Bonus Mobili ed Elettrodomestici: ok con acquisto a rate! Le regole
Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici è valido anche in caso di finanziamento a rate, a patto che la società finanziaria paghi il corrispettivo con modalità tracciabili e il contribuente conservi la copia della ricevuta del pagamento.
Tutto sulle regole operative del Bonus Mobili ed Elettrodomestici in caso di acquisto a rate, alla luce dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate. La detrazione del 50% spetta anche con finanziamento, purché la società finanziaria versi il corrispettivo al fornitore con strumenti tracciabili e il contribuente conservi la prova del pagamento. Ai fini fiscali, rileva l'anno in cui la finanziaria paga il venditore, che determina la dichiarazione in cui fruire della detrazione. L'articolo riepiloga inoltre requisiti, limiti di spesa, beni agevolabili e condizioni legate alla ristrutturazione edilizia.
E' possibile usufruire del Bonus Elettrodomestici nella dichiarazione del 2026 con l'acquisto di una lavasciugatrice a rate nel dicembre 2025 ma versamento della società finanziaria dell'importo al venditore avvenuto nel gennaio 2026?
La domanda, formulata da un contribuente al Fisco e segnalata nella "Posta di FiscoOggi", è senz'altro interessante e ci consente di fare chiarezza sulle tempistiche per la fruizione del Bonus Mobili ed Elettrodomestici in caso di acquisto a rate.
Acquisto a rate: l'anno di riferimento è quello in cui la finanziaria ha pagato il fornitore
L'agevolazione sull'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici - precisa il Fisco - è valida anche in caso di finanziamento a rate, a patto che la società finanziaria paghi il corrispettivo con modalità tracciabili e il contribuente conservi la copia della ricevuta del pagamento.
In tale ipotesi, l'anno di riferimento per la detrazione coincide con quello in cui la finanziaria ha effettuato il pagamento al fornitore. Quindi, nel caso in esame, la spesa sarà detraibile nella dichiarazione 2027.
Bonus Mobili: la proroga per il 2026
Il Bonus Mobili è stato confermato anche per il 2026 alle stesse condizioni del 2025: la Legge di Bilancio 2026 (art.1 comma 22) ha infatti prorogato di un'ulteriore anno la detrazione fiscale del 50% per chi acquista mobili o elettrodomestici per arredare un immobile già oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio (sia su singole unità immobiliari che su parti comuni di edifici residenziali), che siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
Importante: per il Bonus Mobili non si applica la regola della 'prima casa' valevole per la detrazione maggiorata degli altri bonus; la detrazione del 50%, quindi, vale per tutti i tipi di immobili, cioè anche per le seconde (e terze) case.
Bonus Mobili: cos'è
Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici consiste in una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
L'agevolazione si riferisce alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.
La detrazione va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro, che comprende anche le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).
La detrazione è ripartita in dieci quote annuali dello stesso importo.
Bonus Mobili: quali acquisti?
I beni ammessi a beneficio sono:
- mobili nuovi destinati all’arredamento (es. letti, armadi, divani, tavoli, sedie, librerie, materassi, lampade);
- grandi elettrodomestici nuovi con classe energetica minima richiesta (classe A per forni, classe E per lavatrici/lavastoviglie e classe F per frigoriferi/congelatori), purché destinati all’unità immobiliare oggetto di ristrutturazione.
La ristrutturazione è condizione sine qua non
Per beneficiare del Bonus Mobili è indispensabile realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
Attenzione: tale intervento deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.
Quindi, con lavori edilizi o nell'anno stesso in cui si chiede il bonus o nell'anno precedente, l'agevolazione è concedibile.
Obbligo di pagamento tracciabile
L'Agenzia delle Entrate ricorda anche che per beneficiare della detrazione fiscale, il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico o carta di debito/credito.
Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni bancari o altri sistemi.
FAQ TECNICHE: Bonus Mobili ed Elettrodomestici con acquisto a rate | Ingenio
Il Bonus Mobili è ammesso anche in caso di acquisto a rate?
Sì. L’agevolazione spetta anche se il bene è acquistato tramite finanziamento, a condizione che la società finanziaria paghi il fornitore con modalità tracciabili e che il contribuente conservi la relativa ricevuta.
In quale anno si porta in detrazione la spesa se si acquista a rate?
L’anno di riferimento non è quello della firma del contratto, ma quello in cui la finanziaria effettua il pagamento al venditore. Da tale anno decorre la possibilità di indicare la detrazione in dichiarazione.
È necessario che i lavori di ristrutturazione siano conclusi?
No. È sufficiente che l’intervento di recupero edilizio sia iniziato prima dell’acquisto dei mobili o elettrodomestici, anche nello stesso anno o in quello precedente, purché regolarmente avviato.
Qual è il limite massimo di spesa detraibile?
La detrazione del 50% si calcola su un importo massimo di 5.000 euro, comprensivo anche delle spese di trasporto e montaggio, se pagate con strumenti tracciabili.
Sono ammessi pagamenti in contanti o con assegni?
No. Per accedere al Bonus Mobili i pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite bonifico o carta di credito/debito. Contanti, assegni o altri mezzi non tracciabili fanno decadere il beneficio.
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