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Traforo del Frejus, aperta al traffico la seconda canna. Sicurezza e sostenibilità i cardini dell'infrastruttura

Inaugurata la seconda canna del Traforo del Frejus, alla presenza dei ministri Salvini e Tabarot. L'opera potenzia la sicurezza e rafforza il collegamento strategico tra Italia e Francia.

Quasi 13 km di lunghezza e diametro interno di 8 mt: il Frejus diventa la galleria stradale a doppia canna più lunga d'Europa

Con una cerimonia ufficiale a Bardonecchia, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano Matteo Salvini e del Ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot, è stata inaugurata la seconda canna del Traforo del Frejus. Si tratta di un’opera di rilievo strategico per l’intera mobilità europea, che sancisce il completamento di un’infrastruttura chiave per il traffico transfrontaliero lungo l’asse Torino-Lione, nel cuore del corridoio TEN-T Mediterraneo.

Con 12,9 chilometri di lunghezza e un diametro interno di 8 metri, il nuovo tunnel si affianca a quello esistente, trasformando il Frejus nella galleria stradale a doppia canna più lunga d’Europa. L’intervento, frutto della collaborazione tra le concessionarie SFTRF (per la parte francese) e SITAF (per quella italiana), rientra in una visione comune tra Italia e Francia orientata a garantire infrastrutture moderne, sicure e sostenibili.

L’apertura della seconda canna non rappresenta solo un raddoppio strutturale: è un salto qualitativo sotto il profilo della sicurezza, della gestione del traffico e della resilienza operativa. A partire da oggi, ogni canna sarà dedicata a un senso di marcia: una configurazione che consente la separazione fisica dei flussi veicolari, riducendo drasticamente i rischi di collisioni frontali e migliorando l’efficienza del transito.

Questa separazione è accompagnata da una serie di innovazioni tecnologiche e impiantistiche, tra cui:

  • 34 rifugi pedonali di sicurezza (18 in territorio francese, 16 in quello italiano), collocati ogni 350-400 metri, che consentono un’evacuazione rapida in caso di emergenza;
  • 9 by-pass carrabili (5 in Italia e 4 in Francia) per garantire il passaggio dei mezzi di soccorso da una canna all’altra;
  • 6 stazioni tecniche interrate, fondamentali per il controllo degli impianti e dei sistemi di esercizio del tunnel.

Un moderno sistema di ventilazione longitudinale, dotato di acceleratori in volta e due centrali di estrazione massiva per l’espulsione rapida dei fumi in caso d’incendio.

Sistemi antincendio all’avanguardia, con rilevatori di fumo, nicchie attrezzate e dispositivi automatici di segnalazione.

 

Cerimonia di inaugurazione di un tunnel con il taglio del nastro, alla presenza di numerose autorità e rappresentanti istituzionali. Sullo sfondo, fumi colorati nei colori della bandiera italiana (verde, bianco e rosso) e francese (blu, bianco e rosso) si alzano nel cielo. Ai lati dell'ingresso del tunnel sono presenti pannelli con scritte in francese e italiano che celebrano l'apertura del passaggio come 'una soglia che si apre al futuro'. Bandiere italiane, francesi ed europee decorano la scena
Il momento dell'inaugurazione della seconda canna del Traforo del Frejus (Barabino & Partners)

 

Il cuore tecnologico: il nuovo posto di controllo centralizzato

Elemento cardine della gestione dell’intero sistema è il Posto di Controllo Centralizzato (PCC), una struttura tecnologicamente avanzata posizionata all’ingresso del tunnel sul versante italiano. Si tratta di una cabina di regia binazionale, in grado di monitorare e controllare in tempo reale tutte le attività delle due canne (G1 dalla Francia verso l’Italia, G2 dall’Italia verso la Francia), coordinando:

  • La circolazione e la segnaletica dinamica;
  • I sistemi di ventilazione e di illuminazione;
  • Le comunicazioni di emergenza e le procedure di evacuazione

Il PCC rappresenta una vera innovazione nell’ambito della cooperazione transfrontaliera, con personale italiano e francese che opera in stretta sinergia per garantire reattività, prevenzione e tempestività d’intervento in ogni situazione.

 

Un investimento strategico da 700 milioni di euro

Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di circa 700 milioni di euro, un impegno economico giustificato dalla portata dell’opera e dai benefici attesi. Il Traforo del Frejus è da sempre un nodo cruciale nei collegamenti tra Italia e Francia, ma anche un’infrastruttura chiave nel traffico merci e passeggeri tra il Nord Europa e il bacino del Mediterraneo.

Con la seconda canna, l’infrastruttura acquisisce nuova capacità e maggiore affidabilità, consolidando il suo ruolo nel sistema dei trasporti europei e contribuendo alla realizzazione degli obiettivi della Rete Trans-Europea dei Trasporti (TEN-T), che punta a una mobilità più integrata, sicura e sostenibile.

 

Sostenibilità e sicurezza: i pilastri del progetto

Uno degli aspetti più rilevanti di questo intervento è l’attenzione riservata alla sostenibilità ambientale. Le tecnologie impiegate sono state selezionate per ridurre al minimo l’impatto ecologico sia nella fase di costruzione sia durante l’esercizio. La ventilazione intelligente, il contenimento delle emissioni, la riduzione del rumore e la gestione efficiente dei flussi sono solo alcune delle misure adottate.

Dal punto di vista della sicurezza, l’opera rappresenta oggi uno dei tunnel stradali più avanzati in Europa. Il sistema antincendio, la rete di rifugi e bypass, e il costante monitoraggio dei parametri ambientali e strutturali permettono una gestione proattiva del rischio, ispirata ai più elevati standard europei.

Durante la cerimonia di apertura, i ministri Salvini e Tabarot hanno ribadito l’importanza della cooperazione tra i due Paesi, sottolineando come il successo del progetto sia frutto della volontà condivisa di costruire infrastrutture moderne, sicure e integrate. L’opera è stata portata a termine grazie al lavoro di centinaia di tecnici e professionisti italiani e francesi, in un clima di collaborazione che può diventare modello per il futuro sviluppo delle reti infrastrutturali europee.

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