Fessurazione dei massetti ed utilizzo di armatura
Le fessure possono essere definite giunti naturali che il massetto crea nei punti in cui i carichi di trazione a cui è sottoposto superano la propria resistenza a trazione.
Pagina 3
Le fessure possono essere definite giunti naturali che il massetto crea nei punti in cui i carichi di trazione a cui è sottoposto superano la propria resistenza a trazione.
I massetti desolidarizzati sono quelli realizzati interponendo tra il massetto e il sottofondo uno strato separatore orizzontale e posizionando lungo il perimetro delle pareti e intorno alle strutture in elevazione uno strato di materiale comprimibile (giunti perimetrali).
I giunti di contrazione sono previsti per controllare la posizione delle fessurazioni da ritiro igrometrico durante la fase di stagionatura e per assorbire le variazioni dimensionali dovute al ritiro stesso. La geometria dei giunti di contrazione tiene conto della geometria della pianta del locale su cui viene posato il massetto.
Si supponga che il sottofondo non sia stato ancora posato, quindi, per tenere conto delle tolleranze di posa del sottofondo e dei vincoli architettonici, è possibile correggere la sua quota senza variare il pannello radiante e lo strato resiliente di progetto
Il Progettista del Sistema Pavimento è una nuova funzione in grado di proporre soluzioni tecnicamente ed economicamente sostenibili e compatibili con le esigenze dei cantieri edili odierni.
La necessità di misurare il contenuto di acqua libera nei sottofondi è necessario nei massetti aderenti in cui non è prevista nessuna barriera al vapore tra il sottofondo ed il massetto.
L’umidità residua del massetto viene determinata in cantiere mediante la misurazione effettuata con igrometro a carburo di calcio in conformità alla norma UNI 10329.
I massetti aderenti sono quelli realizzati in aderenza al sottofondo con impiego di appositi promotori di adesione (boiacca a base di acqua, legante e lattice o resina epossidica), se non diversamente indicato dal Progettista del Sistema Pavimento.
I massetti con impianti radianti tipo A1 e A2 UNI EN 1264-1 sono assimilabili a massetti galleggianti che incorporano nello spessore elementi riscaldanti/raffrescanti (tubazioni in materiale plastico o serpentine elettriche).
I massetti galleggianti sono posati su uno strato di isolamento termico e/o acustico e completamente separati da altri elementi dell’edificio quali pareti e strutture in elevazione. In questo caso lo spessore del massetto deve essere dimensionato in relazione alle caratteristiche di comprimibilità degli strati sottostanti.
I massetti desolidarizzati sono quelli realizzati interponendo tra il massetto e il sottofondo uno strato separatore orizzontale e posizionando lungo il perimetro delle pareti e intorno alle strutture in elevazione uno strato di materiale comprimibile (giunti perimetrali).
È possibile rilevare le varie prestazioni meccaniche del massetto direttamente, indirettamente, in cantiere e in laboratorio: quali considerare, come misurarle e con quali valori confrontarle.
Finalmente una guida sicura ed affidabile per il dimensionamento dei massetti radianti a basso spessore che differiscono sensibilmente da quelli tradizionali per ciò che concerne i parametri progettuali.
La corretta posizione e ampiezza dei giunti dei massetti deve essere determinata in fase progettuale. Ecco alcuni utili appunti tecnici sull'argomento tratti dal Codice di Buona Pratica Conpaviper.
Le caratteristiche del sottofondo influenzano direttamente e indirettamente le prestazioni del pavimento dal punto di vista geometrico, igrometrico, termo-acustico e meccanico.
L’aumento e la complicazione della stratigrafia al di sotto delle pavimentazioni hanno portato all’esigenza di dimensionare correttamente tutto il pavimento e non solo il massetto. Nell’articolo le principali prescrizioni contenute nella nuova revisione del Codice di Buona Pratica Conpaviper.
In occasione del SAIE 2022 è stata pubblicata la Rev. 5 del Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei Massetti e dei Pavimenti che, oltre alle modifiche riguardanti il testo, presenta una nuova veste grafica più chiara e accattivante.
Ecco un focus dedicato alle caratteristiche tecniche e prestazionali dei sistemi resinosi per realizzare superfici continue all'interno di ambienti che devono essere privi di ogni inquinante che possa alterare il processo produttivo
Lo scopo di questo articolo è quello di cercare, almeno per gli elementi e strati più trascurati e dimenticati, di spiegare la loro funzione e il perché essi sono assolutamente indispensabili per la corretta funzionalità del sistema impermeabile.
La realizzazione di un rivestimento resinoso si evolve in tre fasi che ogni operatore, consapevolmente o meno, attua nella sua quotidiana pratica lavorativa. Recentemente al servizio dell'operatore, sono state pubblicate le Linee Guida Conpaviper: strumento formativo e di orientamento tecnico.