Restauro e Conservazione | Progettazione
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Restauro e riuso: il recupero "funzionale" in museo della Chiesa della Madonna del Carmine di Noto

L'articolo è dedicato al recupero “funzionale” delle aree interessate dall’intervento strutturale della Chiesa della Madonna del Carmine di Noto ed il loro riutilizzo come piccolo museo destinato all’esposizione di oggetti sacri.

Intervento di riuso della Chiesa della Madonna del Carmine con l'allestimento di un piccolo museo

Il lavoro esposto negli articoli, il primo " Diagnosi e recupero strutturale: tecniche di indagine e rilievo per la Chiesa della Madonna del Carmine di Noto " e il secondo " Consolidamento con rinforzi strutturali FRCM: ripristino della volta di copertura e della scala di accesso della Chiesa di Noto " si perfeziona in questa appendice che ne costituisce la naturale conclusione, nella quale viene sinteticamente illustrato il recupero “funzionale” delle aree interessate dall’intervento strutturale ed il loro riutilizzo come piccolo museo destinato all’esposizione di oggetti sacri.

L’intervento di riuso è stato progettato e ne sono state predisposte le vetrine per garantire la fruizione di un patrimonio che era conservato e che risultava poco fruibile da parte dei numerosi fedeli che visitano questa chiesa.

L’ attribuzione di una destinazione d’uso che ne garantisse la fruizione risulta essere una conditio sine qua non per garantire la possibilità di conservare qualunque bene che possa essere tramandato alle future generazioni. In questo caso, l’allestimento del piccolo museo localizzato nella tribuna della chiesa di S.Maria del Carmine, non mostra solo gli arredi sacri, ma lo stesso contenitore assurge al rango di museo di se stesso, da cui fa bella mostra l’aula della chiesa con il suo soffitto affrescato e con gli altari settecenteschi a marmi mischi.

Il progetto SMART ART, oltre alla messa a punto di materiali e tecniche per il consolidamento, prevedeva anche l’allestimento di uno spazio da destinare all’esposizione di suppellettili e pertanto si è ritenuto opportuno dotare lo spazio di alcuni espositori e progettare un percorso di visita funzionale allo scopo.

Per questa ragione nel seguito è descritto sinteticamente il progetto mediante il quale sia possibile consentire la fruizione degli spazi della cantoria tanto per attività sociali che per esporre i numerosi paramenti sacri, ostensori, pianete, stole, piviali presenti nella Chiesa della Madonna del Carmine di Noto.

 

Il progetto

Lo stato di fatto della chiesa richiedeva due interventi distinti, ma tra loro interconnessi: da un lato gli interventi necessari alla conservazione della chiesa, dall’altro tesi alla fruizione della cantoria nella quale allocare un piccolo museo dove raccogliere i reperti di proprietà della parrocchia costituiti da vari paramenti sacri, ostensori, pianete, stole, piviali etc.

Per tale motivo è stato necessario demolire alcune murature per permettere lo smontaggio della scala a chiocciola metallica ed il ripristino delle forme originarie della cantoria. Si è ipotizzato al ripristino di una apertura, oggi tamponata con un muro in blocchi di tufo, posta sul fianco della chiesa che dà accesso all’endonartece per ottenere un accesso per i diversamente abili con minore impatto visivo rispetto a quello esistente. Tuttavia si è reputato necessario procrastinare tale intervento a causa della capienza del budget relativo all’intervento pilota.

 

Figura 1. Pianta della chiesa con ipotesi di spostamento dell’accesso per i disabili in posizione meno impattante con il monumento. (crediti immagine: Vincenzo Domenico Venturi)

  

La rifunzionalizzazione della cantoria e la realizzazione di un piccolo spazio espositivo

In ordine alla sistemazione del piccolo museo nel quale esporre i paramenti sacri di proprietà della chiesa da localizzare nella cantoria si è elaborato un progetto che vede l’impiego di espositori minimali che, oltre ad essere poco dispendiosi da realizzare, consentono un’ampia flessibilità per l’esposizione di vari tipi di suppellettili.

   

Figura 2. Pianta della cantoria con la sistemazione degli espositori. (crediti immagine: Vincenzo Domenico Venturi)

   

Figura 3. a - b - c. Sezioni longitudinali e sezione trasversale della cantoria e dell’esonartece della chiesa con l’indicazione della posizione degli espositori studiati per garantire la massima flessibilità. (crediti immagine: Vincenzo Domenico Venturi)

L’intervento

Sono state smontate le pavimentazioni, sia della cantoria, sia della sua copertura , tra loro leggermente differenti in ordine alla dimensione degli elementi laterizi utilizzati confermando così una differente cronologia di realizzazione. Le volte, che risultavano riempite di materiali di risulta, sono state svuotate fino all’altezza delle reni ripulendole dai residui di malta non coerente con il supporto e dalle polveri.

   

Figure 4 a-b. Il ponteggio allestito sulla facciata della chiesa e lo smontaggio della pavimentazione della copertura del matroneo. (crediti di immagine: Vincenzo Domenico Venturi)

  

Figura 5. La svuotatura delle volte e lo smontaggio della scala metallica posticcia e della muratura che ne impediva la vista sottraendo spazio alla cantoria. (crediti immagine: Vincenzo Domenico Venturi)

  

Si è provveduto a ripristinare un passaggio che originariamente consentiva l’accesso e che era stato riempito con una muratura realizzata con scapoli di pietra legati con malta di calce. Tale passaggio è stato liberato nel corso dei lavori ed ha consentito di ripristinare l’originario accesso alla copertura della cantoria integrando i resti della scala esistente in muratura, con una scala metallica di minimo impatto estetico che conferiscono all’intervento la massima reversibilità.


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