Certificazione energetica nazionale e certificazione CasaClima: il confronto tra le due metodologie
Il confronto tra la metodologia di certificazione energetica nazionale basata sulle norme UNI TS 11300 e quella proposta dall’Agenzia CasaClima.
L’articolo mette a confronto l’Attestato di Prestazione Energetica nazionale, costruito sulle UNI/TS 11300 e sul DM 26 giugno 2015, con la certificazione dell’Agenzia CasaClima. Nel metodo APE la classe deriva dall’indice EPgl,nren e dal raffronto con l’“edificio di riferimento”. CasaClima, invece, valuta l’efficienza dell’involucro in modo distinto dagli impianti e propone un iter volontario (fuori dalla Provincia di Bolzano) orientato al controllo del processo. Per progettisti e DL il confronto serve a scegliere correttamente obiettivi, deliverable e verifiche, evitando equivoci tra adempimento normativo e percorso prestazionale.
La Direttiva EPBD “Case Green”
È di grande attualità il dibattito sulla recente emanazione da parte dell’Unione Europea della Direttiva EPBD (Energy Performance of Building Directive) conosciuta anche come “Direttiva Case Green”. Il testo prevede che tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni a partire dal 2028 (anche se le emissioni non potranno mai essere zero, che resta un limite teorico) mentre quelli esistenti dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 1° gennaio 2030 e D entro il 2033. Per il riscaldamento si prevede il divieto di utilizzo di combustibili fossili entro il 2035 e l’abolizione di sussidi per l’installazione di generatori a combustibili fossili entro il 2024.
Ovviamente l’uscita di questo documento ha provocato molte polemiche e scatenato dibattiti anche da parte della politica. I tempi sono davvero stretti e il parco edilizio che potenzialmente andrà sottoposto a riqualificazione energetica è vasto: in Italia si parla di circa 12 milioni di edifici in classe G e circa 9 milioni in classe F (dati Istat) benché la Direttiva Case Green suggerisca di agire in modo prioritario sul 15% degli edifici più energivori per ogni stato membro, collocati nella classe energetica G, il che restringerebbe il campo di azione a circa 1,8 milioni di edifici entro il 2030.

Senza addentrarci nei dettagli della Direttiva Case Green e sulle numerose conseguenze di carattere tecnico, economico, giuridico, politico e sociale che scaturiranno dalla sua applicazione nel nostro Paese, soffermiamoci sulla metodologia di certificazione energetica attualmente in vigore sul territorio nazionale.
In altre parole, come si attribuisce la classe energetica a un edificio?
La certificazione energetica in Italia
La metodologia di certificazione energetica in Italia deriva dall’applicazione del Decreto 19 agosto 2005, n. 192 (a sua volta derivato dalla ratifica della Direttiva 2002/91/CE) e nel DPR 75/2013, a cui si sono susseguite numerose norme e leggi tra cui il D.M. 26 giugno 2015 – “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici" che contiene il format dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e le modalità di compilazione di questo documento, che deve essere redatto da un Tecnico abilitato in possesso dei requisiti di cui all’art. 2 del DPR 75/2013 e sviluppato attraverso un software commerciale in possesso della certificazione rilasciata dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano).
Senza entrare troppo nei dettagli di calcolo, vediamo come funziona il metodo di calcolo nazionale per stabilire le prestazioni energetiche di un edificio.
Ho detto “nazionale” perché alcune Regioni e Provincie autonome italiane, tra cui Lombardia e Provincia Autonoma di Bolzano, hanno deciso di dotarsi di una propria legislazione in materia di prestazione energetica degli edifici, con modelli di calcolo in tutto o in parte diversi dalla metodologia nazionale.
Alla base del calcolo ci sono le norme UNI/TS 11300, la cui prima stesura risale al 2008, ma che dal 2014 al 2016 sono state rivedute e adattate. Attraverso l’applicazione della metodologia di calcolo proposta, si crea un modello dell’edificio da analizzare, sia esso un edificio nuovo oppure esistente.
Vengono modellate tutte le stratigrafie che compongono l’involucro edilizio (pareti, solai, tetti, pavimenti, finestre, porte, ecc.) e gli impianti tecnologici incorporati in esso. Il software analizza il modello e ne calcola i vari indici di prestazione energetica (EP) a seconda dei servizi energetici presenti nell’edificio: riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione, trasporto. Una volta calcolati gli EP sopra descritti si determina l’indice di prestazione energetica non rinnovabile globale EPgl,nren, dato dalla somma degli indici dei singoli servizi precedentemente calcolati:
EP gl,nren = EPH,nren + EPW,nren + EPC,nren + EPV,nren + EPL,nren + EPT,nren
L’indice EP gl,nren determina la classe energetica da attribuire all’edificio in una scala che va da G (classe energetica peggiore) ad A4 (classe energetica migliore) secondo la seguente tabella contenuta nell’Allegato 1 al DM 26.6.2015:

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FAQ TECNICHE + APE UNI/TS 11300 e CasaClima: confronto su calcolo e classe
1. Che cos’è l’APE nazionale e su cosa si basa?
- L’APE è l’attestato previsto dalla normativa italiana per descrivere la prestazione energetica di un edificio.
- Si redige con procedure e format definiti dalle Linee Guida nazionali (DM 26/6/2015) e con calcoli basati sulle UNI/TS 11300.
- Il tecnico abilitato modella involucro e impianti e ottiene gli indici di prestazione per i diversi servizi energetici.
2. Che cos’è la certificazione CasaClima e quando si applica?
- CasaClima è sia un sistema di certificazione sia un’Agenzia pubblica con sede a Bolzano.
- Fuori dalla Provincia Autonoma di Bolzano la certificazione è in genere volontaria, scelta dal committente come percorso prestazionale.
- Non sostituisce l’APE, che resta un adempimento richiesto dalla normativa nazionale/regionale.
3. Quali indicatori “guidano” la classificazione nei due approcci?
- Nel metodo nazionale la classe energetica è legata in modo centrale all’EPgl,nren (somma degli indici non rinnovabili dei servizi presenti).
- Nel percorso CasaClima, l’efficienza dell’involucro viene considerata e comunicata in modo distinto dagli impianti.
- Nella pratica, questo cambia il “fuoco” delle scelte: prima l’involucro, poi la coerenza impiantistica.
4. In cosa CasaClima differisce rispetto alla certificazione “standard” dell’APE?
- L’APE valuta il sistema edificio-impianto e colloca l’edificio in scala tramite confronto con un edificio di riferimento.
- CasaClima, invece, separa la lettura prestazionale dell’involucro da quella impiantistica, rendendo più leggibile dove si “perde” energia.
- Questo può essere utile in progettazione per fissare obiettivi misurabili sulle stratigrafie e sui nodi.
5. Indicazioni di progetto e integrazione: cosa cambia per DL e progettista?
- Con APE l’attenzione è su input corretti di modello (geometrie, stratigrafie, ponti termici trattati secondo impostazione di calcolo) e sulla coerenza dei dati impiantistici.
- Con CasaClima, oltre al progetto, pesa molto la gestione del processo: scelte sull’involucro, controllo dei dettagli, coerenza tra capitolato, posa e risultato atteso.
- Operativamente: definire nodi tipo, tolleranze, responsabilità e controlli in cantiere.
6. Comfort, sicurezza e durabilità: dove si aggancia il tema?
- Un involucro ben progettato non è solo “energia”: significa controllo di temperature superficiali, rischio condensa e continuità di tenuta, con impatto su comfort termo-igrometrico e qualità indoor.
- La lettura separata dell’involucro aiuta a non mascherare criticità con soluzioni impiantistiche “compensative”.
- La durabilità dipende anche da errori di posa (discontinuità, forature, materiali incompatibili) che vanno presidiati in fase esecutiva.
7. Errori tipici da evitare quando si confrontano APE e CasaClima
- Confondere la certificazione volontaria con l’obbligo di legge: CasaClima non “rimpiazza” l’APE.
- Leggere la classe come verità assoluta senza chiedersi: quali confini di calcolo? quali assunzioni su uso, ventilazione, setpoint, impianti?
- Impostare obiettivi senza tradurli in dettagli (nodi, stratigrafie, verifiche in corso d’opera): è lì che si vince o si perde prestazione.
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L'efficienza energetica in edilizia e impiantistica è fondamentale per la progettazione sostenibile, puntando alla riduzione dei consumi e all'ottimizzazione delle risorse. Normative, certificazioni, isolamento termico, domotica e dettagli costruttivi giocano un ruolo chiave nel migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.
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