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Massetti radianti: cosa c'è da sapere

I massetti con impianti radianti tipo A1 e A2 UNI EN 1264-1 sono assimilabili a massetti galleggianti che incorporano nello spessore elementi riscaldanti/raffrescanti (tubazioni in materiale plastico o serpentine elettriche).

I massetti con impianti radianti tipo A1 e A2 UNI EN 1264-1 sono assimilabili a massetti galleggianti che incorporano nello spessore elementi riscaldanti/raffrescanti (tubazioni in materiale plastico o serpentine elettriche). Nel perimetro di ogni ambiente deve essere presente una striscia perimetrale comprimibile (giunto perimetrale) che permetta le dilatazioni del massetto. Lo strato separatore avente funzione di freno al vapore deve essere posizionato al di sotto del pannello isolante del sistema radiante.

Si definiscono massetti radianti ribassati massetti con spessore minimo inferiore a quello previsto dalla norma UNI EN 1264-4, ovvero 3 cm sulla tubazione. Nella Rev. 5 Codice di Buona Pratica Massetti vengono presi in considerazione esclusivamente nell’Allegato G.

Nell’Allegato H del medesimo Codice sono riportati esempi dei più comuni errori nella posa degli impianti radianti con le relative proposte di correzione.

Lo strato isolante del sistema radiante deve poggiare su sottofondi leggeri con tolleranza di planarità non superiore a ±5 mm misurata col sistema riportato nel paragrafo 6.5 della Rev. 5 del Codice di Buona Pratica Massetti, per garantire che i vuoti al di sotto dei pannelli radianti siano contenuti. Per i sottofondi alleggeriti e pesanti si richiede la stessa tolleranza massima di planarità dei massetti: ±3 mm.

In fase progettuale, la quota del sottofondo deve essere pari a quella nominale aumentata della tolleranza di quota ammessa nella posa del massetto e del sottofondo. Ciò significa che il suo spessore finale deve essere inferiore a quello nominale. Questo accorgimento garantisce lo spessore minimo del massetto. Vedi paragrafo 6.3 del Rev. 5 Codice di Buona Pratica Massetti. Comunque la tolleranza massima della quota del sottofondo per i sottofondi leggeri deve essere inferiore a ±8 mm. Per i sottofondi alleggeriti e pesanti si richiede la stessa tolleranza massima della quota dei massetti: ±2 mm.

Il modulo di elasticità, e quindi la cedevolezza del sottofondo influenza in maniera determinante la resistenza meccanica e in generale le deformazioni di tutto il Sistema Pavimento. Gli stati limite ultimi saranno diversi in funzione della finitura: rottura del pavimento ceramico e lapideo, distacco del parquet e rottura del massetto in presenza di finiture resilienti, laminate tessili e resinose.

 

Sistemi radianti-Conpaviper

In queste applicazioni, in cui viene previsto un freno al vapore come elemento desolidarizzante, il contenuto di acqua libera del sottofondo non influenza direttamente il piano di posa. Comunque, in presenza di pavimentazioni in legno, è buona norma tenere presente che un’eccessiva umidità del sottofondo potrebbe, nel tempo, aumentare quella ambientale dei locali con effetti negativi sulla pavimentazione. Analogamente, anche in presenza delle altre pavimentazioni occorre non eccedere con il contenuto di acqua libera nel sottofondo che potrebbe risalire dai muri fino a staccare i battiscopa o infiltrarsi tra rivestimento e massetto.

Per il dimensionamento si rimanda all’Allegato A del Codice di Buona Pratica Massetti edito da Conpaviper.


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Tutto quello che è necessario sapere sui Massetti, in poche parole

Massimo Bocciolini, coordinatore del Comitato Tecnico Massetti di Conpaviper, ha predisposto una serie di "pillole" partendo dal Codice di Buona Pratica sui Massetti CONPAVIPER con l'obiettivo di rendere disponibile in forma semplificata le informazioni essenziali sui massetti di supporto. Ecco l'elenco delle pillole pubblicate: