiesa di San Teonisto è parte della gamma di prodotti Tecnored per il trattamento dell'umidità in murature storiche e contemporanee. Formulati polisilossanici, boiacche antisaline e sistemi a lenta diffusione per interventi conformi alle prescrizioni della Soprintendenza.
Approfondisci le soluzioni anti-umidità Tecnored
Archeologia urbana in cantiere: dalla prima Età del Ferro alle fondazioni medievali
Il cantiere non è stato solo un’opera edilizia, ma una vera indagine storica. Le ricerche archeologiche, condotte sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, hanno rivelato una stratigrafia complessa che parte dalla prima Età del Ferro.
Tra i ritrovamenti più rilevanti spiccano:
- Resti di pavimentazioni in mosaico di una domus romana.
- Fondazioni di edifici medievali in mattoni.
- Una fitta sequenza cimiteriale che conferma la natura sacra dell’area nei secoli.
Questi elementi hanno influenzato anche la progettazione degli spazi esterni: il nuovo cortile ospita oggi un’installazione di quattro colonne antiche su un basamento contemporaneo, a simboleggiare la continuità ininterrotta tra passato archeologico e vita culturale presente.
I DATI DEL CANTIERE
RESTAURO CONSERVATIVO E ADEGUAMENTO FUNZIONALE DELLA CHIESA DI SAN TEONISTO
Committente: Fondazione Benetton Studi Ricerche
PROFESSIONISTI:
Progetto architettonico: arch. Tobia Scarpa
Collaboratori: arch. Fabrizio Amoroso, arch. Ilaria Cavallari, dott. Alberto Vendrame
Progetto strutturale: ing. David Zannoner
Progetto impianti meccanici: arch. Adriano Lagrecacolonna
Progetto impianti elettrici: p.i. Gianpiero Paparella
Direttore lavori: arch. Fabio Fregonese
Imprese: Dottor Group, Saran Angelo, Tecnoelettra, Imsk, Rubner Holzbau, Larcher, CEV, Gino Ceolin, Merotto&Milani, Malvestio Diego D. e C., Tecnored, Sirecon, Glip by S.I.L.E.
FAQ Tecniche: Restauro San Teonisto Treviso — Risanamento murario con barriera chimica
Che cos'è una barriera chimica idrofobizzante per murature storiche? Una barriera chimica idrofobizzante è un sistema di risanamento che, iniettato o diffuso alla base delle murature, crea una zona impermeabile che interrompe la risalita capillare dell'acqua. Nel caso di San Teonisto, il sistema Dry Kit System di Tecnored ha impiegato formulati polisilossanici in solvente alifatico dearomatizzato, caratterizzati da elevata penetrazione nel substrato e compatibilità con murature storiche in laterizio e pietra.
In quali contesti si applica il risanamento da umidità ascendente negli edifici storici? Il trattamento è necessario ogni volta che murature di edifici storici — chiese, palazzi nobiliari, edifici civili d'epoca — presentano risalita capillare attiva, efflorescenze saline, distacchi di intonaco o degrado dei manufatti lapidei adiacenti. Nel cantiere di San Teonisto, la condizione era aggravata dalla presenza di scavi archeologici che avevano rimosso parte del suolo circostante, alterando il regime idrico delle fondazioni. La tecnica di imbibizione per contatto — adottata per gli altari — è particolarmente indicata quando la perforazione del substrato lapideo è esclusa per ragioni conservative o di integrità del manufatto.
Quali norme regolano il risanamento murario negli edifici storici vincolati?
Il contesto normativo di riferimento comprende:
- UNI EN 998-1 e UNI EN 998-2: specifiche per malte da muratura, con particolare rilievo per le boiacche antisaline utilizzate nella neutralizzazione delle efflorescenze.
- D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio): definisce i vincoli procedurali e autorizzativi per qualsiasi intervento su edifici di interesse storico-artistico, inclusa la necessità di preventiva autorizzazione della Soprintendenza.
Quali vantaggi tecnici offre il sistema Dry Kit System rispetto ad altri metodi di risanamento?
Il sistema Dry Kit System si distingue per la possibilità di operare su murature in stato di umidità attiva senza necessità di preventiva asciugatura completa del substrato — condizione spesso impossibile da garantire in edifici storici aperti o con falda freatica instabile. L'applicazione a lenta diffusione consente al formulato polisilossanico di penetrare capillarmente prima della polimerizzazione, massimizzando la continuità della barriera. Rispetto alle tecniche meccaniche (iniezione a pressione), riduce il rischio di fessurazioni indotte e risulta meno invasivo sulle murature originali.
Qual è la durata attesa di una barriera chimica polisilossanica e quali controlli sono necessari?
In generale, le barriere chimiche a base polisilossanica, se formulate con adeguato contenuto di sostanza attiva, hanno dimostrato nelle prove di invecchiamento una stabilità e una durabilità molto elevate, senza alterazioni molecolari significative anche nel lungo periodo. La durata effettiva del trattamento dipende comunque dal tipo di muratura, dal regime idrico del suolo e dalle condizioni climatiche. Il monitoraggio dell’umidità residua nelle murature trattate dovrebbe essere effettuato con cadenza almeno biennale tramite igrometri a sonda o misuratori a microonde. L’efficacia del trattamento antisalino (bioacche TRH 745 e TRB 305) deve essere verificata mediante ispezione visiva delle superfici dopo i primi cicli stagionali. Inoltre, le barriere chimiche realizzate da Tecnored negli ultimi 45 anni con formulati idrofobizzanti di ultima generazione risultano tuttora perfettamente funzionanti e prive di problematiche prestazionali rilevanti.
Quali errori progettuali o applicativi si devono evitare nel risanamento di murature storiche?
I principali errori riscontrati nella pratica professionale sono:
- Diagnosi insufficiente: intervenire senza mappatura preventiva dell'umidità e analisi delle sali solubili porta a scelta errata del prodotto e fallimento del trattamento nel medio termine.
- Incompatibilità del formulato con il substrato: l'uso di prodotti non testati su murature in laterizio antico o pietra locale può causare rigonfiamenti, distacchi o alterazione cromatica.
- Mancato trattamento antisalino preventivo: applicare la barriera idrofobizzante su substrato non desalinizzato intrappola i sali residui, accelerando il degrado interno.
- Perforazione non autorizzata di manufatti lapidei vincolati: come nel caso degli altari di San Teonisto, la tecnica di imbibizione per contatto è l'unica opzione accettabile in assenza di autorizzazione specifica della Soprintendenza.
- Assenza di monitoraggio post-intervento: la mancata verifica strumentale periodica impedisce di rilevare in tempo eventuali inefficacie localizzate della barriera.
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