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Ridisegnare la soglia urbana: la lezione progettuale di Siddi (Sud Sardegna)

La pavimentazione in ambito urbano assume un ruolo progettuale strategico. A Siddi (SU), la riqualificazione di Via Napoli dimostra come possa incrementare sicurezza, leggibilità e qualità dello spazio pubblico, trasformando criticità infrastrutturali in dispositivi integrati capaci di generare continuità, orientamento e identità urbana.

La riqualificazione di Via Napoli a Siddi mostra come la pavimentazione possa superare il ruolo di semplice finitura stradale e diventare dispositivo progettuale. Il progetto interviene su criticità tipiche dei margini urbani - assenza di marciapiedi, fondo degradato, fossato percepito come rischio - trasformandole in sicurezza, orientamento e spazio pubblico. Bitumatura, percorsi pedonali, muretti a secco, corten e luce costruiscono una soglia urbana identitaria, utile come riferimento per progettisti impegnati nei piccoli centri.


Il progetto di riqualificazione tra sicurezza, identità e paesaggio

Nel progetto di riqualificazione di Via Napoli a Siddi, firmato dall’architetto Martino Picchedda, la trasformazione di una semplice infrastruttura stradale diventa anche occasione per riflettere sul ruolo della pavimentazione nello spazio pubblico contemporaneo.

Non si tratta infatti di un intervento limitato alla manutenzione del manto stradale o all’inserimento di nuovi percorsi pedonali, ma di una vera operazione di ridefinizione della soglia urbana, in cui il suolo – carrabile e pedonale – assume una funzione centrale nella costruzione dell’esperienza spaziale, nella sicurezza e nella narrazione del luogo.

Vista d’insieme della nuova soglia urbana di Siddi: l’inserimento del dispositivo in acciaio corten ridefinisce l’ingresso al borgo, mettendo in relazione infrastruttura stradale e paesaggio agricolo della Marmilla. Progetto dell'arch. Martino Picchedda. (© Photo Cédric Dasesson)

Dalla criticità infrastrutturale alla costruzione dello spazio

Prima dell’intervento, Via Napoli presentava condizioni tipiche di molte periferie urbane:

  • assenza di marciapiedi;
  • fondo stradale deteriorato;
  • scarsa leggibilità degli spazi;
  • presenza di un fossato in calcestruzzo per la raccolta delle acque meteoriche, percepito come elemento di rischio.

Il progetto ribalta questa condizione partendo da una logica chiara: non correggere solo le criticità, ma trasformarle in dispositivi spaziali.

In questo senso, la pavimentazione non è più solo un elemento tecnico, ma diventa infrastruttura di sicurezza, elemento di continuità urbana, supporto per la costruzione di luoghi di sosta e relazione.

Pavimentazione: prestazione, sicurezza e leggibilità

L’intervento sulla carreggiata, apparentemente “ordinario”, riveste in realtà un ruolo fondamentale nel progetto.

La nuova bitumatura:

  • migliora la regolarità del piano di calpestio e di scorrimento,
  • aumenta la sicurezza veicolare,
  • contribuisce alla leggibilità complessiva dell’asse urbano.

In un contesto di accesso al borgo, la pavimentazione stradale assume anche una funzione percettiva: segna il passaggio da spazio extraurbano a spazio abitato, accompagnando l’ingresso nel paese.

Per il progettista, questo significa lavorare non solo sulle prestazioni meccaniche del conglomerato bituminoso, ma anche sulla sua capacità di costruire una soglia riconoscibile.

Marciapiedi e percorsi: il suolo come infrastruttura lenta

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è la realizzazione dei marciapiedi, che ridefiniscono completamente il rapporto tra pedone e strada.

Continuità e connessione territoriale

Il sistema dei percorsi pedonali connette in modo continuo il borgo di Siddi, la campagna circostante e la nuova area di sosta, superando la frammentazione preesistente. Il sistema dei percorsi si configura così come un’infrastruttura lenta, capace di attivare relazioni funzionali e percettive tra paesaggio e abitato, migliorando accessibilità, orientamento e qualità dello spazio pubblico.

Materiali e identità locale

Particolarmente significativa è la scelta di affiancare al marciapiede sud un muretto a secco in basalto e marna, materiali coerenti con la tradizione costruttiva locale. La soluzione assolve a più funzioni: definisce e contiene il percorso pedonale, introduce un linguaggio materico radicato nel contesto e consolida la continuità tra spazio costruito e paesaggio agricolo. In questa logica, il materiale non è trattato come semplice finitura, ma come dispositivo progettuale capace di attivare memoria e appartenenza, in linea con il pensiero architettonico di Peter Zumthor.

Il muretto a secco in basalto e marna accompagna il percorso pedonale, garantendo contenimento e continuità materica con il contesto rurale circostante. Progetto dell'arch. Martino Picchedda. (© photo Cédric Dasesson)

Il trattamento del fossato: da discontinuità a spazio pubblico

Il passaggio più significativo dal punto di vista progettuale riguarda la riconfigurazione del fossato. Da elemento puramente tecnico e percepito come fattore di rischio, viene reinterpretato come componente attiva dello spazio pubblico: fulcro spaziale, ambito di sosta e dispositivo narrativo capace di qualificare l’esperienza e la percezione del luogo.

Pavimentazione e modellazione del suolo

La riconfigurazione dell’area attorno al fossato implica una ridefinizione delle quote e delle superfici, che consente di:

  • rendere lo spazio accessibile e sicuro;
  • integrare percorsi e sedute;
  • costruire una nuova centralità.

La pavimentazione qui lavora in sinergia con:

  • il muretto intonacato (seduta/parapetto);
  • la lamiera in acciaio corten;
  • gli elementi di illuminazione.

Materia e suolo: il dialogo tra corten e pavimentazione

L'elemento più iconico del progetto è l’inserimento della lamiera in acciaio corten che segue il perimetro del fossato, ispirata alla sezione delle tombe dei giganti, come Sa Domu e S'orcu.

In questo sistema, la pavimentazione svolge un ruolo fondamentale:

  • accoglie e mette in risalto l’elemento metallico;
  • costruisce il piano di relazione tra corpo e architettura;
  • amplifica la percezione della forma.

Il corten, materiale “vivo” - così come definito dallo scultore Richard Serra - evolve nel tempo attraverso processi di ossidazione controllata, instaurando un dialogo continuo con il suolo e con il paesaggio.

Le superfici orizzontali contribuiscono a questo dialogo riflettendo le variazioni cromatiche, stabilendo continuità visiva con il contesto agricolo, rafforzando la percezione del luogo.

Dettaglio dell’intervento: la lamiera in acciaio corten, integrata con la pavimentazione e il sistema di seduta, trasforma il margine stradale in spazio di relazione e sosta. (© Photo Cédric Dasesson)

Un modello per la riqualificazione delle soglie urbane

Il progetto di Martino Picchedda offre una riflessione utile per molti contesti analoghi. La lezione per i progettisti è chiara: lavorare sul suolo significa intervenire sulla qualità della città, poiché ogni scelta di pavimentazione produce effetti spaziali, percettivi e culturali. Anche interventi apparentemente minori possono generare qualità urbana quando sono guidati da una visione coerente.

A Siddi, la riqualificazione di una strada diventa così un progetto complesso, in cui infrastruttura, paesaggio e architettura si integrano. In questo processo, la pavimentazione assume un ruolo centrale e consapevole.

Crediti del progetto
Luogo: Siddi (SU) 
Committente: Comune di Siddi
Progetto cofinanziato da: RAS - Assessorato Lavori Pubblici - LR21 febbraio 2023 n. 1, art. 10, comma 8 interventi nella viabilità di interesse locale e regionale
Progetto: Arch. Martino Picchedda 
Direzione Lavori: Arch. Martino Picchedda 
RUP: Arch. Salvatore Cadau
Imprese esecutrici
Lavori Edili e stradali: I.C.A. di Attardo Carmelo; FF SERCI s.r.l.; TECNO SIGNAL S.R.L.; 
Installazioni metalliche: Giovanni Pinna.
Dimensione: 200ml
Data di completamento: 2025
Importo lavori: 225.000 €
Importo Complessivo del Progetto: 330.000 €
Fotografie: Cédric Dasesson
Materiali
Cordonate Basalto: PERDAS BASALTI & LAPIDEI, Paulilatino (OR)
Basalto e Marne: Siddi (SU)
Pavimentazioni: Gruppo Edil Piras, Tortolì (SU)
Illuminazione: Lumeitalia, Milano (MI)

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