Riuso Lambrate: come un cortile diventa città grazie alla rigenerazione architettonica strategica
La trasformazione di un ex laboratorio a Lambrate mostra come la rigenerazione minuta possa creare nuove residenze temporanee, riqualificare spazi residuali e rafforzare la qualità urbana interna ai tessuti consolidati. L’articolo analizza il progetto UptoHome, le soluzioni tecniche adottate, gli interventi architettonici e impiantistici e gli impatti per i professionisti del settore.
Residenze temporanee UptoHome: il caso Riuso Lambrate come modello di micro-ricettività urbana
Nel contesto della rigenerazione urbana di Milano Est, un ex laboratorio interno a un cortile è stato trasformato in residenze temporanee per il marchio UptoHome, valorizzando spazi interni, aree esterne e qualità architettonica complessiva.
Dopo una lunga stagione di grandi trasformazioni urbane, Milano sta attraversando una nuova fase di rigenerazione minuta, capace di intervenire negli spazi interni alla città consolidata: corti, piccoli edifici artigianali e volumi di servizio costruiti tra gli anni Cinquanta e Sessanta. In questi luoghi, strategici per i city users e ben connessi ai trasporti, i vecchi edifici dismessi diventano opportunità per nuove forme dell’abitare contemporaneo.
In questo scenario nasce Riuso Lambrate, progetto di riqualificazione e cambio d’uso di un basso fabbricato produttivo interno a una corte residenziale nella periferia Est di Milano, a pochi passi dalla Stazione di Lambrate.
L’obiettivo dell’intervento è stato quello di trasformare completamente l’edificio e il suo piano seminterrato – in parte esteso sotto il cortile – migliorandone qualità architettonica, spaziale ed energetica, rendendolo idoneo alla nuova destinazione residenziale. Il complesso entrerà a far parte dell’offerta di UptoHome, brand dedicato all’abitare temporaneo nella zona Est di Milano.

Un nuovo sistema di relazioni tra edificio e corte
Il progetto ha avuto origine da un attento rilievo dello stato di fatto. L’edificio, con impianto a L, abbracciava due lati della corte di un palazzo di sei piani affacciato su strada: un corpo sud composto da un piano rialzato e da un seminterrato, e un corpo est a un solo livello. La copertura piana ospitava una terrazza e un volume verandato.
La trasformazione ha riguardato sia la distribuzione interna sia il rapporto tra edificio, corte e nuovi ingressi. Intervento fondamentale è stato la liberazione del piano seminterrato, portato interamente fuori terra attraverso lo scavo di parte della corte e la sua reinterpretazione come spazio condiviso. Il cortile è oggi un patio ribassato con gradonate, sedute e piantumazioni, pensato come luogo di incontro, sosta e vita all’aperto.
Dieci nuove residenze e spazi comuni
Il nuovo complesso residenziale comprende dieci unità abitative – monolocali, bilocali e trilocali – tutte con ingresso autonomo.
- 4 appartamenti si affacciano sul patio ribassato;
- 4 appartamenti sono collocati al piano rialzato con accesso tramite scale esterne in cemento e parapetti bianchi;
- 1 unità deriva dalla riorganizzazione del fronte est;
- 1 bilocale è collocato nel nuovo volume a falde costruito sulla terrazza, in sostituzione dei vecchi corpi tecnici.
Sotto il cortile, negli ambienti prima interrati, sono stati realizzati i servizi comuni: cantine, lavanderia, magazzino, locale rifiuti e un locale polifunzionale a disposizione dei residenti, pensato come spazio per lavorare, studiare o organizzare piccole attività collettive.

Un’architettura unitaria e contemporanea
La nuova immagine dell’edificio è definita da volumi essenziali e superfici bianche che armonizzano il complesso, mentre le grandi portefinestre garantiscono luminosità e continuità con la corte. Parapetti leggeri e rampe brevi mantengono arioso lo spazio centrale, trasformando quello che era uno spazio di servizio in un vero pezzo di città.
Dal punto di vista energetico, l’edificio è stato completamente riqualificato: cappotto termico esterno, contropareti isolate, serramenti in alluminio a taglio termico, climatizzazione e acqua calda sanitaria prodotte da pompe di calore e impianto fotovoltaico in copertura.
Interni e materiali
Gli interni sono caratterizzati da una palette coerente: pavimenti in pietra grigia, tinte neutre, dettagli in rovere, azzurro chiaro, bianco lucido e tocchi di ocra e grigio scuro. Gli ambienti sono progettati secondo criteri di essenzialità e flessibilità, coerenti con la filosofia di DAP studio legata alla temporaneità dell’abitare e all’ottimizzazione dello spazio minimo.
Un nuovo modo di abitare Milano
Gli spazi comuni e la corte promuovono socialità e condivisione tra residenti, compensando le dimensioni contenute delle unità e favorendo la creazione di una comunità dinamica e informale.
Riuso Lambrate interpreta i nuovi modi di vivere la città: spazi piccoli ma ben progettati, servizi condivisi, luoghi di relazione e un’architettura capace di dare nuova vita agli interstizi urbani.
I PROGETTISTI
DAP studio, con sede a Milano dal 1992, opera nel campo della progettazione architettonica a varie scale di intervento.
I lavori dello studio, apparsi in numerose pubblicazioni e vincitori di premi e riconoscimenti, si distinguono per l’attenzione al dettaglio, il dialogo con il contesto e la qualità di un linguaggio architettonico in grado di dar vita a processi di rigenerazione territoriale.
I progetti sviluppati affrontano tematiche diversificate: edifici pubblici e centri multifunzionali, terziario, residenze, riqualificazione urbana.
Tra le opere pubbliche più significative si segnalano la Biblioteca di Castellanza, il Centro Gritti a Ranica (premio Ordine Architetti Bergamo e premio Fassa Bortolo), la Biblioteca Elsa Morante di Lonate (premio Philippe Rotthier ed esposta alla 12. Biennale di Architettura di Venezia del 2010), il Centro della Musica di Cassano d’Adda e, tra i lavori più recenti, i centri culturali di Varese, Busto Arsizio e Parabiago, la Biblioteca del Consiglio Regionale di Torino e il Museo Richard Ginori a Sesto Fiorentino.
Operazioni di rilievo nel terziario sono le sedi di SGR Swiss Global Service a Milano, di Ferretti International a Dalmine e di GFT Italia in diverse città italiane. In ambito residenziale DAP studio ha realizzato complessi di Social Housing in Liguria per DeA Capital, residenze universitarie a Torino per Reale Immobili e strutture ricettive a Milano per varie società immobiliari.
CREDITI DI PROGETTO
Committente: Guidig Srl, per il marchio UPTOHOME
Progetto architettonico: DAP STUDIO / elena sacco, paolo danelli e Progetec
Coordinamento: PAOLO DANELLI, DAP STUDIO
Progetto strutture: Studio Scolari
Progetto impianti: Zenucchi srl
Dimensionamento: 1490 mq
Foto: Marco Introini, Filippo Ferrarese
FORNITORI:
Opere edili: lo.ga
Realizzazione massetti: Mcs
Impermeabilizzazioni: Imperedil
Volume a secco piano primo struttura in acciaio: Scaffsystem
Involucro edilizio: Knauf
Copertura in metallo: Copermont
Profili serramenti finestre e portefinestre: Schuco
Lucernari: velux
Serramentista: AB.System srl
Climatizzazione unità interne: Innova
Pompe di calore: Mitsubishi
Installatore impianti: Eurotherm
Impianto wi fi centralizzato: 10punto10
Impianto fotovoltaico: Iniziative energetiche
Pavimentazioni interne ed esterne: Granulati Zandobbio
Rivestimenti bagni: Gruppo Bardelli - Ceramica Vogue
Sanitari prodotti: Ideal standard
Fornitore: Smir /colombo Idro
Scaldasalviette elettrici: Irsap
Porte esterne di ingresso: Scrigno
Porte interne: Saba (parmaporte)
Porte reversibili parti comuni: Elmo
Tappezzerie: Vescom
Tendaggi: Grafitec
Illuminazione prodotti: Ideal Lux
Illuminazione fornitore: Telmotor
Arredi: Ikea, Maison du monde, La Redoute
Fonte: DAP STUDIO
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