Umidità di risalita a Genova: diagnosi e risanamento di un edificio vincolato con tecnologia CNT
A Genova l’umidità di risalita rappresenta una patologia edilizia diffusa negli edifici del centro urbano. Falde superficiali, murature storiche e scarsa ventilazione impongono diagnosi avanzate e tecnologie scientificamente validate. L’ing. Massimo Cesana illustra casi reali affrontati con la Tecnologia CNT di Domodry per affrontare la risalita capillare nel rispetto del costruito storico.
L’articolo analizza il problema dell’umidità di risalita nel contesto urbano di Genova, con particolare riferimento agli edifici storici del centro cittadino. Attraverso l’esperienza dell’ing. Massimo Cesana, vengono descritti approcci diagnostici basati su termografia di II livello e monitoraggi non invasivi.
Il contributo approfondisce l’applicazione della tecnologia CNT di Domodry, evidenziando il valore del metodo scientifico e della verifica nel tempo negli interventi su murature storiche e beni vincolati.
Umidità di risalita negli edifici storici di Genova: le cause di una patologia diffusa
Caratteristiche geomorfologiche e climatiche dell’ambiente
La città di Genova presenta caratteristiche geomorfologiche e climatiche che rendono particolarmente complessa la gestione dell’umidità di risalita negli edifici.
La presenza di falde superficiali, ruscellamenti sotterranei e terreni poco permeabili si combina con valori di umidità relativa costantemente elevati.
Scarsa ventilazione e uso di materiali che alterano l’equilibrio igrometrico
Nel centro storico, la scarsa ventilazione naturale e l’insolazione limitata dei vicoli favoriscono la risalita capillare. A peggiorare la situazione contribuisce l’uso diffuso, nel tempo, di intonaci cementizi su murature storiche, che ostacolano la traspirabilità e alterano l’equilibrio igrometrico.
In questo contesto opera Massimo Cesana, ingegnere specializzato nella diagnosi e risoluzione delle patologie edilizie legate all’umidità, sia di risalita che da condensa e nell’uso della termografia di secondo livello per analisi non invasive.
Collaboratore esterno di Domodry, da oltre dieci anni si occupa di diagnosi non invasive, monitoraggi strumentali e verifica delle prestazioni nel tempo della tecnologia CNT.
Specializzatosi nelle patologie edilizie con particolare attenzione alla risalita capillare, ha sperimentato le prime applicazioni, anche su edifici residenziali privati, confermando l’efficacia del metodo.
Diagnosi non invasive: il ruolo della termografia di II livello
Come diagnosticare l’umidità di risalita negli edifici storici?
“La termografia di II livello rappresenta uno strumento fondamentale nel metodo di lavoro perché consente di individuare la distribuzione dell’umidità senza forare o alterare le murature, risultando particolarmente indicata negli edifici storici e vincolati, dove ogni intervento invasivo deve essere evitato. A differenza di altri metodi, la termografia restituisce evidenze affidabili e immediate, diventando dunque la base per diagnosi precise” spiega l'ing. Massimo Cesana.

Risanamento umidità murature controterra: il caso studio della Chiesa di Santa Maria di Castello
Un intervento emblematico di risanamento delle murature da umidità di risalita riguarda la Chiesa di Santa Maria di Castello.
Le murature controtterra, alte fino a cinque metri, risultavano completamente compromesse e con una forte concentrazione di sali, mettendo a rischio non solo le pareti, ma superfici storiche e un altare di grande valore storico e culturale.
Monitoraggio, risultato e compatibilità con il restauro
L’integrazione tra la tecnologia CNT e il monitoraggio termografico ripetuto nel tempo ha consentito una verifica costante dell’asciugatura, compatibile con le fasi di restauro e conservazione svoltesi in parallelo.
Con il tempo, le murature si sono stabilizzate e abbiamo potuto constatare la piena asciugatura. Il risultato è stato duplice: risolvere il problema dell’umidità e contribuire al mantenimento del restauro e alla conservazione di un bene culturale di grande importanza.

Soluzioni contro l’umidità: il valore del metodo scientifico
Secondo l’ing. Cesana, l’affidabilità di una soluzione si misura nella possibilità di dimostrarne i risultati attraverso evidenze oggettive e monitoraggi nel tempo. La risalita capillare richiede tempo, metodo e verifiche strumentali.
La Tecnologia CNT si distingue per un approccio scientifico e documentato che accompagna il cliente fino alla completa asciugatura delle murature.
Cos'è la Tecnologia CNT
La metodologia CNT (Charge Neutralization Technology) è un approccio basato sull’inibizione delle cariche elettriche responsabili della risalita capillare nelle murature. La tecnologia agisce senza interventi invasivi, senza iniezioni chimiche e senza modificare la struttura muraria, risultando compatibile con edifici storici e vincolati.
Il
dispositivo CNT Domodry
è un sistema elettronico a bassa emissione che opera senza contatto diretto con le murature. Non prevede perforazioni, elettrodi o sostanze chimiche, ed è per questo pienamente biocompatibile e utilizzabile anche in contesti sottoposti a tutela.
FAQ tecniche sulla tecnologia CNT per contrastare l'umidità di risalita
La tecnologia CNT è compatibile con edifici vincolati?
Sì, l’impiego della CNT è pienamente approvato dalle Soprintendenze in quanto la tecnologia è totalmente non invasiva, non richiede opere edili, non altera le superfici e non interferisce con i materiali originari. La CNT viene regolarmente utilizzata in chiese, musei, palazzi storici e beni culturali senza alcuna limitazione.
Quanto tempo serve per l’asciugatura delle murature?
Una volta attivata la CNT, l’evaporazione dell’umidità residua avviene spontaneamente, in modo graduale e progressivo. Il tempo dipende da vari fattori: materiale e spessore del muro, condizioni climatiche, quantità di acqua inizialmente assorbita, ecc.. Il protocollo prevede verifiche a 12, 24 e 36 mesi, entro le quali viene normalmente raggiunto lo stato finale di contenuto d’acqua fisiologico, corrispondente alla condizione di muro perfettamente asciutto.
È necessario rimuovere intonaci o pavimentazioni?
L’azione di neutralizzazione dell’umidità di risalita esercitata dalla CNT è garantita a prescindere dalla rimozione di intonaci e/o pavimentazioni. E’ comunque buona norma, una volta eliminata l’umidità di risalita, rimuovere il vecchio intonaco contaminato dai sali (accumulatisi al suo interno per effetto della preesistente risalita capillare), sostituendolo con un nuovo intonaco di tipo traspirante, preceduto da un idoneo rinzaffo anti-sali. In caso contrario, data la propria igroscopicità i sali residui permanenti nel vecchio intonaco, assorbendo umidità dall’aria ambiente, potrebbero facilmente reinnescare ulteriori fenomeni di degrado superficiale.
Come si verifica l’efficacia dell’intervento?
A partire dallo stato di fatto iniziale sussistente prima dell’installazione dell’impianto CNT, il protocollo di verifica prevede la rilevazione dell’umidità muraria mediante scansioni termografiche e prove ponderali (UNI 11085) per l’analisi del contenuto d’acqua della muratura. Le rilevazioni vengono quindi ripetute nei medesimi punti di controllo a distanza di 12, 24 e 36 mesi, fino al raggiungimento del contenuto d’acqua fisiologico, corrispondente alla condizione di muratura asciutta. Tutte le varie fasi vengono documentate tramite l’apposita reportistica elaborata da Domodry e trasmessa al Progettista e all’Utente.
Il dispositivo CNT genera campi elettromagnetici o interferenze?
No. Le verifiche mostrano che il dispositivo CNT è totalmente innocuo in quanto ha un’emissione inferiore a 0,015 microtesla, molto più bassa di un piccolo caricabatterie, ed è certificato CE, TUV e quindi conforme alle normative italiane ed europee sulla compatibilità elettromagnetica.
La CNT è compatibile con cappotti, intonaci deumidificanti e altri interventi di riqualificazione energetica?
La CNT interrompe alla radice la causa della risalita capillare; quindi, può essere integrata in qualunque intervento di riqualificazione, restauro o efficientamento energetico, strutturale e/o sismico. Anzi, l’applicazione della CNT è raccomandata prima o contestualmente a interventi come cappotti o rifacimenti, per evitare che il permanere dell’umidità di risalita comprometta l’intero intervento che si intende realizzare.
La CNT funziona anche in presenza di tagli meccanici esistenti o altri sistemi installati in passato?
La CNT è pienamente efficace anche in sostituzione di sistemi preesistenti che non hanno risolto il problema, come dimostrano numerose applicazioni in cui l’umidità è stata eliminata nonostante residui di tagli murari, barriere chimiche o altre tecniche precedenti.
Su quali materiali può essere applicata la CNT?
L’azione della CNT prescinde dalla composizione chimica e/o strutturale dei materiali costituenti la muratura. Conseguentemente, la CNT risulta ugualmente efficace su tutti i tipi di muratura: mattoni, pietra, tufo, calcestruzzo, murature miste, strutture eterogenee ed elementi isolati come pilastri e colonne.
CNT è conforme ai CAM Edilizia?
Sì, la CNT è pienamente conforme al nuovo criterio “Risanamento dall’umidità di risalita” (§ 2.3.13) contenuto nei nuovi CAM edilizia (G.U. n. 281 del 03/12/2025) ed è inoltre provvista di certificazione di efficacia rilasciata da Enti universitari dopo un percorso di validazione scientifica ultradecennale, in ossequio ai requisiti fissati dal nuovo criterio.
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