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Quelle “quattro linee a terra” che salvano la vita: il ruolo della segnaletica orizzontale nella sicurezza dei luoghi di lavoro

La segnaletica orizzontale nei luoghi di lavoro non è un semplice elemento grafico su una pavimentazione, ma uno strumento essenziale di prevenzione degli infortuni. Nei contesti industriali complessi, le linee tracciate a terra diventano un vero sistema informativo capace di organizzare la circolazione di mezzi e persone. In questo articolo analizziamo normativa, responsabilità e criteri progettuali.

La segnaletica orizzontale nei luoghi di lavoro svolge un ruolo fondamentale nella gestione dei flussi di mezzi e persone all’interno di stabilimenti, magazzini e aree produttive. Non si tratta solo di linee tracciate a terra, ma di un vero sistema informativo di sicurezza che contribuisce a prevenire incidenti e interferenze operative. L’articolo analizza il quadro normativo di riferimento, le responsabilità del datore di lavoro e i criteri progettuali utili per pianificare la viabilità interna e garantire percorsi chiari, riconoscibili e coerenti con le dinamiche reali di un impianto industriale.


Sommario tematico

  • ruolo della segnaletica nella sicurezza industriale
  • quadro normativo europeo e italiano
  • responsabilità del datore di lavoro
  • progettazione della viabilità interna
  • gestione e manutenzione della segnaletica

  

Stando al parere comune, chiunque è in grado di buttar giù “quattro righe sull'asfalto”, ma la prospettiva cambia assieme al contesto: in ambito industriale, quelle stesse "quattro righe" diventano l’ossatura silenziosa di un sistema informativo che richiede pianificazione, attenzione per i dettagli e, soprattutto, un approccio decisamente pragmatico nel riconoscere le criticità sul campo.

  

Perché la segnaletica orizzontale è fondamentale per la sicurezza negli impianti industriali

Immaginiamo per un attimo di salire in macchina e di metterci in viaggio per una destinazione nota. Probabilmente, il ricorso al navigatore non sarà necessario se abbiamo buona memoria, ma (sempre per ipotesi), supponiamo che − già dopo i primi due-tre incroci − risulti evidente che la segnaletica sull'asfalto è del tutto scomparsa. Ora, se anche voi − come me − godete le gioie e i dolori della vita in provincia, non sarete poi così stupiti : se, tuttavia, la situazione perdurasse sino all'ingresso in autostrada, è verosimile che iniziate a meravigliarvi.

Se poi il vostro tragitto non fosse affatto breve e, anzi, finisse col condurvi in un'altra regione o, magari, oltreconfine, la completa assenza di indicazioni a terra inizierebbe quasi certamente a mettervi a disagio, se non proprio in allarme. Superata quella curva, vi troverete ancora sulla corsia giusta? La linea di mezzeria consente, o meno, il sorpasso in quel punto? Alla prossima svolta, potrete immettervi senza rischi?

Il fatto di essere ottimi guidatori e di conoscere la vostra automobile non vi lascia del tutto confidenti che, in vostra assenza, le cose non siano cambiate rispetto a ciò che ricordavate dall'ultima volta che siete stati nei paraggi. In breve, non siete tranquilli anche se, adesso, avete nelle orecchie le indicazioni del satellitare intento a ricalcolare e se, comunque, cartelli e semafori non sono svaniti anch'essi nel nulla.

Sospendiamo adesso il nostro sforzo d'immaginazione, ma teniamoci stretto quel senso di disagio e cerchiamo di trasporlo in un contesto più articolato rispetto ad una malinconica rotonda all'incrocio con ipermercati e concessionari: pensiamo di doverci muovere autonomamente (e senza navigatore, stavolta) all'interno di un grande (enorme) impianto industriale come potrebbe essere l'ex-ILVA di Taranto, con i suoi oltre 1'500 ettari di estensione.

Molto in breve, è plausibile che la segnaletica a terra rappresenterà la nostra principale ancora di salvezza (assieme alle altre indicazioni predisposte per evitare che ci smarriamo tra altoforni e parchi di raccolta, beninteso), garantendo che non solo riusciamo a raggiungere gli uffici (o una delle uscite principali), ma che − nel farlo − la selezione naturale non eserciti su di noi i propri diritti, evitando di essere schiacciati da mezzi pesanti, di ritrovarci a parcheggiare dove poi sarà rovesciata una tonnellata di carbone o di introdurci in aree a rischio rilevante, magari proprio mentre è in corso una colata.

In quest'ottica, si potrebbe affermare che quelle "quattro linee colorate per terra", benché scontate, costituiscano un ausilio efficace per gestire (e proteggere) il transito di risorse e persone in un'ampia gamma di contesti, al pari di altri strumenti forse più raffinati .

In che modo, allora, si realizza (e si preserva) un sistema informativo di questo genere?

Cos’è la segnaletica orizzontale di sicurezza nei luoghi di lavoro

La segnaletica orizzontale di sicurezza è l’insieme delle linee, simboli e marcature applicate sulle superfici di pavimenti, piazzali o vie di transito all’interno dei luoghi di lavoro con lo scopo di organizzare i flussi di persone e mezzi e ridurre i rischi di incidente.
Questa forma di segnalazione visiva rientra tra gli strumenti di prevenzione previsti dal D.Lgs. 81/2008, che impone l’utilizzo della segnaletica quando i rischi non possono essere eliminati con altre misure tecniche o organizzative. La segnaletica orizzontale viene utilizzata, in particolare, per delimitare percorsi pedonali, corsie per veicoli e carrelli elevatori, aree di stoccaggio, zone di pericolo e spazi di manovra, contribuendo a rendere immediatamente leggibile la viabilità interna degli stabilimenti.
Dal punto di vista tecnico, la progettazione e le prestazioni dei materiali utilizzati per la segnaletica sono trattate in diverse norme tecniche, tra cui la UNI EN 1436, relativa alle prestazioni della segnaletica orizzontale, e linee guida come la UNI/TR 11670, che definiscono requisiti funzionali e criteri di durabilità.

 

Segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro: cosa prevede il D.Lgs. 81/2008

In Italia, benché possa apparire un'ovvietà, la prima fonte normativa di rilievo in materia è rappresentata dal Testo Unico 81/08 che mutua una quota-parte dei contenuti al riguardo dalla più che matura Direttiva UE 92/58/CEE in fatto di segnali e segnaletica .

La UNI EN ISO 7010 segue col consueto compassato distacco tipico delle pubblicazioni del nostro Ente Italiano di Norma-zione, raccogliendo, disambiguando e − quel che più importa ai virtuosi della certificazione − armonizzando i concetti-chiave legati all'ambito dei "Segni grafici | Colori e segnali di sicurezza | Segnali di sicurezza registrati" con cadenza più o meno decennale.

In breve? A valle della necessaria valutazione dei rischi e fatte le debite premesse riportate nell'Art. 161 , "il datore di lavoro fa riscorso alla segnaletica di sicurezza" in modo conforme e "anche in riferimento alle norme di buona tecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica."

Fatta salva la grande fiducia che il legislatore, evidentemente, ripone nel concetto di "tecnica", si passa a chiarire la necessità di informare (e formare) i lavoratori in merito al significato, se non proprio all'utilità, delle specifiche forme di segnalazione che si è scelto di adottare in azienda.

E per quel che interessa la segnaletica orizzontale vera e propria? Apprendiamo che "il datore di lavoro, per regolare il traffico all'interno dell'impresa o dell'unità produttiva, fa ricorso, se del caso, alla segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale , ferroviario, fluviale, marittimo o aereo, fatto salvo quanto previsto dall'Allegato XXVIII (che, incidentalmente, non supera le venti righe, compresi titoli e capoversi).

L'Art. 165 chiude il Titolo in modo lapidario, infine, riassumendo le sanzioni per gli inadempienti.

 

Norme tecniche sulla segnaletica orizzontale: UNI, ISO e requisiti prestazionali

Volendo spingersi un po' più in là sotto il profilo tecnico-funzionale, ci sono (parzialmente) d'aiuto alcune norme come la UNI/TR 11670 ("Linea guida per la definizione dei requisiti tecnico-funzionali della segnaletica orizzontale"), la UNI EN 1824 ("Materiali per segnaletica orizzontale. Prove su strada") e la UNI EN 1436 ("Materiali per segnaletica orizzontale. Prestazioni della segnaletica orizzontale per gli utenti della strada e metodi di prova") che si focalizzano su aspetti, appunto, prestazionali quali durabilità, resistenza all'usura e prestazioni minime attese.

Le UNI 7543-1/3 si concentrano su "Colori e segnali di sicurezza", mentre − finalmente − la "norma di buona tecnica" ISO 16069 ("Graphical Symbols. Safety Signs. Safety Way Guidance Systems (SWGS)") pare concedere un po' di spazio al tema che ci preme maggiormente, benché in maniera circoscritta al contesto emergenziale e al netto delle indicazioni su componenti tattili, acustici e fotoluminescenti.

I più volenterosi potranno spingersi a sfogliare le UNI/TS 11886-1/2 (dedicate alle protezioni antiurto) che non regolano direttamente la segnaletica orizzontale, ma la richiamano come elemento funzionale della viabilità interna e della sicurezza nelle zone di movimentazione giudicate rilevanti.

 

Segnaletica assente e responsabilità del datore di lavoro: cosa dice la giurisprudenza

Se, fin ora, il quadro d'assieme non sembra particolarmente chiaro, risulta sin troppo lampante − invece − che l'inadempienza su questi aspetti della sicurezza occupazionale sia oggetto di varie sentenze d'interesse utili a capire, se non altro, il punto di vista di chi, la Legge, la applica.

Partiamo con la sentenza di Cassazione Penale (Sez. IV) n. 8489 del 14 marzo 2022 riguardante un lavoratore investito da un carrello elevatore in un'area priva di segnaletica adeguata a distinguere le vie di circolazione per i mezzi di lavoro e i percorsi pedonali. In questo caso, la Corte afferma che l'omissione ha avuto "sicuro rilievo causale" nel verificarsi dell'incidente.

La sentenza n. 27758 del 27 giugno 2023, invece, interessa una dipendente investita da un mu-letto davanti a un distributore di caffè. Anche in questa circostanza, la Cassazione ribadisce che l'assenza di segnalazione dei percorsi pedonali viola gli obblighi datoriali ed è determinante nel creare le condizioni che hanno portato all'infortunio.

Da ultimo (non in termini assoluti, ma solo ai fini delle nostre considerazioni), vale la pena di citare la precedente sentenza n. 10110 del 10 marzo 2023 che, non solo ribadisce gli stessi obblighi datoriali in caso di "traffico promiscuo" (es. operai, visitatori, muletti, carrelli ecc.), ma chiarisce che la nomina di un preposto (forse equiparato dal titolare al rango di vigile urbano azienda-le?) e l'uso di altri accorgimenti pratici (come l'abitudine di suonare il clacson per attirare l'attenzione) non sostituiscono l'obbligo strutturale in termini di segnaletica.

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L'articolo continua con la trattazione dei seguenti argomenti:

  • Come progettare la viabilità interna negli stabilimenti industriali
  • Progettazione dei percorsi pedonali e dei flussi di mezzi nelle aree produttive
  • Manutenzione e gestione della segnaletica orizzontale negli stabilimenti
  • Il futuro della segnaletica industriale: tra innovazione e soluzioni consolidate

  


FAQ TECNICHE

Quali norme regolano la segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro?

In Italia la segnaletica di sicurezza è regolata principalmente dal D.Lgs. 81/2008, che recepisce la Direttiva europea 92/58/CEE relativa alla segnaletica di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. La normativa stabilisce che il datore di lavoro deve utilizzare la segnaletica quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti tramite altre misure. A livello tecnico, norme come la UNI EN ISO 7010 e la UNI EN 1436 forniscono indicazioni sulla standardizzazione dei segnali e sulle prestazioni della segnaletica orizzontale.


Quando è obbligatoria la separazione tra percorsi pedonali e mezzi?

La separazione tra pedoni e mezzi è richiesta quando esiste un traffico promiscuo tra lavoratori e veicoli di movimentazione, come carrelli elevatori o mezzi pesanti. In questi casi, la progettazione della viabilità interna deve prevedere percorsi pedonali chiaramente identificati e, ove possibile, fisicamente separati tramite barriere o protezioni antiurto. La mancata distinzione dei percorsi può costituire una violazione degli obblighi di sicurezza del datore di lavoro.


Quali prestazioni deve garantire la segnaletica orizzontale?

La segnaletica deve garantire adeguati livelli di:

  • visibilità diurna e notturna
  • resistenza all’usura
  • aderenza e sicurezza per i veicoli

Le prestazioni sono disciplinate da norme tecniche come UNI EN 1436 e UNI EN 1824, che definiscono i metodi di prova e i livelli minimi richiesti per la segnaletica orizzontale.


Perché la segnaletica industriale è considerata un sistema informativo?

La segnaletica non è solo un elemento grafico ma un vero sistema di comunicazione visiva che organizza i flussi di persone, mezzi e materiali. Attraverso linee, colori e simboli è possibile definire percorsi, aree di sosta, zone di rischio e vie di fuga. In ambienti complessi, come grandi impianti industriali o magazzini logistici, questo sistema contribuisce a ridurre interferenze e incidenti.


Come deve essere gestita nel tempo la segnaletica industriale?

La segnaletica deve essere sottoposta a monitoraggio e manutenzione periodica. Usura del pavimento, modifiche del layout produttivo o cambiamenti nei flussi logistici possono rendere inefficaci le indicazioni esistenti. Per questo motivo molte aziende adottano procedure di revisione periodica e sistemi di gestione della sicurezza, come quelli previsti dalla ISO 45001, che includono anche la verifica dell’efficacia della segnaletica.

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