A volte ritornano: il condono edilizio riapre con la Manovra? Nuova sanatoria in vista
I quattro emendamenti alla Legge di Bilancio 2026 presentati da Fratelli d'Italia prevedono, tra l'altro, la regolarizzazione di abusi edilizi sostanziali, tramite riapertura dei condoni edilizi del 1985 e 2003. Ok alla sanatoria straordinaria di logge, tettoie, porticati e ristrutturazioni leggere realizzati senza permesso di costruire entro il 30 settembre 2025.
Pur con i piedi di piombo, la riapertura di primo e terzo condono edilizio, procedure che nel 1985 e 2003 consentirono di sanare abusi sostanziali ma che, per alcuni interventi, sono rimasti incagliati in scadenze non ottemperabili, si affaccia in Manovra con ben 4 emendamenti della Maggioranza (FdI) che puntano proprio alla regolarizzazione di illeciti edilizi minori ma non solo.
Va subito precisato che sono misure al momento 'latenti', nel senso che dovranno essere incardinate dentro il testo della Legge di Bilancio 2025 attualmente al vaglio del Parlamento, cioè approvate: il fatto che però siano stati incluse tra le 400 proposte valutabili, è già un passo avanti.
Come anticipato da IlSole24Ore, si tratta di due diversi condoni:
- il primo, riferito alla riapertura della sanatoria straordinaria del 1985 (legge 47), consentirà di regolarizzare piccole difformità anche molto recenti (realizzate entro il 30/09/2026);
- il secondo, che andrà a riaprire il terzo condono edilizio (DL 269/2003), permetterà di sanare abusi edilizi anche rilevanti in zona vincolata (superando quindi il limite stringente della legge 326/2003), ma solamente per le opere realizzate nel 2003.
Se gli emendamenti saranno approvati, porteranno di fatto a un nuovo condono edilizio, con l'obiettivo - soprattutto per le zone del Sud e in particolare la Campania - di regolarizzare migliaia di istanze di sanatoria ancora oggi pendenti.
I comuni dovranno - secondo una prima proposta, come anticipato da IlSole24Ore - rilasciare i permessi in sanatoria collegati alle tre edizioni del condono.
Ma vediamo di cosa si tratta nello specifico.
Primo condono edilizio: sanatoria per le opere realizzate entro il 30 settembre 2025
Le opere che potranno essere condonate, riaprendo le procedura ex legge 47/1985 (Primo condono), saranno - come anticipato da IlSole24Ore - di tipo pertinenziale, come ad esempio tettoie, balconi, portici, logge realizzate senza titolo edilizio o in totale difformità, ma anche lavori (abusivi) di ristrutturazione edilizia 'leggera', che cioè non abbiano comportato aumento di superficie o volumetria.
L'emendamento dispone che le opere devono essere state realizzate entro il 30 settembre 2025 e sono comunque esclusi interventi maggiori (cd. nuove costruzioni o ristrutturazioni pesanti).
Terzo condono edilizio: eliminati i limiti in zona vincolata
La riapertura del condono del 2003, il più gettonato e protagonista di migliaia di contenziosi amministrativi, è stato pensato per la Campania ma di fatto, sempre qualora gli emendamenti vengano approvati e confluiscano nella Legge di Bilancio 2026 che dovrà essere varata entro il 31/12/2025, potrebbe essere applicato in tutte le parti d'Italia, visto che saranno le regioni a dover 'legiferare' in tal senso, stabilendo condizioni e modalità per l'ammissione alla sanatoria speciale.
Ma c'è di più: secondo quanto anticipato da IlSole24Ore, infatti, l'emendamento 'allarga' notevolmente il perimetro del terzo condono in zona vincolata, che - come ben sappiamo - nella sua versione primigenia prevedeva, in zone sottoposte a tutela anche successivamente alla realizzazione dell'opera, la possibile sanatoria solamente di interventi edilizi minori, ovverosia manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
Nella nuova versione, sarà invece possibile sanare praticamente tutti i tipi di illecito, a parte le ipotesi di inedificabilità assoluta.
In questo caso però non si tratterebbe di nuovi interventi abusivi, ma di quelli realizzati entro il 31 marzo 2003, 'dead-line' ufficiale del terzo condono originario.
L'obiettivo, insomma, è di andare a risolvere quanti più condoni pendenti possibili, soprattutto in Campania (ma ogni Regione potrebbe aprire la possibilità legiferando in materia entro due mesi dall'entrata in vigore della norma).
Condoni 'latenti': pendenze da chiudere entro il 31 marzo 2026?
Come anticipato da IlSole24Ore, c'è anche un'altra proposta di emendamento che assegna ai comuni una 'dead-line', il 31 marzo 2026, per chiudere tutte le pendenze (istanze ancora inevase o in attesa) relative ai tre condoni edilizi succedutisi in Italia.
Fantascienza? Lo vedremo a breve con l'approvazione degli emendamenti che saranno incardinati in Manovra.
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