WP8 ReLUIS: la prevenzione come cultura condivisa, oltre l’emergenza
Il Work Package 8 di ReLUIS traduce la ricerca scientifica in cultura della prevenzione, supportando la campagna “Io non rischio” e misurandone l’impatto sui comportamenti dei cittadini.
La prevenzione non strutturale è oggi una componente riconosciuta e strategica delle politiche di protezione civile. Il Work Package 8 di ReLUIS nasce con l’obiettivo di rafforzare la capacità sociale delle comunità, trasformando la ricerca scientifica in consapevolezza diffusa e in comportamenti concreti. Attraverso il supporto alla campagna “Io non rischio” e un’attenta analisi dell’impatto delle attività di divulgazione, il WP8 mette al centro il rapporto tra conoscenza tecnica e scelte dei cittadini. La vera sfida non è solo informare, ma attivare. In questo passaggio si gioca una parte decisiva della resilienza del Paese.
Nel panorama delle attività della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, il Work Package 8 occupa una posizione particolare. Non è un WP di ricerca in senso stretto, non produce modelli numerici o linee guida tecniche, non sviluppa prototipi o piattaforme sperimentali. Eppure è uno dei nodi strategici dell’intero programma: è il luogo in cui la conoscenza scientifica incontra le comunità, si traduce in consapevolezza diffusa e si misura con la capacità reale dei cittadini di diventare parte attiva della prevenzione.
Con sette unità di ricerca distribuite lungo la penisola e un budget contenuto, il WP8 si muove in una logica diversa rispetto agli altri Work Package. Il suo obiettivo è uno solo, ma ambizioso: innalzare la capacità sociale delle comunità. In termini contemporanei, significa rafforzare quella che oggi viene definita prevenzione non strutturale, ormai riconosciuta anche nel Codice della Protezione Civile come componente essenziale della strategia di mitigazione del rischio.
Non si tratta solo di comunicare risultati, ma di renderli comprensibili e utili per cittadini, amministrazioni e portatori di interesse. La sfida non è “raccontare cosa facciamo”, ma spiegare a cosa serve ciò che facciamo.
La campagna “Io non rischio”: dalla piazza alla cultura del multirischio
Il cuore dell’attività del WP8 è il supporto scientifico alla campagna nazionale “Io non rischio”, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e fondata su un modello in cui il volontariato diventa ambasciatore di prevenzione.
La Giornata nazionale “Io non rischio” rappresenta il momento più visibile di questa campagna. Partita nel 2011 in sordina, con appena nove piazze dedicate esclusivamente al rischio sismico, è cresciuta fino a coinvolgere nel 2024 ben 425 piazze in tutta Italia, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione ad altri rischi naturali e antropici. Non più un approccio settoriale, ma una visione multirischio che veicola un messaggio culturale preciso: i rischi non possono essere affrontati singolarmente, né percepiti come compartimenti stagni.
In questo percorso, il ruolo di ReLUIS è stato duplice. Da un lato, supporto tecnico-scientifico nella fase di preparazione e formazione dei volontari, che nel tempo hanno acquisito una nuova identità: non solo operatori dell’emergenza, ma attori permanenti della prevenzione. Dall’altro, attività sistematica di osservazione sul campo. Nel 2024 circa cinquanta osservatori ReLUIS hanno monitorato le piazze, producendo report regionali confluiti in un documento di sintesi nazionale. Un lavoro prezioso per comprendere cosa ha funzionato, cosa può essere migliorato e come rendere più efficace la comunicazione.
Nel 2025 la Giornata nazionale non si è svolta, ma l’idea di fondo non si è fermata. Si sta lavorando a un’evoluzione del format, “Io non rischio 365”, con l’obiettivo di superare la logica dell’evento concentrato e costruire una presenza continuativa durante tutto l’anno, integrando la campagna con altre iniziative territoriali e culturali. La prevenzione, per essere efficace, non può essere episodica.
Informati, consapevoli… ma attivi?
Il nodo cruciale, tuttavia, è un altro. Informare non basta. Rendere consapevoli non è sufficiente. La vera domanda è: i cittadini diventano attivi?
Per rispondere a questo interrogativo, nell’ambito del Task 8.2 è stato avviato un sondaggio denominato “bonus edilizi”, tuttora aperto, con l’obiettivo di misurare l’impatto della campagna sulle scelte concrete dei cittadini, in particolare rispetto agli incentivi per la riduzione del rischio sismico.
I primi dati, raccolti su circa 600 rispondenti, mostrano che quasi il 60% non ricorda o non conosce la campagna “Io non rischio”. Ma il dato più significativo riguarda le scelte di investimento: solo il 6,4% dichiara di aver usufruito del Sismabonus, mentre il 40% ha utilizzato bonus edilizi in generale, prevalentemente orientati all’efficientamento energetico.
Il caso di Potenza è emblematico. In una città con elevata pericolosità sismica, circa il 90% delle richieste analizzate riguarda l’Ecobonus, appena il 2% esclusivamente il Sismabonus e l’8% una combinazione dei due. La sostenibilità energetica sembra aver prevalso nettamente sulla resilienza strutturale.
Il tema è culturale prima ancora che tecnico. Senza resilienza non può esserci vera sostenibilità. Se la prevenzione sismica resta marginale nelle scelte dei cittadini, significa che il messaggio non è ancora penetrato a fondo. Non basta sapere che un territorio è sismico: occorre tradurre questa consapevolezza in azione concreta.
Il confronto europeo: fiducia, percezione del rischio e volontariato
Un recente survey europeo, condotto su circa 26.500 cittadini nei 27 Stati membri, offre ulteriori spunti di riflessione. In Italia, il 56% degli intervistati indica i rischi geologici – terremoti e vulcani – come principale fonte di esposizione percepita, una percentuale superiore alla media europea. Il dato conferma una sensibilità diffusa verso il rischio sismico, coerente con la storia del Paese.
Più problematico è invece il livello di fiducia nelle autorità pubbliche, dove l’Italia si colloca agli ultimi posti. Un elemento critico, perché la fiducia istituzionale è un fattore chiave per l’efficacia delle politiche di prevenzione.
Al contrario, il nostro Paese risale sensibilmente la classifica quando si parla di fiducia nelle organizzazioni no profit durante le emergenze e di intenzione a impegnarsi nel volontariato. Qui l’Italia è sopra la media europea e, in alcuni indicatori, addirittura al primo posto.
Il volontariato si conferma dunque una risorsa strategica nazionale. Nonostante una crisi vocazionale di cui si discute da tempo, resta un capitale sociale fondamentale, anche in chiave preventiva. È su questo terreno che il WP8 costruisce il proprio contributo: consolidare il legame tra cittadini, comunità scientifica, volontariato e istituzioni, trasformando la conoscenza tecnica in azioni concrete per le comunità.
Dalla divulgazione alla trasformazione culturale
Accanto alla campagna “Io non rischio”, il WP8 promuove un ampio ventaglio di attività di divulgazione: partecipazione alla Settimana nazionale della Protezione Civile, eventi come “La scienza per la prevenzione”, produzione di materiali editoriali, uso mirato dei social media per intercettare le fasce più giovani.
Il filo conduttore resta uno: non limitarsi a spiegare cosa fa la ricerca, ma chiarire a cosa serve. Ogni studio, ogni modello, ogni linea guida deve tradursi in un beneficio tangibile per la collettività.
Il WP8, pur non essendo un Work Package di ricerca in senso classico, svolge una funzione essenziale: misura la distanza tra sapere tecnico e comportamento sociale, tra conoscenza e azione. È in questo spazio che si gioca la partita della prevenzione non strutturale.
Se la resilienza è una qualità sistemica, allora passa anche dalla capacità di una comunità di comprendere il rischio e di agire di conseguenza. In questa prospettiva, il WP8 non è un tassello marginale, ma uno dei luoghi in cui si costruisce, giorno dopo giorno, la cultura della prevenzione in Italia.
DI SEGUITO LA REGISTRAZIONE INTEGRALE DELL'INTERVENTO DI ANGELO MASI.
Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto dell'IA.
IN SINTESI
-Il ruolo “atipico” del WP8, dedicato alla divulgazione e al trasferimento dei risultati della ricerca verso cittadini e stakeholder.
-L’evoluzione della campagna “Io non rischio”, cresciuta da 9 a 425 piazze e orientata oggi a una visione multirischio e continuativa (“Io non rischio 365”).
-Il contributo scientifico di ReLUIS nella formazione dei volontari e nell’osservazione sistematica delle attività sul territorio.
-I risultati preliminari del sondaggio sui bonus edilizi, che mostrano una scarsa incidenza del Sismabonus rispetto agli incentivi energetici.
-Il confronto con i dati europei su percezione del rischio, fiducia nelle istituzioni e ruolo strategico del volontariato.
-La necessità di superare la semplice informazione per promuovere comportamenti attivi orientati alla resilienza.
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